Mitzraïm e Memphis

Mitzraïm e Memphis L’Antico e Primitivo Rito di Mitzraïm e Memphis nella sua espressione rettificata, rappresenta una via particolare nell’universo massonico.

Discende, in modo legittimo e documentato, dalle trasmissioni storiche di Napoli, Venezia, Palermo e Montauban.

Per quanto riguarda qualsiasi ricercatore spirituale, chiunque dovrebbe essere consapevole di un’idea più volte ribadita...
27/08/2026

Per quanto riguarda qualsiasi ricercatore spirituale, chiunque dovrebbe essere consapevole di un’idea più volte ribadita, ovvero che tutto ciò che esiste forse non è percepibile solo in modo sensoriale e/o con gli strumenti scientifici di cui ci siamo dotati sino ad oggi. Inoltre, non va mai dimenticato che tutto ciò che osserviamo, tocchiamo, assaporiamo, ecc. non sappiamo cosa sia veramente; infatti ci basiamo su elaborazioni, su decodificazioni di segnali elettrici che la mente percepisce attraverso i normali sensi fisici.
Ne consegue che già con queste premesse, i normali concetti di spazio, di linearità del tempo e di energia, cominciano a non essere più tanto certi come invece potevano apparire anche solo all’inizio del secolo scorso.
Forse per questo, senza prendere per ora in considerazione altro (ad esempio ipotesi mistiche o filosofiche) può emergere un desiderio di conoscere anche ciò che non sia percepibile con le sole facoltà fisiche, dando per scontato che proprio perché si è limitati, possa esserci altro da scoprire in merito all’esistenza di ogni cosa.
Però, immaginiamo che probabilmente per tentare di riuscirci personalmente, occorra dotarsi, conquistare o risvegliare, facoltà differenti.
Prima di spostarci verso ipotesi mistiche, si potrebbe notare che anche in ambito scientifico si ipotizza che ogni cosa possa aver avuto un inizio, forse individuabile a livello temporale lineare, ma assolutamente sconosciuto rispetto al perché e al “prima”. Ad esempio, un modello cosmologico (Big Bang, dove si ipotizza che la materia e l'energia fossero concentrate in condizioni estreme prima dell’esplosione da cui avrebbero avuto inizio lo spazio e il tempo) descrive l'origine e l'evoluzione dell'universo a partire da uno stato iniziale di densità e di temperatura estreme, avvenuto (forse) circa 13,8 miliardi di anni addietro. A complicare le conseguenze di questa prima ipotesi, si aggiungerebbero anche quelle riguardanti gli universi paralleli (o multiverso); si ipotizza che oltre al nostro spazio ne esistano altri. Ogni realtà avrebbe sue leggi, storie o spazi interagenti con ciò che contiene. La scienza sta studiando da tempo queste ipotesi ma, come sempre, non ci sono mai prove certe in itinere.
Rimane comunque anche il problema di non poco conto in merito a cosa possa essere ciò che si indica come energia, che si presenta con le semplici caratteristiche di esistere senza essere creata, di essere indistruttibile, ma di trasformarsi continuamente da una forma ad altre. Quindi sarebbe qualche cosa che, di per sé, non avrebbe peso, massa e non sarebbe direttamente percepibile tramite i sensi.
Per quanto atterrebbe al concetto di spiritualità e di ambiti divini, di primo acchito un ricercatore potrebbe intuire qualche cosa di simile riguardo a quanto ho accennato; ad esempio: un concetto di origine riferendosi ad un “prima” assolutamente inconcepibile, misterioso, indescrivibile e poi forse, con tutti i limiti dell’immaginazione umana, anche ad un “dopo” riguardante l’inizio e lo sviluppo di tutto ciò che esiste; quindi anche ciò che non fosse affatto percepibile sensorialmente.
Da millenni l’umanità si interroga proprio su tutto questo. In effetti sembrerebbe sentire una estrema necessità di recuperare coscienza delle proprie origini, ma rimane misterioso ed evanescente il perché di questo interrogativo.
I concetti di esigenza di verità e di conoscenza parrebbero ricondurre a tale desiderio, comprese le incertezze sulle vere motivazioni.
Volendo prendere in considerazione solo il “dopo” (ritengo personalmente inutile provare a vagheggiare sul “prima”, vista l’impossibilità d’indagarlo; però è solo un mio punto di vista), nei millenni ogni religione ha presentato le proprie ipotesi cosmogoniche (sono tutte estremamente complesse ma proprio per questo affascinanti) e vari metodi di ricerca improntati su concetti di adesione intima, fiduciosa, della mente e del cuore ad una realtà, ad un ideale o ad una persona, che andasse oltre le prove materiali o la dimostrazione logica.
Ad ogni modo, coloro che nei millenni avessero sperimentato qualche cosa di concreto, potrebbero essere quelli che avrebbero messo a punto metodi e modalità a favore di chiunque avesse voluto tentare di ripetere la loro impresa. Nella maggior parte dei casi, a prescindere da quelli religiosi (che a loro volta hanno dei precursori e di cui si potrebbe scrivere in altra occasione), questi metodi caratterizzerebbero i cosiddetti sentieri tradizionali, variegati, adattabili ai tempi e ai luoghi, tramite i quali si potrebbero acquisire quelle facoltà che consentirebbero di utilizzare una sorta di interruttori metafisici da attivare e da ripetere sistematicamente, tramite: volontà, gesti, pronunciamenti, tocchi, ecc. Questo, avendo prima programmato e messo in pratica attività psicofisiche particolari; ad esempio quelle riguardanti specifiche metodologiche ricerche del silenzio interiore come conseguenza di una progressiva liberazione dai condizionamenti passionali. In merito agli interruttori, si tratterebbe certamente di qualche cosa di non immediatamente esaustivo riguardo eventuali esigenze di verità e di conoscenza, ma giusto per capirci bene, per lo più, anche solo la parte con i risvolti concreti, automatici e ripetitivi nella materia, sarebbe per chiunque affatto facile da realizzare.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare anche con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata
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Non di rado un cosiddetto “ricercatore spirituale” afferma in una sorta di “fede” (mistica oppure scientifica … in fondo...
21/08/2026

