Mitzraïm e Memphis

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Mitzraïm e Memphis L’Antico e Primitivo Rito di Mitzraïm e Memphis nella sua espressione rettificata, rappresenta una via particolare nell’universo massonico.

Discende, in modo legittimo e documentato, dalle trasmissioni storiche di Napoli, Venezia, Palermo e Montauban.

EggregoroPoiché mi sono stati posti alcuni quesiti, rispondo con un post a tutti gli interlocutori. Sarà opportuno tener...
14/10/2026

Eggregoro
Poiché mi sono stati posti alcuni quesiti, rispondo con un post a tutti gli interlocutori. Sarà opportuno tenere presente il concetto per il quale ogni raggruppamento umano causato da una motivazione particolare ma comune, sembrerebbe consentire la formazione di qualche cosa non facile da definire che in prima istanza, si potrebbe descrivere di tipo psico-fisico e che si presenterebbe forte in rapporto all’intensità emozionale che coinvolgesse i componenti impegnati nelle esigenze per lo più materiali e inevitabilmente caratterizzate da passionalità di ogni tipo. Un’ipotetica partenza di base potrebbe essere costituita da quella famigliare (anche solo una coppia) ma poi non si prevedono limiti numerici per un’eventuale espansione.
È questa una situazione che non va mai sottovalutata. Infatti la sua forza direttamente proporzionale al numero degli aggregati, è visibile a chiunque non sia troppo disattento. La si riscontra in varie situazioni storico-sociali, purtroppo, a volte, non sempre piacevoli, che si manifestano nei diversi consorzi umani.
Una condizione alimentata dal perdurare emotivo, passionale comune e coinvolgente, riguardo alle esigenze materiali, potrebbe però evolvere dal piano prettamente psico-fisico iniziale, fluendo in una forma di Eggregoro più spirituale con caratteristiche particolari caratterizzate da egoismo, aggressività, violenza, ecc.
In un ambito iniziatico, la corretta formazione interiore (ricordiamoci che riuscire a conseguirla non è mai facile e neppure rapida), potrebbe consentire che il desiderio specifico e la volontà dei singoli, possano essere convogliati verso un determinato obiettivo spirituale.
In tal modo, è probabile che un Eggregoro inizialmente solo con valenze psico-fisiche possa evolvere in uno più propriamente spirituale tendente a interagire tra ciò che in “alto” e ciò che è in “basso”.
Le esperienze personali e i racconti tramandati possono aver permesso d’intuirlo ma non solo.
Ne consegue che allorché ognuno proceda ad attivare ciò che è previsto tramite le eventuali cerimonie che può eseguire da solo anche quotidianamente oppure ogni tanto in gruppo, potrà, dovrà prendere in attento e lucido esame le eventuali conseguenze. Potranno essere verificate tramite le consuete cartine di tornatole, ovvero attraverso gli effetti concreti, sistematici e ripetibili, sulle persone, nelle situazioni, ecc. Così si svelerebbe che queste dipendono dalle caratteristiche psico-fisiche e animiche dei componenti l'Eggregoro fisico. Sia per qualità, che per forza, tutto dipenderebbe da loro e da chi lo dirige favorendo la partecipazione armonica in quello che si riverbererebbe continuamente su di loro, fino a quando la volontà e l’azione perdurassero anche nei confronti di eventuali obiettivi da raggiungere.
Immagino però che a prescindere dagli insegnamenti ricevuti, dagli elementi culturali acquisiti, per chiunque si sveli difficile tentare di descrivere cosa possa aver sperimentato e intuito in merito a questo argomento ma esiste anche la necessità di valutare se sia veramente opportuno farlo. Resteranno comunque ineludibili gli effetti concreti nella materia.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare, magari anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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Dubbi…InterrogativiA volte, dialogando con sé stessi, si potrebbe constatare (nel limite di quanto si possa comprendere)...
09/10/2026

