USB Fed. del Sociale - Calabria

USB Fed. del Sociale - Calabria Lottiamo per l'uguaglianza sociale nei diritti e nella dignità di ogni essere umano. Nessuno mai deve rimanere indietro!!!

STATO DI AGITAZIONE E, IN ASSENZA DI RISPOSTE, MOBILITAZIONE SERRATA!!!La USB Fed. del Sociale, a seguito dell’incontro ...
05/09/2026

STATO DI AGITAZIONE E, IN ASSENZA DI RISPOSTE, MOBILITAZIONE SERRATA!!!

La USB Fed. del Sociale, a seguito dell’incontro del 4 settembre 2026 con il Dipartimento del Lavoro e con la parte politica, rappresentata dall’Assessore Giovanni Calabrese, prende atto che, oggi, così come già avvenuto nei mesi scorsi, i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) si trovano ancora una volta in una situazione di profonda incertezza e, soprattutto, senza una concreta prospettiva lavorativa.

La parte politica sta seguendo un percorso che, seppur lineare, appare profondamente contrapposto alla nostra idea di diritti, dignità e giustizia sociale per lavoratrici e lavoratori che, per decenni, hanno contribuito al funzionamento della macchina amministrativa negli enti locali, nelle scuole, nei parchi e in tutti quei luoghi nei quali i Tirocinanti di Inclusione Sociale hanno prestato la propria attività, troppo spesso attraverso un lavoro subordinato di fatto mascherato da tirocinio. Siamo passati dal fallimentare “Nessuno escluso” al “si salvi chi può”.

Abbiamo sempre sostenuto che il precariato non si cancella lasciando i precari a morire di stenti per poi proporre, quando ormai sono allo stremo, qualche soluzione spicciola e al di sotto della dignità che ogni lavoratore merita. Il precariato si supera con contratti di lavoro veri, stabili, a tempo indeterminato e full-time.

La politica fa il suo gioco e, a ogni tavolo di confronto, assistiamo a un continuo gioco al ribasso. Le proposte si restringono, le garanzie diminuiscono e le speranze dei lavoratori si affievoliscono sempre di più. Il sindacato, però, ha l’obbligo di lottare per una vera giustizia sociale, capace di coinvolgere l’intera platea dei TIS senza lasciare indietro nessuno. Per questo continueremo a opporci alla politica del ribasso, rilanciando e controbattendo con audacia, determinazione e senso di responsabilità, punto su punto.

Non possiamo più aspettare di cadere nella trappola dell’attesa e della speranza, confidando esclusivamente in qualche emendamento ad hoc inserito nella prossima legge finanziaria.

Per queste ragioni proclamiamo lo STATO DI AGITAZIONE dei TIS e rispondiamo al gioco al ribasso con richieste precise:

IDONEI
1. Dare la possibilità agli altri Comuni di attingere alle graduatorie dei Comuni limitrofi o, comunque, appartenenti allo stesso Centro per l’Impiego (CPI), che hanno graduatorie attive procedendo per scorrimento alle assunzioni.

2. Incentivare i Comuni a procedere allo scorrimento delle graduatorie, riformulando le prove di idoneità e garantendo una seconda possibilità agli esclusi dichiarati NON IDONEI, considerato che, per quanto riguarda la graduatoria del CPI, gli stessi risultano comunque idonei.

ESCLUSI
1. Garantire un sostegno al reddito della durata di sei mesi, attraverso un tirocinio finalizzato alla stabilizzazione definitiva presso Regione Calabria, enti regionali, società in-house, ASP, Sorical e Arpal, con avvio entro la fine di ottobre e attraverso un protocollo definitivo.
Su questo punto siamo categorici: nessuna soluzione, né provvisoria né definitiva, deve essere trasferita nel lavoro privato.

2. Oltre 70 TIS continuano a vivere una situazione di grave disagio sociale, poiché da mesi non percepiscono alcun sostegno economico e non hanno ancora ricevuto neppure l’una tantum di 2.000 euro.
La Regione Calabria ha comunicato che il relativo decreto è in fase di numerazione e che, nel corso della prossima settimana, sarà comunicato ad Arpal di procedere ai pagamenti pari a 2.100 euro per ciascun tirocinante che non ha ancora percepito tale somma.
Ovviamente attendiamo ma ricordiamo anche che altre volte abbiamo atteso…fin troppo.