Non di rado un cosiddetto “ricercatore spirituale” afferma in una sorta di “fede” (mistica oppure scientifica … in fondo, nella maggior parte dei casi, sempre di fede si tratta) il fondamento del personale incedere sulla via che ha scelto; meglio ancora si potrebbe dire che ne è convinto, a prescindere dalle eventuali dichiarazioni manieristiche di essere un “uomo del dubbio”, ma soprattutto non ha un vero rapporto con una semplice esperienza sperimentale, a fronte di studi su ciò che possono aver scritto altri.
Per altri ancora invece, la fede non è sufficiente anche se ad essa è riconosciuto un particolare valore, almeno in funzione temporale.
Nella maggior parte dei casi, la tipica ricerca tende solo per una modesta parte all'esperienza ma per lo più si rivolge al libero esercizio del pensiero e del sentimento.
Diversamente per alcuni, c’è l’esigenza di una contro-prova in tutti i campi della realtà.
Di solito, invece, per giungere a questi obiettivi ci si appropria di un certo numero di metodi, elaborati nei secoli da filosofi e teologi, ma anche, ad esempio, delle allegorie e delle speculazioni rivolte ai numeri e alle lettere dei vari alfabeti soprattutto antichi.
Sempre ad esempio, allo stato attuale delle interpretazioni più a meno esoteriche, ciò che è conosciuto come “Gnosi” rappresenta pur sempre un problema affascinante che apre orizzonti infiniti.
Ma, a mio modesto parere, non è bello e neppure “sano” adattare oggi il frutto del pensiero dei cosiddetti gnostici dei primi secoli della nostra era, a speculazioni che si forzano per farlo interagire con varie problematiche che con la Gnosi nulla hanno a che fare.
Volendone disquisire più o meno superficialmente, nel senso con cui la si identificava quasi venti secoli or sono, ci si dovrebbe ricordare che si trattava di conoscenze derivate oltre che dal Pentateuco, dalla predicazione dei Vangeli e dalle lettere degli Apostoli, anche da diverse tradizioni precedenti, provenienti da varie fonti religiose orientali. Per gli gnostici di quei tempi, i soli che sembrerebbero avere oggettivamente diritto a chiamarsi tali, la Verità promanava da una elaborazione di documenti “sacri" del passato, sottoposti ad una fusione e ad una sintesi destinata a indirizzarli, tutti, verso un comune significato. Per chi possa essere veramente interessato di questi studi, a prescindere da ogni interesse attuale di qualunque genere esso sia, può provare a constatarlo dotandosi però preventivamente delle conoscenze linguistiche indispensabili. Altrimenti ci si appoggia sul pensiero altrui.
Va posto in evidenza che in una ricerca del genere, ben poco può essere messo a punto di personale, salvo quelle considerazioni con le quali si tenta di illustrare i significati spesso oscuri dei testi originari, in modo che l’esposizione sia il più possibile comprensibile, evitando di ripetere ciò che altri autori possano aver già precisato. In effetti, per lo più non c’è alcun merito “d’autore’’ a chi affronti un tale lavoro; forse solo quello della pazienza per l’indubbia faticosa ricerca e per la necessaria successiva elaborazione.
D’altronde, dovrebbe essere noto che tutti i filoni cosiddetti esoterici conosciuti anche oggi ma anche le stesse varianti religiose occidentali, come pure quelle dei misticismi più estremi (spesso affatto piacevoli), sono stati pesantemente influenzati da quei punti di vista, i quali riguarderebbero tutto ciò che esiste, la creazione e soprattutto il mistero di ciò che non è materia, in particolare a partire dai cosiddetti ambiti divini. È un peccato che molti lo ignorino e continuino a rimestare confusamente quei concetti che sono stati messi a punto già millenni addietro, senza averne almeno la minima consapevolezza storica ma, in alcuni casi, sentendosi e etichettandosi “illuminati”, solo per averli presi più o meno correttamente a prestito.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare.
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Allorché qualcuno pretenda di poter acquisire una sorta di conoscenza iniziatica adattata alle sue inclinazioni, alle su...
14/08/2026

Allorché qualcuno pretenda di poter acquisire una sorta di conoscenza iniziatica adattata alle sue inclinazioni, alle sue credenze, alle sue passioni, anche se fosse in buona fede, è probabile che sia un illuso, oppure che sia in mala fede (inoltre, di quest’ultimi è opportuno non sottovalutarne le capacità ed il numero). Comunque non credo che sia, né possa diventare un vero ricercatore spirituale (punto di vista personale).
D’altronde, per quel poco che mi sembra di aver intuito e forse compreso (probabilmente ancora meno), l’eventuale accesso ad un ambito che non sia solo materia (ovviamente, se si ritiene che esista) non si conquista e non si trasmette con gli scritti ma si infonde nello spirito per mezzo dello spirito (ipotesi mistica auspicabilmente sperimentabile). Gli scritti possono indicare al massimo, un metodo.
In tempi come i nostri in cui spesso gli usi, costumi e argomenti delle generazioni precedenti sono maldestramente etichettati come tradizionali, non si può non constatare che vari soggetti abituati a una cultura asservita a mode, interessi commerciali e industriali, a questioni politiche ed a pretese sociali, possano confondersi nell’intuire cosa possa essere un vero filone spirituale, tradizionale.
Spesso, in alcuni ambiti sedicenti esoterici, si pretende di assurgere a iniziati quando, a prescindere dalle enunciazioni manieristiche, non si riesce a distinguere se il metodo che si stia seguendo abbia veramente per suo scopo un’eventuale evoluzione, una reintegrazione dell'uomo in senso trascendente o se, invece, al di là delle scenografie cerimoniali d’effetto e dei pronunciamenti più o meno dotti con qualche venatura aulica, si tenda semplicemente ad una personale affermazione fisica, all’arrampicata sociale, al potere, ecc.
A volte, forse, qualcuno, il solito guru di turno, tende ad affermare di avere “conoscenza” e di poterla trasmettere anche se oggettivamente non riesce a separare il denso dal sottile, ovvero le semplici percezioni materiali da quelle dell'invisibile (se mai le abbia; le quali in tal caso probabilmente resterebbero esclusivamente soggettive).
In effetti, quando non si è in mala fede, potrebbero svelarsi numerosi gli errori nei quali si incorre. Ad esempio non sono affatto rari quelli derivati dall’abitudine o dall’impazienza di ricorrere a interpretazioni altrui non solo antiche ma anche a quelle religiose, scientifiche o pseudo tali, umanistiche o semplicemente favolistiche confondendo facilmente gli elementi che le compongono, creando così una confusione che può esser tutto quello che si vuole ma non certo qualcosa di immaginabile come “conoscenza”.
Tutto questo discorso potrebbe portare ad intuire di non essere normalmente attrezzati fisicamente per tentare di esplorare ciò che non sia solo materia. Questo, a maggior ragione, quando si tenti di immaginare e di cristallizzare concetti riguardanti la divinità che in alcuni ambiti si cita con vari acronimi o con nomi particolari.
Quindi, nel caso sia possibile (ma non è affatto scontato), sarebbe probabilmente necessario acquisire o risvegliare altre facoltà che vadano oltre a quelle normalmente sensoriali (ma non è affatto facile… è inutile illudersi del contrario). Diversamente, non è agevole se non impossibile percorre con successo quelle vie iniziatiche che le contemplino nel proprio metodo; ad esempio, come conseguenza della conquista del silenzio interiore, della sempre più approfondita conoscenza di Sé, della corretta esecuzione di quanto prevedano le eventuali cerimonie teurgiche (ovviamente con lo stato dell’essere e la volontà depurata dai condizionamenti passionali) e dell’auspicabile interazione, per quanto minimale ma sistematica, con l’ambito metafisico.
Sono punti di vista che forse potrebbero interessare qualcuno e sui quali si potrebbe procedere con qualche approfondimento tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata.
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SalveÈ possibile scaricare il numero 8-9 di Agosto-Settembre 2026 - Anno XIII, della piccola rivista mensile “ALLA RICER...
08/08/2026