Dubbi…Interrogativi
A volte, dialogando con sé stessi, si potrebbe constatare (nel limite di quanto si possa comprendere) come in diversi ambiti che si frequentano, esista una sorta di confusione, per lo meno nelle enunciazioni che possono riguardare ciò che comunemente si definisce con la parola “Dio”.
Anche coloro che si presentano come adepti di una religione, pur professando una fede in tale entità, poi sembrano non essere troppo interessati a sollevare qualche velo in merito alla comprensione dell’ineffabile mistero che l’avvolge.
Così anche se pensano di essere tutti della stessa comunità religiosa, non è affatto certo che ognuno, nel proprio intimo, tenda poi a riferirsi alla stessa cosa. Sentendoli parlare, non di rado viene subito in mente la torre di Babele.
Se poi si passa alla varietà degli ambiti iniziatici, esoterici, oppure più o meno sedicenti tali, in cui ognuno qualche volta forse presuppone di essere e di sapere chissà che cosa, allora si può assistere e ascoltare dissertazioni tra le più variegate.
Qui, che lo si voglia o no, è la cultura presa prestito che impera nella maggioranza dei casi.
Per confezionate il proprio programma filosofico e formativo che ne caratterizza il percorso, sembrerebbe che ogni Via abbia scelto una cosmogonia di riferimento (anche più di una), mutuata da qualche religione, da qualche setta, da qualche filosofo, da qualche leggenda, da qualche semplice oppure eccessiva fantasia mascherata da veggenza, ecc.
Ovviamente ci sono anche i cosiddetti iper pseudo scientifici che il problema non se lo pongono affatto (a volte mi chiedo chissà perché hanno voluto essere accolti in un percorso iniziatico dove si cammina enunciando la “Gloria divina”), ma per ora non li prenderò in considerazione.
Così, sia che si affermi di muoversi lungo i cosiddetti ambiti “secchi” o “umidi” (meglio non mescolarli mai avventatamente), quelle cosmogonie divengono i punti di riferimento per le eventuali simbologie, allegorie, metafore cerimoniali (indispensabili per il linguaggio da utilizzare nei suggerimenti) che, giusto per rimarcarlo, sono state messe a punto da uomini dei quali forse si conosce ben poco in merito a ciò che possa riguardare una personale, concreta, realizzazione di ciò che hanno scritto. Sembrerebbe che nella maggior parte dei casi, abbiano fatto riferimento a scritti, pensieri, cerimonie, di altri vissuti anche secoli, se non millenni addietro.
Quindi, potrebbe esserci qualche problema identitario per una moltitudine di esseri umani. Infatti, a che cosa si starebbero riferendo, nell’intento di tendere verso ciò che identificano come “divino”?
Appare evidente che i sensi fisici, gli strumenti ed i linguaggi costruiti per quelli, non sembrano adatti per fornire risposte riguardanti ciò che tramite gli stessi non è rilevabile.
Come alternativa, alcuni sostengono che attraverso l’intuizione che nasce in ognuno, solo come conseguenza di un particolare dialogo interiore (nel silenzio dalle emotività passionali), si potrebbero avere percezioni e poi procedendo in quella direzione anche visioni, contatti, comunicazioni, ecc. provenienti da un ambito che non è materiale. Ma per descriverlo (se mai sia possibile), ecco che si tenderebbe a ricadere negli schemi cosmogonici millenari o in quelli di semplice fantasia. L’influenza del sapere preso a prestito potrebbe essere oggettivamente difficile da escludere.
Eppure, qualcuno (ne ho ragionevole certezza) con quell’ambito è riuscito ad interagire e ad averne concreti riscontri fisici nella materia (così in alto come in basso recita la Tavola di Smeraldo). La cosa buffa è che poi costoro si guardano bene dal parlarne o dal scriverne in modo esplicito per chiunque (d'altronde, un conto è riuscire a trovare un “interruttore”, un altro è riuscire a spiegare cosa accade veramente quando lo si pigia, a prescindere dagli effetti esteriori). Forse lo ritengono inutile oppure non lo sanno neppure loro; così si limitano a vivere e a fare ciò che (di “straordinario”… almeno un pochino) ritengono giusto in coscienza. Però, per i non disattenti, lasciano anche cadere alcune briciole di riferimento. Quelle stesse che forse costituiscono le molteplici tracce che, da sempre, attraverso mille rivoli, sembrerebbero ricondurre al concetto di tradizione.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare, magari anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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Domanda di spiritualitàSe si guardano le f***e che si sono presentate anche nei vari viaggi del Papa (a prescindere da c...
03/10/2026

