USB Fed. del Sociale - Calabria

USB Fed. del Sociale - Calabria Lottiamo per l'uguaglianza sociale nei diritti e nella dignità di ogni essere umano. Nessuno mai deve rimanere indietro!!!

"TIS ESCLUSI" APPROVATA LA LEGGE REGIONALE:UN PRIMO DIRITTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE!!!Dopo anni di mobilitazioni che ha...
08/06/2026

"TIS ESCLUSI" APPROVATA LA LEGGE REGIONALE:
UN PRIMO DIRITTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE!!!

Dopo anni di mobilitazioni che hanno visto la USB FdS Calabria in prima linea accanto ai TIS con partecipazione sentita di centinaia e centinaia di questi lavoratori, oggi la conflittualità sindacale ha fatto un primo passo reale.
La USB FdS Calabria con i lavoratori TIS ESCLUSI, in presidio al Consiglio Regionale, ha chiesto con rispetto delle parti un incontro breve ma intenso con l’Ass. Calabrese. Successivamente si è passati dalle parole ai fatti durante il Consiglio stesso.

La presentazione della proposta di legge, che positivamente abbiamo accolto oggi è la 82/13 di iniziativa dei consiglieri Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, recanti “Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino regionale deli soggetti individuati all’Art. 3 comma 3-quarter.1 , del decreto legge 22 aprile 2023. N.44 convertito con modificazioni della legge 21 giugno 2023 n°74”.

E’ un passo chiaro e netto che, grazie alla nostra pressione dal lato sindacale e di piazza, non ha permesso che fosse accantonata in un futuro anche se prossimo ma sempre tardivo oramai da 13 anni.
Continueremo a vigilare con presidi e mobilitazioni in caso le tempistiche non danno esiti degni.
Save Bartoluzzi

07/06/2026
IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.Sabato 6 giugno 2026 la Ca...
04/06/2026

IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.

Sabato 6 giugno 2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.

L’omicidio di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori sfruttati, ci lascia un monito chiaro. Il caporalato continua a uccidere e stringe nella sua morsa la Piana di Sibari e tanti altri territori del Paese. È necessario guardare in faccia la realtà e denunciare il sistema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti e delle risorse naturali.

La realtà che si vive nelle nostre campagne, tra gli agrumeti e le risaie, è chiara a tanti. Nessuno può far finta di non sapere. Turni di lavoro massacranti, paga misera o nulla, schiavismo. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti o stroncati dalla fatica e dal caldo, per poi essere abbandonati sul ciglio della strada come oggetti consumati.

Se il caporalato esiste, la colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Questo massacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto di leggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà politica e delle leggi razziste sull'immigrazione. Dall'introduzione della legge Bossi-Fini in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalcato la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste leggi non hanno contrastato l'illegalità, ma l'hanno programmaticamente prodotta.

Hanno privato migliaia di persone della propria dignità giuridica, respingendole nell'invisibilità e trasformandole in carne da macello per imprenditori senza scrupoli e criminalità organizzata.

Il caporalato non si ferma con le ipocrite leggi varate da chi è responsabile di questo sistema. Si sradica dando maggiore potere a chi lavora, controllando la filiera e i costi, allargando le tutele e promuovendo contratti stabili. Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro rappresentano una scelta politica. È inutile che la politica si batta il petto. Dietro le continue morti sul lavoro c'è la sua firma.

Come Unione Sindacale di Base non assisteremo in silenzio a questa macelleria sociale. Davanti all'ennesima strage e all'indifferenza delle istituzioni è impossibile rimanere in silenzio. Alziamo la testa, prendiamo parola. Sabato 6 giugno, nel pomeriggio, manifestiamo ad Amendolara.

Invitiamo le calabresi e i calabresi, i singoli cittadini e le associazioni attive sul territorio a unirsi a noi, a prendere parte alla mobilitazione, a mostrare il volto di una Calabria che, di fronte a queste barbarie, non si rassegna ma, anzi, sceglie di esserci e metterci la faccia.

Non accetteremo passerelle da parte da parte di chi in questi anni ha costruito le condizioni affinché lo sfruttamento lavorativo e il caporalato prosperassero. Gli sciacalli di turno stiano alla larga, non ci sarà spazio per lacrime di coccodrillo e opportunismi politici sulle spalle dei lavoratori.

USB Fed. del Sociale - Calabria Sindacale di Base- Calabria

🚢🔧 Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!USB chiama allo sciopero generale del 18 maggio contro guerra, riarmo e comp...
09/05/2026

🚢🔧 Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!

