Amnesty a Palermo - Gruppo 233

Indicazioni Sito Web

Amnesty a Palermo - Gruppo 233 Amnesty International a Palermo con il Gruppo Italia 233

Amnesty è un'organizzazione non governativa indipendente, una comunità di difensori dei dirittti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. La visione di Amnesty è quella di "un mondo in cui a ogni persona sono riconosciuti tutti i diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri atti sulla protezione internazionale dei diritti umani". Nel perseguimento di questa visione, la missione di Amnesty è "di svolgere attività di ricerca e azione finalizzate a prevenire ed eliminare gravi abusi di tali diritti."

22/09/2026

Non può mancare un occhio attento sulla . Venerdì al Centro Arrupe ne parleremo con Asmae Dachan e Antonio Scordia. Amnesty International Palermo Gruppo 44 Amnesty a Palermo - Gruppo 233 Amnesty International Gruppo Italia 290 - Palermo Amnesty Sicilia Amnesty International - Italia

Esprimiamo profonda preoccupazione per le dichiarazioni della presidente del consiglio Giorgia Meloni rispetto al diviet...
21/09/2026

Esprimiamo profonda preoccupazione per le dichiarazioni della presidente del consiglio Giorgia Meloni rispetto al divieto di indossare burqa e niqab a scuola e alla necessità di mettere un tetto alla presenza di alunne e alunni stranieri nelle classi

La dichiarazione di Amnesty International in seguito all’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Vi aspettiamo al presidio di     9 settembre in Via Cavour di fronte alla Prefettura
09/09/2026

Vi aspettiamo al presidio di 9 settembre in Via Cavour di fronte alla Prefettura

08/09/2026



Mercoledì 9 settembre, alle ore 17:00, a Palermo davanti la Prefettura, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione territoriale in linea con quella unitaria nazionale di Montecitorio, contro l’approvazione del cosiddetto “Ddl Antisemitismo”.

La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione dell’Alleanza internazionale per il ricordo dell’Olocausto (IHRA), rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.
Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo.
La critica politica a uno stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica.
La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione.
Antisionismo non è antisemitismo
Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese.
Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale.
È una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima.
Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso.
La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo stato di Israele non può essere messa a tacere.
Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.

📌 Mercoledì 9 settembre
⏰alle ore 17:00
📍davanti Prefettura di Palermo, via Cavour

Per la libertà di espressione.
Per il diritto al dissenso.
Per la libertà accademica e di stampa.
Per la solidarietà al popolo palestinese.
Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio.

Di nuovo.
04/09/2026

Di nuovo.

20/07/2026

Le immagini del fermo con esiti mortali di Abderrahim Fakir sono agghiaccianti e fanno tornare alla memoria altre manovre di immobilizzazione come quelle che costarono la vita a Riccardo Magherini nel 2014 e ad Andrea Soldi nel 2015: manovre che dovrebbero essere assolutamente evitate.
Le immagini mostrano una terza persona non in divisa collaborare coi due agenti di polizia alla manovra d’immobilizzazione mentre gli operatori sanitari presenti non intervengono e lo fanno con circospezione persino quando Abderrahim Fakir è esanime.
Auspichiamo che siano adottate tutte le iniziative per chiarire le circostanze di questo ennesimo caso di fermo mortale.

Oggi alla FARO, università per adulti 💛
30/03/2026

Oggi alla FARO, università per adulti 💛

I nostri AmnestyKids! dell' IC di Borgetto Partinico 💛💛💛
10/03/2026

I nostri AmnestyKids! dell' IC di Borgetto Partinico 💛💛💛

L'escalation delle ostilità dopo gli attacchi di Israele e degli Usa all'Iran e la rappresaglia iraniana stanno mettendo...
01/03/2026

L'escalation delle ostilità dopo gli attacchi di Israele e degli Usa all'Iran e la rappresaglia iraniana stanno mettendo le popolazioni civili in forte pericolo. Sollecitiamo tutte le parti coinvolte a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani. I civili devono essere protetti.
Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi per verificare l'impatto sui civili e, più in generale, sui diritti umani.

“‘È avvenuto, quindi può accadere di nuovo’. Per decenni, l’ammonimento di Primo Levi si è scolorito nelle nostre coscie...
27/01/2026

“‘È avvenuto, quindi può accadere di nuovo’. Per decenni, l’ammonimento di Primo Levi si è scolorito nelle nostre coscienze, a lungo fiduciose nel sistema di protezione costruito poco alla volta dopo la Seconda guerra mondiale. Un sistema incardinato nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nelle convenzioni e nei trattati internazionali a quella ispirati, inclusa la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, adottata dalle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948, un giorno prima della votazione sulla Dichiarazione. Una coincidenza che non credo casuale. Gli Stati, ispirati dal motto ‘Never again’, lavorarono per mettere le basi necessarie a evitare il ripetersi di tragedie immani quali la Shoah e per garantire la pace attraverso il diritto. Tuttavia, in particolare dall’inizio di questo secolo, abbiamo assistito al moltiplicarsi di crisi che hanno progressivamente delegittimato il diritto internazionale, la giustizia internazionale e diffuso in modo sempre più pervasivo la logica dei doppi standard: le regole valgono oppure no a seconda di quale stato le viola o ritenga conveniente farle valere. Tutte queste violazioni dei diritti umani hanno causato e causano vittime e sofferenze inenarrabili nel mondo.

Il 27 gennaio celebriamo la Giornata della memoria, ricordando sei milioni di ebrei uccisi dai criminali nazisti con il contributo di altri paesi, tra cui l’Italia. Invito tutte e tutti a ricordare e a rammentare, a richiamare al cuore e alla mente, l’avvertimento ancora attuale di quella tragedia. Non un atto di memoria che guarda solo, e doverosamente, al passato. Anche un atto di memoria che, con le parole di Levi, si proietta sul nostro presente sollecitando quello che ciascuna e ciascuno di noi, a sua misura, può fare per contrastare le violazioni dei diritti umani.
- Dalla dichiarazione della nostra presidente Alba Bonetti.

Indirizzo

Palermo
90141

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Amnesty a Palermo - Gruppo 233 pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi