La casa di Alberto

La casa di Alberto 🌈 La Casa di Alberto: sostegno, accoglienza e speranza per chi vive fragilità e malattia.

04/09/2026

L’ultima volta al mare con Alberto, lui era sulla sedia a rotelle.

Non poteva entrare in acqua.
E io non volevo fare il bagno.

Volevo restare lì, accanto a lui. Mi sembrava quasi sbagliato poter fare qualcosa che mio figlio, in quel momento, non poteva più fare.

Poi Alberto mi guardò e mi disse semplicemente:

«Vai, papà. Fai il bagno.»

Erano quasi due anni che non entravo in mare.

Mi buttai in acqua e iniziai a piangere.

Piangevo perché avrei voluto che fosse lì con me. Piangevo perché avrei dato qualsiasi cosa per vederlo correre verso il mare. Ma, in mezzo a quelle lacrime, capii una cosa enorme.

Mio figlio, ancora una volta, stava insegnando qualcosa a me.

Alberto, che avrebbe avuto mille motivi per lamentarsi, mi stava dicendo di vivere. Di godermi quel bagno. Di non sentirmi in colpa per una cosa semplice e bellissima.

E credo che, attraverso di lui, anche il Signore mi abbia dato una grande lezione di umiltà:

la vita non è fatta soltanto dei grandi progetti che immaginiamo.
È fatta anche di un bagno nel mare, del sole sulla pelle, di un abbraccio, di un sorriso, di qualcuno che ti dice: “Vai, papà”.

Oggi cerco di ricordarmelo ogni giorno.

Godetevi le piccole cose.
Perché spesso sono proprio quelle piccole cose che, un giorno, scopriremo essere state le più grandi. ❤️

03/09/2026

La mia paura più grande, da quando sono diventato papà, era una sola: perdere un figlio.

E, ancora di più, perderlo a causa del cancro.

Poi quella paura è diventata realtà.

Ho visto mio figlio Alberto ammalarsi e, per quanto avrei voluto proteggerlo con tutto me stesso, non ho potuto farlo.
Un padre vorrebbe mettersi davanti a qualsiasi cosa possa fare del male a suo figlio. Vorrebbe dire: “Prendi me, ma lascia stare lui”.

Io non ho potuto.

E insieme ad Alberto ho dovuto salutare anche tanti sogni che avevo immaginato per lui. I suoi anni davanti, i suoi progetti, le mie aspettative di padre… quella vita che pensavo avremmo vissuto insieme.

Le cose sono andate diversamente.

Il dolore mi ha colpito in un modo che non avrei mai creduto possibile. Eppure, proprio dentro quel dolore, il Signore è riuscito lentamente a mostrarmi qualcosa che allora non riuscivo a vedere:

che la speranza può esistere anche quando la vita non va come avevamo pregato e desiderato.

Alberto mi manca ogni giorno.
C’è una malinconia che ormai cammina insieme a me e probabilmente sarà sempre così.

Ma oggi, accanto a quella malinconia, riesco ancora a vedere la vita.

Vedo Virginia.
Vedo la mia famiglia.
Vedo le persone che incontro raccontando la storia di Alberto.
Vedo tutto il bene che può ancora nascere.
Vedo davanti a me ancora tanta strada.

Non è la vita che avevo immaginato.

Ma è ancora vita.
È ancora amore.
È ancora speranza.

E io continuerò a camminare, con Alberto nel cuore e con Dio accanto.

02/09/2026

Durante uno dei tanti ricoveri, ero seduto vicino al letto di Alberto e piangevo.

Sapevo che non avrei dovuto farlo davanti a lui. Avrei voluto essere forte, proteggerlo anche dalle mie lacrime. Ma quel giorno non ci riuscii.

Lo guardai e gli dissi:

“Perché ci sei tu in quel letto e non io? Tu dovresti essere fuori a giocare, a correre, a vivere la tua infanzia. Io dovrei essere lì al posto tuo.”

Alberto mi guardò.

E con quella serenità e quella fede che ancora oggi faccio fatica a spiegare, mi rispose:

“Non ti devi chiedere il perché, papà. Perché questa è la mia strada e non la tua.”

Aveva otto anni.

Eppure, ancora una volta, era lui a sostenere me.

Oggi quelle parole le comprendo forse un po’ di più.

Quella era la sua strada. Una strada terribilmente difficile, che lui ha percorso con una fede immensa, affidandosi a Gesù anche quando tutto sembrava impossibile.

E questa è la mia strada.

Raccontare Alberto.
Raccontare la sua fede straordinaria.
Raccontare la sua vita.
Raccontare ciò che un bambino è riuscito a insegnare a suo padre e continua, ogni giorno, a insegnare a tante persone.