USB chiama allo sciopero generale del 18 maggio contro guerra, riarmo e complicità con il genocidio del popolo palestinese 🇵🇸

Mentre miliardi vengono dirottati verso armi, eserciti e industria bellica, salari, pensioni, sanità, scuola e servizi pubblici continuano a pagare il prezzo delle loro scelte.

USB lancia una giornata di lotta per fermare la corsa al riarmo, bloccare ogni supporto logistico e produttivo alle guerre e riportare al centro lavoro, diritti, pace e giustizia sociale.

Il 18 maggio scioperiamo perché nessun lavoratore deve essere complice di guerra, occupazione e massacri.

Le risorse servono ai popoli, non alle armi.

✊ Partecipa. Diffondi. Organizzati.

03/05/2026

Ci raccontano spesso che il Primo Maggio debba essere soltanto una giornata di leggerezza e spensieratezza: una parentesi innocua fatta di concerti e slogan, prima del ritorno alla normalità.
Ma per noi il Primo Maggio deve essere altro.

Deve essere il giorno in cui ci riconosciamo negli stessi occhi stanchi, nella stessa rabbia e nelle stesse paure. Il giorno in cui comprendiamo che precarietà, lavoro povero e assenza di prospettive non sono problemi individuali, ma una condizione collettiva.
La leggerezza che rivendichiamo non è quella di una festa vuota, ma quella che vorremmo nelle nostre vite: senza sfruttamento, senza ricatti, con la possibilità di immaginare il futuro senza paura.

Venerdì Piazza Kennedy ha raccontato questo: la possibilità di ritrovarsi e respirare insieme. Tra bandiere, interventi, laboratori, musica e abbracci, abbiamo rimesso al centro un’idea semplice: il Primo Maggio appartiene a chi lotta.

Abbiamo parlato contro la guerra, mentre gli Stati si riarmano. Abbiamo parlato di lavoro povero, mentre ci raccontano la favola della dignità garantita da stipendi insufficienti. Abbiamo parlato di libertà e futuro, perché liberarsi dalla precarietà è il primo passo per una vita degna.

Qualcuno ci vorrebbe rassegnati. Ma dalla piazza è arrivato un messaggio chiaro: il malessere può diventare forza.

Per un giorno si è vista un’altra città: viva, capace di discutere e immaginare alternative. I volti, gli interventi, la musica e le persone rimaste fino a notte hanno dato forma a qualcosa che va oltre un evento: un immaginario collettivo che resiste.

E mentre le guerre continuano a devastare popoli e territori, dalla piazza si è alzata una voce netta: “No alla guerra.”

Il Primo Maggio non può esistere solo un giorno l’anno. Deve tornare nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Deve diventare pratica collettiva e solidarietà concreta.

A tutte e tutti quelli che c’erano va il nostro grazie.
Perché venerdì non abbiamo solo riempito una piazza: abbiamo ricordato che la speranza può ancora avere voce, musica e coraggio.

ASSALTI FRONTALI OFFICIAL PAGE
Johnny Marsiglia
Usb Calabria
USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale

Calabria, anche quest’anno sarà Festa del Primo Maggio 2026 in piazza Kennedy a Cosenza."Contro la Guerra, il Riarmo e i...
03/04/2026

Calabria, anche quest’anno sarà Festa del Primo Maggio 2026 in piazza Kennedy a Cosenza.

"Contro la Guerra, il Riarmo e il Lavoro Povero"

L'Unione Sindacale di Base Calabrese invita tutti e tutte a partecipare alla Festa del Primo Maggio 2026, una giornata di dibattito e musica nel cuore della città di Cosenza.
Il tema centrale della manifestazione sarà la contrarietà alla guerra e al riarmo, nonché la lotta contro il lavoro povero e la precarietà che affliggono milioni di lavoratori e lavoratrici nel nostro paese.
In un clima internazionale segnato da conflitti e sfruttamento sempre crescenti, non possiamo che denunciare come la guerra e l’escalation militare abbiano un impatto diretto sulle nostre condizioni di vita.
La sicurezza di cui abbiamo bisogno non si ottiene investendo miliardi in armi ma in politiche pubbliche capaci di risollevare il sistema sanitario efficiente, garantire lavoro stabile e diritti sociali, combattere sfruttamento ed emigrazione forzata.
L'impegno che tanti e tante mettiamo in campo in Calabria e nel Paese rappresenta il tentativo di fare avanzare i diritti e costruire collettivamente un presente di pace, giustizia e solidarietà.
La giornata del Primo Maggio a Cosenza si articolerà in dibattiti e confronti, durante i quali approfondiremo i temi cruciali della nostra contrarietà alla guerra e alla precarietà.
Non mancheranno momenti di musica e socialità.

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Indirizzo

Pizzo

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:30 - 17:30

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