3. Chiudere, in tempi eccezionalmente rapidi, l’intera procedura relativa ai percorsi del Progetto GOL, compreso il riconoscimento del relativo compenso economico.

ZAINETTO
Chiediamo una buona uscita pari alla stessa somma investita dalla Regione Calabria per ciascun tirocinante stabilizzato: 54.000 euro. Solo in questo modo sarebbe possibile equiparare il valore di tutti gli anni di tirocinio svolti negli enti locali e negli altri luoghi di utilizzo, riconoscendo ai lavoratori un investimento economico equivalente a quello destinato ai tirocinanti successivamente stabilizzati negli enti locali.

OVER 60
1. Rivalutare la possibilità di un’ulteriore “stornatura”, al fine di aggregare quei tirocinanti che, nel frattempo, hanno raggiunto i 60 anni di età, nel pieno rispetto della volontarietà del lavoratore.

2. Adeguare l’attuale sia nel contesto fiscale visto le incongruenze nel 730 e sia aumentando il sostegno di 631 euro a una somma più congrua, considerato il carovita che sottopone le famiglie in continuo stress per utenze da sostenere. Vogliamo un sostegno economico dignitoso.

LO STATO DI AGITAZIONE È UFFICIALE
La USB Fed. del Sociale proclama l’inizio dello STATO DI AGITAZIONE dei Tirocinanti di Inclusione Sociale, che proseguirà fino a venerdì 11 settembre 2026. Se entro tale data non arriveranno risposte concrete, atti formali e impegni vincolanti, saremo costretti, di fronte al crescente disagio sociale e alla disperazione di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ad avviare una mobilitazione serrata. La prima iniziativa è già annunciata per il 15 settembre 2026 presso la Cittadella Regionale. Non siamo più disponibili ad aspettare o ascoltare promesse. Non possiamo rimanere fermi ad assistere al gioco al ribasso sulla pelle dei lavoratori. I TIS hanno già dato con il lavoro subordinato, garantendo servizi per anni la pubblica amministrazione, senza nessun riconoscimento salariale, contributivo e tanto altro che oramai tutti sono a conoscenza. Adesso tocca alla Regione Calabria dare risposte.

30/07/2026

TIROCINANTI MINISTERIALI CALABRESI: POLITICA E MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, È TEMPO DI VERGOGNARSI!
La vertenza dei tirocinanti ministeriali calabresi del MIM, che fino a pochi giorni fa sembrava non avere mai una fine, oggi impone una denuncia chiara e senza mezzi termini: il disinteresse del Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’inerzia della politica stanno condannando altre 300 famiglie calabresi all’incertezza e alla disoccupazione.
E se davvero bisogna parlare di merito, allora questo bacino di lavoratori, già sfruttati e utilizzati per mesi nelle scuole calabresi, merita certamente una conclusione diversa dall’abbandono e dal disinteresse della politica tutta.
Prima questo bacino di lavoratori faceva comodo, soprattutto durante le tornate elettorali. Oggi, invece, sembra essere diventato improvvisamente invisibile, perché forse gli obiettivi di qualche spaccone di corte sono stati raggiunti.
E così, dal 1° agosto, la Calabria avrà altre 300 famiglie circa da sostenere, altre persone che finiranno nel già drammatico esercito dei disoccupati calabresi.
Ai piani alti si parla continuamente di azzerare il precariato. Ma ai piani bassi, negli scantinati della politica e delle istituzioni, c’è chi continua a vivere nell’angoscia, senza reddito e senza alcuna prospettiva per il futuro.
Si parla di lavoro, di dignità e di modernizzazione, ma quando si arriva alla realtà concreta dei lavoratori calabresi, improvvisamente tutto si trasforma in silenzio, rinvii e scaricabarile.