Domanda di spiritualità
Se si guardano le f***e che si sono presentate anche nei vari viaggi del Papa (a prescindere da cosa ognuno possa pensare di lui) in particolari ambiti storicamente laici (ultimamente vedasi, ad esempio, la stessa Parigi con oltre un milione di persone ad accoglierlo), si potrebbe essere indotti ad ipotizzare che in tempi recenti si stia manifestando un mutamento nelle esigenze, sia singole, che collettive. Ovvero non ci sarebbe più solo una globale tendenza a ricercare la materia con le sue necessità vere o spesso inventate tramite molteplici manipolazioni ma forse anche altro che sembrerebbe nascere da quelle profondità interiori che da troppi decenni apparivano essere state obliate, in quanto ricoperte dalla rumorosità dei punti di vista passionali, edonistici, spesso antitetici anche alle normali predisposizioni naturali; come quelle tese semplicemente alla conservazione e soprattutto alla continuazione della vita della nostra specie.
D'altronde, le stesse straordinarie scoperte scientifiche hanno portato a farci prendere atto che, in fondo, sappiamo ben poco dell’esistenza e di ciò che ci circonda. Ogni volta che si scopre qualche cosa (sempre più spesso e con una straordinaria accelerazione), si aprono scenari migliaia di volte più complessi e sconosciuti di quelli che si ritenevano definitivi. Così, con genuino stupore, similmente a ciò che aveva manifestato Socrate (circa duemilacinquecento anni addietro) di cui abbiamo conoscenza attraverso gli scritti di Platone, in particolare nell'Apologia, si potrebbe in coscienza di non pochi tra noi, tentare umilmente di pronunciare finalmente con onestà in ogni ambito, sia scientifico, che filosofico: “so di non sapere”.
Come conseguenza per chiunque, non si dovrebbe manifestare alcuna drammatica disillusione, ma invece una sorta di purificazione del desiderio di conoscenza. Potrebbe essere una nuova spinta, senza più quei lacci pseudoscientifici o pseudomistici ma per lo più dogmatici, diffusori di un sapere da prendere a prestito e antagonisti del reale libero pensiero, che almeno dalla seconda metà del ‘600, sembrerebbero aver condizionato la volontà dei singoli ma anche delle masse, tra molteplici contrapposizioni tra ipotesi scientifiche, filosofiche oppure mistiche, non di rado estreme e violente (non solo a livello verbale), per una ricerca che auspicabilmente e non solo dal mio punto di vista, potrebbe e dovrebbe invece muoversi in modo corale, armonico, a 360 gradi.
Ad ogni modo, giusto per essere in qualche modo “razionali” oltre che prudenti anche in ambito filosofo e/o mistico, immagino sia indispensabile tenere sempre presente il concetto del cosiddetto “sapere preso a prestito”. Mi spiego meglio. Ognuno, nei limiti delle personali possibilità, dovrebbe cercare di evitare di dipendere dalle enunciazioni altrui, per quanto affascinanti. È pur vero che per riuscirci, soprattutto per i lasciti del passato, ci si dovrebbe mettere in grado di conoscere altre lingue, in alcuni casi non più in uso. È evidente che non tutti saranno in grado di affrontare tali studi; però possono tentare di essere cauti e di non prendere istintivamente per “oro colato” ciò che pronunciano e/o scrivono determinati soggetti identificati (chissà perché) come “celebri”. Infatti non di rado anche loro hanno trasmesso qualche “corbelleria” deviante, proprio perché hanno errato nel tradurre o semplicemente perché non avevano acquisito una determinata lingua; così a loro volta, hanno preso incautamente a prestito ciò che avevano scritto altri, favorendo il proliferare di devianze concettuali. Ad esempio (uno dei tanti), alcuni ritenuti anche molto autorevoli nei circuiti esoterici, non conoscendo almeno in modo elementare l’ebraico, hanno scritto cose abbastanza buffe riguardo ai nomi delle colonne del Tempio di Salomone e così poi vari altri, quasi a livello di fede nei confronti di quelli che erano considerati mentori, hanno rilanciato con enfasi gli errori per darsi una qualche importanza nell’ambito sociale (e purtroppo anche in quello iniziatico) nel quale vivevano.
Resta comunque la sensazione che qualche cosa stia cambiando. Sarà interessante osservare di che cosa possa trattarsi.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare, magari anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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SalveÈ possibile scaricare il numero 10 di Ottobre 2026 - Anno XIII, della piccola rivista mensile “ALLA RICERCA DEL SÉ”...
28/09/2026

