Oltre LUltimo Miglio

Oltre LUltimo Miglio Oltre L'Ultimo Miglio

08/12/2025

"𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐠𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐯𝐢𝐚. 𝐄 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢: «𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐫𝐯𝐢»."

“Perché sono entrati prima i carabinieri,
gli agenti in tenuta antisommossa e poi le assistenti sociali?
Che trauma è stato fatto a questi bambini?
I bimbi vengono portati fuori dagli agenti,
il più piccolo fatto sedere sulle scale addirittura in pigiama e senza scarpe.

E solo alle 11.43 - come registrano le telecamere di sorveglianza arrivano le assistenti sociali -
Una procedura al di fuori di ogni regola che però ottiene l'appoggio della giudice del Tribunale dei Minori di Firenze, come riferisce questo ispettore.

Avete capito?
Lui dice che i carabinieri sono arrivati dai bambini prima delle assistenti sociali e la giudice risponde
«Non so come ringraziarvi!»

Perché l'allontanamento è avvenuto con la forza,
tra le urla strazianti dei bambini?”

Fuori dal coro
Raffaella Regoli
Mediaset Infinity




Sempre e “solo”una questione di soldi...
08/12/2025

Sempre e “solo”una questione di soldi...







📢 IL DIRITTO NEGATO AD UNA BAMBINA: LA BUROCRAZIA CONTRO UNA PICCOLA GUERRIERA.Questa è C. Ha 4 anni.Combatte ogni giorn...
26/11/2025

📢 IL DIRITTO NEGATO AD UNA BAMBINA:
LA BUROCRAZIA CONTRO UNA PICCOLA GUERRIERA.

Questa è C. Ha 4 anni.
Combatte ogni giorno contro una rara forma di encefalopatia epilettica che le paralizza il corpo e la voce.

Fino a settembre, la riabilitazione era il suo fragile filo per aggrapparsi alla vita.
Per alleviare il dolore.
Per tentare di migliorare:
tra il "Moscati di Avellino", il "Federico II di Napoli" ed i "Gemelli di Roma" -dov'è rimasta in ricovero per 6 mesi- questo è stato il percorso della piccola.

Poi ʟ'ᴀꜱꜱᴇɢɴᴏ ᴅɪ ᴄᴜʀᴀ È ꜱᴛᴀᴛᴏ ɪɴᴛᴇʀʀᴏᴛᴛᴏ !!!
Non per colpa della malattia incurabile,
ma per un "errore burocratico". 🤯

Sì, avete letto bene.
La Regione Campania ha interrotto il sostegno VITALE per un disguido: la Regione ha emesso il bando sul "assegno del diritto di cura" RAGGRUPPANDO anziani e minori.

La sua mamma, S., ha lottato per mesi.
Ha supplicato, sollecitato, aspettato.
La risposta? «La piccola C. non ha diritto a nessun assegno di cura»
Malgrado la bambina abbia gravi danni neurologici. Non cammini e debba essere alimentata artificialmente.

Parole e Speranze non curano!

QUESTA NON È SOLO NEGLIGENZA.
È UNA FORMA DI VIOLENZA.

La piccola C. e la sua famiglia non devono lottare anche contro un muro di carta.
Hanno bisogno di GIUSTIZIA.
Hanno bisogno del diritto alle CURE.
ORA.

👉 COSA PUOI FARE TU?

1. CONDIVIDI questo post fino a farlo arrivare a chi può veramente fare qualcosa.
2. TAGGA i profili istituzionali dell'ASL di Avellino e della Regione Campania.
3. CHIEDI insieme a noi risposte concrete. Non un'altra scusa, ma un appuntamento in calendario.

Non lasciamo sola la piccola C.
Facciamo in modo che la sua voce non venga spenta da un "errore".

Chiediamo a gran voce al neo Governatore Fico di Dar voce alla giustizia per la piccola C.