Salve
È possibile scaricare il numero 8-9 di Agosto-Settembre 2026 - Anno XIII, della piccola rivista mensile “ALLA RICERCA DEL SÉ”, cliccando su questo indirizzo:
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Nel caso si manifestasse qualche impedimento, potete sempre scaricarlo dal sito: https://www.mitzraimmemphis.it/index.php/rivista/
dove troverete anche gli altri numeri e se lo desiderate, potrete iscrivervi alle newsletter in modo da ricevere direttamente nelle vostre email, aggiornamenti sull’uscita dei nuovi numeri della rivista o sulle nostre varie iniziative:
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In questo numero sono stati trattati i seguenti argomenti:
• Promemoria autunnale - S.G.H.G. S.G.M. - pag. 3
• Il Sole di Mezzanotte - Ennio - pag.15
• La tradizione occidentale e l’idea di stato secondo il pensiero di Julius Evola (appunti personali) -Salvatore - pag.19
• Venit in tempore opportuno - Giuseppe - pag.27
• Chi custodisce le chiavi dell’invisibile? -Vincenzo - pag.31

Buona lettura
Renato Salvadeo

P.S.
Mentre la rivista è già scaricabile, i singoli elaborati di questo numero estivo, presenti nel sotto-settore: “Articoli” della Rivista, come ogni anno, saranno disponibili e scaricabili da inizio Settembre.

Non solo in questa modernità, esistono problemi che facendo riferimento ai punti di vista più mistici, non vanno mai sot...
02/08/2026

