Associazione Oltre L'Orizzonte

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promuove l’evoluzione sociale e culturale del nostro territorio.

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟑𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐄𝐕𝐎𝐋𝐕𝐄, 𝐌𝐀 𝐍𝐎𝐈?Sabato, nell’ambito delle iniziative per l’80° anniversario della ...
28/10/2026

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟑

𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐄𝐕𝐎𝐋𝐕𝐄, 𝐌𝐀 𝐍𝐎𝐈?

Sabato, nell’ambito delle iniziative per l’80° anniversario della Repubblica Italiana, abbiamo inaugurato Palestra Civica, il percorso di educazione alla cittadinanza rivolto agli studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado di Tito. Il primo di quattro incontri, a cui seguiranno altri tre nelle prossime settimane.

Il professor Nicola Cavallo ha guidato i ragazzi alla scoperta degli algoritmi, dei social network e dell’intelligenza artificiale, offrendo strumenti per riconoscerne i rischi e comprenderne le implicazioni.

Non si è trattato di demonizzare la tecnologia, ma di imparare a guardarla con spirito critico, comprendere perché alcuni contenuti raggiungono la nostra attenzione e altri no, come gli algoritmi possano influenzare le nostre percezioni e quanto sia diventato complesso distinguere la verità da ciò che appare credibile.

I recenti disordini ci ricordano che le dinamiche alimentate attraverso uno schermo possono produrre conseguenze concrete. I social network non sono, di per sé, la causa della violenza, ma possono amplificare disinformazione, tensioni e reazioni impulsive, con ripercussioni che superano i confini del mondo digitale.

Il vero progresso non consiste soltanto nel creare strumenti sempre più potenti, ma nel maturare la consapevolezza necessaria per utilizzarli.

Palestra Civica è iniziata dai ragazzi, ma la sfida riguarda tutti noi: imparare a vivere il cambiamento senza rinunciare al pensiero critico, alla responsabilità e alla libertà di giudizio.

PALESTRA CIVICAPensare · Dubitare · ScegliereLa consapevolezza e la responsabilità si costruiscono fin da ragazzi, impar...
21/10/2026

PALESTRA CIVICA
Pensare · Dubitare · Scegliere

La consapevolezza e la responsabilità si costruiscono fin da ragazzi, imparando a ragionare con la propria testa, a confrontarsi e a comprendere le conseguenze delle proprie azioni.

In occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana, l’Associazione Oltre l’Orizzonte ETS, in collaborazione con il Comune di Tito, presenta Palestra Civica, un percorso di laboratori dedicato alla cittadinanza consapevole.

rivolto ai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, per aiutarli a riconoscere le manipolazioni, usare le parole con responsabilità e comprendere il funzionamento delle istituzioni. Vogliamo offrire strumenti per esprimere le proprie idee, anche nel dissenso, rispettando le persone, i luoghi e ciò che appartiene alla comunità.

Con il prof. Nicola Cavallo parleremo di algoritmi, social network e intelligenza artificiale. Con il prof. Gennaro Giuseppe Curcio rifletteremo sul peso delle parole e sul valore del confronto. Con l’avv. Luciano Petrullo scopriremo come funziona il Consiglio comunale e quali sono le sue funzioni di indirizzo e controllo. L’incontro conclusivo sarà dedicato alla partecipazione e alla responsabilità di ciascuno nella vita della comunità.

📍 I primi due laboratori si terranno il 24 e il 31 ottobre, dalle 10:15 alle 12:00, presso la Scuola Secondaria di Primo Grado di Tito.

Nella locandina trovate il calendario completo del percorso.

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟐𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨?La nostra associazione ha partecipato al Bilanc...
25/09/2026

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟐

𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨?

