Multipopolare Pescara

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Multipopolare Pescara Il movimento di per la giustizia sociale e la sovranità popolare.

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19/10/2026

La nuova bomba atomica B61-12 che sta ridisegnando la strategia nucleare in Europa
Ogni ottobre, nei cieli d’Europa, si svolge una delle esercitazioni militari più importanti della NATO: Steadfast Noon.
Si tratta di un test di deterrenza nucleare che coinvolge decine di aerei e migliaia di militari, addestrati a simulare l’impiego di bombe atomiche tattiche statunitensi da basi europee.
Quest’anno si svolgerà dal 13 al 20 ottobre e si estenderà allo spazio aereo italiano, con il coinvolgimento delle basi di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani.
Al posto delle bombe nucleari reali vengono utilizzati quelli che, in gergo tecnico, si chiamano training shapes: modelli che replicano la forma, il peso e le dimensioni della bomba vera, ma sono privi di materiale fissile.
Al centro dell’esercitazione c’è un nuovo tipo di bomba che ha cambiato le regole della guerra nucleare: la B61-12.

✊🔥 NON È PIÙ UNA PROTESTA ISOLATA. È UN'ONDA CHE ATTRAVERSA L'EUROPA. E NON SI FERMA!Dalla Francia alla Grecia, dalla Sp...
12/10/2026

✊🔥 NON È PIÙ UNA PROTESTA ISOLATA. È UN'ONDA CHE ATTRAVERSA L'EUROPA. E NON SI FERMA!

Dalla Francia alla Grecia, dalla Spagna al Portogallo, fino all'Italia. Le piazze si mobilitano, le proteste si moltiplicano, le lotte si intrecciano.

Contro l'austerità, la precarietà, le politiche di guerra e lo smantellamento dei diritti.

Non sono battaglie separate. È una risposta collettiva che supera i confini e assume una dimensione internazionale.

La mobilitazione continua. ✊

08/10/2026

Perché l’Italia dentro i BRICS potrebbe DIVENTARE RICCHISSIMA
C’è un settore del Made in Italy di cui non parla nessuno. Non è la moda, non è il vino, non sono le Ferrari. Sono i beni strumentali: le macchine con cui si producono altri beni. Presse, forni, impianti siderurgici, linee di packaging.
L’Italia è la quinta potenza mondiale del settore, quarta per export. E mentre i paesi BRICS+ cercano di industrializzarsi — l’hanno scritto nero su bianco nel piano d’azione approvato al summit di Delhi — la domanda di macchinari esplode. Solo che oggi quelle macchine le comprano quasi tutte dalla Cina. Il Brasile e il Sudafrica una su tre.
L’India e l’Indonesia una su due. La Russia oltre il 70%.
Tutti questi paesi vogliono diversificare. E l’Italia sarebbe il partner ideale: personalizzazione, flessibilità, cura del cliente. Non è una teoria: è quello che è successo con l’Iran dopo il JCPOA, prima che Trump ripristinasse le sanzioni secondarie e le banche italiane bloccassero tutto. Danieli, SACMI, e anche una PMI di Varese che vendeva un mixer da 110mila euro.
Il problema è che la politica italiana sembra non volerlo vedere. Il Libro bianco del MIMIT riconosce il valore strategico del settore, ma poi lega tutto all’allineamento con l’Alleanza Atlantica. E sull’intelligenza artificiale firmiamo Pax Silica invece di guardare ai sistemi open source cinesi, che sono esattamente quello che serve a un tessuto di PMI che non può addestrare modelli da centinaia di milioni.
In questo video proviamo a raccontare perché il settore dei beni strumentali è la carta più forte che l’Italia ha in mano nel nuovo ordine multipolare — e perché rischia di sprecarla.

06/10/2026

ALTRO CHE BRICS. L’oleodotto di Putin che rende il Multipolarismo IRREVERSIBILE
Mentre nell’occidente in preda al panico si scatena la guerra per bande, Putin costruisce materialmente le infrastrutture che rendono la transizione a un Nuovo Ordine Multipolare IRREVERSIBILE.
Si chiama Vostok Oil, ed è uno dei più grandi progetti energetici mai visti: 790 chilometri di oleodotto, miliardi di tonnellate di risorse, un nuovo terminale sull’Oceano Artico e una capacità potenziale che, secondo Rosneft, potrebbe arrivare fino a 2 milioni di barili al giorno.
Doveva essere costruito insieme ai colossi globali del commercio di commodities: Trafigura, Vitol.
Grazie alle sanzioni, però, le big corporation occidentali si sono date alla fuga.
Pensavano che senza la loro tecnologia, senza i loro capitali, e senza i loro mercati di sbocco, Mosca avrebbe ingranato la retromarcia.
4 anni dopo Mosca invece inaugura l’opera, e sposta definitivamente il suo baricentro verso est.
Ed è solo la punta dell’iceberg. Nel frattempo, infatti, cresce il gas verso Pechino, avanzano i nuovi gasdotti, aumentano gli scambi in rubli e yuan e la Rotta Marittima del Nord diventa un pezzo sempre più importante della nuova geografia energetica eurasiatica.
L’Occidente ha provato a usare la propria centralità energetica, finanziaria e logistica come un’arma contro la Russia. La risposta russa non è stata un comunicato. E’ stata costruire fisicamente un altro pezzo di mondo multipolare.

05/10/2026

Pablo Neruda, Massimo Troisi e Mario il postino. Nun voglio fa’ l’americano
Cosa c’entra “1984” di Orwell con Arturo Labriola, Pablo Neruda e Massimo Troisi?
Oggi vorrei spiegare perché Troisi era un gigante, anche politicamente: se è vero che la politica o è al servizio dei subalterni, degli ultimi, dei maltrattati (come li chiama Neruda), o non ce ne facciamo nulla; o è il tentativo di capirne le ragioni o è una rubrica di Gramellini; o viene dal popolo o non è.
La politica quindi non è dire: i maltrattati hanno votato a destra quindi sono una massa di ignoranti, signora mia. Ma chiedersi: in cosa non li abbiamo ascoltati? Dove abbiamo NOI sbagliato? Perché non abbiamo risolto i loro problemi?
Troisi era un gigante, dicevo. E lo voglio dimostrare analizzando il suo ultimo film: “Il postino”, che ha codiretto con Michael Redford (il regista di “1984” tratto dal romanzo distopico di Orwell).
Un film, Il postino, che Troisi ha co-sceneggiato con un altro gigante come Furio Scarpelli, sulla base del romanzo dell’autore cileno Antonio Skàrmeta dal titolo Il postino di Neruda.
Un film, che Troisi girò letteralmente fino alla morte.
E chi non vede il video intero è Gramellini.

30/09/2026

perché il TETTO al prezzo dei carburanti dell’ENI è UNA CA**TA PAZZESCA?
Finalmente il governo dei patrioti ha scoperto l’intervento pubblico: ENI mette un tetto ai prezzi dei carburanti e Poste si compra TIM. Manca solo l’IRI e possiamo riesumare direttamente Enrico Mattei.
Peccato che, guardando i numeri, il miracolo perda parecchio fascino.
Dopo l’esplosione dei prezzi seguita alle nuove tensioni energetiche, benzina e gasolio sono arrivati a livelli fuori scala: fino a 2,25 e 2,46 euro al litro in autostrada. ENI interviene fissando 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio. Ma rispetto a febbraio restiamo comunque con aumenti enormi.
Quanto costa questo improvviso slancio sociale? Nella stima più generosa, circa 80 milioni di minori ricavi in un mese. Negli ultimi tre anni ENI ha accumulato circa 15 miliardi di utili. La tassa sugli extraprofitti del 2022, tanto contestata e poi in gran parte depotenziata, valeva per ENI circa 1,4 miliardi.
Passare per patrioti non è mai costato così poco.
E poi c’è TIM: la rete è già finita a KKR, mentre quello che resta entra in Poste. L’operazione viene raccontata come un ritorno dello Stato, ma la quota pubblica si diluisce e cresce il peso dei grandi investitori finanziari internazionali.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi

28/09/2026

“La cosa”, di John Carpenter e Achille Occhetto
Ve la ricordate la Bolognina? Quando nel 1989 Achille Occhetto annunciò la svolta che avrebbe portato allo scioglimento del PCI?
Bene, 7 anni prima uno dei più grandi filmmaker di sempre, John Carpenter, aveva previsto tutto.
Non solo che uno dei più grandi partiti comunisti dell’Occidente si sarebbe abbrustolito, non solo che sarebbe diventato un essere informe come il PDS, antenato del PD. Ma ne aveva previsto anche il nome: la “Cosa”.
Ovviamente si scherza: Carpenter non sapeva neppure chi fossero Achille Occhetto, Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema e Walter Veltroni, gli artefici di quell’orrore (e beato lui).
Ma non scherzo quando dico che, a guardare bene, il paragone non è per niente azzardato.
E a spiegarcelo è soprattutto zio Marco nei suoi libri sbalorditivi, da imporre con una ribellione di piazza come libri di testo in tutte le scuole del pianeta, The Weird and the Eerie e Realismo Capitalista.
Mark Fisher analizza proprio il film La cosa di Carpenter come l’irruzione dell’incomprensibile che disgrega l’identità umana. E cos’è il PD se non l’incomprensibile voglia di neoliberismo della sinistra che ha disgregato la società italiana?
Ne La cosa di Carpenter e in quella della Bolognina, l’organismo non ha una forma propria: è il capitale che colonizza e ricombina ogni forma di vita. Non puoi scappare o fare la rivoluzione contro la “Cosa”, perché la “Cosa” ha già saturato ogni ambiente e assimilato i tuoi compagni.
Che mentre lì fuori il mondo somiglia sempre di più all’inferno di Bosch, loro fanno i balletti nei film di Moretti. O i girotondi, che poi è lo stesso.
E chi non vede il video intero… fa i balletti.

25/09/2026

È PIÙ ETICO RAPINARE UNA BANCA O FONDARLA?
Autistici/Inventati viene inserita dall’amministrazione Trump nella lista dei terroristi globali. Così, perché gli andava. Pochi giorni dopo Banca Etica congela il conto del collettivo. Senza che abbiano mai violato né una legge, né un regolamento. Niente. Immacolati.
Secondo Banca Etica non c’era alternativa. Fare diversamente avrebbe messo a repentaglio gli altri soci, e la tenuta della banca stessa.
Secondo il collettivo, sono stati più realisti del re. E altre banche in passato se la sono giocata meglio, anche a costo di pagare multe salate.
Un paradosso. E non è l’unico.
Per stare sul mercato Banca Etica si è buttata nel business dei fondi. E a farla da padrone sono le azioni statunitensi, a partire da Nvidia.
E visto che sono troppo piccoli per stare in piedi da soli, si sono legati a doppio filo a banche che a provare ad essere “etiche” non ci pensano nemmeno.
Qualcuno la fa facile. “Basterebbe essere un po’ più coerenti”. A nostro avviso però è decisamente più complessa di così. Perché costruire una banca dal basso non è esattamente un gioco da ragazzi. E quanti compromessi ha senso accettare, per ottenere esattamente quale obiettivo, rimane una questione aperta. Che abbiamo voluto affrontare direttamente con loro

23/09/2026

SOLARPUNK: la Rivoluzione Ecosocialista della Cina che non ti raccontano
Mentre in Occidente la transizione ecologica viene rallentata, contestata o ridotta a slogan, in Cina la “civiltà ecologica” è diventata una vera linea di sviluppo.
Sono andato a vedere cosa significa concretamente: ex aree industriali riconvertite, città più verdi, ricerca pubblica, agricoltura sperimentale, energie rinnovabili e tecnologia applicata alla tutela dell’ambiente.
A tratti sembra quasi un’utopia solarpunk trasformata in politica industriale.
La Cina sta costruendo un modello di ambientalismo che l’Occidente non riesce più nemmeno a immaginare?

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