Non solo in questa modernità, esistono problemi che facendo riferimento ai punti di vista più mistici, non vanno mai sottovalutati. Riguardano, sia i cosiddetti “dogmi” che si etichettano come immutabili nell'eternità, che quei punti di vista che cambiano nel tempo.
A questo punto, mi permetto ancora una volta di suggerire prudenza e lucida intelligenza. Nel caso delle organizzazioni più che altro settarie, il cosiddetto capo assoluto, il guru, il sedicente veggente, il sedicente gestore delle energie sottili, ecc. diventa la fonte della verità e quindi può anche permettersi di crearne varie anche opposte. Poi nel tempo, non ha alcuna difficoltà a passare dall'una all'altra, senza dover rendere conto ai propri discepoli, i quali a loro volta professeranno come verità ciò che di volta in volta verrà ordinato da quel capo.
Parimenti, non sono neppure da sottovalutare i convincimenti presentati in modo dogmatico, derivati dalla matematica e dalle varie scienze che si appoggiano ad essa.
Mentre nell’ambito tendenzialmente mistico, a torto o a ragione, alcune verità si presentano assolute da accettare per fede, in quello scientifico matematico l’impostazione parrebbe simile ma lo scopo sembrerebbe limitarsi a porre le basi per una teoria. Così, assiomi, postulati o "dogmi" di quella scienza si presentano, per definizione, solo come enunciati di cui si ipotizza la verità. Sono un punto di partenza per creare una nuova teoria scientifica utile e priva di contraddizioni, con finalità orientate a poterne trarre possibili applicazioni pratiche. Però, non sono veri in senso assoluto, se per vero si intende qualcosa di dimostrabile come corrispondente alla realtà. Non sono nemmeno immutabili come quelli immaginati negli ambienti mistici, dal momento che si possono costruire nuove teorie aggiungendo, togliendo o modificando assiomi dallo schema di partenza, purché il nuovo sistema che ne deriva non diventi contraddittorio.
Quale sia poi, tra le varie teorie, quella da applicare al mondo reale, diventa poi una mera questione di convenienza. In relazione ai risultati compatibili con il maggior numero delle osservazioni sperimentali, allora quella sarà accettata provvisoriamente dalla comunità scientifica.
Ad esempio, a proposito di mutamenti dei punti di vista scientifici, in biologia un’impostazione dogmatica sembrava caratterizzare un’idea ritenuta fondamentale, riguardante la monodirezionalità del flusso di informazione dal DNA (la molecola presente in tutte le cellule che contiene le informazioni genetiche) all'RNA (una molecola a singolo filamento formata da nucleotidi che serve a copiare, trasferire e tradurre le informazioni del DNA per costruire le proteine) e alle proteine. Era un'ipotesi ritenuta vera in principio, ma che poi sembrerebbe essere stata confutata dalla scoperta dei retrovirus e dai loro comportamenti.
Tutto questo potrebbe portare ad immaginare l’esistenza di un modo di pensare molto diffuso che si caratterizzerebbe per una sorta di fiducia cieca nella capacità della ragione di espandere un qualsiasi concetto, a priori, sulla base di connessioni oggettivamente arbitrarie, sulle quali non viene esercitata alcuna critica.
In definitiva, suppongo che non sia affatto facile per chiunque riequilibrare lucidamente il personale modo di pensare ma ritengo che sia indispensabile, se si vuole poi tentare di dotarsi di nuove facoltà funzionali ad esplorare ciò che non sia percepibile sensorialmente.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare. Volendo si potrebbe anche approfondire tramite il canale dei messaggi.
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Suppongo che ogni tanto sia opportuno, da parte di chiunque, soffermarsi e valutare coscientemente cosa si pensa, cosa s...
27/07/2026