Le Iene La Verità Vincenza Palmieri Ambasciatrice per i Diritti Umani Avvenire Francesco Borgonovo Report Matteo Viviani Giovanna Nina Palmieri Il Mattino di Avellino Roberto Fico Regione Campania

(F. Cattani)

La Custodia dell'Innocenza: Una Lacerazione nel Nome della ProtezioneLa decisione di collocare madre e tre bambini della...
21/11/2025

La Custodia dell'Innocenza: Una Lacerazione nel Nome della Protezione

La decisione di collocare madre e tre bambini della "famiglia nel bosco" in una casa famiglia, allontanando il padre e sospendendo la potestà genitoriale, non è solo un provvedimento amministrativo.
È un atto di profonda lacerazione esistenziale che chiama in causa le fondamenta stesse del nostro patto sociale: il rapporto tra libertà individuale e autorità statale, tra diversità e conformità,
tra protezione e violenza.

Un approccio Umano non può che guardare a questo evento con un senso di grave inquietudine, non per un anarchico rifiuto delle regole, ma per una più profonda adesione al principio che la legge deve essere un giudice ultimo e proporzionato, non un pedagogo coercitivo che estirpa radici nel nome di un'astratta idea del bene.

Errore Fondamentale: Confondere la Diversità con la Negligenza

Il cuore della tragedia risiede in un equivoco culturale: l'assunzione che uno stile di vita radicalmente alternativo – la scelta di vivere in una casa, lontano dalla griglia elettrica e forse dai programmi scolastici standard – sia, di per sé, sintomo di inadeguatezza genitoriale.

Il buon senso ci invita a vedere l'umano nella sua pluriforme espressione. La storia del pensiero è costellata di chi ha scelto la semplicità volontaria, il distacco dal materialismo, un rapporto simbiotico con la natura. Thoreau non era un negligente; era un filosofo. Aver trasformato una scelta esistenziale, per quanto estrema, in un reato contro l'infanzia, significa aver abdicato alla capacità di comprendere la complessità dello spirito umano. Dove è la prova del danno concreto, fisico o psicologico, che giustifica uno strappo così traumatico?
La mancanza di un contatore elettrico equivale alla mancanza d'amore?
La presenza di libri di testo è l'unica misura dell'istruzione?

La Crudeltà della "Protezione" Traumatizzante

Il principio del "superiore interesse del minore" viene qui applicato con una logica paradossale e crudele.
Quale interesse superiore può esserci nel infliggere ai bambini il trauma certissimo della separazione forzata dal padre, della reclusione in una struttura collettiva e dello sradicamento dal loro ambiente vitale?

La psicologia dello sviluppo è unanime:
la sicurezza affettiva è il fondamento della personalità. Essa si costruisce sulla stabilità dei legami e sulla continuità dell'ambiente.
Questo provvedimento, nel tentativo di proteggere da un pericolo potenziale e non dimostrato, ha distrutto deliberatamente quella sicurezza.
Ha detto a quei bambini, con la forza brutale dei fatti, che il loro mondo – l'amore di loro padre, la casa nel bosco, la loro routine – era sbagliato e pericoloso.
Questa è una violenza psicologica di una gravità incommensurabile, giustificata da un presunto bene futuro che, al confronto, appare astratto e ipotetico.

La Sospensione della Potestà: La Morte Civile del Genitore

Sospendere la potestà genitoriale è un atto di una gravità giuridica e simbolica estrema.
È la dichiarazione da parte dello Stato che un cittadino non è più degno di essere il riferimento naturale per i propri figli. È una sorta di "morte civile" della figura genitoriale.

Allontanare il padre in modo così netto e definitivo non è solo una punizione per lui; è un messaggio devastante per i figli. Stampa nella loro psiche l'idea che il legame di sangue più importante possa essere reciso per decreto. Un approccio veramente umano avrebbe cercato di integrare, di educare, di monitorare, non di annichilire.
Avrebbe lavorato per sanare, non per punire. La sospensione immediata della potestà è l'atto più anti-umanistico immaginabile, perché nega la possibilità di redenzione, di crescita e di dialogo.