POLITICA E MINISTERO SI ACCUSANO, MA NESSUNO SI ASSUME LA RESPONSABILITÀ
Il bacino degli ex tirocinanti ministeriali del MIM rivendica gli stessi diritti riconosciuti ai lavoratori della Giustizia e del MiC, essendo anch’essi vincitori dello stesso concorso per la sezione Personale ATA e avendo prestato servizio nei plessi scolastici della regione con un contratto a tempo determinato di 18 mesi, per 18 ore settimanali e, successivamente di altri 12 mesi. Eppure, davanti alla mancata attuazione di un rinnovo contrattuale, nessuno sembra disposto ad assumersi le proprie responsabilità.
La politica sostiene che la volontà ministeriale sarebbe diversa e che il Ministero non intenderebbe procedere al rinnovo.
Dal canto suo, il Ministero, secondo quanto riferito informalmente, lascia intendere che sarebbe stata la politica a dover presentare almeno un emendamento per tutelare questo bacino di lavoratori. Politica e Ministero si accusano a vicenda, ma rigorosamente senza dirlo ufficialmente. Tutto resta affidato alle voci di corridoio, ai “si dice”, alle mezze frasi e alle responsabilità che nessuno vuole assumersi pubblicamente. Perché? Perché evidentemente è più conveniente mantenere intatti determinati equilibri piuttosto che dire la verità e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
Nel frattempo, però, le persone non vivono di voci di corridoio. Le famiglie non pagano le bollette con le promesse. E la dignità non si alimenta con il silenzio.

IL PRECARIATO NON SI CANCELLA CON LA NASPI
Ai politici e ai santoni di turno diciamo una cosa molto semplice: il precariato non si cancella con una NASpI, con il silenzio e con la rassegnazione. Il precariato si cancella attraverso la stabilizzazione dei lavoratori, riconoscendo il valore dell’esperienza maturata e garantendo continuità occupazionale e dignità. Altrimenti, chi continua a professare modernità, sviluppo e lavoro deve necessariamente scontrarsi con la cruda realtà: senza fatti, quelle parole restano soltanto chiacchiere buone per il proprio tornaconto politico.
Non chiediamo favori. Chiediamo diritti. Non chiediamo elemosine. Chiediamo lavoro e dignità. Non chiediamo promesse. Chiediamo risposte ufficiali e responsabilità.
Dal 1° agosto, altre 300 famiglie circa rischiano di entrare nel mondo dei disoccupati calabresi. E mentre la politica continua a giocare allo scaricabarile e il Ministero resta in silenzio, sono ancora una volta i lavoratori e le loro famiglie a pagare il prezzo dell’inerzia.
BASTA SILENZIO. BASTA SCARICABARILE. BASTA PRECARIATO. POLITICA E MINISTERO DELL’ISTRUZIONE: ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITÀ! VERGOGNA!

SIT-IN davanti alla Prefettura di Catanzaro martedi 14 luglio ore 10.30 di USB Fed. del Sociale - Calabria insieme ai   ...
11/07/2026

SIT-IN davanti alla Prefettura di Catanzaro martedi 14 luglio ore 10.30 di USB Fed. del Sociale - Calabria insieme ai dell' per chiedere un intervento da parte della Presidenza del Consiglio e a tutti i politici calabresi impegnati nel governo centrale, per incentivare e sostenere il diritto al lavoro del "Personale ATA Aggiuntivo" calabrese con fondi strutturati che portino alla stabilizzazione visto la grave criticità relative allo stato di programmazione del personale addetto.
L'importanza di questo personale, distribuito su tutto il territorio regionale, costituisce un pilastro operativo fondamentale e, la mancata stabilizzazione dal 1°Agosto, determinerà gravi ripercussioni sull’organizzazione tecnico-amministrativa degli Istituti interessati, compromettendo gli equilibri operativi raggiunti. La mancata contrattualizzazione li porterà nuovamente a riempire un bacino fatto di disoccupazione e disagi sociali su tutto il territorio calabrese. Chiediamo un intervento tempestivo e l’attivazione delle procedure di competenza, volte ad assicurare la continuità gestionale e funzionale delle strutture interessate.

"TIS ESCLUSI" APPROVATA LA LEGGE REGIONALE:UN PRIMO DIRITTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE!!!Dopo anni di mobilitazioni che ha...
08/06/2026

"TIS ESCLUSI" APPROVATA LA LEGGE REGIONALE:
UN PRIMO DIRITTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE!!!

Dopo anni di mobilitazioni che hanno visto la USB FdS Calabria in prima linea accanto ai TIS con partecipazione sentita di centinaia e centinaia di questi lavoratori, oggi la conflittualità sindacale ha fatto un primo passo reale.
La USB FdS Calabria con i lavoratori TIS ESCLUSI, in presidio al Consiglio Regionale, ha chiesto con rispetto delle parti un incontro breve ma intenso con l’Ass. Calabrese. Successivamente si è passati dalle parole ai fatti durante il Consiglio stesso.