Suppongo che ogni tanto sia opportuno, da parte di chiunque, soffermarsi e valutare coscientemente cosa si pensa, cosa si pronuncia e cosa si scrive in merito agli insegnamenti metodologici che possano fare parte di uno specifico percorso iniziatico a cui si abbia voluto accedere.
Quasi sempre a monte di qualsiasi simbolismo, allegoria, metafora, ecc. si hanno dei riferimenti più o meno espliciti per indicare dei principi fondamentali i quali, che lo si voglia o no, possono risentire dei punti di vista di varie religioni, o di convinzioni formulate da filosofi, tra l’altro in contrasto tra loro da millenni; sono posti alla base di ogni metodo specifico.
Di solito nelle scelte delle differenti strutture, tali principi variabili anche se frequentemente analogici (ma non di rado anche contrastanti a seconda delle strutture di riferimento), sono da considerarsi e da credere per veri, quindi in prima istanza come assiomi o postulati non soggetti a discussione da parte degli adepti ai quali è comunque concessa la conservazione del dubbio. Tutto questo almeno temporaneamente; ovvero fino a quando l’intero specifico percorso non sarà stato completato. A quel punto, ogni singolo soggetto dovrebbe essere in grado, in coscienza, di poter confermare le ipotesi iniziali oppure di non essere riuscito a scoprire alcunché e di non aver alcuna “conoscenza” dell’ambito spirituale, metafisico. Però, nelle migliori delle ipotesi ognuno potrebbe essersi limitato ad acquisire almeno semplici ma straordinarie scintille intuitive e un embrione di conoscenza che è qualcosa di diverso dalla semplice informazione; comunque questi risultati rimarrebbero a livello di esperienze e di verità soggettive.
Quindi, qualsiasi metodo per essere accettato e correttamente sperimentato, da parte degli adepti, risente in prima istanza della necessità di fidarsi riguardo a quanto viene proposto (ovviamente, nella maggior parte dei casi senza essere attrezzati per comprendere di che possa trattarsi). In tal modo, il processo di formazione potrebbe avvenire tra fede, obiezioni e soprattutto interrogativi. Però se qualcuno si mostrasse scettico rispetto alle indicazioni proposte dai Maestri o a quelle semplicemente presenti nei testi liturgici, soprattutto quelli con risvolti mistici, sarebbe opportuno ricordarsi che in tal caso, non vi sarebbe alcun mezzo di provare ciò di cui si potrebbe disquisire col solo ragionamento, ma allorché si manifestassero le richieste, si potrebbe solo rispondere alle obiezioni rivolte contro quei consigli, persistendo nel suggerire di provare in quella fase, a sperimentare correttamente almeno le tecniche operative.
Si tratterebbe di prendere in considerazione un patrimonio didattico per lo più definitivo, anche se talvolta ottenuto a seguito di confronti e di fusioni tra elementi più antichi. Qualsiasi proposta di discussione o di revisione andrebbe esposta con prudenza avendo coscienza anche di un eventuale periodo di crisi personale.
D'altronde le variabili nella libertà d’opinione vanno comunque salvaguardate.
Inoltre va evitata la situazione in cui si ritiene “vera” qualche cosa solo perché è stata creduta "da tutti, da sempre, ovunque", stabilendo quindi come parametri validi l'antichità e il consenso universale. I suggerimenti formativi comprensivi anche di elementi mistici possono essere ulteriormente chiarificati ed elaborati con molta prudenza, evitando una condizione di assoluta negazione. Il netto rifiuto di quanto venga proposto, può portare all'inevitabile esclusione dalla partecipazione ad uno specifico percorso, anche se l'esercizio del metodo utilizzato, possa essere variato notevolmente, a seconda dei periodi, per adattarsi alle abitudini e alle culture di differenti luoghi.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare. Volendo si potrebbe anche approfondire tramite il canale dei messaggi.
Buona giornata.
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È probabile che per un ricercatore spirituale, ciò che possa averlo spinto ad intraprendere varie esperienze, sia ricond...
22/07/2026

È probabile che per un ricercatore spirituale, ciò che possa averlo spinto ad intraprendere varie esperienze, sia riconducibile ad una sorta di intuizione (ovviamente soggettiva) dell’esistenza di ciò che non sia solo materia e quindi di livelli esistenziali “elevati”, da sempre immaginati come “divini”.
Tale intuizione, secondo vari punti di vista filosofici, si presenterebbe superiore e trascendente rispetto al pensiero razionale-dialettico che da quella discenderebbe.
Forse, secondo alcuni altri punti di vista, sarebbe anche necessario distinguere il sensibile dall’intellettuale. Nel primo caso dipenderebbe da una mediazione di ciò che i sensi possano aver percepito. Nel secondo, ci si riferirebbe a qualche cosa di inconoscibile e di indescrivibile che sarebbe oltre a come cioè le cose ci appaiono.
Si ritorna spesso su questi argomenti perché, che lo si voglia oppure no, qualsiasi essere umano non appare “normalmente” attrezzato per avere facilmente conoscenza cosciente di ciò che possa essere una realtà al di fuori di quella percepibile (direttamente o indirettamente) in modo sensoriale. Inoltre, allorché determinate esperienze (per altro affatto frequenti o alla portata di chiunque) per alcuni si manifestassero straordinarie e ripetitive tramite l’esercizio della volontà, queste si configurerebbero per lo più come soggettive oppure nel caso oggettivo, se ne restringerebbe la conoscenza a fattori automatici; ad esempio, l’aver appreso come girare un interruttore per accendere una “lampadina spirituale straordinaria” ma rimanendo ignoranti di come e perché quella luce possa manifestarsi.
Dal punto di vista mistico, parte di tutto questo potrebbe coincidere con l'illuminazione, cioè col momento in cui un’entità spirituale superiore (ad esempio Dio) illuminerebbe la mente di qualcuno elevandola alla conoscenza della verità.
Ne conseguirebbe l’enunciazione di un concetto riguardante una realtà invisibile, la quale non risulterebbe immediatamente evidente, ma verrebbe accolta come vera nonostante l'oscurità che l'avvolgerebbe. Si riterrebbe possibile quello che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente.
Nel consorzio umano, in funzione di tali punti di vista, potrebbe conseguire la delicata predisposizione ad accogliere come vere anche le informazioni di cui non si ha una conoscenza diretta (lo scenario che così si apre, potrebbe non essere ottimale).
Per questo non è affatto facile sceglie qualsiasi via spirituale (esoterica, filosofica, religiosa, ecc.), e non lo è poi di meno riuscire a camminarvi correttamente in funzione di metodi (innumerevoli e diversi tra loro) proposti e condizionati dall’autorità altrui.
A volte, al di là delle personali suggestioni in merito all’acquisizione di scintille di verità e di conoscenza, vari specifici metodi favoriscono per alcuni la possibilità di divenire almeno persone “migliori”. Visti i tempi e le situazioni, potrebbe essere un risultato apprezzabile, anche se non si sarà superata alcuna soglia straordinaria. Però, dove non è arrivato un singolo soggetto, potrebbe riuscirci qualche altro per il bene di tutti.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare e magari si potrebbe intavolare prudentemente un dialogo.
Buona giornata.
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Nel caso in cui ci si ritrovi autorizzati a frequentare determinati ambienti cerimoniali, questo implica la possibilità ...
16/07/2026