Forse non avrò mai una risposta a tutti i miei “perché”.

Ma so che mio figlio mi ha indicato una strada.

E finché avrò voce, continuerò a percorrerla. ❤️

Questa foto per me racconta un amore che non ha bisogno di spiegazioni.Eravamo sul Lago di Garda, nel punto panoramico d...
01/09/2026

Questa foto per me racconta un amore che non ha bisogno di spiegazioni.

Eravamo sul Lago di Garda, nel punto panoramico degli innamorati. E noi due, in fondo, innamorati lo siamo sempre stati. ❤️

Alberto era rapato a zero per la radioterapia. Io decisi di raparmi insieme a lui. Non potevo prendere il suo posto, non potevo portargli via quella malattia, ma potevo almeno dirgli, anche senza parole: “Io sono qui. Con te. Sempre.”

E così giravamo tutti e due con lo stesso look. In questa foto ci stavamo baciando. Un bacio tra un papà e suo figlio, ma per me molto di più: il bacio al grande amore della mia vita.

Perché Alberto è stato questo. Mio figlio, il mio maestro, il mio compagno di viaggio, una parte di me che nessuna morte potrà mai portarmi via.

Oggi guardo questa fotografia e penso che quel punto degli innamorati non avrebbe potuto avere nome più giusto. Perché l’amore vero non appartiene soltanto alle coppie. Esiste un amore immenso, viscerale, eterno: quello di un padre per suo figlio.

E se oggi non posso più stringerti così, continuo ad amarti nello stesso identico modo.

Tu sei stato, sei e sarai sempre il mio grande amore, Alberto.
Il tuo papà. Per sempre. ❤️

01/09/2026

Tutto è iniziato da un banale torcicollo.

Una cosa che sembrava da niente.
E invece, da quel torcicollo di mio figlio, la mia vita è cambiata per sempre.

Gli esami. La paura. Poi quelle parole che nessun padre vorrebbe mai sentire: Alberto aveva un tumore al cervello gravissimo.

In quei momenti di disperazione ho alzato gli occhi al cielo e ho chiesto aiuto a Dio.
Non sapevo nemmeno più cosa chiedere. Gli ho semplicemente detto: “Aiutami.”

E Dio è sceso dentro la nostra storia.

Non ha cancellato la croce, ma non mi ha lasciato solo a portarla. E soprattutto mi ha fatto vedere qualcosa di straordinario proprio attraverso Alberto.

La sua saggezza.
La sua forza.
Il suo coraggio.
La sua fede.

Pensavo di dover essere io a guidare mio figlio e invece, tante volte, è stato lui a guidare me.

E continua a farlo ancora oggi.

Alberto è in cielo e io sono ancora qui, su questa terra. Provo ad andare avanti, provo ancora a sorridere. È un sorriso diverso, a volte malinconico, perché mio figlio mi manca da morire.

Ma sorrido.

Perché quello che Alberto mi ha insegnato non è morto con lui.
Perché il suo amore continua.
Perché Dio continua a tenermi per mano.

E perché, anche dentro la mancanza più grande della mia vita, io continuo a sentirmi suo papà. Per sempre.

31/08/2026

Ho imparato la parola AMORE quando è nato mio figlio.

Credevo di sapere già cosa significasse amare. Ma quando è arrivato Alberto ho capito che l’amore vero è qualcosa che ti prende completamente, che ti cambia, che mette un’altra vita davanti alla tua.

Poi ho imparato di nuovo la parola AMORE quando mio figlio è volato in Cielo.

Perché lì ho capito una cosa ancora più grande: amare significa anche continuare a donarsi quando dentro hai una ferita enorme. Significa guardare gli altri, accorgersi di chi soffre, tendere una mano, esserci.

Ho imparato che bisogna bruciare d’amore per gli altri. Consumarsi, nel senso più bello del termine, per lasciare qualcosa di buono nella vita di chi incontriamo.

Credo che questo sia il dovere di ogni genitore: insegnare ai propri figli ad amare, prima di tutto con l’esempio.

Ma credo sia anche il dovere di ciascuno di noi.

È quello che il Signore continua a chiedermi: ama. Ama ancora. Ama nonostante tutto.

Non è sempre facile. Ci sono giorni in cui costa tremendamente.

Ma forse siamo qui proprio per questo: per imparare ad amare come Lui ci ha amati.

E se Alberto mi ha lasciato una lezione, è questa: la vita può essere breve, lunghissima, semplice o terribilmente difficile. Ma una vita spesa nell’amore non è mai una vita sprecata.

31/08/2026

⚠️ ATTENZIONE AI PROFILI FALSI

Purtroppo stanno comparendo profili fake che utilizzano il nome di Alberto, il mio nome o la nostra storia per contattare le persone e chiedere denaro.

