a Ripalimosani c'è una particolarissima tradizione di Carnevale che consiste in un'allegra compagnia composta generalmente da musicisti, attori e cantanti improvvisati, diretti dal cosiddetto "concertatore", e portano in giro per le vie del paese scenette comiche di tutti i gusti e di tutte le risate, in rigoroso dialetto ripese, accompagnate ed intercalate da musiche e canti popolari, è insomma
un "musical" tutto nostrano che prende in giro i vari aspetti della vita e soprattutto l'amore. E' uno spettacolo itinerante che si porta per le vie del paese e che fa tappa in alcuni luoghi prestabiliti; una volta si facevano otto “posate”, oggi se ne fanno cinque con chiusura serale al Teatro Comunale. La manifestazione ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni. Dagli anni Cinquanta e Sessanta, la manifestazione prese un indirizzo prettamente carnascialesco in cui dominavano i buffoni del momento, dove il travestimento degli uomini in donne procaci e volgari provocava nella gente tanto divertimento e dove vi era l’immancabile Carnevale incatenato. Gli organizzatori si servivano di libretti napoletani da cui estrapolavano sektch comici e duetti a doppio senso e si servivano delle canzoni del Festival di Sanremo, di canzoni popolari conosciute o delle musice di autori ripesi. Negli anni Settanta furono apportate delle modifiche tuttora esistenti che fanno della Mascherata un vero e proprio spettacolo popolare. Il testo, sempre nuovo e spesso inventato, ha una vera trama che si dipana, in modo simpatico e scherzoso, tra le scene e le canzoni nuove o parodiate. Un nutrito coro di ragazze ha il compito di aiutare i cantanti, soprattutto nei ritornelli che si ripetono e fa da cornice colorata al gruppo mascherato. Attori e cantanti, di volta in volta, si alternano nelle varie edizioni con la speranza di diventare personaggi da ricordare. Il tema ricorrente è l’amore, spesso conteso tra due o più rivali. Negli ultimi anni, inoltre, nuove penne prestate al prosieguo di questa bella tradizione hanno saputo arricchirla grazie all’apporto di elementi innovativi, come la satira o l’attualità, e all’aggiunta dei fiati da affiancare agli strumenti tipici del folclore: chitarre, mandolini e fisarmoniche. La costumistica, prima approssimativa e superficiale, da vari anni ha raggiunto adeguati livelli artistici grazie all’apporto di mani esperte, che da quest’anno saranno ancor più valorizzate mediante la realizzazione di un magazzino di raccolta dei vestiti delle varie Mascherate, a disposizione di chi volesse usufruirne. Dalla mattina alla sera i mascherati, rifocillati dalle vettovaglie di ogni genere e dai pregiati vini locali ripesi, mettono tutto l’impegno necessario perché tutto riesca nel migliore dei modi. Questa tradizione è viva a Ripalimosani, e i ripesi la aspettano, ogni anno, con grande gioia. ringraziamo MARIO TANNO per questa descrizione