25/09/2026
𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟐
𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨?
La nostra associazione ha partecipato al Bilancio partecipato 2026 con il progetto “Cecilia Connect”, che non ha superato la valutazione della Commissione e, di conseguenza, non è stato sottoposto al voto dei cittadini. Non contestiamo questo risultato, così come non contestiamo l’esito della successiva votazione.
Tra i tre progetti ammessi alla consultazione, è risultato vincitore “Saper essere. Il vero significato dell’educazione”, presentato dall’Associazione L’Arcobaleno dei Bambini. L’esito del voto è chiaro e, come tale, va rispettato.
Partiamo proprio da qui, da una considerazione che riteniamo doverosa. Il servizio di pre e post scuola risponde a un bisogno concreto delle famiglie e della comunità e può rappresentare una risposta importante alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ci auguriamo, pertanto, che possa essere realizzato con qualità, sicurezza e continuità.
Proprio perché ne riconosciamo l’utilità, riteniamo, però, necessario distinguere il valore del servizio dal procedimento, attraverso il quale si è arrivati alla sua attivazione.
La partecipazione, infatti, non si esaurisce con il voto. Il regolamento stabilisce che i progetti più votati diventino parte integrante delle linee programmatiche dell’Amministrazione. Da quel momento, perciò, prende avvio una fase altrettanto importante, nella quale la scelta dei cittadini deve tradursi in atti amministrativi, nell’impiego di risorse pubbliche e, infine, in servizi concreti per la comunità.
È in questo passaggio che, dopo aver esaminato il regolamento comunale, il verbale della Commissione, il progetto risultato vincitore e le successive comunicazioni dell’Amministrazione, emergono alcune questioni che riteniamo meritevoli di chiarimento.
𝐋𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢
Il regolamento stabilisce sei criteri, attraverso i quali devono essere valutate le proposte e fissa a 6 punti su 10 la soglia minima per la loro ammissione alla fase successiva.
Nel verbale della Commissione sono riportate le medie dei punteggi attribuiti ai diversi progetti, senza tuttavia una motivazione analitica, che consenta di comprendere come i singoli criteri siano stati concretamente applicati alle varie proposte.
A questa considerazione se ne aggiunge un’altra, relativa alla composizione della Commissione.
Il regolamento prevede la presenza del Sindaco, dei dirigenti comunali, dell’Assessore al Bilancio (delega che detiene lo stesso Sindaco, che in questo caso si esprime per due?)e di tre cittadini individuati mediante apposito avviso pubblico. Nel verbale della riunione del 28 maggio risultano presenti il Sindaco, il Responsabile Affari Generali, una sola delle tre componenti cittadine e l’Assessore al Bilancio (individuabile nella stessa persona del Sindaco), gli altri due componenti risultano assenti.
Le valutazioni dei componenti assenti sono state, successivamente, trasmesse e acquisite agli atti, concorrendo alla determinazione delle medie finali.
Non sosteniamo che tale circostanza determini, di per sé, un’irregolarità della procedura, riteniamo, tuttavia, legittimo chiedere in base a quale disposizione si sia proceduto in tale composizione, quale ruolo abbiano assunto le valutazioni espresse dai componenti assenti e in che modo sia stata garantita la collegialità della valutazione.
Il regolamento affida, inoltre, alla Commissione il compito di salvaguardare la neutralità e l’oggettività del processo partecipativo. Alla luce di tale previsione, ci sembra altrettanto ragionevole conoscere quali verifiche siano state effettuate per garantire l’imparzialità della valutazione anche con riferimento agli eventuali rapporti associativi o di collaborazione dei componenti della Commissione, con realtà presenti sul territorio.
𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Un secondo ordine di questioni riguarda il contenuto stesso del progetto risultato vincitore.
La proposta sottoposta al voto non contemplava esclusivamente il pre e post scuola. Comprendeva anche un servizio di babysitting, il supporto agli insegnanti, la presenza di figure professionali quali educatore, psicologa e logopedista, attività di screening, uno sportello psicologico e la costituzione di un Centro di Aggregazione Giovanile.
Il progetto prevedeva, inoltre, che le attività si svolgessero in parte nei locali scolastici e, per il babysitting e il Centro di Aggregazione Giovanile, presso una sede privata.
La comunicazione resa pubblica dall’Amministrazione annuncia invece, per il momento, l’avvio del solo servizio di pre e post scuola.
È, dunque, opportuno comprendere se si tratti di una prima fase di attuazione, se le ulteriori attività verranno avviate successivamente oppure se il progetto originario sia stato modificato.
La domanda non è meramente formale. I cittadini hanno espresso il proprio voto su una proposta progettuale articolata e riteniamo, quindi, doveroso conoscere quale parte di quella proposta sarà effettivamente realizzata e finanziata.
𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞
Un’ulteriore questione riguarda il rapporto tra la scelta del progetto e l’individuazione del soggetto, chiamato a realizzarlo.
Il regolamento stabilisce che i progetti più votati diventino parte integrante delle linee programmatiche dell’Amministrazione, ma non prevede espressamente che il soggetto, che presenta il progetto, divenga, per il solo fatto di averlo presentato e di averne ottenuto l’approvazione attraverso il voto, anche il soggetto incaricato della sua realizzazione.
È, quindi, necessario comprendere con quale atto e attraverso quale procedimento amministrativo sia stato individuato il soggetto, che gestirà il servizio.
La questione non riguarda l’associazione proponente, né mette in discussione la qualità della sua proposta. Riguarda, piuttosto, la necessaria distinzione tra la scelta dell’idea progettuale, affidata al voto dei cittadini, e la successiva individuazione del soggetto, cui affidarne la concreta realizzazione, soprattutto quando sono in gioco risorse pubbliche.
𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
Il progetto prevede un costo complessivo di 50.000 euro, a fronte di un finanziamento pubblico richiesto pari a 45.000 euro.
La voce di spesa nettamente più consistente è quella relativa al personale, per un importo di 38.000 euro destinato a due figure part-time e a prestazioni occasionali.
Proprio per la rilevanza di questa voce riteniamo indispensabile conoscere con precisione le modalità, attraverso le quali saranno individuati gli operatori, i requisiti professionali richiesti, la procedura mediante la quale saranno scelti, la natura dei rapporti che verranno instaurati e le modalità di rendicontazione delle somme.
Non sosteniamo che si tratti di un’assunzione mascherata, né che vi sia un affidamento irregolare, riteniamo, però, necessario che venga chiarito il percorso amministrativo, attraverso il quale sarà impiegata la parte più consistente del finanziamento pubblico, considerato che si tratta prevalentemente di costi per il personale.
𝐔𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀?
La comunicazione dell’Amministrazione presenta il servizio come gratuito per le famiglie. È, tuttavia, opportuno ricordare che la gratuità per gli utenti non equivale all’assenza di un costo per la collettività, poiché il servizio viene sostenuto attraverso risorse pubbliche.
Per questa ragione riteniamo importante conoscere il costo effettivo dell’iniziativa, il numero dei posti disponibili e, conseguentemente, il costo pubblico riferibile a ciascun posto. Anche sotto questo profilo emerge una differenza rispetto al progetto originario. La proposta prevedeva, infatti, la gratuità per le fasce sociali svantaggiate e una quota a carico delle famiglie economicamente più favorevoli, con l’ipotesi di un incremento nelle annualità successive.
La comunicazione attuale prevede, invece, la completa gratuità e, qualora le richieste superino i posti disponibili, la formazione di una graduatoria sulla base dell’ISEE.
Riteniamo, pertanto, legittimo chiedere chi abbia stabilito questi nuovi criteri e con quale atto.
Qualora il servizio venga svolto, almeno nella prima fase, esclusivamente nei locali scolastici, sarebbe, inoltre, opportuno chiarire se saranno comunque sostenute le spese relative al fitto e alle utenze della sede privata previste nel progetto originario.
𝐄 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐝𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢?
Il progetto prevede una durata di dodici mesi. È, quindi, naturale interrogarsi anche sulla sua prospettiva successiva.
Il servizio diventerà strutturale? Sarà nuovamente finanziato dal Comune? Verranno introdotte quote a carico delle famiglie? Oppure terminerà con la conclusione del finanziamento previsto dal Bilancio partecipato?
Non si tratta di mettere in discussione l’utilità del servizio. Al contrario, proprio perché un servizio può rappresentare una risposta significativa a un bisogno della comunità, riteniamo necessario interrogarsi sin dall’inizio sulla sua sostenibilità nel tempo.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐩𝐨𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞?
Non lo facciamo per contestare il risultato della votazione, né per mettere in discussione il valore del pre e post scuola. Non lo facciamo, tantomeno, nei confronti dell’associazione che ha presentato il progetto.
Le nostre domande riguardano l’Amministrazione comunale e il percorso, attraverso il quale una scelta espressa dai cittadini si traduce in un servizio sostenuto da risorse pubbliche.
Vorremmo conoscere come la scelta diventi concretamente un servizio, chi lo realizza, secondo quale procedimento venga individuato, come siano impiegate le risorse pubbliche, quali siano i criteri di accesso e quale prospettiva abbia l’iniziativa oltre i dodici mesi.
Non chiediamo di fermare un’iniziativa utile.
Chiediamo che sia chiaro, trasparente e verificabile ciò che accade dopo il voto, perché partecipare non significa soltanto scegliere.
Significa anche poter comprendere ciò che accade dopo.
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