Dalla vendetta alla nonviolenza

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La vendetta e la ricerca del colpevole alimentano la catena della violenza
Disinnescare la violenza dentro e fuori di noi per aprire la strada a una reale riconciliazione.

31/08/2026

Quando gli esseri umani si sono resi conto di poter dominare, addomesticare piante e animali hanno pensato che si poteva addomesticare anche un altro essere umano. Quanto è pratico?
Il numero di forme della schiavitù è sorprendente. Abbiamo immagini dalla scuola di schiavi africani trasportati in catene sulle navi. Certo, questo esiste, ma la varietà di forme di schiavitù include milioni, milioni, milioni, milioni di bambini schiavi nel corso della storia umana.
Fin dai tempi più antichi ci sono commenti di filosofi, di politici che hanno voluto giustificato la schiavitù,. Alcuni dicevano che era dovuto a limitazioni fisiche. Altri dicevano: "Certo che sono stupidi" o "Vivono come animali". Fin dall'inizio si sentiva il bisogno giustificarsi.
Evidentemente c'era una vocina che gli diceva: "Guarda che questo è un essere umano!". E quindi sentivano il bisogno di giustificarlo. E rimanendo sul nostro tema della vendetta, questo punto è cruciale nella cosificazione nella schiavitù: possedere un essere umano che viene completamente cosificato, che non è altro che un oggetto.

26/08/2026

Il senso di questa riconciliazione è un superare la sofferenza che deriva dal risentimento dal desiderio di vendetta dal sentirsi vittima. Quindi non solo come vittima ma anche poi come aggressore a mia volta.
Cioè Io soffro quindi voglio superare questa sofferenza quindi non parliamo di eliminare ma di superare, elaborare, integrare, come prenderla e cioè dare un senso nuovo a quello che mi è successo.
Sempre con che mi è successo sia come vittima che come aggressore.
La vendetta a queste due facce e noi ci possiamo trovare nella quotidianità da una parte o dall'altra.
Dare un senso nuovo perché noi continuamente diamo un senso abbiamo dato un senso a quello che è accaduto e per superare questa sofferenza abbiamo la necessità di dare un altro senso a quello che è successo

26/08/2026

Fin dai tempi più antichi ci sono scritti, commenti di filosofi, di...

24/08/2026

Riconciliare non è dimenticare né perdonare, è riconoscere tutto quello che è accaduto e proporsi di uscire dal circolo vizioso del risentimento. È scorrere lo sguardo per riconoscere gli errori in sé e negli altri. Riconciliarsi internamente è proporsi di non passare per lo stesso cammino due volte, ma disporsi a riparare doppiamente i danni prodotti.
Tratto dal discorso di Silo del 2007 sulla riconciliazione. Video competo sul canale YT nelle Info della pagina


22/08/2026

La riconciliazione è un processo di liberazione dalla sofferenza. L'importanza di intraprendere, al livello personale e a livello sociale, un processo di riconciliazione che ci porta a riflettere su alcune domande fondamentali per comprendere la necessità di una trasformazione profonda della nostra vita.
La Dott.sa Consilvio del Centro di Studi Umanista presenta pratiche di riflessione per intraprendere un processo di trasformazione e riconciliazione
Video completo su https://youtu.be/apJ72Vofn9k?si=wk_asCHeg_ihwhMq

19/08/2026


La giustizia trasformativa, partendo dalle situazioni in cui si è vissuta la violenza, crea le condizioni sociali per ridurre il danno e per prevenirlo. Senza seguire la logica della punizione, attiva un processo che coinvolge tutti: ognuno si assume la sua parte di responsabilità.
La giustizia trasformativa, prendendo in prestito le parole della scrittrice e attivista sociale Giusy Palomba, è “tutto ciò che una comunità decide di fare per ridurre la violenza o la possibilità della violenza, senza però ricorrere alla polizia o al carcere, o a rimedi che prevedono l’espulsione, l’allontanamento e la cancellazione delle persone. È un modo di mantenere insieme due tensioni: la protezione di chi ha subito la violenza e il supporto a chi l’ha agita, in modo da poter cambiare rotta, interrompere un ciclo, affinché quella violenza non si ripeta e non ne venga generata altra”. Lo scopo della giustizia trasformativa è quello di moltiplicare i luoghi di cura e prevenzione della violenza, per rinforzare le capacità di trasformazione del tessuto sociale. - Intervento di Vito Correddu al 10° Simposio INternazionale del Centro di Studi Umanista. Intervento completo sul canale in bio.

17/08/2026

Dalla vendetta pubblica bisogna andare “oltre la vendetta” ed ecco che si affaccia anche in Italia la “giustizia riparativa”, che oggi ha una disciplina normativa organica. Si tratta di un paradigma di giustizia alternativa o complementare a quello classico per il quale si ipotizza che la risposta al reato non debba solamente essere detentiva. Il reato deve essere concepito come una ferita, una lacerazione sociale. Non ha obiettivi buonisti, non prevede né il perdono della vittima né il pentimento dell’autore del reato. È una giustizia che vuole ricucire il rapporto fra chi ha subìto e chi ha provocato un danno. In modo più esteso, fra la società e il reo. L’obiettivo è anche “ristorare” la vittima che oggi in tribunale ha parola solo per raccontare i fatti, mai per esprimere ciò che sente e mai per chiedere: “Perché proprio a me?”

Marcello Bortolato è coautore, assieme al giornalista del Corriere della sera Edoardo Vigna, di “Vendetta pubblica. Il carcere in Italia”, Ed. Laterza, 2020, e “Oltre la vendetta. La giustizia riparativa in Italia”, Ed. Laterza, 2025, entrambi nella collana “Saggi tascabili”.

12/08/2026

Per parlare di riconciliazione c’è da parlare del superamento della vendetta.
Se il tema della vendetta, che comincia nel Codice di Hammurabi e finisce nel Giudaismo, nel Cristianesimo e nell’Islamismo. E’ parte di un’area culturale il tema della vendetta. Cosicché chissà se non dobbiamo indagare dentro alla nostra propria struttura mentale questa cosa della vendetta, che è fortemente incorporata in noi. Nella testa di quelli che si sentono occidentali, va. E’ fortemente incorporato il tema della vendetta.
E quindi ci sarebbe da smontare, tra l’altro, quel meccanismo della vendetta. Quella credenza profonda di vedere una soluzione nel far patire all’altro quello che si crede sia la base della sofferenza. Sembra che la soluzione, dal lato della vendetta, è quella di far patire all’altro quello che l’altro ha fatto patire a noi stessi o ad altre persone.
Quindi si sta enfatizzando questo di far soffrire l’altro. Questo è il tema della vendetta. E in Occidente questo è molto accentuato ed è molto forte.
https://youtu.be/O8U7ti9Q6NY?si=5IE50j66zgVNDY7C
(Tratto da un incontro di Silo con un gruppo di Studio sulla Riconciliazione del 6 Maggio 2008 in Italia)

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