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FenealUil NazionaleUIL - Unione Italiana del LavoroPasquale De Vardo
23/10/2026

FenealUil Nazionale
UIL - Unione Italiana del Lavoro
Pasquale De Vardo

23/10/2026

FenealUil Nazionale

23/10/2026

INFORTUNI: FENEALUIL, SU PATROCINIO GRATUITO PASSO INPORTAJTE PER NON LASCIARE SOLE LE FAMIGLIE.

“L’approvazione alla Camera, con 220 voti favorevoli e all’unanimità, della norma che introduce il gratuito patrocinio, indipendentemente dal limite di reddito, per i familiari delle vittime sul lavoro rappresenta un segnale importante di attenzione e responsabilità da parte dello Stato. Troppo spesso chi perde un proprio caro sul lavoro, oltre ad affrontare un dolore irreparabile, si ritrova a fare i conti con un senso di solitudine e di abbandono da parte delle istituzioni”. E' quanto sottolinea Mauro Franzolini, segretario generale FenealUil, sindacato delle costruzioni della Uil, commentando il voto della Camera sulla norma che prevede il sostegno dello Stato alle spese legali per i familiari di chi ha perso la vita lavorando.

“Si tratta - spiega - di un provvedimento particolarmente importante per il settore edile, tra i comparti più esposti al rischio di infortuni gravi e mortali. Garantire alle famiglie la possibilità di far valere i propri diritti significa offrire un sostegno concreto a chi, troppo spesso, deve affrontare da solo le conseguenze di una tragedia. Morire sul lavoro è inaccettabile. Ma è altrettanto inaccettabile che i familiari delle vittime non abbiano gli strumenti per far valere i propri diritti e affrontare un percorso giudiziario, magari contro grandi aziende o multinazionali. L’accesso alla giustizia non può dipendere dalle possibilità economiche di chi ha già subito una tragedia. La proposta, di cui l’onorevole Chiara Gribaudo è prima firmataria, nasce dalle istanze portate avanti da associazioni, sindacati e familiari delle vittime ed è il risultato di un percorso condiviso che ha trovato negli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro un importante momento di confronto. La FenealUil - sottolinea il sindacalista - partecipa sin dalla prima edizione a questo percorso, convinta che ascoltare chi vive direttamente le conseguenze degli infortuni e delle morti sul lavoro sia fondamentale per costruire risposte concrete. Ora auspichiamo che il gratuito patrocinio diventi effettivo in tempi rapidi e che questo primo passo apra la strada a una tutela più ampia, estesa a tutte le vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali”.

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21/10/2026

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I lavoratori dell'azienda si sono radunati questa mattina in Prefettura. C'è preoccupazione sulla prosecuzione dei cantieri della fermata Lazio del passante ferroviario ma soprattutto su quelli del collettore fognario.

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21/10/2026

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Agli 80 operai non è stato pagato settembre, e scatta lo sciopero. Fiore (Fce): «Siamo vicini agli operai: a rischio la tratta Stesicoro-Palestro»

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21/10/2026

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La protesta, proclamata da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, si terrà dalle 8 alle 13 in via Giuseppe Di Gregorio. I sindacati chiedono alla Ferrovia Circumetnea di convocare subito un tavolo con l’impresa Cmc Ravenna

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21/10/2026

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Previsto un sit in in prefettura organizzato da Fillea, Filca, Feneal, che giudicano "insoddisfacenti" le risposte date dalla Cmc: "All'azienda abbiamo chiesto non solo la regolarità delle retribuzioni ma anche la possibilità di visionare e confrontarci sul piano industriale, per avere contezza de...

🔵Stamani a Catania e Palermo assemblee mobilitazioni e proteste nei cantieri CMC Ravenna Spa.**FENEAL UIL : «Basta rassi...
19/10/2026

🔵Stamani a Catania e Palermo assemblee mobilitazioni e proteste nei cantieri CMC Ravenna Spa.

**FENEAL UIL : «Basta rassicurazioni senza fatti. A rischio il futuro di opere strategiche per le città di Catania e Palermo e la continuità occupazionale di centinaia di lavoratori».**

Oggi contemporaneamente si sono svolte oggi le assemblee straordinarie dei lavoratori nei cantieri della metropolitana di Catania e della realizzazione della nuova stazione ferroviaria in viale Lazio a Palermo, dove al termine delle stesse assemblee è stato proclamato uno sciopero ad oltranza.

Alla base delle mobilitazioni vi è il ripetersi dei ritardi nel pagamenti delle retribuzioni, una condizione che determina gravi difficoltà economiche per i lavoratori e le loro famiglie, costretti inoltre a vivere nell’incertezza assoluta anche rispetto a un diritto fondamentale come quello di ricevere regolarmente la propria retribuzione e programmare la quotidianità della propria famiglia.

La preoccupazione della FENEALUIL è legata anche al futuro delle opere e all’assenza di una concreta ripartenza del cantieri, fermi ormai da circa un anno.

Nel corso di questi mesi si sono susseguiti tavoli di confronto, incontri e interlocuzioni, accompagnati da numerose rassicurazioni e promesse sulla ripresa delle attività. Eppure, nonostante tutto ciò, **sul piano concreto non si è registrato alcun avanzamento significativo: i cantieri continuano a rimanere fermi e i lavoratori sono ancora senza risposte certe sul proprio futuro.**

È proprio questa distanza tra gli impegni assunti e la realtà dei fatti a rendere la situazione ormai insostenibile. Non è più possibile continuare a convocare incontri e alimentare aspettative senza che seguano decisioni operative, tempi definiti e garanzie verificabili.