Salve
È possibile scaricare il numero 10 di Ottobre 2026 - Anno XIII, della piccola rivista mensile “ALLA RICERCA DEL SÉ”, cliccando su questo indirizzo:
https://www.mitzraimmemphis.it/wp-content/uploads/2026/09/2026_10.pdf

Nel caso si manifestasse qualche impedimento, potete sempre scaricarlo dal sito: https://www.mitzraimmemphis.it/index.php/rivista/
dove troverete anche gli altri numeri e se lo desiderate, potrete iscrivervi alle newsletter in modo da ricevere direttamente nelle vostre email, aggiornamenti sull’uscita dei nuovi numeri della rivista o sulle nostre varie iniziative:
https://www.mitzraimmemphis.it/index.php/newsletter/

In questo numero sono stati trattati i seguenti argomenti:
• Iconografie, elementi allegorici, simbolici, strumenti e modalità tecniche, presenti nel nostro metodo - S.G.H.G. S.G.M. - pag. 3
• Operaio o artefice - Ennio - pag.16
• Reminiscenze leggendarie e personali ipotesi solstiziali-Salvatore - pag.20
• lo specchio - Giovanna - pag.22
• Lettera sulla via del silenzio, dell’ascolto e della testimonianza -Vincenzo - pag.25
• L'ARTE DELL'APPRENDISTA, Cenni sui simboli del Primo Grado
• A ARTE DO APRENDIZ, Notas sobre os símbolos do Primeiro Grau
Fratello Welder Oliveira- pag.29

Buona lettura
Renato Salvadeo

P.S.
Mentre la rivista è già scaricabile, i singoli elaborati di questo numero, presenti nel sotto-settore: “Articoli” della Rivista, saranno disponibili e scaricabili da inizio Ottobre.

Nel caso voleste prendere visione di alcuni post settimanali con argomenti specifici, è possibile farlo in Facebook, in questa pagina:
https://www.facebook.com/profile.php?id=61585022340860&locale=it_IT

Qui potrete esprimervi, cliccando nel modo consueto, manifestando se l’argomento vi è piaciuto. Poi ovviamente potrete anche aprire un dialogo.
http://mitzraimmemphis.it/

Per chiunque non sempre risulta chiara la differenza tra l’essenza concreta, pregiata, di un ambito iniziatico, inteso c...
23/09/2026

