27/08/2026
Per quanto riguarda qualsiasi ricercatore spirituale, chiunque dovrebbe essere consapevole di un’idea più volte ribadita, ovvero che tutto ciò che esiste forse non è percepibile solo in modo sensoriale e/o con gli strumenti scientifici di cui ci siamo dotati sino ad oggi. Inoltre, non va mai dimenticato che tutto ciò che osserviamo, tocchiamo, assaporiamo, ecc. non sappiamo cosa sia veramente; infatti ci basiamo su elaborazioni, su decodificazioni di segnali elettrici che la mente percepisce attraverso i normali sensi fisici.
Ne consegue che già con queste premesse, i normali concetti di spazio, di linearità del tempo e di energia, cominciano a non essere più tanto certi come invece potevano apparire anche solo all’inizio del secolo scorso.
Forse per questo, senza prendere per ora in considerazione altro (ad esempio ipotesi mistiche o filosofiche) può emergere un desiderio di conoscere anche ciò che non sia percepibile con le sole facoltà fisiche, dando per scontato che proprio perché si è limitati, possa esserci altro da scoprire in merito all’esistenza di ogni cosa.
Però, immaginiamo che probabilmente per tentare di riuscirci personalmente, occorra dotarsi, conquistare o risvegliare, facoltà differenti.
Prima di spostarci verso ipotesi mistiche, si potrebbe notare che anche in ambito scientifico si ipotizza che ogni cosa possa aver avuto un inizio, forse individuabile a livello temporale lineare, ma assolutamente sconosciuto rispetto al perché e al “prima”. Ad esempio, un modello cosmologico (Big Bang, dove si ipotizza che la materia e l'energia fossero concentrate in condizioni estreme prima dell’esplosione da cui avrebbero avuto inizio lo spazio e il tempo) descrive l'origine e l'evoluzione dell'universo a partire da uno stato iniziale di densità e di temperatura estreme, avvenuto (forse) circa 13,8 miliardi di anni addietro. A complicare le conseguenze di questa prima ipotesi, si aggiungerebbero anche quelle riguardanti gli universi paralleli (o multiverso); si ipotizza che oltre al nostro spazio ne esistano altri. Ogni realtà avrebbe sue leggi, storie o spazi interagenti con ciò che contiene. La scienza sta studiando da tempo queste ipotesi ma, come sempre, non ci sono mai prove certe in itinere.
Rimane comunque anche il problema di non poco conto in merito a cosa possa essere ciò che si indica come energia, che si presenta con le semplici caratteristiche di esistere senza essere creata, di essere indistruttibile, ma di trasformarsi continuamente da una forma ad altre. Quindi sarebbe qualche cosa che, di per sé, non avrebbe peso, massa e non sarebbe direttamente percepibile tramite i sensi.
Per quanto atterrebbe al concetto di spiritualità e di ambiti divini, di primo acchito un ricercatore potrebbe intuire qualche cosa di simile riguardo a quanto ho accennato; ad esempio: un concetto di origine riferendosi ad un “prima” assolutamente inconcepibile, misterioso, indescrivibile e poi forse, con tutti i limiti dell’immaginazione umana, anche ad un “dopo” riguardante l’inizio e lo sviluppo di tutto ciò che esiste; quindi anche ciò che non fosse affatto percepibile sensorialmente.
Da millenni l’umanità si interroga proprio su tutto questo. In effetti sembrerebbe sentire una estrema necessità di recuperare coscienza delle proprie origini, ma rimane misterioso ed evanescente il perché di questo interrogativo.
I concetti di esigenza di verità e di conoscenza parrebbero ricondurre a tale desiderio, comprese le incertezze sulle vere motivazioni.
Volendo prendere in considerazione solo il “dopo” (ritengo personalmente inutile provare a vagheggiare sul “prima”, vista l’impossibilità d’indagarlo; però è solo un mio punto di vista), nei millenni ogni religione ha presentato le proprie ipotesi cosmogoniche (sono tutte estremamente complesse ma proprio per questo affascinanti) e vari metodi di ricerca improntati su concetti di adesione intima, fiduciosa, della mente e del cuore ad una realtà, ad un ideale o ad una persona, che andasse oltre le prove materiali o la dimostrazione logica.
Ad ogni modo, coloro che nei millenni avessero sperimentato qualche cosa di concreto, potrebbero essere quelli che avrebbero messo a punto metodi e modalità a favore di chiunque avesse voluto tentare di ripetere la loro impresa. Nella maggior parte dei casi, a prescindere da quelli religiosi (che a loro volta hanno dei precursori e di cui si potrebbe scrivere in altra occasione), questi metodi caratterizzerebbero i cosiddetti sentieri tradizionali, variegati, adattabili ai tempi e ai luoghi, tramite i quali si potrebbero acquisire quelle facoltà che consentirebbero di utilizzare una sorta di interruttori metafisici da attivare e da ripetere sistematicamente, tramite: volontà, gesti, pronunciamenti, tocchi, ecc. Questo, avendo prima programmato e messo in pratica attività psicofisiche particolari; ad esempio quelle riguardanti specifiche metodologiche ricerche del silenzio interiore come conseguenza di una progressiva liberazione dai condizionamenti passionali. In merito agli interruttori, si tratterebbe certamente di qualche cosa di non immediatamente esaustivo riguardo eventuali esigenze di verità e di conoscenza, ma giusto per capirci bene, per lo più, anche solo la parte con i risvolti concreti, automatici e ripetitivi nella materia, sarebbe per chiunque affatto facile da realizzare.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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