Udi Pescara dice

Udi Pescara dice L’UDI PESCARA APS è un’associazione di donne di promozione sociale e culturale, senza fini di lucro. A Pescara vi è una sede locale dell'UDI.

Perfettamente d'accordo
26/08/2026

Perfettamente d'accordo

Fa appello alle giovani e ai giovani "per far sentire la propria voce, anzi le urla" (ANSA)

24/08/2026

Non chiamateli raptus: fermiamo la strage della violenza patriarcale

In soli quattro giorni, in un’estate che continua a restituirci il drammatico bilancio della violenza contro le donne, abbiamo assistito a una nuova sequenza di femminicidi che attraversa il Paese da nord a sud.

Maria D'Alessandro a Sant'Angelo a Cupolo, Tania Terrin a Camponogara, Ornella Forastefano a Trebisacce, Michela Rubiu, morta dopo venticinque giorni di agonia, Joanna Rouissi a Colleferro e Carmela Bifano a Corigliano-Rossano.

Sei vite spezzate che si aggiungono a un bilancio già drammatico: ad oggi, stante la “Lista Orribile” curata dalle nostre compagne di UDI Monteverde ed UDI Lucca, i femminicidi sono saliti a 55
Dietro questi numeri non ci sono disgrazie o raptus improvvisi, ma un fenomeno sociale e culturale strutturale che ha un nome preciso: femminicidio.

Definire il femminicidio significa riconoscere l'atto estremo di un continuum di violenza: l'uccisione di una donna in quanto donna, che può rappresentare il culmine di dinamiche di controllo, sopraffazione e possesso.
È la manifestazione più estrema di una cultura che ancora fatica a riconoscere pienamente alle donne il diritto all'autodeterminazione e alla libertà, anche quando scelgono di interrompere una relazione o di sottrarsi a un ruolo subordinato.

E come spesso accade, molte di queste donne avevano già manifestato la propria paura, avevano segnalato e cercato aiuto, allertando la rete sociale, familiare e anche le autorità competenti.

Eppure ancora una volta abbiamo assistito allo strazio di femminicidi annunciati, dovendo constatare ancora una volta l’impotenza di uno stato di fronteggiare e contrastare efficacemente la volontà femminicida, una volta che si innesca.
Probabilmente perché, quando essa si innesca, potrebbe essere già troppo tardi.
E allora oggi, mentre ci si interroga sulla capacità delle istituzioni nel far fronte all’emergenza, è ancora più necessario e urgente porre al centro del dibattito, delle logiche politiche e delle azioni concrete che si pongano come obiettivo primario il creare le condizioni sociali e culturali affinché non si creino dinamiche di violenza, affinché la donna sia concepita davvero come soggetto libero e autodeterminato.

Le misure di protezione e gli strumenti restrittivi sono necessari, ma da soli non possono rappresentare la risposta a un fenomeno strutturale.
La prevenzione deve diventare una scelta politica stabile e trasversale: significa non solo formazione capillare e continua degli operatori delle istituzioni e delle forze dell'ordine, ma anche e soprattutto agire con la logica di un cambiamento culturale, a partire dalle scuole, per contrastare alla radice la cultura patriarcale e le disuguaglianze che la alimentano.

Prevenire significa intervenire prima che la violenza raggiunga il suo esito estremo, costruendo nel tempo una società nella quale ogni donna possa vivere libera dalla paura e possa scegliere per sé senza che la propria libertà diventi una minaccia da punire.

Non possiamo limitarci a contare le vittime dopo che è accaduto e attribuire responsabilità a posteriori. Dobbiamo costruire le condizioni perché ciò non accada affatto!