Per chiunque non sempre risulta chiara la differenza tra l’essenza concreta, pregiata, di un ambito iniziatico, inteso come antica creazione originale e trasmissione del suo deposito spirituale (punto di vista mistico, esoterico) e una semplice organizzazione amministrativa di una struttura che, proprio perché umana, ha questa necessità.
Ad esempio dal punto di vista spirituale, una trasmissione reale, efficace, può avvenire solamente se viene emanata da qualcuno che, a sua volta, l’abbia ricevuta regolarmente in una filiera che non abbia mai avuto soluzioni di continuità, rispetto alla creazione originale. Quindi se per qualsiasi motivo (ad esempio, guerre, pandemie, scomparse, ecc.) non esistessero più in vita coloro che a livello apicale avevano lo status idoneo per la trasmissione, allora nessuno potrà più servirsi correttamente del nome e dei rituali di quella struttura. L’eventuale azione di appropriazione, oltre che blasfema con possibili tendenze contro-iniziatiche, sarà priva di qualsiasi efficacia su ogni piano esistenziale, rispetto agli obiettivi originali.
Mi permetto di ricordarlo perché non solo in questa buffa modernità, ogni tanto qualcuno ha riesumato e riesuma vecchi rituali di strutture assonnate in modo irreversibile (lo sono per i motivi sopra citati), per inventare qualche cosa di nuovo a cui appiccicare vecchi nomi ed emblemi.
Però da sempre, il tutto seppure sbagliato e truffaldino, sembra risultare molto intrigante e attrattivo per quei soggetti che in gran numero hanno risposto e rispondono al suono di pifferai, i quali si limitano ad utilizzare le scenografie di altri e evidentemente promettono o lasciano intendere di poter soddisfare i desideri degli interlocutori ma evitano bene di elargire, oltre ad una valanga di chiacchere contenenti argomenti rubacchiati ovunque (filosofia, misticismo, religioni, fantascienza, ecc.), qualche sana indicazione per raggiungere quegli obiettivi (per loro inevitabilmente sconosciuti dal punto di vista esperienziale) che dovrebbero caratterizzare la via dei cui riferimenti esteriori si sono appropriati.
Poi magari, ci si meraviglia se dopo un po’ di tempo, il tutto nonostante si si sia gonfiato a dismisura con l’apporto energetico di tanti soggetti più o meno ingenui, crolla come un fragile castello di carte.
Infatti, scenografie vestimenti, nomi più o meno misteriosi, non sembrerebbero affatto avere qualche vera importanza in ambito spirituale. Possono forse averlo per necessità amministrative dove qualcuno dovrebbe assumersi delle responsabilità gestionali e non certo limitarsi a mettersi gradi, scapolari, fasce, medagliette, sul petto come un qualsiasi pavone umano.
Anche gli stessi rituali possono essere assolutamente inutili (sia come elemento formativo, che magico-operativo), se per i motivi di cui sopra, non esistono più coloro che erano preposti alla corretta trasmissione spirituale.
In effetti, qualcuno potrebbe trovare interessante riservarsi del tempo per indagare le motivazioni in funzione delle quali pochi (ma spesso molti), seguono i pifferai anziché ricercare altro.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare, magari anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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Non di rado si disquisisce di energie riferendosi ad ambiti non ben definiti e proiettandosi verso dimensioni spirituali...
04/09/2026

