01/10/2026
Tirocinanti calabresi in piazza a Catanzaro, in mille attendono ancora la stabilizzazione.
La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori tirocinanti di inclusione sociale della Calabria va avanti con determinazione.
Negli ultimi mesi migliaia di tirocinanti hanno finalmente visto riconosciuto il proprio lavoro attraverso percorsi di stabilizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Un risultato importante, conquistato grazie alle continue mobilitazioni e alla capacità di non arrendersi.
La vertenza, però, è tutt'altro che conclusa.
Sono ancora circa mille le lavoratrici e i lavoratori esclusi dai processi di stabilizzazione. Uomini e donne che, dopo anni di servizio nella pubblica amministrazione, continuano a essere trattati come fantasmi. Lavoratori e lavoratrici con famiglie e responsabilità sulle proprie spalle, che per anni hanno garantito servizi essenziali alla cittadinanza e contribuito concretamente al funzionamento di interi comparti della pubblica amministrazione.
Senza il loro lavoro, in questi anni, molti servizi pubblici avrebbero avuto enormi difficoltà a garantire continuità e qualità.
La scorsa settimana siamo scesi in piazza a Lamezia Terme per rivendicare una misura semplice e concreta, che può essere realizzata se esiste una precisa volontà politica da parte della Regione Calabria: un sostegno al reddito immediato per tutta la platea degli esclusi e la definizione di un percorso, con tempi certi, che conduca alla stabilizzazione nel settore pubblico, esclusivamente nel settore pubblico.
Oggi siamo scesi nuovamente in piazza, a Catanzaro, bloccando il ponte Morandi. Abbiamo incontrato il Prefetto e chiesto anche a lui un intervento determinato affinché le istituzioni e la politica si siedano finalmente a un tavolo e mettano un punto definitivo a una vertenza che si trascina da anni.
La vertenza dei tirocinanti rappresenta una delle espressioni più evidenti della precarietà lavorativa che continua a colpire il territorio calabrese. Non è più accettabile che persone che hanno lavorato per anni nei servizi pubblici continuino a vivere nell'incertezza e senza una prospettiva occupazionale stabile.
Allo stesso tempo, per gli idonei in attesa dello scorrimento delle graduatorie, chiediamo un'accelerazione delle procedure e che venga consentito alle amministrazioni locali dello stesso comprensorio di attingere alle graduatorie dei Comuni limitrofi, così da utilizzare pienamente le professionalità già selezionate e disponibili.
La Regione Calabria e le istituzioni competenti hanno oggi la responsabilità di dare risposte concrete.
La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori continua.
Non ci fermeremo fino a quando anche l'ultimo precario non avrà ottenuto una risposta e una prospettiva di stabilizzazione.
USB Fed. del Sociale - Calabria
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