UDI Monteverde
UDI-Ciampino
UDI Gruppo "Nilde Iotti" Ladispoli Cerveteri
UDI Romana La Goccia
Udi Lucca
Udi Stagno
Udi Modena
UDI Ravenna
UDI Bologna - Unione Donne in Italia
Udi Borgo Panigale
Udi Imola
Udi Carpi
UDI Ferrara
UDI Reggio Calabria APS
Udi Laureana di Borrello
UDI Perugia - Unione Donne in Italia
Udi Spazio Donna
Udi Genova Via Cairoli
UDI Savona - Unione Donne in Italia Gruppo di Savona
Udi La Spezia
Udi Gradisca D'Isonzo
Udi Muggia 8 marzo
Udi Trieste Zzi Mimoza
UDI Forlì Archivio UDI Forlì-Cesena
UDI Jesi
Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale - Udipalermo ETS
UDI Trapani
Udi Lentini
UDI Siracusa
UDI Catania
Udi Bergamo Velia Sacchi
UDI Cernusco s/n
Udi Milano e provincia
Udi Lecco
UDI Milano
UDI Gargano
Udi Pescara dice
UDI Sede Marche Sud
Udi Forlì - Unione Donne in Italia
Unione Donne del TerzoMillennio
Udi Pescara
UDI - Unione Donne in Italia

07/08/2026

Le nostre nuotatrici sono una meraviglia!!!!

06/08/2026
04/08/2026

Scienziate nel tempo. Le tracce di un’assenza

3. L’epoca classica. Aristotele

Il primo atto evidente di cancellazione delle donne dalla storia della formazione del sapere scientifico occidentale si colloca nell’epoca classica.

È allora che la filosofia, intesa come costruzione razionale e sistematica della conoscenza, sancisce l’esclusione delle donne, traducendola in principi astratti e normativi che le definiscono «inferiori per natura» agli uomini.

La filosofia classica rappresenta infatti uno dei momenti fondativi della scienza occidentale e del suo metodo.

Aristotele è il primo a formulare questa gerarchia in termini teorici. Nella sua concezione, il principio femminile è «materia» passiva e inerte, mentre quello maschile è «forma» attiva.

Tra uomo e donna esiste un rapporto gerarchico nel quale «l’uno si mostra superiore, l’altra inferiore, l’uno quindi fatto per comandare, l’altra per obbedire». E ancora: «[…] la femmina è come un maschio menomato (paperomenon) e le mestruazioni sono seme, ma non puro. Di una cosa soltanto dunque mancano: del principio dell’anima» (Politica, 1254b).

Con Aristotele si compie un passaggio decisivo: una subordinazione antica viene trasformata in una teoria della natura.

Le donne sono riconosciute come esseri umani, ma considerate incomplete, imperfette, parti manchevoli dell’essere pieno e compiuto rappresentato dal maschio (DuBois, 1990).

Questa concezione si inserisce nella teoria aristotelico-galenica degli umori, secondo la quale il corpo umano è costituito da quattro umori corrispondenti ai quattro elementi del cosmo — fuoco, aria, acqua e terra — ordinati secondo qualità opposte e gerarchiche. La temperatura diventa il principio che spiega tanto il funzionamento del corpo quanto la differenza tra i sessi.

La donna, ritenuta più «fredda», è considerata un uomo incompleto, incapace di raggiungere il pieno sviluppo della natura maschile.

Le differenze tra uomini e donne riflettono così l’ordine dualistico del cosmo: come la terra, associata al femminile, si contrappone al sole, simbolo del maschile, allo stesso modo nel corpo umano il principio maschile è attivo e generatore, mentre quello femminile è passivo e ricettivo.

Perfino la formazione dei genitali, secondo Aristotele, dipenderebbe dalla temperatura, che modellando il corpo determinerebbe il sesso (Lloyd, 1970).

(Sara Sesti e Alessandra Allegrini)

Per saperne di più: Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie dall’antichità all’IA (Ledizioni, 2026).

03/08/2026
12/07/2026

Indirizzo

Pescara

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 11:00

Telefono

+393518714136

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Udi Pescara dice pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi