Multipopolare Pescara

Multipopolare Pescara Il movimento di per la giustizia sociale e la sovranità popolare.

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03/09/2026
01/09/2026

Il caso Mattei: Rosi, Pasolini, Cefis
Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché siamo una colonia e perché dopo essere stati la quinta potenza industriale oggi siamo in fondo a tutte le classifiche. Questa è la storia di chi ha provato a restituirci sovranità e per questo è stato ammazzato. Ma soprattutto: da CHI, è stato ammazzato.
(SPOILER: dite “sovranità” a un antropologicamente piddino e lo vedrete cadere in terra in preda a convulsioni).
La vicenda di Enrico Mattei, presidente dell’ENI dal 1953, è macchiata di sangue, bombe, attentati e misteri. Ovviamente se n’è occupato anche il cinema con due prodotti molto diversi tra loro in qualità e intenzioni: Il caso Mattei e L’uomo che guardava al futuro.
(la differenza si capisce già dai manifesti, non so se mi spiego, ma la vedremo nel dettaglio più avanti).
Come dicono Amoroso e Perrone nel loro libro “Capitalismo predatore”, del 2014, Mattei – che fu ucciso in un attentato nel 1962 – “non si comportò come Romano Prodi, al quale sarà affidato qualche decennio dopo il compito di liquidare l’IRI, cosa che farà conquistandosi benemerenze che lo porteranno alla presidenza del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea”.
E se lo dicono Amoroso e Perrone chi sono io per smentirli?
E chi non guarda il video intero su Youtube è un antropologicamente piddino.

30/08/2026

Perché la PAX SILICA è peggio dell’attentato al Nord Stream
Gli Stati Uniti vogliono trasformare il loro vantaggio nell’intelligenza artificiale in un dominio globale: chip, data center, cloud, modelli e standard americani.
E l’Italia, puntuale, si accoda.
Il 31 luglio abbiamo aderito a Pax Silica, presentata come un innocuo accordo per rendere più sicure le filiere tecnologiche. Due settimane dopo, però, Reuters rivela cosa Washington vuole davvero chiedere ai Paesi aderenti:
o l’ecosistema americano o quello cinese.
Una scelta che per l’Italia potrebbe costare carissima.
Perché la Cina sta sviluppando modelli molto più economici, spesso aperti e modificabili, che potrebbero permettere anche a Paesi tecnologicamente arretrati come il nostro di costruire competenze e prodotti propri.
Il paradosso?
Mentre a noi Washington chiede di rinunciare alla tecnologia cinese, Microsoft, Amazon e Google trattano con la cinese Moonshot. E persino una società della famiglia Trump offre decine di modelli AI cinesi.
Insomma: libero mercato per loro, fedeltà geopolitica per noi.
Con il gas russo, per spezzare definitivamente quel rapporto, hanno dovuto architettare il sabotaggio del Nord Stream.
Quattro anni dopo basta chiederci di firmare un protocollo.
E noi siamo già pronti a martellarci di nuovo i co****ni.
Ne parliamo con Davide Martinotti di Dazibao, uno dei migliori conoscitori italiani della Cina contemporanea.

Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché siamo una colonia e perché dopo essere stati la quin...
30/08/2026

Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché siamo una colonia e perché dopo essere stati la quinta potenza industriale oggi siamo in fondo a tutte le classifiche.

Questa è la storia di chi ha provato a restituirci sovranità e per questo è stato ammazzato.

Ma soprattutto: da CHI, è stato ammazzato.

(SPOILER: dite “sovranità” a un antropologicamente piddino e lo vedrete cadere in terra in preda a convulsioni).

La vicenda di Enrico Mattei, presidente dell’ENI dal 1953, è macchiata di sangue, bombe, attentati e misteri. Ovviamente se n’è occupato anche il cinema con due prodotti molto diversi tra loro in qualità e intenzioni: Il caso Mattei e L’uomo che guardava al futuro.
(la differenza si capisce già dai manifesti, non so se mi spiego, ma la vedremo nel dettaglio più avanti)

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Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché...

30/08/2026

Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché siamo una colonia e perché dopo essere stati la quinta potenza industriale oggi siamo in fondo a tutte le classifiche.

Questa è la storia di chi ha provato a restituirci sovranità e per questo è stato ammazzato.

Ma soprattutto: da CHI, è stato ammazzato.

(SPOILER: dite “sovranità” a un antropologicamente piddino e lo vedrete cadere in terra in preda a convulsioni).

La vicenda di Enrico Mattei, presidente dell’ENI dal 1953, è macchiata di sangue, bombe, attentati e misteri. Ovviamente se n’è occupato anche il cinema con due prodotti molto diversi tra loro in qualità e intenzioni: Il caso Mattei e L’uomo che guardava al futuro.
(la differenza si capisce già dai manifesti, non so se mi spiego, ma la vedremo nel dettaglio più avanti)

Come dicono Amoroso e Perrone nel loro libro “Capitalismo predatore”, del 2014, Mattei – che fu ucciso in un attentato nel 1962 – “non si comportò come Romano Prodi, al quale sarà affidato qualche decennio dopo il compito di liquidare l’IRI, cosa che farà conquistandosi benemerenze che lo porteranno alla presidenza del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea”.