La nostra associazione ha partecipato al Bilancio partecipato 2026 con il progetto “Cecilia Connect”, che non ha superato la valutazione della Commissione e, di conseguenza, non è stato sottoposto al voto dei cittadini. Non contestiamo questo risultato, così come non contestiamo l’esito della successiva votazione.
Tra i tre progetti ammessi alla consultazione, è risultato vincitore “Saper essere. Il vero significato dell’educazione”, presentato dall’Associazione L’Arcobaleno dei Bambini. L’esito del voto è chiaro e, come tale, va rispettato.
Partiamo proprio da qui, da una considerazione che riteniamo doverosa. Il servizio di pre e post scuola risponde a un bisogno concreto delle famiglie e della comunità e può rappresentare una risposta importante alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ci auguriamo, pertanto, che possa essere realizzato con qualità, sicurezza e continuità.
Proprio perché ne riconosciamo l’utilità, riteniamo, però, necessario distinguere il valore del servizio dal procedimento, attraverso il quale si è arrivati alla sua attivazione.
La partecipazione, infatti, non si esaurisce con il voto. Il regolamento stabilisce che i progetti più votati diventino parte integrante delle linee programmatiche dell’Amministrazione. Da quel momento, perciò, prende avvio una fase altrettanto importante, nella quale la scelta dei cittadini deve tradursi in atti amministrativi, nell’impiego di risorse pubbliche e, infine, in servizi concreti per la comunità.
È in questo passaggio che, dopo aver esaminato il regolamento comunale, il verbale della Commissione, il progetto risultato vincitore e le successive comunicazioni dell’Amministrazione, emergono alcune questioni che riteniamo meritevoli di chiarimento.

𝐋𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢

Il regolamento stabilisce sei criteri, attraverso i quali devono essere valutate le proposte e fissa a 6 punti su 10 la soglia minima per la loro ammissione alla fase successiva.
Nel verbale della Commissione sono riportate le medie dei punteggi attribuiti ai diversi progetti, senza tuttavia una motivazione analitica, che consenta di comprendere come i singoli criteri siano stati concretamente applicati alle varie proposte.
A questa considerazione se ne aggiunge un’altra, relativa alla composizione della Commissione.
Il regolamento prevede la presenza del Sindaco, dei dirigenti comunali, dell’Assessore al Bilancio (delega che detiene lo stesso Sindaco, che in questo caso si esprime per due?)e di tre cittadini individuati mediante apposito avviso pubblico. Nel verbale della riunione del 28 maggio risultano presenti il Sindaco, il Responsabile Affari Generali, una sola delle tre componenti cittadine e l’Assessore al Bilancio (individuabile nella stessa persona del Sindaco), gli altri due componenti risultano assenti.
Le valutazioni dei componenti assenti sono state, successivamente, trasmesse e acquisite agli atti, concorrendo alla determinazione delle medie finali.
Non sosteniamo che tale circostanza determini, di per sé, un’irregolarità della procedura, riteniamo, tuttavia, legittimo chiedere in base a quale disposizione si sia proceduto in tale composizione, quale ruolo abbiano assunto le valutazioni espresse dai componenti assenti e in che modo sia stata garantita la collegialità della valutazione.
Il regolamento affida, inoltre, alla Commissione il compito di salvaguardare la neutralità e l’oggettività del processo partecipativo. Alla luce di tale previsione, ci sembra altrettanto ragionevole conoscere quali verifiche siano state effettuate per garantire l’imparzialità della valutazione anche con riferimento agli eventuali rapporti associativi o di collaborazione dei componenti della Commissione, con realtà presenti sul territorio.

𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Un secondo ordine di questioni riguarda il contenuto stesso del progetto risultato vincitore.
La proposta sottoposta al voto non contemplava esclusivamente il pre e post scuola. Comprendeva anche un servizio di babysitting, il supporto agli insegnanti, la presenza di figure professionali quali educatore, psicologa e logopedista, attività di screening, uno sportello psicologico e la costituzione di un Centro di Aggregazione Giovanile.
Il progetto prevedeva, inoltre, che le attività si svolgessero in parte nei locali scolastici e, per il babysitting e il Centro di Aggregazione Giovanile, presso una sede privata.
La comunicazione resa pubblica dall’Amministrazione annuncia invece, per il momento, l’avvio del solo servizio di pre e post scuola.
È, dunque, opportuno comprendere se si tratti di una prima fase di attuazione, se le ulteriori attività verranno avviate successivamente oppure se il progetto originario sia stato modificato.
La domanda non è meramente formale. I cittadini hanno espresso il proprio voto su una proposta progettuale articolata e riteniamo, quindi, doveroso conoscere quale parte di quella proposta sarà effettivamente realizzata e finanziata.

𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞

Un’ulteriore questione riguarda il rapporto tra la scelta del progetto e l’individuazione del soggetto, chiamato a realizzarlo.
Il regolamento stabilisce che i progetti più votati diventino parte integrante delle linee programmatiche dell’Amministrazione, ma non prevede espressamente che il soggetto, che presenta il progetto, divenga, per il solo fatto di averlo presentato e di averne ottenuto l’approvazione attraverso il voto, anche il soggetto incaricato della sua realizzazione.
È, quindi, necessario comprendere con quale atto e attraverso quale procedimento amministrativo sia stato individuato il soggetto, che gestirà il servizio.
La questione non riguarda l’associazione proponente, né mette in discussione la qualità della sua proposta. Riguarda, piuttosto, la necessaria distinzione tra la scelta dell’idea progettuale, affidata al voto dei cittadini, e la successiva individuazione del soggetto, cui affidarne la concreta realizzazione, soprattutto quando sono in gioco risorse pubbliche.

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Il progetto prevede un costo complessivo di 50.000 euro, a fronte di un finanziamento pubblico richiesto pari a 45.000 euro.
La voce di spesa nettamente più consistente è quella relativa al personale, per un importo di 38.000 euro destinato a due figure part-time e a prestazioni occasionali.
Proprio per la rilevanza di questa voce riteniamo indispensabile conoscere con precisione le modalità, attraverso le quali saranno individuati gli operatori, i requisiti professionali richiesti, la procedura mediante la quale saranno scelti, la natura dei rapporti che verranno instaurati e le modalità di rendicontazione delle somme.
Non sosteniamo che si tratti di un’assunzione mascherata, né che vi sia un affidamento irregolare, riteniamo, però, necessario che venga chiarito il percorso amministrativo, attraverso il quale sarà impiegata la parte più consistente del finanziamento pubblico, considerato che si tratta prevalentemente di costi per il personale.

𝐔𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀?

La comunicazione dell’Amministrazione presenta il servizio come gratuito per le famiglie. È, tuttavia, opportuno ricordare che la gratuità per gli utenti non equivale all’assenza di un costo per la collettività, poiché il servizio viene sostenuto attraverso risorse pubbliche.
Per questa ragione riteniamo importante conoscere il costo effettivo dell’iniziativa, il numero dei posti disponibili e, conseguentemente, il costo pubblico riferibile a ciascun posto. Anche sotto questo profilo emerge una differenza rispetto al progetto originario. La proposta prevedeva, infatti, la gratuità per le fasce sociali svantaggiate e una quota a carico delle famiglie economicamente più favorevoli, con l’ipotesi di un incremento nelle annualità successive.
La comunicazione attuale prevede, invece, la completa gratuità e, qualora le richieste superino i posti disponibili, la formazione di una graduatoria sulla base dell’ISEE.
Riteniamo, pertanto, legittimo chiedere chi abbia stabilito questi nuovi criteri e con quale atto.
Qualora il servizio venga svolto, almeno nella prima fase, esclusivamente nei locali scolastici, sarebbe, inoltre, opportuno chiarire se saranno comunque sostenute le spese relative al fitto e alle utenze della sede privata previste nel progetto originario.

𝐄 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐝𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢?

Il progetto prevede una durata di dodici mesi. È, quindi, naturale interrogarsi anche sulla sua prospettiva successiva.
Il servizio diventerà strutturale? Sarà nuovamente finanziato dal Comune? Verranno introdotte quote a carico delle famiglie? Oppure terminerà con la conclusione del finanziamento previsto dal Bilancio partecipato?
Non si tratta di mettere in discussione l’utilità del servizio. Al contrario, proprio perché un servizio può rappresentare una risposta significativa a un bisogno della comunità, riteniamo necessario interrogarsi sin dall’inizio sulla sua sostenibilità nel tempo.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐩𝐨𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞?

Non lo facciamo per contestare il risultato della votazione, né per mettere in discussione il valore del pre e post scuola. Non lo facciamo, tantomeno, nei confronti dell’associazione che ha presentato il progetto.
Le nostre domande riguardano l’Amministrazione comunale e il percorso, attraverso il quale una scelta espressa dai cittadini si traduce in un servizio sostenuto da risorse pubbliche.
Vorremmo conoscere come la scelta diventi concretamente un servizio, chi lo realizza, secondo quale procedimento venga individuato, come siano impiegate le risorse pubbliche, quali siano i criteri di accesso e quale prospettiva abbia l’iniziativa oltre i dodici mesi.
Non chiediamo di fermare un’iniziativa utile.
Chiediamo che sia chiaro, trasparente e verificabile ciò che accade dopo il voto, perché partecipare non significa soltanto scegliere.

Significa anche poter comprendere ciò che accade dopo.
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📚 SETTEMBRE, DA QUI SI RIPARTEIl 23 giugno abbiamo inaugurato la nostra sede. Aprirla è stato il primo passo. Con settem...
03/09/2026

📚 SETTEMBRE, DA QUI SI RIPARTE

Il 23 giugno abbiamo inaugurato la nostra sede. Aprirla è stato il primo passo. Con settembre comincia la parte più importante: farla vivere.
In questi giorni stiamo dando forma alla nostra piccola biblioteca di comunità. Gli scaffali si riempiono, gli ultimi libri escono dagli scatoloni e un nuovo spazio comincia lentamente a raccontarsi.

Un viaggio che parte dai libri dedicati alla nostra Lucania: dalle sue storie, dai suoi luoghi, dalle sue tradizioni e dalle persone che l’hanno raccontata.
Ringraziamo il Consiglio regionale della Basilicata per aver donato i volumi che costituiscono il primo nucleo della nostra biblioteca di comunità.

La biblioteca è uno dei primi passi, perché una stanza, da sola, resta soltanto una stanza. A darle un senso sono le persone che entrano, le conversazioni che nascono e le idee che trovano seguito.
Accanto ai libri stiamo lavorando a incontri, testimonianze, momenti di confronto e altre iniziative che presenteremo poco alla volta nel corso dell’autunno e dell’inverno.

Questa sera, a partire dalle ore 19:15, la sede dell’Associazione Oltre l’Orizzonte sarà aperta a chiunque voglia ve**re a trovarci: per conoscere la biblioteca, vedere ciò che stiamo preparando, scambiare due parole, proporre un’idea o semplicemente passare a salutarci.
Nessuna presentazione formale e nessun programma già scritto. Soltanto una porta aperta, come accadeva un tempo: per entrare, fermarsi e parlare. Un gesto semplice, quasi dimenticato, che vorremmo riscoprire.

📍 Via Roma 3, Tito

Vi aspettiamo!




01/09/2026

CONFRONTO E CITTADINANZA ATTIVA: LA NOSTRA IDEA È UN’ALTRA

La risposta del Sindaco, al nostro precedente post sull’emergenza idrica https://www.facebook.com/share/p/1CrNrdp3uj/
a cui ovviamente abbiamo ribattuto, ci porta a chiarire un punto che riteniamo importante, ben oltre la vicenda della predetta emergenza.
Apprezziamo il richiamo al confronto e alla collaborazione, ma proprio su questi due concetti abbiamo un’idea diversa.
Un’associazione non è un’articolazione dell’Amministrazione.
Non deve dimostrare la propria disponibilità a collaborare per poter esprimere una critica, né deve necessariamente offrire un servizio o una soluzione al Comune per avere il diritto di porre domande (o beneficiare di “sostegni”).
Un’associazione civica può collaborare con le istituzioni quando lo ritiene utile alla comunità, ma conserva la propria autonomia. Può sostenere un’iniziativa dell’Amministrazione e, il giorno dopo, criticarne una scelta. Può riconoscere ciò che è stato fatto bene e contestare ciò che ritiene sbagliato.
Questa non è politica. È partecipazione democratica.
Ci sembra, invece, che, nella risposta del Sindaco, la critica pubblica venga messa in contrapposizione con la collaborazione, quasi che una realtà associativa debba scegliere da che parte stare.
Noi non la pensiamo così.
Quanto al confronto “a quattr’occhi”, non abbiamo nulla contro gli incontri diretti, anzi, siamo sempre disponibili a discutere ed approfondire.
Il confronto pubblico, però, non è un confronto di serie B, è trasparenza: domande pubbliche, risposte pubbliche, posizioni chiare e cittadini messi nelle condizioni di conoscere i fatti e farsi una propria opinione.
Non cerchiamo incontri riservati per stabilire cosa si può dire e cosa no. Non siamo interessati a rapporti di convenienza con chi amministra.
Cerchiamo un rapporto adulto tra istituzioni e cittadini: collaborazione quando serve, confronto quando è utile, critica quando è necessaria.
Senza etichette politiche e senza che il dissenso venga considerato una mancanza di rispetto.
Il nostro compito non è compiacere l’Amministrazione di turno, ma
osservare, fare domande, segnalare criticità e contribuire, con gli strumenti che abbiamo, alla vita della comunità.
E per farlo non chiediamo permesso a nessuno.





💧SENZA ACQUA DA PIÙ DI 24 ORE!💧Lasciare un’intera comunità senza acqua per oltre 24 ore è inaccettabile, soprattutto con...
31/08/2026

💧SENZA ACQUA DA PIÙ DI 24 ORE!💧

Lasciare un’intera comunità senza acqua per oltre 24 ore è inaccettabile, soprattutto con queste temperature.

La rottura di una condotta importante può accadere. Quello che non si può accettare è una gestione dell’emergenza che lascia cittadini, anziani e persone fragili in queste condizioni per tante ore, quasi due giorni.

Acquedotto Lucano continua a mostrare tutti i limiti di una rete che da anni necessita di manutenzione e riqualificazione. In tutto questo, anche il Comune non può considerarsi un semplice spettatore. Il Comune di Tito è socio di Acquedotto Lucano e, insieme agli altri Comuni, detiene il 51% della società, mentre il restante 49% è della Regione Basilicata.

Per questo il Sindaco avrebbe dovuto e deve pretendere risposte certe e immediate, incalzare il gestore e assicurarsi che ogni informazione venga trasferita con solerzia alla popolazione, senza affidarsi esclusivamente ai social.

Pochi autobotti, pochi punti di distribuzione e una Polizia Locale con risorse limitate. Di fronte a un’emergenza di questa portata, ci chiediamo se questa possa davvero essere considerata una risposta adeguata.

Acquedotto Lucano si conferma ancora una volta un carrozzone, che sembra avere enormi difficoltà nel garantire un servizio efficiente ai cittadini che lo pagano, mentre non mancano le critiche sulle logiche clientelari che ne hanno accompagnato negli anni la gestione e reclutamenti.

L’acqua è un bene essenziale.
Oltre 24 ore senza acqua sono semplicemente INACCETTABILI!

Ci sono tragedie di fronte alle quali le parole dovrebbero lasciare spazio al silenzio, al rispetto e alla pietà, evitan...
27/08/2026

Ci sono tragedie di fronte alle quali le parole dovrebbero lasciare spazio al silenzio, al rispetto e alla pietà, evitando ogni automatismo tra fragilità psichica e violenza.

In questi giorni si è parlato di responsabilità condivisa, evocando anche le parole “omertà” e “ipocrisie”, parole forti, che richiedono misura. Una comunità deve saper vedere, ascoltare e segnalare il disagio, ma non può sostituirsi ai servizi sanitari e sociali, né assumere responsabilità proprie di competenze e ruoli di altri.

La salute mentale non può diventare una priorità soltanto dopo una tragedia, servono servizi adeguati, appunto, ed è per questo che riteniamo che anche il servizio sociale del Comune di Tito andrebbe, evidentemente, rafforzato ed efficientato, perché le situazioni di vulnerabilità, non poche, siano seguite con maggiore continuità.

