26/06/2026
Cultura non è solo ciò che costruiamo, ma come reagiamo quando tutto crolla.
Troppo spesso riduciamo la parola "cultura" a un elenco di patrimoni artistici, musei o tradizioni letterarie. Ma la cultura è, prima di tutto, il tessuto invisibile che ci unisce come esseri umani. È la grammatica dell'empatia. Per questo, oggi, fare cultura significa volgere lo sguardo verso il Venezuela, colpito da un devastante terremoto "doublet" che ha strappato vite, abbattuto case e ferito una terra già profondamente provata.
Essere colti significa non girarsi dall'altra parte. Significa capire che la distanza geografica si annulla di fronte alla vulnerabilità umana. La vicinanza alle vittime non è un semplice atto di cortesia diplomatica o un moto passeggero di pietà: è un dovere civile, un pilastro culturale che ci ricorda che la solidarietà è l'unica vera infrastruttura capace di resistere a qualsiasi scossa.
Esprimiamo la nostra vicinanza al popolo venezuelano, ai soccorritori e a chi, in queste ore, sta scavando tra le macerie a Caracas, La Guaira e in tutto il Paese. Ricostruire gli edifici richiede ingegneria; ricostruire la speranza richiede comunità. 🖤