07/05/2026
COMUNICATO STAMPA – COMITATO CITTADINI ATTIVI MONTORO.
Tetracloroetilene: servono dati attuali, non allarmismi. La priorità è la trasparenza e la sicurezza dei cittadini.
In merito alle recenti notizie riguardanti lo studio dell’Università Federico II sulla contaminazione da tetracloroetilene (PCE) nella nostra area, come Comitato sentiamo il dovere di dire la nostra e lo facciamo soprattutto per evitare inutili allarmismi che, in questo momento, non gioverebbero a nessuno.
1. Studi datati, realtà in evoluzione.
È fondamentale precisare che i dati emersi dal report recentemente diffuso fanno riferimento a campionamenti effettuati tra il 2015 e il 2019. Si tratta di analisi vecchie di quasi dieci anni, che descrivono una situazione storica ormai nota e ampiamente discussa. Presentare oggi queste conclusioni come una novità "emergenziale" rischia di distorcere la realtà: oggi abbiamo bisogno di sapere come siamo messi adesso. Chiediamo alle istituzioni di accelerare sul nuovo piano di monitoraggio operativo per fornire ai cittadini una fotografia reale e aggiornata al 2026.
2. Sicurezza dell’acqua e filtri a carboni attivi.
La domanda che tutti i cittadini si pongono è: "Possiamo fidarci dell'acqua che esce dai rubinetti?". Ad oggi, nel comune di Montoro, la sicurezza è garantita da sistemi di filtrazione a carboni attivi. I dati tecnici confermano che questi impianti sono efficaci nell'abbattere le concentrazioni di PCE, ma è doveroso precisare che il loro lavoro permette di riportare i valori appena sotto la soglia consentita e ai limiti di legge. Le analisi periodiche condotte dagli enti gestori e dall'ASL – come quelle pubblicate proprio in questi giorni sul sito del Comune di Montoro – mostrano che l’acqua immessa in rete rispetta i parametri, pur restando in un equilibrio che richiede vigilanza massima e costante manutenzione.
3. La necessità di fonti alternative e pulite.
Proprio perché l’attuale sistema di filtrazione lavora "al limite", riteniamo che questa non possa essere la soluzione definitiva a tempo indeterminato. Chiediamo con forza che le autorità competenti avviino seriamente la ricerca di fonti idriche alternative, verificando la disponibilità di punti di prelievo non contaminati sul territorio. È necessario pianificare un distacco progressivo dalle falde inquinate, limitandone l’uso solo a seguito di una reale ed efficace bonifica. Il diritto dei cittadini è quello di avere accesso ad acqua che sia pura alla sorgente, eliminando il rischio di dipendere esclusivamente da sistemi che trattano acque contaminate.
4. Nessun allarmismo, ma nessuna resa.
Il nostro obiettivo non è spaventare la popolazione, ma pretendere che l'attuale fase di monitoraggio guidata dalla Regione e dalla Federico II porti finalmente a soluzioni definitive. Non possiamo restare fermi a studi di dieci anni fa mentre la bonifica della falda resta ancora sulla carta. Siamo scesi in campo nel 2017 per difendere il diritto all'acqua e continueremo a farlo, chiedendo responsabilità e tempi certi. La tutela della salute pubblica passa per una comunicazione corretta, basata su dati attuali e sulla costante verifica dei sistemi di protezione già in funzione, e per ultimo ma non come grado di importanza, pensare a fonti idriche alternative non contaminate.