15/06/2026
“Si è tenuto oggi, a Roma, l’incontro con il responsabile Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano. L’incontro anticipa
l’appuntamento del 17 giugno in Parlamento dell’amministratore delegato, Antonio Filosa, che sarà audito dalla
Commissione Attività Produttive della Camera. Abbiamo chiesto, unitariamente, di poter partecipare all’audizione, ma
la Commissione ha preso l’impegno per un successivo invito alle organizzazioni sindacali. L’amministratore delegato
Filosa incontri anche le organizzazioni sindacali e le lavoratrici e i lavoratori.
I dubbi e le criticità del piano industriale presentato il 22 maggio sono tutte confermate. Nessuna novità sostanziale è
stata annunciata. Nemmeno per quanto riguarda lo stabilimento di Cassino che certamente è quello maggiormente in
difficoltà e per il quale bisognerà attendere dicembre. Nessuna novità neanche sul progetto della gigafactory di
Termoli. Sul tema della produzione di batterie, addirittura, anche nel medio termine non c’è alcuna possibilità di un
ripristino di un progetto in tal senso. Questa scelta è estremamente grave soprattutto alla luce delle novità sulle e-car
che interessano il nostro Paese e delle attuali produzioni di power train agli USA.
L’assenza di novità però impatta negativamente su tutti gli altri stabilimenti. A Mirafiori la 500 ibrida non sta
ottenendo i volumi preannunciati e c’è comunque la necessità di una seconda linea e di altri modelli. In riferimento
agli oltre 400 somministrati, Stellantis non sta dando inoltre alcuna garanzia di stabilizzazione. A Melfi per i volumi
bisognerà puntare solo sulla Jeep Compass e sulla nuova Alfa in quanto gli altri tre modelli (2 DS e 1 Lancia)
presumibilmente avranno volumi bassissimi. A Pomigliano, l’avvio dal 2028 è certamente una novità importante in
termini di innovazione. Tuttavia vanno garantiti altri modelli, anche a fronte della fine produzione del Tonale. Per
questo vanno mantenute le due linee di assemblaggio. Su Atessa, l’annunciata innovazione del prodotto non dovrà
portare però ad una strutturale riduzione occupazionale e di volumi a favore dello stabilimento polacco.
Analogamente per Pratola Serra servono risposte per le prospettive. L’attuale condizione di saturazione dello
stabilimento rischia di non affrontare la questione per il futuro. E infine per Maserati occorre un piano urgente di
rilancio che non può attendere dicembre e maggiore chiarezza e prospettive sono necessarie anche per Alfa Romeo.
Anche per quanto riguarda i confronti con car maker stranieri, in particolare cinesi, non ci sono novità anche se stanno
proseguendo i confronti. È necessario individuare soluzioni che portino volumi per saturare tutti gli stabilimenti e
quindi l’occupazione. Le produzioni da parte di altri car maker non dovranno comunque ridursi a semplici
assemblaggi, e dovranno sostenersi sulla filiera della componentistica presente nel nostro Paese.
Alla non chiusura di stabilimenti, confermata oggi, non può corrispondere la prosecuzione strutturale degli
ammortizzatori sociali che ricadono tutti sulle condizioni di vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori. I 5 miliardi in
ricerca e sviluppo da qui al 2030 per piattaforme, power train, nuove tecnologie devono essere funzionali a ridare
l’autonomia progettuale agli enti centrali in Italia con un ritorno in termini di volumi produttivi.
Il 17 giugno in Parlamento l’amministratore delegato Filosa farà le stesse deludenti comunicazioni. Le forze politiche
devono assumere consapevolezza della situazione e soprattutto della prospettiva di Stellantis e dell’automotive nel
nostro Paese.
E il Governo deve assumersi la responsabilità di affrontare la crisi. Palazzo Chigi non può continuare a fare una
narrazione che non esiste. La Fiom è impegnata come hanno dimostrato i lavoratori oggi a Torino e nei prossimi giorni
in tutti gli altri stabilimenti, nel voler raggiungere un accordo con azienda e Istituzioni per rilanciare la ricerca e la
produzione in Italia uniche garanzie della reale occupazione”.
Lo dichiara in una nota Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità