ANPI Rocca di Papa

ANPI Rocca di Papa La Sez.ANPI di Rocca di Papa si propone l'obiettivo di perseguire le idee e i valori della resistenza

31/08/2026

No all ' azienda israeliana coinvolta nel genocidio palestinese.

30/08/2026

9 settembre 2026 - dalle 13:00 presidio-maratona per la libertà di chiamare le cose con il loro nome: NO al DDL sedicente "antisemitismo" in realtà sopprimente ogni critica ad un governo genocidario

https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA
IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI
PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO
PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA
Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita.
Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese - denunciato ormai anche dall’Onu circa un anno fa - della pulizia etnica e dell’apartheid.
Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante.
Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia.
L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato.
A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale).
Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà despressione, diritto di critica e la libera informazione.
Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele.
La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo.
Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu.
In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica.
Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano.
CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE
Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni.
A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo.
SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA
Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola.

ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco In aggiornamento)
ADIF (Associazione Diritti e Frontiere)
Agorà
Aifo Latina ODV
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Alkemia aps
Artists for Gaza
ANPI ATM di Milano
ANPI Roma
ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)
ANPI Milano Stadera Gratosoglio
ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti “
Anpi Latina, sezione Severino Spaccatrosi
Amnesty International Italia
Arci
Arci Roma
Articolo 21
Artisti
Associazione Inclusiv3 APS ETS
Associazione I.t.a.c.a.
Associazione culturale Liguria-Palestina
Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure
Associazione Culturale “Pio La Torre” di Roma
Assopace Palestina
Associazione Stampa Romana
Attac Italia
Alleanza Verdi e Sinistra
Alleanza Verdi e Sinistra Roma e Lazio
BDS Italia
Cambiare Rotta
Camera Nazionale Avvocati dei diritti umani
Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia
Carovane Migranti
Carte in regola
Catanesi solidali col popolo palestinese
Catania NoFrontex
Cdr la Repubblica
Centro donna Lilith aps Latina
Centro Studi Sereno Regis (Torino)
Cittadini per la Palestina, Portogruaro
Confederazione Cobas Firenze
Confederazione Cobas Umbria
Cobas Roma
COBAS scuola
Cobas Scuola Terni
Collettivo Impegno Attivo Valsesia
Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo
Comitato Monteverde per la Pace
Comitato un Aiuto per la Palestina
Comitato Pace Alto Canavese
Comitato per la Palestina di Pordenone
COMITATO per la Pace e i diritti degli Ultimi. Area Casilina/Prenestina
Confederazione Cobas Umbria
ControCorrente Lazio
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Coordinamento CNR contro la guerra
Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia
Coordinamento Ultimo giorno di Gaza Latina
CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia)
CRS (Centro per la Riforma dello Stato)
CGIL Napoli
CGIL Roma e Lazio
FLC-CGIL
Disability Pride Network
Disarma
EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina)
Fermatevi associazione per la difesa dei diritti umani e dei territori
FNSI – Federazione Stampa Italiana
Fondazione Pangea
Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio
GayNet
Gaza last day
Giovani Democratici Roma
Giuristi Democratici
Global Sumud Flotilla
Global Sumud Flotilla – Lazio
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)
IOCISTO-illustrAZIONI
Kairos
Kritica
La carovana dei pacifici
La Scuola per la Palestina
L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista)
Libere Cittadine per la Palestina
L’ultimo giorno di Gaza Latina
Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace
Mamme Narranti
MoveOn
Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente
Movimento Omosessuale Sardo ODV
Movimento Studenti Palestinesi
Nwrg (New Weapons Research Group) Genova
Network Giovani M5S
M5S Latina
Operatori dell’Informazione per Gaza
OSA
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Parliamo di Socialismo
PCI – Partito Comunista Italiano
PCI “U. Terracini” San Cesareo/ Colonna,
Partito della Rifondazione Comunista
Per non dimenticare – OdV
Possibile Nazionale
Possibile Roma
Potere al Popolo
Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza
Presidio Palestina Montecitorio
Punto Rosso – U. Terracini
Rete della Conoscenza Roma
Rete
Rete Giornalisti per la Costituzione
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole
Rete
Rete dei Numeri Pari
Rete Pace e Disarmo
Rete Radiè Resch
Rete dei Preti contro il genocidio
Come Rete Jesi per la Palestina
Rete degli Studenti Medi del Lazio
Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina
Roma sa da che parte stare
Roma Tre Etica
Rossosispera Associazione Culturale
RUP – Rete Ricerca e Università per la Palestina
Sanitari per Gaza Roma
Sanitari per Gaza-Verona
Saptejah (Associazione Culturale)
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista Roma
Sinistra Italiana Latina
Sinistra Italiana Roma e Provincia
Spazio Libero APS
Stop Rearm Italia
Tetes de Bois
Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale
Transform Italia
UDS Roma
UISP
Un’altra idea di mondo
Un Ponte Per
Unione degli universitari
Unione Sindacale di Base
Valsesia per la Palestina
Venice4Palestine
Voci per la Palestina

Tutte le organizzazioni che vogliono essere tra i promotori di indicarlo e di indicare chi possiamo inserire come referente per organizzazione
Scrivendo nome cognome e telefono a 👇
[email protected]

https://pressingweb.altervista.org/2026/08/criticare-israele-non-e-antisemitismo-no-alla-norma-bavaglio/

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

30/08/2026

A Visionaria Fest il 7 settembre 2026 ore 19 la presidente dell'ANPI provinciale di Roma Marina Pier Lorenzi sull'art.11 della Costituzione.
Fight inhumanity!!!
Villetta Social LAB

30/08/2026

𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗜𝗢-𝗠𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗗𝗟 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗘𝗠𝗜𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧À 𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗢

📌 Mercoledì 9 settembre

⏰alle ore 13:00

📍Piazza Capranica Montecitorio

Mercoledì 9 settembre, dalle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”.

La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo.
La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica.

La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione.

𝗔𝗻𝘁𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝗺𝗶𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼

Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello Stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese.

Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale.

È una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima.

Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso.

La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo Stato di Israele non può essere messa a tacere.

Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.

📌 Lunedì 9 settembre

⏰alle ore 13:00

📍Piazza Capranica Montecitorio

Per la libertà di espressione.
Per il diritto al dissenso.
Per la libertà accademica e di stampa.
Per la solidarietà al popolo palestinese.
Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio.