Nel caso in cui ci si ritrovi autorizzati a frequentare determinati ambienti cerimoniali, questo implica la possibilità di trovarsi di fronte a differenti porte d’accesso per l’ambito metafisico, ma indica anche le responsabilità che ognuno dovrebbe assumersi verso gli eventuali altri frequentatori. Si auspica che un soggetto sia riuscito a crescere parallelamente a quei riconoscimenti, a quelle concessioni, ma se ciò non fosse avvenuto, si presenterebbe per lui e per tanti altri un grosso problema.
Se si osservassero i simboli e gli strumenti presenti in quelle situazioni, potrebbero essere intuibili le allegorie che li riguardano. Sono spesso elementi molto noti in vari ambiti iniziatici. Come altri, in molti casi suggeriscono che ci si deve liberare di qualcosa di resistente e oppressivo a livello animico. Un’auspicabile armonia dei pensieri tendente al silenzio, è d'altronde un obiettivo necessario perché, altrimenti, difficilmente ci si può trovare, secondo specifici metodi, nella condizione ottimale per interfacciarsi con l’ambito metafisico; i soliti problemi della materialità affollano i pensieri di tutti. Non facendo fluire armonicamente i pensieri, questi diventano poi problemi preponderanti, insostenibili, nella quotidianità.
Inoltre non sempre si ha la possibilità di comprendere di essere divenuti oggi quello che si è, in virtù di ciò che si ha vissuto, in coerenza o come variabile della propria eredità genetica, spirituale. A questa mancata presa di coscienza, si può aggiungere anche il permanere di desideri e di sogni che costituiscono un’attrattiva molto forte, soprattutto negli anni giovanili ma che dovrebbero esserlo meno nell’età avanzata. Se si vive nel ricordo o nella continua proiezione verso il futuro oppure in alcuni casi, in entrambe le condizioni, non si esiste nel presente, supponendo così di essere ancora chi si era prima o di potersi mantenere in proiezione di progetti, magari troppo alti, irrealizzabili, che possono condurre a vivere nella pura fantasia. Così, come conseguenza, si assiste frequentemente anche a fenomeni di depressione e ad altre condizioni di afflizione psichica; in particolare se si sia vissuto o si stia ancora vivendo in funzione di un sogno troppo elevato oppure di semplici fantasticherie. Quando questo accade, si avvertono dei disturbi nei flussi vitali, energetici (su questo sono molto specifiche le tradizioni orientali) e così i soggetti coinvolti si ammalano più frequentemente e gravemente di altri.
Su qualsiasi percorso spirituale, a partire dai primi passi, si viene eruditi in merito all’esigenza di dover prendere coscienza di sé stessi e di lavorare sull’aspetto animico, insistendo su quelle possibilità intellettuali che sono implicitamente riconducibili al fare quotidiano. Mantenendosi sotto osservazione, si può individuare qualcosa di sé che non va bene e così si interviene con un metodo caratterizzato dagli strumenti (simbologie varie e suggerimenti) che si hanno a disposizione nel percorso specifico che si ha scelto. Quando si agisce in tal modo, è opportuno essere consapevoli se lo si stia compiendo in modo passionale oppure a livello assertivo; ma in effetti, non è sempre scontato che al di là dei pronunciamenti anche aulici, si voglia agire veramente sulle rettifiche di sé stessi.
Forse a qualcuno questi argomenti potrebbero interessare. Volendo, se ne potrebbe approfondire anche qualche aspetto utilizzando il canale dei messaggi.
Buona giornata
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Guardandosi attorno, tenuto conto del panorama problematico che sembrerebbe caratterizzare anche gruppi di ricerca spiri...
11/07/2026

