12/08/2026
Il nome completo di questo prestigioso riconoscimento in ambito rotariano, istituito nel 1957 in memoria di Paul Harris, fondatore del Rotary International, tradizionalmente conferito a persone, enti o associazioni che si distinguono per le loro attività di servizio, è “PAUL HARRIS FELLOW”, dove “FELLOW” è sostantivo inglese di genere neutro che, in questo contesto, potremmo tradurre come “compagno, amico”, ovvero qualcuno che condivide gli ideali e valori di Paul Harris.
Abbiamo qui a che fare con un forestierismo che viene usato in italiano in un contesto linguistico ristretto, quello rotariano. E in tema di forestierismi, i termini che nella lingua d’origine sono di genere neutro diventano maschili (si pensi al latino). Per le parole che arrivano dall’inglese, tuttavia, la situazione ha delle sfumature di complessità ulteriori perché può avvenire ad esempio - tra le varie casistiche possibili - che il genere si assimili a quello del termine italiano corrispondente (si pensi a “e-mail”, neutro, che in italiano è diventato stabilmente femminile, perché associato a ‘lettera’).
Ed è proprio in virtù di questa possibilità che nasce, nella consuetudine linguistica rotariana, l’oscillazione “il”/“la” Paul Harris (Fellow), come facilmente si può riscontrare navigando in rete nei siti istituzionali e nelle pagine social dei Rotary Club di tutta Italia.
Chi sostiene che sia corretto dire “la Paul Harris Fellow” ritiene che la denominazione presupponga un sostantivo generico sottinteso del tipo “onorificenza”, che orienterebbe per un uso al femminile.
Va tuttavia rilevato che nella comunicazione ufficiale del Rotary International la formulazione espansa è “PAUL HARRIS FELLOW RECOGNITION” - si veda, ad esempio, il sito del Rotary International, sezione “Donor Recognition” - e il termine ‘recognition’ (maschile) ha come traducente più immediato il sostantivo “riconoscimento”, di genere parimenti maschile, che infatti troviamo (come perfetto TRADUCENTE) nel sito del Rotary Italia.
Si aggiunga, sempre a livello di riscontro effettuale, che nell’attestato di conferimento in lingua italiana la formula tradizionale si avvale del sostantivo “titolo”, nuovamente maschile:
“... viene attribuito il TITOLO di Paul Harris Fellow”
Tiriamo le somme.
Sarà sicuramente corretto dire “nomino Paul Harris Fellow ... Nome e Cognome”, in quanto il/la rotariano/a che riceve il riconoscimento può nei fatti dirsi “amico/a di Paul Harris”. Allo stesso modo è corretto affermare che Nome e Cognome è Paul Hariis Fellow; così come ineccepibile sarà l’espressione “ricevere il riconoscimento/ il titolo/ l’onorificenza di Paul Harris Fellow”. Parimenti, trattandosi di maschile non marcato, sarà corretto dire che una socia è “UNA” Paul Harris Fellow, quando l’indicazione non sia generica ma riferita nominalmente a una singola rotariana.
Rispetto alla forma ‘brevior’, non si può non rilevare, tuttavia, che, per la regola generale dell’assegnazione del genere dei forestierismi, così come per quella dell’associazione al genere della parola italiana più semanticamente vicina a quella d’origine (“recognition”/ “riconoscimento”), nonché per il ricorso al sostantivo “titolo” nell’attestato ufficiale di conferimento in lingua italiana, sarà corretto dire: “IL” Paul Harris Fellow.
L’oscillazione invalsa tra i Rotariani d’Italia denota, ad ogni buon conto, che il genere del tecnicismo non è ancora consolidato e sarò l’uso nel tempo e, soprattutto, la sensibilità linguistica dei parlanti (i rotariani, in prima battuta) a determinare la versione prevalente o il permanere di entrambe le varianti nella lingua d’uso.
Ma cosa ne pensa la massima autorita italiana in campo
linguistico? Scopritelo nel video!
Si ringraziano, per il confronto sul tema, anche Anna Rinaldin, professoressa ordinaria di Linguistica italiana presso l’Università Pegaso e Cristiano Ragni, Research Fellow in English Literature (Università di Verona).