Non di rado si disquisisce di energie riferendosi ad ambiti non ben definiti e proiettandosi verso dimensioni spirituali (immagine mistica). Osservandole da più punti di vista, immagino che possa essere ripresa in considerazione un’ipotesi interessante che potrebbe riguardare quel “dopo” la prima manifestazione esistenziale di cui ho fatto cenno varie volte (ovvero quel qualche cosa che si evidenzierebbe oltre l’ipotetica misteriosa unicità originale indicata anche dalla maggior parte delle religioni). Si potrebbe trattare dell’esemplificazione simbolica della conformazione trina e misteriosa delle energie che, in tal caso, identifichiamo semplicemente come spirituali, emanate da un livello che dal punto di vista mistico si identifica come Divino. Ci condurrebbero a questo le rappresentazioni di varie simbologie triangolari presenti in molti templi, ma anche ciò che viene proposto ad un bussante nel momento dell’accoglienza nel gabinetto delle riflessioni in alcune Obbedienze massoniche.
Si potrebbe immaginare un’unica struttura, entità, che veda in sé stessa la ripartizione delle polarità spirituali identificabili in attivo e passivo, convergenti contemporaneamente in qualche cosa di unitario, sia come punto emanate, che come elemento condensante, a seconda della direzione del vertice.
Ogni religione ma non solo, a seconda dei propri punti di vista, ha attribuito riferimenti e nomi particolari, ai vertici di questa triplicità identificabile soprattutto ma non solo, con il concetto unico e trino della Divinità.
Chi tra noi ne osservasse l’ipotetica raffigurazione, dovrebbe essere consapevole anche del proprio stato vitale, differenziato (maschile e femminile), da ritenersi come punto d’incontro dell’evoluzione e/o dell’involuzione, secondo un’ipotesi di sviluppo e di ripartizione creativa, a partire dalla condizione dell’origine indifferenziata, ma contemporaneamente potrebbe intuire di esistere personalmente in una particolare conformazione trina, riconducibile a quella originale, esemplificata dal concetto di emanazione divina, per la quale, secondo alcune liturgie, si enuncia la Gloria.
Così in merito, si potrebbe anche intuire che durante alcuni momenti rituali (ad esempio, in ambito Massonico: enunciazioni, catene fraterne, suoni, osservazioni, ecc.), si invocherebbe a “discendere” quella Gloria ma anche che ci si sarebbe formati (auspicabilmente in modo corretto) per tentare di “riportare in alto” ciò che si riverbera in ognuno, ad immagine e somiglianza di quella prima emanazione. Ovviamente il tutto avverrebbe o dovrebbe avvenire solo in funzione di nuove o di riattivate facoltà.
Come ho già accennato, si tratta di tenere presente che qualsiasi intuizione in merito alla definizione di un’entità spirituale delle origini, può sempre risentire, che lo si voglia, o no, della formazione religiosa ricevuta e dagli studi intrapresi riguardo l’ambito metafisico, spirituale, divino, ecc. La mente tenderà a darne configurazioni conseguenti a tutte queste influenze.
Ad ogni modo, pur scaturendo da un immaginario soggettivo e tralasciando il punto di vista mistico (però straordinariamente importante), rimarrà comunque un particolare punto di riferimento per incanalare il personale desiderio di conoscenza riguardo tutto ciò che in condizioni normali si potrebbe intuire esistere ma che, come semplici esseri umani, non si è in grado di percepire.
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Per quanto riguarda qualsiasi ricercatore spirituale, chiunque dovrebbe essere consapevole di un’idea più volte ribadita...
27/08/2026