La Prospettiva Liberale: Lo Stato che Oltrepassa il Limite

Questo provvedimento -dal punto di vista liberale classico, fondato sul principio del danno di John Stuart Mill - rappresenta una palese e intollerabile invasione della sfera privata.
Lo Stato ha il diritto e il dovere di intervenire quando un bambino viene picchiato, denutrito, abusato sessualmente o privato dell'istruzione di base. Deve cioè intervenire per prevenire un danno accertato e imminente.

In questo caso, l'intervento non sembra basato su un danno concreto, ma su un giudizio di valore!
Sul presupposto che la vita "civilizzata" in un appartamento con la scuola pubblica sia intrinsecamente e oggettivamente superiore a una vita nel bosco.
Lo Stato si è erto a giudice non dei fatti, ma delle coscienze e degli stili di vita, sostituendo la sua preferenza culturale alla scelta responsabile (seppur discussa) dei genitori. Questo non è protezione; è paternalismo autoritario.

Un Eccesso che Crea una Ferita Più Grande del Presunto Male.

Questa riflessione non vuole idealizzare acriticamente la scelta di vita di questa famiglia, che poteva presentare criticità reali.
Vuole, però, denunciare la sproporzione e la cecità culturale della risposta istituzionale.

In nome di un'idea astratta di protezione, si è scelto il percorso più traumatico, più violento e meno rispettoso dell'unità familiare.
Si è preferito sradicare piuttosto che potare, distruggere piuttosto che riformare.
Il vero fallimento non è solo della famiglia, ma di un sistema che, privo di immaginazione e di umiltà, sa solo applicare protocolli standardizzati a realtà che standardizzate non sono.

Abbiamo forse protetto i bambini da una vita "inadeguata"?
O li abbiamo invece iniziati alla più terribile delle inadeguatezze: quella di uno Stato che, per proteggerti, non esita a spezzare la tua famiglia e a farti sentire un estraneo nella tua stessa vita?

In questa vicenda, è l'umanità stessa, con la sua irriducibile e scomoda diversità, ad essere stata messa sotto tutela.

(Francesco Cattani)










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𝑷𝒂𝒑𝒂 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 Le affermazioni di Papa Francesco sulla pedofilia hanno rappresentato un punto di svolta cruciale nella s...
24/04/2025

𝑷𝒂𝒑𝒂 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐

Le affermazioni di Papa Francesco sulla pedofilia hanno rappresentato un punto di svolta cruciale nella storia della Chiesa cattolica. Fin dall’inizio del suo pontificato, il Papa ha affrontato il tema con una franchezza inedita, riconoscendo il dolore delle vittime e la gravità dei crimini commessi da membri del clero. In più occasioni, ha parlato di "vergogna" e ha chiesto perdono, sottolineando la necessità di “tolleranza zero” nei confronti degli abusi.

Queste parole non sono state solo espressioni di rammarico, ma anche un richiamo forte alla responsabilità e alla trasparenza.
Francesco ha più volte denunciato l'omertà e il clericalismo come elementi che hanno contribuito a insabbiare gli scandali, indicando l’urgenza di una riforma profonda all’interno della Chiesa.

La sua volontà di affrontare il problema a livello sistemico – con nuove norme, commissioni e collaborazioni con le autorità civili – è un segnale importante, anche se non privo di resistenze interne.

La riflessione che ne deriva è duplice:
da una parte, emerge la necessità di ascoltare le vittime e restituire loro dignità; dall’altra, la Chiesa è chiamata a un esame di coscienza profondo, capace di rigenerare la propria credibilità non solo con le parole, ma con atti concreti e coerenti.

Le affermazioni di Papa Francesco invitano tutti – credenti e non – a vigilare affinché giustizia, verità e protezione dei più vulnerabili diventino una priorità assoluta, dentro e fuori dalle mura ecclesiastiche.

15/03/2025

𝗔𝗳𝗳𝗶𝗱𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶:
𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼
𝘀𝘂𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲.

La vicenda recentemente riportata, in cui un minore è stato prelevato dalla madre, non è un caso isolato ma l’ennesima dimostrazione di un sistema minorile che, sotto il vessillo della “protezione”, tende a strappare i bambini al loro ambiente familiare. Dietro questa apparente necessità di tutela, si nasconde una realtà ben più inquietante: un vero e proprio circuito economico che trasforma il destino dei minori in una questione di conti e bilanci.

Il contesto del prelievo
Il prelievo del minore dalla madre, così come descritto nel caso, si presenta come un intervento d’urgenza che avrebbe dovuto essere l’ultima risorsa. In realtà, questo eccesso di zelo burocratico, spesso basato su valutazioni superficiali, contribuisce a creare un sistema in cui la separazione dei minori dalle famiglie d’origine diventa quasi una procedura standardizzata, priva della necessaria attenzione alla complessità dei legami affettivi e sociali.

Il business degli affidi: dati e cifre che preoccupano Non si può ignorare che, dietro ogni intervento “protettivo”, si cela un ingente apparato economico. Le statistiche parlano chiaro:
Numeri in crescita: Secondo i dati ufficiali, al 31 dicembre 2022 oltre 16.000 minori erano affidati a famiglie sostitutive. Se si considerano anche le strutture residenziali, il totale dei minori allontanati supera i 27.000 casi.

Rette e rimborsi:
In alcune regioni, come la Lombardia, le comunità per minori percepiscono rette giornaliere che possono arrivare a circa 96 euro per ogni bambino. In contesti più costosi, come il Piemonte, i costi possono toccare cifre addirittura superiori, con spese giornaliere che raggiungono i 400 euro per bambino. Parallelamente, le famiglie affidatarie ricevono rimborsi mensili che oscillano tra i 200 e i 550 euro, cifre che, sebbene presentate come supporti, alimentano un sistema dove l’interesse economico rischia di prendere il sopravvento sul reale benessere del minore.
Questi dati non sono meri numeri: essi indicano come il sistema degli affidi si sia trasformato in un vero e proprio business, dove ogni cifra giustifica procedure che, anziché garantire un ambiente familiare stabile, promuovono la separazione e l’isolamento del bambino.

Critica al sistema: tra conflitti di interesse e mancanza di trasparenza
La logica che anima molti interventi di prelievo è spesso contaminata da conflitti di interesse. Decisioni rapide e basate su parametri economici anziché su valutazioni approfondite del contesto familiare creano un clima in cui il profitto economico sembra avere la meglio sul diritto fondamentale del minore a crescere nella propria famiglia. La presenza di legami, talvolta anche diretti, tra le istituzioni preposte e gli enti che gestiscono le strutture di accoglienza, solleva gravi dubbi sull’imparzialità delle decisioni giudiziarie.
- Un appello alla riforma urgente
È imperativo ripensare radicalmente il sistema degli affidi e degli allontanamenti coercitivi. Tra le azioni urgenti, si evidenziano:
- Una revisione critica dei criteri di intervento:
Solo in casi di reale pericolo, debitamente accertato con valutazioni multidisciplinari, si dovrebbe procedere all’allontanamento.
- Trasparenza e controllo:
I meccanismi di controllo devono essere rafforzati per eliminare ogni possibile conflitto di interesse, garantendo che le decisioni siano prese esclusivamente nell’interesse del minore.
Riconsiderazione degli incentivi economici: È necessario rivedere il sistema dei rimborsi e delle rette, affinché il sostegno economico non si trasformi in un incentivo a procedere a prelievi affrettati, ma diventi uno strumento di supporto autentico per le famiglie in difficoltà.

La protezione dei minori è un dovere imprescindibile, ma non può avvenire a scapito della loro identità e dei legami familiari. Solo attraverso una riforma profonda, che metta al centro il benessere reale dei bambini e non interessi economici, sarà possibile porre fine a questa logica distruttiva e restituire ai minori il diritto fondamentale di crescere all’interno della propria famiglia.

L'articolo: https://www.triesteprima.it/cronaca/minore-prelevato-madre.html







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