Voglio dirlo con assoluta chiarezza: NON SONO IO e non è questo lo spirito con cui porto avanti la testimonianza di Alberto.

Gesù ci ha lasciato parole chiarissime:
«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Io racconto la vita di mio figlio, la mia fede e ciò che abbiamo vissuto senza chiedere denaro a nessuno. La testimonianza di Alberto non è in vendita e non deve diventare uno strumento per chiedere soldi.

Esistono naturalmente le donazioni libere destinate ai progetti de La Casa di Alberto, attraverso i canali ufficiali, ma non contattiamo privatamente le persone chiedendo denaro.

Perciò vi chiedo una cosa importante: se qualcuno vi scrive a mio nome o usando il nome di Alberto chiedendovi soldi, non inviate nulla. Segnalate immediatamente il profilo.

Proteggiamo insieme il nome di Alberto e il messaggio d’amore, di fede e di gratuità che cerco ogni giorno di portare avanti attraverso di lui.

Grazie di cuore a tutti. ❤️🙏

⚠️ AVVISO IMPORTANTE – FATE ATTENZIONE ⚠️Mi stanno segnalando la presenza di profili falsi che utilizzano il nome di Alb...
31/08/2026

⚠️ AVVISO IMPORTANTE – FATE ATTENZIONE ⚠️

Mi stanno segnalando la presenza di profili falsi che utilizzano il nome di Alberto Lerza o il mio nome e che contattano le persone chiedendo soldi, offerte o altre forme di denaro.

❌ NON SONO IO.

Non contatto privatamente le persone per chiedere denaro.

Vi chiedo quindi di non rispondere, non effettuare pagamenti e non fornire dati personali.

Se ricevete messaggi sospetti da profili che si presentano a nome mio o di Alberto, segnalateli immediatamente alla piattaforma e, in caso di tentativi di truffa, alle autorità competenti.

Condividete questo avviso, perché possa raggiungere più persone possibile e impedire che qualcuno venga ingannato.

Grazie davvero per l’attenzione e per l’aiuto. ❤️

30/08/2026

La mia vita oggi è tutta qui: tra Cielo e terra.

Questa mattina ero davanti a dei ragazzi a raccontare la vita di mio figlio Alberto.
La sua storia, la sua fede, il suo modo incredibile di amare. Cerco di portare il suo messaggio ovunque posso, perché ciò che ha seminato continui a camminare anche senza di lui accanto a me.

Poi arriva il pomeriggio.

E cambio completamente scena.

Prendo Virginia, la porto a passeggiare sotto gli alberi che lei ama così tanto e me la godo. Semplicemente. Come un papà con la sua bambina.

Ed è strano e meraviglioso pensare a ciò che è diventata la mia vita: un figlio in Cielo e una figlia qui sulla terra.

Uno mi ha insegnato a guardare verso l’alto.
L’altra mi sta insegnando di nuovo a guardare avanti.

E in mezzo c’è Dio.

Quel Dio che non mi ha promesso una strada senza dolore, ma che continua a camminare con me e, ogni giorno, sembra ripetermi la stessa cosa:

“Vai avanti, Federico. Ama. Vivi. Testimonia. E non fermarti mai.”

E allora vado avanti.
Con Alberto nel cuore, Virginia tra le braccia e il Signore davanti a me. ❤️

Oggi Alberto ha incontrato questi ragazzi. ❤️Non fisicamente, certo. Ma attraverso la sua storia, le sue parole, la sua ...
30/08/2026

Oggi Alberto ha incontrato questi ragazzi. ❤️

Non fisicamente, certo. Ma attraverso la sua storia, le sue parole, la sua fede e quello che ha lasciato dentro di me.

Oggi, nella casa alpina di Perrero, ho avuto la gioia di raccontare la vita di Alberto ai ragazzi dell’Oratorio San Domenico Savio di Bricherasio.

Alla fine ci siamo ritrovati tutti insieme per questa foto. E guardandola penso a quanto sia incredibile il cammino che continua a fare mio figlio.

Alberto aveva solo otto anni, eppure oggi la sua vita parla a ragazzi più grandi di lui. Parla di coraggio, di speranza, di amore e soprattutto di quella fiducia in Gesù che lui aveva anche quando tutto sembrava impossibile.

Io continuo semplicemente a raccontare ciò che ho visto.

E ogni volta che un ragazzo ascolta, si commuove, fa una domanda o porta a casa anche soltanto un piccolo pensiero, sento che il seme di Alberto continua a germogliare.

Grazie ragazzi per averlo accolto oggi tra voi. ❤️
Sono certo che, in qualche modo, Alberto fosse lì con noi.

Indirizzo

Pinerolo
10064

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