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29/08/2026

L’AI rischia di fare la FINE dei Subprime. MA 7 VOLTE PEGGIO
Nel 2008 bastò una montagna di mutui tossici da meno di 1.000 miliardi di dollari per innescare la più devastante crisi finanziaria degli ultimi decenni.
Oggi, per costruire l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, McKinsey stima servano circa 6.700 miliardi di dollari entro il 2030.
E Wall Street si sta già attrezzando.
Nvidia ha chiamato BlackRock, Blackstone, Apollo, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per mobilitare 500 miliardi e trasformare chip e data center in una nuova “classe di asset” finanziaria.
Il meccanismo ricorda inquietantemente quello di allora: si crea debito, lo si impacchetta, lo si divide per rischio e lo si distribuisce a fondi, assicurazioni e fondi pensione.
Solo che stavolta una fetta crescente del credito si muove fuori dalle banche tradizionali, nello shadow banking, con meno vincoli e molta meno trasparenza.
E proprio mentre questa macchina prende forma, la SEC ha stabilito che alcune cartolarizzazioni dei data center possono restare fuori da alcuni dei paletti introdotti dopo il 2008.
Il motivo di tanta fretta è semplice: Washington considera il dominio globale dell’AI una priorità strategica.
Per mantenerlo servono montagne di soldi.
E montagne di debito.
E Wall Street ha trovato il modo che alla fine, se qualcosa, come probabile, andrà storto, A PAGARE SAREMO NOI

27/08/2026

🇸🇦 Riad ha deciso di umiliare Trump?

🇮🇷 Dopo sei mesi di guerra contro l’Iran, Washington deve fare i conti con un Medio Oriente molto meno obbediente del previsto.

🇺🇸 Trump apre alla cooperazione sul nucleare civile saudita, ma pone una condizione: Riad deve aderire agli Accordi di Abramo e normalizzare con Israele.

🤝 La risposta arriva poco dopo: Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano alla Mecca un patto di mutua difesa, costruendo un’architettura regionale più autonoma.

🇺🇸 E Trump, invece di condannarla, la applaude.

🌍 Washington sta accettando un Medio Oriente più multipolare o sta cercando di controllare il multipolarismo dall’interno?

🎙️ Ne parliamo con Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq e inviato speciale per il Medio Oriente.

📺 video completo qui:
https://youtu.be/Y9vre4Xa_Cc?is=p0q-DAzUj4OACNhv

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27/08/2026

Lo Scandalo della TAV Baltica: costi quadruplicati con la scusa di Putin
La chiamano Rail Baltica. Doveva essere il gioiello ferroviario dei Baltici: Tallinn, Riga e Vilnius finalmente collegate alla rete europea ad alta velocità.
Costo previsto nel 2017: 5,8 miliardi di euro.
Oggi siamo arrivati a 23,8 miliardi.
Quasi quattro volte tanto.
Per capirci: da trent’anni in Italia ci massacriamo sulla Torino-Lione anche per l’esplosione dei costi. Secondo la Corte dei conti europea, la TAV è aumentata del 127% rispetto alle prime stime.
La Rail Baltica, di quasi il 300%
E mentre i miliardi pubblici continuano a fluire, i maxi-appalti finiscono ai grandi contractor europei: Eiffage, Budimex-Ferrovial, VINCI, Elecnor, Rizzani de Eccher. E nell’azionariato dei colossi quotati ricompaiono puntualmente i soliti giganti della finanza globale: BlackRock, Vanguard e compagnia.
Intanto nei Baltici emergono porte girevoli, conflitti d’interesse e politici nazionalisti riciclati nella macchina degli appalti.
Ma come si giustifica un pozzo senza fondo del genere?
Facile.
Putin.
Rail Baltica nasce come progetto civile. Oggi viene sempre più presentata come infrastruttura indispensabile per spostare truppe e carri armati NATO e difendere l’Europa dall’ipotetica invasione russa.
Perché una ferrovia civile che costa quattro volte il previsto deve dimostrare di avere senso.
Una ferrovia che deve “fermare Putin”, invece, può costare praticamente qualsiasi cifra.

24/08/2026

Londra è NELLA M***A (letteralmente). E ora è il turno dell’Italia
Bella Londra, eh.
Peccato sia nella m***a.
Letteralmente.
25 dicembre 2025.
Beatrice Asante sta preparando il pranzo di Natale.
Mette le patate nel lavandino.
Apre il rubinetto.
Niente.
Lo richiude.
Lo riapre.
Ancora niente.
Corre all’unico supermercato aperto e compra delle bottiglie d’acqua.
Pensa che durerà qualche ora.
Sette mesi dopo, sta ancora aspettando.
Beatrice è una delle centinaia di persone che vivono in nove palazzoni del Devons Road Estate, a Tower Hamlets, nell’est di Londra.
Da mesi l’acqua arriva a intermittenza.
A volte non arriva proprio.
Non riescono a lavarsi.
A cucinare.
A pulire casa.
E soprattutto, in alcuni momenti, non riescono nemmeno a ti**re lo sciacquone.
Tutto merito di Thames Water, la più grande compagnia idrica britannica e ormai il simbolo per eccellenza del disastro della privatizzazione dell’acqua inglese.
Da quando è stata privatizzata, ha distribuito 7 miliardi di sterline di dividendi. Ma ha fatto precipitare il servizio idrico a livelli da Terzo Mondo, mentre accumulava qualcosa come 18 miliardi e mezzo di debiti.
A mangiarsi il grosso della torta è stato un consorzio guidato da Macquarie, il più grande gestore privato di infrastrutture strategiche al mondo. E che, manco a dirlo, tra i suoi principali azionisti indovinate un po’ chi vede?
Esatto: sempre loro. BlackRock, Vanguard e State Street.
Sono le magnifiche sorti e progressive della privatizzazione dei monopoli naturali.
Quando c’è da estrarre valore, l’acqua è privata.
Quando bisogna garantire che esca dal rubinetto, improvvisamente diventa un problema di tutti.

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