ADIF (Associazione Diritti e Frontiere)
Agorà
Aifo Latina ODV
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Alkemia aps
Artists for Gaza
ANPI ATM di Milano
ANPI Roma
ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)
ANPI Milano Stadera Gratosoglio
ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti “
Anpi Latina, sezione Severino Spaccatrosi
Amnesty International Italia
Arci
Arci Roma
Articolo 21
Artisti
Associazione Inclusiv3 APS ETS
Associazione I.t.a.c.a.
Associazione culturale Liguria-Palestina
Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure
Associazione Culturale “Pio La Torre” di Roma
Assopace Palestina
Associazione Stampa Romana
Attac Italia
Alleanza Verdi e Sinistra
Alleanza Verdi e Sinistra Roma e Lazio
BDS Italia
Cambiare Rotta
Camera Nazionale Avvocati dei diritti umani
Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia
Carovane Migranti
Carte in regola
Catanesi solidali col popolo palestinese
Catania NoFrontex
Cdr la Repubblica
Centro donna Lilith aps Latina
CeSPi (Centro studi problemi internazionali di Sesto San Giovanni – MI
Centro Studi Sereno Regis (Torino)
Cittadini per la Palestina, Portogruaro
Confederazione Cobas Firenze
Confederazione Cobas Umbria
Cobas Roma
COBAS scuola
Cobas Scuola Terni
Collettivo Impegno Attivo Valsesia
Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo
Comitato Monteverde per la Pace
Comitato un Aiuto per la Palestina
Comitato Pace Alto Canavese
Comitato per la Palestina di Pordenone
COMITATO per la Pace e i diritti degli Ultimi. Area Casilina/Prenestina
Confederazione Cobas Umbria
ControCorrente Lazio
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Coordinamento CNR contro la guerra
Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia
Coordinamento Ultimo giorno di Gaza Latina
CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia)
CRS (Centro per la Riforma dello Stato)
CGIL Napoli
CGIL Roma e Lazio
FLC-CGIL
Disability Pride Network
Disarma
EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina)
Fermatevi associazione per la difesa dei diritti umani e dei territori
FNSI – Federazione Stampa Italiana
Fondazione Pangea
Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio
GayNet
Gaza last day
Giovani Democratici Roma
Giuristi Democratici
Global Sumud Flotilla
Global Sumud Flotilla – Lazio
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)
HarmonyLifeTour sede di Roma
IOCISTO-illustrAZIONI
Kairos
Kritica
La carovana dei pacifici
La Scuola per la Palestina
Leen AAAbusaid
L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista)
Libere Cittadine per la Palestina
L’ultimo giorno di Gaza Latina
Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace
Mamme Narranti
MoveOn
Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente
Movimento Omosessuale Sardo ODV
Movimento Studenti Palestinesi
Nwrg (New Weapons Research Group) Genova
Network Giovani M5S
M5S Latina
Operatori dell’Informazione per Gaza
OSA
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Parliamo di Socialismo
PCI – Partito Comunista Italiano
PCI “U. Terracini” San Cesareo/ Colonna,
Partito della Rifondazione Comunista
Per non dimenticare – OdV
Possibile Nazionale
Possibile Roma
Potere al Popolo
Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza
Presidio Palestina Montecitorio
Punto Rosso – U. Terracini
Rete della Conoscenza Roma
Rete
Rete Giornalisti per la Costituzione
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole
Rete
Rete dei Numeri Pari
Rete Pace e Disarmo
Rete Radiè Resch
Rete dei Preti contro il genocidio
Come Rete Jesi per la Palestina
Rete degli Studenti Medi del Lazio
Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina
Roma sa da che parte stare
Roma Tre Etica
Rossosispera Associazione Culturale
RUP – Rete Ricerca e Università per la Palestina
Sanitari per Gaza Roma
Sanitari per Gaza-Verona
Saptejah (Associazione Culturale)
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista Roma
Sinistra Italiana Latina
Sinistra Italiana Roma e Provincia
Spazio Libero APS
Stop Rearm Italia
Tetes de Bois
Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale
Transform Italia
UDS Roma
UISP
Un’altra idea di mondo
Un Ponte Per
Unione degli universitari
Unione Sindacale di Base
Valsesia per la Palestina
Venice4Palestine
Voci per la Palestina
Vibrata per la Palestina

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

12 agosto 1944 - l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema
12/08/2026

12 agosto 1944 - l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

12 agosto 1944 - l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

La mattina del 12 agosto 1944, diverse centinaia di uomini appartenenti alla 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS" raggiunsero la frazione di Sant'Anna, nel comune versiliese di Stazzema, con l'ordine di compiere un massacro: a guidarli lungo le impervie mulattiere e ad indicare le case destinate ad essere incendiate, fascisti italiani in divisa nazista.

Il paese di Sant'Anna conta poche centinaia di abitanti, perlopiù sparsi nelle tante case isolate disposte lungo il versante della montagna, ma l'ordine di sfollamento impartito dai comandi tedeschi a causa del rapido avvicinamento del fronte determina l'afflusso nel piccolo centro di centinaia di sfollati, provenienti perlopiù dalla pianura della Versilia ma anche da zone molto più lontane: Piombino, l'isola d'Elba, Foligno, Napoli. Poco più a nord, sul monte Ornato, operano i partigiani della 10 Brigata Garibaldi "Caiani", la cui attività non aveva tuttavia mai interessato direttamente il paese. All'arrivo delle SS, gli abitanti credono si tratti di un normale rastrellamento e fanno fuggire gli uomini nei boschi: nel paese rimangono donne, anziani e bambine.

Rastrellati nelle proprie abitazioni e condotti sulla piazza del paese, davanti alla chiesa, gli abitanti di Sant'Anna vengono massacrati a colpi di mitragliatrice; i loro corpi vengono cosparsi di benzina e dati alle fiamme per occultare le tracce del massacro compiuto. Al termine della giornata, le vittime dei massacri compiuti a Sant'Anna e nei limitrofi centri di Valdicastello, Mulina e Capezzano Monte saranno 560.

Le modalità stesse con cui si svolse la strage, perpetrata in un'area che gli stessi occupanti avevano dichiarato "zona bianca" e pertanto idonea all'accoglienza degli sfollati, dimostrano chiaramente come il ricorso sistematico alla violenza di massa rappresentasse lo strumento principale di controllo del territorio e di imposizione da parte dei nazifascisti della propria autorità, spesso apertamente osteggiata dalla popolazione che non esitava a dare riparo ai partigiani: si rivela così in tutta la sua ipocrisia la narrazione che vorrebbe tedeschi e fascisti garanti di un ordine equo, nel cui contesto le stragi rappresenterebbero la semplice risposta all'attività dei partigiani.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente Sant'Anna di Stazzema. Sant'Anna di Stazzema - Parco Nazionale della Pace

10/08/2026

10 agosto 1944: l'eccidio di Piazzale Loreto - i servi fascisti fucilano 15 patrioti partigiani.

Sono da poco passate le sei del mattino del 10 agosto 1944 quando un plotone di militi appartenenti alla Brigata Mobile Autonoma "Ettore Muti" fucila sul selciato di Piazzale Loreto, a Milano, quindici antifascisti prelevati dal carcere di San Vittore. Ad ordinare la strage è Theodor Saevecke, comandante del servizio di sicurezza delle SS a Milano e provincia, con l'intento di vendicare un attentato compiuto due giorni prima contro un camion della Wehrmacht in viale Abruzzi del quale rimasero vittime alcuni civili ma nessun militare tedesco.

Si tratta di un pretesto: l'unico vero obiettivo cui i tedeschi e i fascisti mirano con le proprie stragi è quello di recidere i legami di solidarietà tra la popolazione e il movimento resistenziale, impartendo ai suoi appartenenti una punizione esemplare. Così avverrà con i corpi dei quindici antifascisti fucilati a piazzale Loreto quel mattino di ottant'anni fa, abbandonati sotto il sole cocente di agosto e piantonati dai militi della Muti, i quali non permisero ad alcun parente o amico dei caduti di avvicinarsi a render loro l'ultimo omaggio, costringendo i passanti e persino i passeggeri delle vetture tramviarie in transito nel piazzale ad assistere al macabro spettacolo, arrivando persino a sputare o a urinare sui cadaveri. Sul muro addosso al quale i quindici erano stati trucidati, un cartello li qualificava come "assassini".

A pagare idealmente per il sangue di piazzale Loreto, come lo stesso Mussolini aveva confidato al vice-capo della polizia della RSI Eugenio Apollonio, furono proprio il duce del fascismo e i suoi gerarchi, esposti al vilipendio della folla proprio in quella stessa piazza il 29 aprile 1945

10/08/2026

Michela Murgia - il 10 agosto del 2023 ci lasciava una grande donna che non dimenticheremo mai. Ciao Michela!

A te che hai vent’anni e mi chiedi cos’è il fascismo, vorrei non doverti rispondere. Vorrei che nel 2017 la risposta a questa domanda la sapessimo già tutti, ma se me lo chiedi è perché non è così.

So perché me lo domandi. Credi che io sia intollerante se dico che il fascismo è reato e deve rimanerlo sempre. Credi che “se il fascismo e il comunismo hanno causato entrambi tanto dolore nel corso della storia devono essere considerati reato senza distinguo”.

"In un certo senso è dunque colpa mia se me lo chiedi.
Colpa del fatto che non ti ho detto che il fascismo non è il contrario del comunismo, ma della democrazia. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un’ideologia, ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall’interno la natura. Mussolini era socialista e forse non te l’ho spiegato mai. Non ti ho detto che si intestava le istanze dei poveri e dei diseredati. Ho omesso di raccontarti che i suoi editoriali erano zeppi di parole d’ordine della sinistra, parole come “lavoratori” e “proletariato”. Non ti ho insegnato che anche un socialismo che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo, perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di sinistra e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c’è niente di più difficile del riconoscere che l’avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.
Dire che il fascismo è un’opinione politica è come dire che la mafia è un’opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di destra né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi - mafia e fascismo - senza alcun cedimento. Tu sei vittima dell’equivoco che identifica il fascismo con una destra ed è un equivoco facile, perché il fascismo è la modalità che meglio si adatta alla visione di mondo di molta della destra che agisce in Italia oggi. Ma guai se questo ti rendesse incapace di riconoscere i semi del pensiero fascista se li incontri quando sei convinto di guardare da qualche altra parte.
Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.
Nessuno è al sicuro, se non dentro allo sforzo di ricordarsi in ogni momento che cosa rischiamo tutti quando cominciamo a pensare che il fascismo è solo un’opinione tra le altre".