Per quanto riguarda qualsiasi ricercatore spirituale, chiunque dovrebbe essere consapevole di un’idea più volte ribadita, ovvero che tutto ciò che esiste forse non è percepibile solo in modo sensoriale e/o con gli strumenti scientifici di cui ci siamo dotati sino ad oggi. Inoltre, non va mai dimenticato che tutto ciò che osserviamo, tocchiamo, assaporiamo, ecc. non sappiamo cosa sia veramente; infatti ci basiamo su elaborazioni, su decodificazioni di segnali elettrici che la mente percepisce attraverso i normali sensi fisici.
Ne consegue che già con queste premesse, i normali concetti di spazio, di linearità del tempo e di energia, cominciano a non essere più tanto certi come invece potevano apparire anche solo all’inizio del secolo scorso.
Forse per questo, senza prendere per ora in considerazione altro (ad esempio ipotesi mistiche o filosofiche) può emergere un desiderio di conoscere anche ciò che non sia percepibile con le sole facoltà fisiche, dando per scontato che proprio perché si è limitati, possa esserci altro da scoprire in merito all’esistenza di ogni cosa.
Però, immaginiamo che probabilmente per tentare di riuscirci personalmente, occorra dotarsi, conquistare o risvegliare, facoltà differenti.
Prima di spostarci verso ipotesi mistiche, si potrebbe notare che anche in ambito scientifico si ipotizza che ogni cosa possa aver avuto un inizio, forse individuabile a livello temporale lineare, ma assolutamente sconosciuto rispetto al perché e al “prima”. Ad esempio, un modello cosmologico (Big Bang, dove si ipotizza che la materia e l'energia fossero concentrate in condizioni estreme prima dell’esplosione da cui avrebbero avuto inizio lo spazio e il tempo) descrive l'origine e l'evoluzione dell'universo a partire da uno stato iniziale di densità e di temperatura estreme, avvenuto (forse) circa 13,8 miliardi di anni addietro. A complicare le conseguenze di questa prima ipotesi, si aggiungerebbero anche quelle riguardanti gli universi paralleli (o multiverso); si ipotizza che oltre al nostro spazio ne esistano altri. Ogni realtà avrebbe sue leggi, storie o spazi interagenti con ciò che contiene. La scienza sta studiando da tempo queste ipotesi ma, come sempre, non ci sono mai prove certe in itinere.
Rimane comunque anche il problema di non poco conto in merito a cosa possa essere ciò che si indica come energia, che si presenta con le semplici caratteristiche di esistere senza essere creata, di essere indistruttibile, ma di trasformarsi continuamente da una forma ad altre. Quindi sarebbe qualche cosa che, di per sé, non avrebbe peso, massa e non sarebbe direttamente percepibile tramite i sensi.
Per quanto atterrebbe al concetto di spiritualità e di ambiti divini, di primo acchito un ricercatore potrebbe intuire qualche cosa di simile riguardo a quanto ho accennato; ad esempio: un concetto di origine riferendosi ad un “prima” assolutamente inconcepibile, misterioso, indescrivibile e poi forse, con tutti i limiti dell’immaginazione umana, anche ad un “dopo” riguardante l’inizio e lo sviluppo di tutto ciò che esiste; quindi anche ciò che non fosse affatto percepibile sensorialmente.
Da millenni l’umanità si interroga proprio su tutto questo. In effetti sembrerebbe sentire una estrema necessità di recuperare coscienza delle proprie origini, ma rimane misterioso ed evanescente il perché di questo interrogativo.
I concetti di esigenza di verità e di conoscenza parrebbero ricondurre a tale desiderio, comprese le incertezze sulle vere motivazioni.
Volendo prendere in considerazione solo il “dopo” (ritengo personalmente inutile provare a vagheggiare sul “prima”, vista l’impossibilità d’indagarlo; però è solo un mio punto di vista), nei millenni ogni religione ha presentato le proprie ipotesi cosmogoniche (sono tutte estremamente complesse ma proprio per questo affascinanti) e vari metodi di ricerca improntati su concetti di adesione intima, fiduciosa, della mente e del cuore ad una realtà, ad un ideale o ad una persona, che andasse oltre le prove materiali o la dimostrazione logica.
Ad ogni modo, coloro che nei millenni avessero sperimentato qualche cosa di concreto, potrebbero essere quelli che avrebbero messo a punto metodi e modalità a favore di chiunque avesse voluto tentare di ripetere la loro impresa. Nella maggior parte dei casi, a prescindere da quelli religiosi (che a loro volta hanno dei precursori e di cui si potrebbe scrivere in altra occasione), questi metodi caratterizzerebbero i cosiddetti sentieri tradizionali, variegati, adattabili ai tempi e ai luoghi, tramite i quali si potrebbero acquisire quelle facoltà che consentirebbero di utilizzare una sorta di interruttori metafisici da attivare e da ripetere sistematicamente, tramite: volontà, gesti, pronunciamenti, tocchi, ecc. Questo, avendo prima programmato e messo in pratica attività psicofisiche particolari; ad esempio quelle riguardanti specifiche metodologiche ricerche del silenzio interiore come conseguenza di una progressiva liberazione dai condizionamenti passionali. In merito agli interruttori, si tratterebbe certamente di qualche cosa di non immediatamente esaustivo riguardo eventuali esigenze di verità e di conoscenza, ma giusto per capirci bene, per lo più, anche solo la parte con i risvolti concreti, automatici e ripetitivi nella materia, sarebbe per chiunque affatto facile da realizzare.
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Non di rado un cosiddetto “ricercatore spirituale” afferma in una sorta di “fede” (mistica oppure scientifica … in fondo...
21/08/2026

