29/08/2026
Ciò che colpisce subito di questa notizia sono l'inciviltà e l'ignoranza di chi ha deciso di togliere dal mare un giovane esemplare di Pinna nobilis, mollusco bivalve noto come "nacchera".
Soffermandosi qualche secondo in più sulla notizia, riusciamo però a coglierne le sfumature positive: il Corpo Forestale è stato allertato da altri bagnanti e subito è scattata la denuncia. La gente si è resa conto che quello che, fino ad alcuni anni fa, poteva apparire come un atto nella norma - "è solo una conchiglia, che vuoi che sia?" - è oggi percepito come un gesto grave che comporta danni irreparabili alla nostra biodiversità.
Il tutto è avvenuto nella Spiaggia Grande di Calasetta, nella provincia sarda del Sulcis Iglesiente, dove un turista ha deciso di raccogliere il bivalve e di nasconderlo, ancora vivo, tra gli scogli, prima di essere individuato dagli agenti della Stazione forestale di Sant'Antioco. Ed ora, almeno così si spera, la situazione potrebbe non essere tranquilla per questo incivile: P. nobilis, il più grande bivalve del Mar Mediterraneo - può sfiorare il metro di lunghezza! -, è una specie endemica protetta dalla Direttiva europea Habitat (92/43/CEE) in quanto a rischio di estinzione. La sua raccolta costituisce un reato, punito con arresto da due mesi a due anni o, in alternativa, con un'ammenda che può oscillare tra 2000 e 12000 Euro. Inoltre, tali divieti e sanzioni non si applicano solo agli esemplari vivi, ma anche all'asportazione, detenzione o alla vendita delle sole valve vuote o di parti di esse.
Perché è così protetto? Perché è sempre più raro e minacciato da più fattori: non solo l'essere umano ed il riscaldamento climatico, ma anche Haplosporidium pinnae, un protozoo parassita che ne sta decimando intere popolazioni. Questo piccolissimo organismo è in grado di colonizzare l’apparato digerente del mollusco, causandone una debilitazione tale da rendergli difficile la chiusura delle valve e la conseguente difesa dai potenziali predatori, fino a causarne la morte.
È una strage silenziosa quasi impossibile da contenere, cerchiamo di rallentare questo (speriamo non inevitabile) declino...
(Testo di Andrea Bonifazi)