21/07/2026
👩 «Senza l'altra metà del cielo, ogni nostra prospettiva rimarrà parziale e a senso unico». Monica Buson, a partire da un convegno delle Acli di Padova per gli 80 anni dal primo voto delle donne, fotografa una contraddizione che attraversa la vita associativa e politica: le donne sono la maggioranza della base, ma restano una minoranza ai vertici.
I dati dicono molto: alle ultime elezioni regionali in Veneto, la quota di donne che ha votato è inferiore di 4-6 punti percentuali rispetto agli uomini, nonostante le donne rappresentino il 51,3% della popolazione votante. E l'informazione politica quotidiana raggiunge il 27,6% degli uomini, contro il 19% delle donne.
Le cause? La docente Martina Carone ne individua tre: la difficoltà di conciliare tempi familiari e vita pubblica, il doppio standard comunicativo che sottopone le candidate a giudizi sull'aspetto fisico e mette costantemente in discussione la loro competenza, e strutture partitiche con dinamiche prevalentemente maschili.
Anche alle Acli di Padova il paradosso è evidente: 1.074 socie contro 961 soci, 68 dipendenti donne contro 15 uomini. Ma nel consiglio provinciale: 17 uomini e 7 donne. Dal 2012 al 2023, presidenze quasi esclusivamente maschili.
La presidenza attuale, per effetto di una scelta delle Acli Nazionali del 40% di genere diverso, conta 5 uomini e 2 donne. Un passo, non ancora un traguardo.
👉 Il contributo di Monica Buson: https://www.difesapopolo.it/extra/laclista-padovano/donne-e-uomini-insieme-per-una-prospettiva-globale/