12/08/2026
Ieri sera, a Casalotti, il commiato per Kamal, Jahan e Arowa ha restituito il senso più semplice e più profondo della parola comunità.
Non una parola astratta, ma una trama di relazioni quotidiane: persone che abitano le stesse strade, frequentano le stesse scuole, lavorano nello stesso territorio, condividono fatiche, abitudini, preoccupazioni.
Di fronte a una tragedia così grande, tutto questo diventa visibile.
Si comprende quanto siano povere le categorie con cui spesso si prova a separare le persone, e quanto invece contino i legami costruiti nel tempo, la prossimità, la capacità di riconoscere nell’altro una vita che ci riguarda.
La presenza di tante cittadine e tanti cittadini è stata, prima di tutto, un gesto di umanità verso una famiglia colpita da un dolore indicibile.
Ma è stata anche qualcosa di più: la testimonianza silenziosa di un territorio che non vuole abituarsi all’indifferenza.
Una comunità civile si misura anche da questo: dalla cura che sa esprimere verso chi soffre e dalla capacità di non lasciare nessuno ai margini.