Quanto alla funzione di garanzia, comprendiamo la prudenza e la necessità di attendere gli accertamenti, ma un richiamo alla presa in carico e alla necessità di acquisire chiarimenti, seppur doveroso, non può esaurire il ruolo di chi è chiamato a rappresentare appunto una funzione di garanzia.

Occorrerebbe, invece, anche interrogarsi sulle eventuali criticità strutturali della rete e, per quanto di competenza, contribuire a sollecitare risposte ed interventi concreti.

Se, poi, parliamo di responsabilità, solidarietà e inclusione, questi valori dovrebbero trovare riscontro anche nelle scelte quotidiane. Per questo riteniamo di suggerire che, per quest’edizione, il percorso della manifestazione enogastronomica "Centrointavola” venga quantomeno modificato, evitando il passaggio in prossimità dell’abitazione teatro della tragedia. Se non una rinuncia alla festa, almeno un gesto semplice di discrezione e rispetto!

Tito parla spesso di inclusione, sono valori che condividiamo, ma che acquistano significato soltanto quando vengono praticati concretamente, nei servizi, nella cura delle fragilità e anche nella sensibilità con cui una comunità sa modificare le proprie consuetudini quando le circostanze lo richiedono.

L’inclusione è una responsabilità quotidiana.

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟏𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚«L’uomo non è che una canna, la più debole...
25/08/2026

𝐋𝐀 𝐁𝐔𝐒𝐒𝐎𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 · 𝐍. 𝟎𝟏

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚

«L’uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. […] Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. […] Impegniamoci, quindi, a pensare bene: ecco il principio della morale.»
Cit. Blaise Pascal

È proprio dal pensiero, dalla capacità di interrogarsi e di partecipare consapevolmente alla vita della propria comunità, che vorremmo partire.

L’Associazione Oltre l’Orizzonte annovera tra le proprie finalità la promozione della cultura civica e della partecipazione democratica, attraverso la conoscenza, il confronto e la volontà di contribuire al bene comune ed allo sviluppo della persona.

La cittadinanza attiva non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, intimamente legata alla cura dello spazio condiviso e alla responsabilità verso la comunità ed il territorio non è una semplice proprietà delle istituzioni, è un patrimonio collettivo, la cui tutela e valorizzazione richiedono consapevolezza, partecipazione e senso di appartenenza.

In questi anni abbiamo assistito ad una trasformazione del rapporto tra istituzioni e cittadini, abbiamo conosciuto una stagione nella quale, talvolta, la dimensione amministrativa appariva caratterizzata da una certa distanza e da un formalismo che rendeva meno immediato il dialogo con la comunità ed abbiamo, poi, visto affermarsi una maggiore prossimità e semplicità istituzionale.

È un cambiamento che riconosciamo e che riteniamo positivo, la vicinanza delle istituzioni ai cittadini è, infatti, un valore importante, ma la prossimità, da sola, non basta, deve tradursi in ascolto, confronto e capacità di accogliere anche opinioni differenti.

Quante volte, camminando per le vie di Tito, abbiamo ricordato ciò che il nostro paese è stato, un importante riferimento del territorio, una realtà florida e produttiva, con una vivace attività commerciale, un significativo sviluppo edilizio e strade animate dalla presenza delle persone.

Il ricordo può suscitare nostalgia, ma non deve assolutamente trasformarsi in rassegnazione.

Le difficoltà del presente sono sotto gli occhi di tutti, constatiamo attività che chiudono, opportunità di lavoro insufficienti, giovani che lasciano il territorio, servizi che possono essere migliorati, tutte questioni complesse, che non possono essere ricondotte alla responsabilità di una sola amministrazione o di una singola stagione politica.

Proprio di fronte a queste difficoltà dobbiamo recuperare qualcosa, che rischiamo di aver smarrito: il senso di appartenenza.

Un paese senza appartenenza rischia di diventare un luogo, nel quale si vive senza sentirsi davvero parte di una storia comune e, di conseguenza, senza avvertire pienamente la responsabilità del suo futuro.