**Dietro un cantiere fermo ci sono centinaia di lavoratori, famiglie e prospettive di vita che non possono rimanere sospese a tempo indeterminato.** Al disagio economico provocato dai ritardi retributivi si aggiunge l’incertezza di non sapere se, quando e in quali condizioni sarà possibile riprendere regolarmente il lavoro.

Per queste ragioni la FENEAL UIL Siciliana, non chiede l’ennesimo incontro interlocutorio, né ulteriori rassicurazioni generiche. Chiediamo **risposte concrete, impegni verificabili e tempi certi** su questioni non più rinviabili, il diritto alla remunerazione dei lavoratori e alla garanzia occupazione degli stessi.

**Non possiamo più permettere che infrastrutture strategiche per la Sicilia continuino ad essere il simbolo di fallimenti annunciati, né che il prezzo di questa situazione venga pagato ancora una volta dai lavoratori e dalle loro famiglie.**

I cantieri devono ripartire, gli stipendi devono essere pagati e l’occupazione deve essere salvaguardata. Non servono altre promesse: servono fatti. La classe politica regionale e nazionale si assuma la propria responsabilità.
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🔵 FENEALUIL- CANTIERI AV/AC WEBUILD, FRANZOLINI E COSTA (FENEALUIL)OLTRE 500 LAVORATORI COINVOLTI DAI FERMI. LE CONTROVE...
16/10/2026

🔵 FENEALUIL-
CANTIERI AV/AC WEBUILD, FRANZOLINI E COSTA (FENEALUIL)
OLTRE 500 LAVORATORI COINVOLTI DAI FERMI. LE CONTROVERSIE CONTRATTUALI NON POSSONO BLOCCARE LE OPERE. OCCORRE AGIRE RAPIDAMENTE PER RIPRISTINARE PIENA OPERATIVITÀ.

Si è svolto ieri, presso RFI Spa, l’incontro richiesto da FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil sui fermi in numerosi cantieri ferroviari, in particolare sulle tratte AV/AC. Le interruzioni, decise da WeBuild, socio di maggioranza delle società consortili che realizzano le opere e alla guida del COCIV, general contractor del Terzo Valico dei Giovi, hanno portato all’attivazione unilaterale della cassa integrazione ordinaria. In particolare, Seli Overseas, società controllata al 100% da WeBuild, ha richiesto la CIGO per oltre 500 lavoratori su due commesse.
“Nel corso dell’incontro - spiega Stefano Costa, segretario nazionale FenealUil e responsabile Grandi Opere - abbiamo rappresentato a RFI la forte tensione nei cantieri sospesi e la crescente preoccupazione tra imprese subappaltatrici e lavoratori anche sulle altre opere, per il rischio che le attività non possano proseguire regolarmente. Abbiamo chiesto soluzioni immediate per garantire la continuità dei lavori e tutelare l’occupazione. RFI ci ha confermato che il confronto con WeBuild sul contenzioso complessivo, relativo ad affidamenti per oltre 25 miliardi di euro, è ancora aperto e non ha subito interruzioni. Ha inoltre riferito che non ravvisa motivazioni contrattuali che giustifichino i fermi. RFI ha comunicato di aver già inviato diffide per le interruzioni della produzione e ha confermato il riconoscimento delle revisioni dei prezzi previste dal Decreto Aiuti 2025.”
“Prendiamo atto di quanto emerso – prosegue e commenta Costa - ma adesso servono risultati concreti. Il confronto tra le parti non può restare separato da ciò che accade nei cantieri: le distanze contrattuali non devono tradursi in sospensioni delle attività e in conseguenze occupazionali per centinaia di lavoratori. Occorre agire rapidamente per ripristinare la piena operatività.”
“Il fermo delle attività e il ricorso alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori non possono essere considerati normali né accettabili”, aggiunge Mauro Franzolini, segretario generale FenealUil. “Parliamo di opere ferroviarie strategiche per il Paese, che non possono essere bloccate da controversie tra aziende scaricandone le conseguenze sui lavoratori e sulle loro famiglie. In un contesto in cui sono rimasti pochi grandi gruppi italiani in grado di realizzare infrastrutture di questa complessità, il ruolo di WeBuild è strategico. Ancor di più alla luce dell’operazione con cui il gruppo punta ad acquisire il controllo di Trevi, azienda leader nel settore delle fondazioni speciali. Ci aspettiamo quindi un segnale immediato per superare i fermi e riprendere le attività. In caso contrario, il rischio è che una situazione che auspichiamo ancora di poter risolvere si trasformi in una crisi più ampia.”
Costa e Franzolini chiedono quindi un confronto ai massimi livelli, con tutti i soggetti interessati, per superare le criticità contrattuali, riavviare i cantieri e garantire il rientro di tutte le maestranze coinvolte. “Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Anche il Governo deve intervenire per evitare che il settore delle costruzioni si fermi, mettendo a rischio il completamento delle opere in corso e l’occupazione. La priorità è tutelare lavoratrici e lavoratori, che non possono pagare il prezzo di controversie che non dipendono da loro. Il prezzo dei contenziosi non può ricadere su chi lavora”, concludono.
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