Non di rado un cosiddetto “ricercatore spirituale” afferma in una sorta di “fede” (mistica oppure scientifica … in fondo, nella maggior parte dei casi, sempre di fede si tratta) il fondamento del personale incedere sulla via che ha scelto; meglio ancora si potrebbe dire che ne è convinto, a prescindere dalle eventuali dichiarazioni manieristiche di essere un “uomo del dubbio”, ma soprattutto non ha un vero rapporto con una semplice esperienza sperimentale, a fronte di studi su ciò che possono aver scritto altri.
Per altri ancora invece, la fede non è sufficiente anche se ad essa è riconosciuto un particolare valore, almeno in funzione temporale.
Nella maggior parte dei casi, la tipica ricerca tende solo per una modesta parte all'esperienza ma per lo più si rivolge al libero esercizio del pensiero e del sentimento.
Diversamente per alcuni, c’è l’esigenza di una contro-prova in tutti i campi della realtà.
Di solito, invece, per giungere a questi obiettivi ci si appropria di un certo numero di metodi, elaborati nei secoli da filosofi e teologi, ma anche, ad esempio, delle allegorie e delle speculazioni rivolte ai numeri e alle lettere dei vari alfabeti soprattutto antichi.
Sempre ad esempio, allo stato attuale delle interpretazioni più a meno esoteriche, ciò che è conosciuto come “Gnosi” rappresenta pur sempre un problema affascinante che apre orizzonti infiniti.
Ma, a mio modesto parere, non è bello e neppure “sano” adattare oggi il frutto del pensiero dei cosiddetti gnostici dei primi secoli della nostra era, a speculazioni che si forzano per farlo interagire con varie problematiche che con la Gnosi nulla hanno a che fare.
Volendone disquisire più o meno superficialmente, nel senso con cui la si identificava quasi venti secoli or sono, ci si dovrebbe ricordare che si trattava di conoscenze derivate oltre che dal Pentateuco, dalla predicazione dei Vangeli e dalle lettere degli Apostoli, anche da diverse tradizioni precedenti, provenienti da varie fonti religiose orientali. Per gli gnostici di quei tempi, i soli che sembrerebbero avere oggettivamente diritto a chiamarsi tali, la Verità promanava da una elaborazione di documenti “sacri" del passato, sottoposti ad una fusione e ad una sintesi destinata a indirizzarli, tutti, verso un comune significato. Per chi possa essere veramente interessato di questi studi, a prescindere da ogni interesse attuale di qualunque genere esso sia, può provare a constatarlo dotandosi però preventivamente delle conoscenze linguistiche indispensabili. Altrimenti ci si appoggia sul pensiero altrui.
Va posto in evidenza che in una ricerca del genere, ben poco può essere messo a punto di personale, salvo quelle considerazioni con le quali si tenta di illustrare i significati spesso oscuri dei testi originari, in modo che l’esposizione sia il più possibile comprensibile, evitando di ripetere ciò che altri autori possano aver già precisato. In effetti, per lo più non c’è alcun merito “d’autore’’ a chi affronti un tale lavoro; forse solo quello della pazienza per l’indubbia faticosa ricerca e per la necessaria successiva elaborazione.
D’altronde, dovrebbe essere noto che tutti i filoni cosiddetti esoterici conosciuti anche oggi ma anche le stesse varianti religiose occidentali, come pure quelle dei misticismi più estremi (spesso affatto piacevoli), sono stati pesantemente influenzati da quei punti di vista, i quali riguarderebbero tutto ciò che esiste, la creazione e soprattutto il mistero di ciò che non è materia, in particolare a partire dai cosiddetti ambiti divini. È un peccato che molti lo ignorino e continuino a rimestare confusamente quei concetti che sono stati messi a punto già millenni addietro, senza averne almeno la minima consapevolezza storica ma, in alcuni casi, sentendosi e etichettandosi “illuminati”, solo per averli presi più o meno correttamente a prestito.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare.
Buona giornata.
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