Guardandosi attorno, tenuto conto del panorama problematico che sembrerebbe caratterizzare anche gruppi di ricerca spirituale storicamente importanti, chiunque potrebbe, dovrebbe, porsi continuamente vari quesiti; ad esempio:
“Perché vorrei essere accolto in una struttura iniziatica?
Nel caso che le mie esigenze siano veramente spirituali e non semplicemente sociali con tutto ciò che questo implica, ho una preparazione culturale che mi permetta almeno di evitare di essere coinvolto in strutture inevitabilmente deviate o semplicemente fasulle?”
Oppure: “Cosa sto facendo veramente nell’ambiente in cui sono voluto entrare?”
Mi permetto di accennarlo perché non è raro che qualcuno si ritrovi ad avere in merito, le idee abbastanza confuse.
Ad ogni modo, se qualcuno stesse camminando su qualche sentiero, non sarebbe male se mentre si stesse rivolgendo queste ed altre domande, provasse a esplorare ancora una volta, qualche cosina della propria interiorità.
Potrebbe essere di aiuto, sempre solo ad esempio, usufruire di quattordici particolari meditazioni strutturate, estrapolate da quelle pubblicate all’inizio dal secolo scorso, da parte di Paul Sedir. Le suggerisco perché vengono utilizzate anche nell’ambito dell’Ordine Martinista o in particolari settori del filone egizio massonico (purtroppo ad oggi inflazionato anche da strutture farlocche). Tramite quelle, un soggetto ha la possibilità di interrogarsi con punti di vista specifici sul proprio vissuto, sino a dove la memoria lo consentirà. Se poi avesse l’opportunità di confrontare i risultati delle meditazioni con le decodificazioni della personale ed esclusiva mappa natale (ovviamente, solo per chi abbia approfondito questi studi), allora la presa di coscienza di sé, diverrebbe molto più completa. Tramite tutti questi strumenti (ma ovviamente ce ne sono anche altri), ripetendo con metodo le esplorazioni interiori, un soggetto se riconoscesse le personali problematiche passionali e ne diventasse consapevole, potrebbe ritrovarsi a spogliarsi dai condizionamenti impliciti, per lo più automatici, similmente a come accade per una cipolla di cui si elimina uno strato alla volta. Infatti, allorché si scoprissero alcuni aspetti di sé che necessitassero di rettifiche e si cominciasse a rettificarli, in una auspicabile successiva occasione di meditazione è possibile che si riesca a notare altre cose che non erano stata viste precedentemente, avendo nel frattempo liberato dello spazio interiore da vari rumori, come conseguenza dall’essere riusciti a pulirsi, a livello animico.
Come ho accennato, oltre alle meditazioni, per chi ne abbia la capacità, abilità e volontà (caratteristiche personali da non equivocare), sarebbero interessanti da esplorare anche le tecniche astrologiche, le più semplici per iniziare, attraverso le quali un soggetto avrebbe la possibilità di scoprire le personali predisposizioni esistenziali e con particolare attenzione anche le passioni con cui dovrà avere a che fare per tutta la vita; a volte saranno particolarmente accentuate, altre volte lasceranno, auspicabilmente, più tranquillità. Ma ciò che potrebbe necessitare di rettifica non è solo ciò che fa meno piacere. Varie volte ho avuto modo di dissertare in merito agli equivoci che si creano per alcuni che si avvicinano a strutture iniziatiche rivolte alla Luce, avendo un particolare attaccamento a punti di vista romantici, edonistici e quindi passionali. Ebbene, costoro hanno poche speranze di affrontare e di camminare correttamente su quei percorsi, per il semplice motivo che sono antitetici a tali abitudini emotive. Si fondano sul fluire armonico e tendenzialmente silenzioso dei pensieri, senza quei picchi tipici di chi è totalmente invischiato nelle passioni.
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