14/05/2026
Trump arriva a Pechino con tutto il consiglio d’amministrazione degli Stati Uniti: Nvidia, Apple, Tesla, BlackRock, Goldman Sachs, Qualcomm, Boeing. Più che un vertice diplomatico, una missione delle Big Tech e della finanza nel cuore della Cina.
Il viaggio si apre già nel caos: polemica sulla presenza del CEO di Nvidia Jensen Huang, salito all’ultimo su Air Force One dopo pressioni e imbarazzi mediatici.
Ma scemate a parte, dietro la coreografia perfetta organizzata da Xi Jinping, però, c’è un summit delicatissimo.
Trump arriva indebolito dalla guerra con l’Iran, dall’inflazione energetica e da una situazione internazionale sempre più instabile. Per questo la Casa Bianca punta quasi tutto sull’economia: commercio, semiconduttori, investimenti, supply chain e accesso delle aziende americane al mercato cinese.
Washington mantiene il dominio nei chip avanzati e nella finanza globale; Pechino controlla terre rare, manifattura e filiere industriali strategiche. Il risultato è una nuova fase di “co-dipendenza competitiva” sempre più instabile: tensione permanente, negoziati continui e due superpotenze che si trattano da pari.
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Trump arriva a Pechino con tutto il consiglio d’amministrazione degli Stati Uniti: Nvidia, Apple, Tesla, BlackRock, Goldman Sachs, Qualcomm, Boeing. Più che un vertice diplomatico, una missione delle Big Tech e della finanza nel cuore della Cina. Il viaggio si apre già nel caos: polemica sulla p...