Appartenere ad una comunità, però, non significa necessariamente condividere le stesse idee, una comunità autentica è capace di convivere con la diversità delle opinioni, perché il confronto, quando è rispettoso, rappresenta una ricchezza e non una minaccia.

L’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di manifestare il proprio pensiero, un principio fondamentale della nostra democrazia, che ci ricorda che una critica, quando è espressa nel rispetto delle persone e delle istituzioni, può rappresentare un contributo alla crescita collettiva.

Alla luce di questo principio chi amministra ha il compito di ascoltare, spiegare e confrontarsi con i cittadini anche quando le osservazioni non coincidono con le scelte compiute.

Nel corso degli anni abbiamo visto crescere iniziative dedicate alla cultura, all’inclusione, alle pari opportunità e alla sensibilizzazione su importanti temi sociali, occasioni preziose, ma ogni principio acquista valore soprattutto quando trova riscontro nella vita quotidiana.

L’inclusione, ad esempio, non può esaurirsi nella celebrazione di un evento, significa creare le condizioni affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità anche quando esprime un’opinione diversa e maggiormente quando si trova in una situazione di particolare fragilità.

L’inclusione non consiste nello scegliere chi includere, ma nel non costruire barriere...non solo fisiche.

La stessa logica dovrebbe accompagnare la partecipazione civica, parlare del territorio significa poter discutere dei suoi servizi, degli spazi pubblici, delle opere, delle attività economiche, delle opportunità per i giovani e, più in generale, delle scelte che riguardano il futuro della comunità.

Non vogliamo, tuttavia, limitarci ad elencare ciò che non funziona o potrebbe funzionare meglio, vogliamo, piuttosto, porre alcune domande:

Quale paese vogliamo costruire?

Quale futuro vogliamo offrire ai nostri giovani?

Quale spazio vogliamo riservare alla partecipazione dei cittadini?

Quale significato vogliamo dare alla parola “comunità”?

Sono domande che non appartengono soltanto a chi amministra, ma che appartengono a tutti noi.

Gli amministratori hanno il compito di governare e assumere decisioni nell’interesse collettivo; i cittadini hanno il diritto e il dovere di informarsi, partecipare, proporre e, quando necessario, dissentire.

È dall’incontro tra responsabilità istituzionale e partecipazione civica che una comunità trova la forza di crescere.

Di fronte alle difficoltà possiamo scegliere la rassegnazione oppure tornare a pensare.

È dal pensiero che nasce la capacità di interrogarsi, dal confronto quella di comprendere, dalla partecipazione quella di trasformare le idee in progetto.

Sulle ali del pensiero si può smettere di guardare soltanto ciò che non va ed iniziare ad immaginare ciò che potrebbe essere.

Una comunità non si costruisce semplicemente chiedendo un paese migliore, ma attraverso la volontà di ciascuno di contribuire, per la propria parte, a renderlo tale.

Pensare, partecipare, appartenere…

È da qui che possiamo ripartire!!!

Rubrica periodica 🧭La Bussola Civica🧭Orientarsi tra decisioni pubbliche, regole e interesse collettivo, perché partecipa...
17/08/2026

Rubrica periodica
🧭La Bussola Civica🧭

Orientarsi tra decisioni pubbliche, regole e interesse collettivo, perché partecipare significa anche comprendere la direzione.

La Bussola Civica nasce come spazio di osservazione e approfondimento della vita pubblica della nostra comunità.
Un’iniziativa del mondo civico dedicata all’analisi di fatti, scelte e percorsi amministrativi, con l’obiettivo di offrire ai cittadini uno strumento di conoscenza e consapevolezza sulle dinamiche che riguardano la collettività.
Come una bussola aiuta a mantenere la rotta, questa rubrica vuole accompagnare una lettura attenta della realtà amministrativa, favorendo confronto, partecipazione e responsabilità civica.
Una comunità è più forte quando comprende le decisioni che ne influenzano il modo di procedere e i criteri attraverso cui vengono assunte.

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25/06/2026

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