Che la terra ti sia lieve e grazie di tutto. 🌹
10/08/2026

Che la terra ti sia lieve e grazie di tutto. 🌹

Ci ha lasciato Mario Di Maio - l'ultimo partigiano di San Lorenzo

Mario Di Maio 19/11/1928 - 9/8/2026

Mario nacque a Roma nel quartiere antifascista di San Lorenzo. Il padre era un antifascista storico, attivo contro il regime già a partire dal 1922 e per questo spesso preso di mira dai fascisti.

Giovanissimo, fu testimone del bombardamento del quartiere del 19 maggio 1943. In quel momento era recluso nel carcere minorile di San Lorenzo, a via dei Reti, in quanto aveva picchiato il figlio di un fascista. Riuscì a fuggirne proprio durante i bombardamenti, saltando dal secondo piano dell'edificio e mettendo in salvo un bambino rimasto ferito.

Unitosi alla formazione partigiana Bandiera Rossa con il nome di battaglia di "Er Nanetto" prese parte alla battaglia di Porta San Paolo durante l'occupazione tedesca di Roma e si recò in seguito a combattere in Abruzzo.

Era l'ultimo partigiano in vita del quartiere San Lorenzo.

Era sempre con noi a tutte le iniziative di testimonianza sulla Resistenza, alle celebrazioni dell'8 settembre, del 25 aprile, alla parata del 2 giugno, nelle scuole, ovunque testimoniava l'antifascismo con gioiosa determinazione.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/08/09/news/addio_a_mario_di_maio_er_nanetto_partigiano_di_san_lorenzo-425520618/

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

07/08/2026

Roma, Spin Time. ANPI provinciale di Roma e Cgil di Roma e del Lazio: «Nessun passo indietro sulle soluzioni abitative. Il Comune mantenga gli impegni e tuteli la comunità»

ROMA – «Esprimiamo profonda preoccupazione per l’esito negativo del confronto tra il Comune di Roma e il fondo Investire SGR riguardo al futuro dello stabile di Spin Time. Non possiamo accettare che dinamiche strettamente finanziarie e speculative finiscano per prevalere sulla tutela della dignità e dei diritti fondamentali di centinaia di persone, famiglie e soggetti fragili che in questa esperienza hanno trovato una risposta abitativa e un punto di riferimento sociale». Lo dichiarano in una nota congiunta il comitato provinciale dell'ANPI di Roma e la Cgil di Roma e del Lazio.

«Il fondo, assumendo una posizione irresponsabile e squallida, ha perso un’occasione importante per restituire alla città un pezzo di patrimonio che da anni rappresenta una funzione sociale fondamentale. Scegliere di anteporre la rendita e la speculazione alla possibilità di una soluzione condivisa significa assumersi la responsabilità di mettere a rischio il futuro di centinaia di persone, tra cui anziani, bambini e famiglie, nel pieno dell’emergenza climatica che sta colpendo la città. Una scelta grave, come lo è è il tentativo di giustificare questa decisione richiamando presunte carenze di legalità e sicurezza, quando proprio il percorso promosso da Roma Capitale e dalla Prefettura era finalizzato a ricondurre la vicenda entro un quadro di piena tutela dell’interesse pubblico. Mettere in discussione questo lavoro significa delegittimare l’impegno delle istituzioni che hanno cercato una soluzione condivisa».

«Chiediamo con fermezza all’Amministrazione capitolina di non fare alcun passo indietro e di mantenere gli impegni assunti nella ricerca di una soluzione pubblica e duratura. La vicenda dell’emergenza abitativa non può essere ridotta a una semplice trattativa patrimoniale. Realtà come quella di Spin Time rappresentano un’esperienza di coesione, integrazione e solidarietà che non può essere cancellata da logiche speculative. In una città nella quale il diritto all’abitare è sempre più compromesso, servono politiche coraggiose e strutturali affinché nessuna persona venga lasciata senza una casa. Da parte nostra continueremo a fare la nostra parte, come abbiamo fatto in tutti questi anni e in queste ore difficili, rimanendo al fianco delle persone e a tutela dei loro diritti», concludono ANPI e CGIL.

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SPIN TIME LABS Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente Cgil di Roma e del Lazio

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