La presentazione della proposta di legge, che positivamente abbiamo accolto oggi è la 82/13 di iniziativa dei consiglieri Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, recanti “Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino regionale deli soggetti individuati all’Art. 3 comma 3-quarter.1 , del decreto legge 22 aprile 2023. N.44 convertito con modificazioni della legge 21 giugno 2023 n°74”.

E’ un passo chiaro e netto che, grazie alla nostra pressione dal lato sindacale e di piazza, non ha permesso che fosse accantonata in un futuro anche se prossimo ma sempre tardivo oramai da 13 anni.
Continueremo a vigilare con presidi e mobilitazioni in caso le tempistiche non danno esiti degni.
Save Bartoluzzi

07/06/2026
IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.Sabato 6 giugno 2026 la Ca...
04/06/2026

IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.

Sabato 6 giugno 2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.

L’omicidio di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori sfruttati, ci lascia un monito chiaro. Il caporalato continua a uccidere e stringe nella sua morsa la Piana di Sibari e tanti altri territori del Paese. È necessario guardare in faccia la realtà e denunciare il sistema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti e delle risorse naturali.

La realtà che si vive nelle nostre campagne, tra gli agrumeti e le risaie, è chiara a tanti. Nessuno può far finta di non sapere. Turni di lavoro massacranti, paga misera o nulla, schiavismo. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti o stroncati dalla fatica e dal caldo, per poi essere abbandonati sul ciglio della strada come oggetti consumati.

Se il caporalato esiste, la colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Questo massacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto di leggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà politica e delle leggi razziste sull'immigrazione. Dall'introduzione della legge Bossi-Fini in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalcato la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste leggi non hanno contrastato l'illegalità, ma l'hanno programmaticamente prodotta.

Hanno privato migliaia di persone della propria dignità giuridica, respingendole nell'invisibilità e trasformandole in carne da macello per imprenditori senza scrupoli e criminalità organizzata.

Il caporalato non si ferma con le ipocrite leggi varate da chi è responsabile di questo sistema. Si sradica dando maggiore potere a chi lavora, controllando la filiera e i costi, allargando le tutele e promuovendo contratti stabili. Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro rappresentano una scelta politica. È inutile che la politica si batta il petto. Dietro le continue morti sul lavoro c'è la sua firma.

Come Unione Sindacale di Base non assisteremo in silenzio a questa macelleria sociale. Davanti all'ennesima strage e all'indifferenza delle istituzioni è impossibile rimanere in silenzio. Alziamo la testa, prendiamo parola. Sabato 6 giugno, nel pomeriggio, manifestiamo ad Amendolara.

Invitiamo le calabresi e i calabresi, i singoli cittadini e le associazioni attive sul territorio a unirsi a noi, a prendere parte alla mobilitazione, a mostrare il volto di una Calabria che, di fronte a queste barbarie, non si rassegna ma, anzi, sceglie di esserci e metterci la faccia.

Non accetteremo passerelle da parte da parte di chi in questi anni ha costruito le condizioni affinché lo sfruttamento lavorativo e il caporalato prosperassero. Gli sciacalli di turno stiano alla larga, non ci sarà spazio per lacrime di coccodrillo e opportunismi politici sulle spalle dei lavoratori.

USB Fed. del Sociale - Calabria Sindacale di Base- Calabria

🚢🔧 Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!USB chiama allo sciopero generale del 18 maggio contro guerra, riarmo e comp...
09/05/2026

🚢🔧 Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!

USB chiama allo sciopero generale del 18 maggio contro guerra, riarmo e complicità con il genocidio del popolo palestinese 🇵🇸

Mentre miliardi vengono dirottati verso armi, eserciti e industria bellica, salari, pensioni, sanità, scuola e servizi pubblici continuano a pagare il prezzo delle loro scelte.

USB lancia una giornata di lotta per fermare la corsa al riarmo, bloccare ogni supporto logistico e produttivo alle guerre e riportare al centro lavoro, diritti, pace e giustizia sociale.

Il 18 maggio scioperiamo perché nessun lavoratore deve essere complice di guerra, occupazione e massacri.

Le risorse servono ai popoli, non alle armi.

✊ Partecipa. Diffondi. Organizzati.

Indirizzo

Pizzo

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:30 - 17:30

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