Coordinamento Comitati Cittadini di Padova

Coordinamento Comitati Cittadini di Padova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Coordinamento Comitati Cittadini di Padova, Organizzazione di tutela ambientale, Padua.

Il Coordinamento Comitati Cittadini di Padova ribadisce la necessità di un cambio radicale nelle politiche ambientali, urbanistiche e di mobilità della nostra città. È ora di scegliere da che parte stare: quella di abitanti, ambiente, salute e diritti!

24/07/2026

Sulla querela del sindaco Sergio Giordani a Gianluca Stefani

Apprendiamo della querela intentata dal sindaco a Gianluca Stefani, esponente ambientalista, per un commento e un post su fb. Sebbene non sia nel nostro stile una critica politica che sconfini nell'attacco personale, riteniamo le querele di esponenti istituzionali contro attivisti, strumenti impropri e intimidatori, in un momento in cui, ovunque nel paese, la repressione del dissenso si sta facendo sempre più preoccupante
Ogni soggetto che svolga funzioni politiche pubbliche sa che l'essere soggetto a critiche, anche molto nette e radicali, è una possibilità che rientra nella dialettica democratica
Il bilancio urbanistico e ambientale di nove anni di amministrazione presieduta da Sergio Giordani è a nostro avviso nettamente negativo
Si tratta di un bilancio che deriva da scelte urbanistiche NON SEMPRE LEGITTIME , (VEDI IL CASO DELL’AREA PRANDINA CHE UNA LEGGE DELLO STATO PRESCRIVEVA DESTINATA TOTALMENTE A PARCO E INVECE, È STATA FRAMMENTATA E PIÙ DI UN QUARTO DI ESSA, DESTINATA A PARCHEGGIO) e del tutto criticabili dal punto di vista politico, AMBIENTALE E URBANISTICO.
Ci si confronti su quelle nei quartieri e con i cittadini e le cittadine, non nelle aule di tribunale

Urbanistica & Contesto
Nopolologistico Tribano
Comitato Stanga
Comitato Noquartalinea inceneritore Padova

La normalità della speculazione è da anni il vero degrado La stampa è tornata ieri  su una delle vicende di privatizzazi...
12/07/2026

La normalità della speculazione è da anni il vero degrado

La stampa è tornata ieri su una delle vicende di privatizzazione selvaggia che ha riguardato la città, quella del palazzo INPS, svenduto dall'ente alla Champion's Re grazie alle cartolarizzazioni di inizio millennio , riaffittato allo stesso INPS per 12 anni a 780. 000 euro AL MESE , gravato da debiti con le banche e con il Comune di Padova e ceduto di nuovo per la cifra simbolica di un euro (...)
L'attuale proprietà ripesca dal cappello l'ormai usurata idea di farne un hotel di lusso, sempre ben accolta da esponenti del Comune, chiedendo a questo "flessibilità" (...)
È una vecchia storia di privatizzazione che continua a gridare vendetta, parte della svendita di beni e risorse un tempo destinati a servizi , che nulla ha fatto guadagnare al settore pubblico . Altro che alberghi di lusso! Pensate a quanto si guadagnerebbe in termini di benefici sociali se quel palazzo fosse un polo di servizi ed usi civici mentre vegeta da anni nell'incuria e nell'abbandono.
Quanto all'urbanistica del lusso e della speculazione, esclude dalla sua prospettiva persone e ambiente, crea deserti attorno ad enclave per pochi eletti e a luna Park per turisti ed è la priorità di un sistema malato e di amministrazioni che lo assecondano puntualmente
Regione e Comune se ne intendono, di questa Urbanistica : citiamo ancora il progetto mai realizzato di nuovo ospedale, costato ben 12 milioni di euro e tante altre operazioni discutibili attorno alle quali fiorisce la speculazione e che formano un elenco da galleria degli orrori
Nella città privata e gentrificata, che "ama il lusso", le rendite immobiliari volano, gli alloggi hanno prezzi inaccessibili ai più e ogni speculatore, dai fondi in giù , ha mano libera nella devastante cementificazione che ci affligge e in canoni da rapina. C'è bisogno di riempire le case e gli spazi, di welfare e trasporto pubblico sostenibile, capillare e gratuito ma il profitto, oggi come ieri, continua a fare affari d'oro protetto da poteri centrali e locali :il drenaggio di beni e risorse dal pubblico verso il privato in cambio di vuoto e lustrini è all'ordine del giorno, e toglie risorse finanziarie ai servizi che sarebbero necessari a tutti
La città privata oggi si nega alla maggioranza di chi ci vive, studia e lavora e chi dissente da questa deriva verso ingiustizie ormai oltre ogni limite viene criminalizzato e represso
Dal prendere casa, alla mobilità, al verde, fino alla socialità, le città devono essere di tutti. Facciamone una priorità

Coordinamento Comitati Cittadini di Padova

Alcune immagini della manifestazione NO PFAS alla Biennale di VeneziaMettiamoli al bando!
01/07/2026

Alcune immagini della manifestazione NO PFAS alla Biennale di Venezia
Mettiamoli al bando!

Il Comunicato di Isde-medici per l'ambiente sez. di Padova sull'indagine epidemiologica nell'area dell'inceneritoreI dat...
25/06/2026

Il Comunicato di Isde-medici per l'ambiente sez. di Padova sull'indagine epidemiologica nell'area dell'inceneritore
I dati emersi devono essere resi pubblici!

COME STA CHI LAVORA ALLE LINEE SIR? Il Dlgs 81/08 impone l'adozione di dispositivi di protezione individuale in ogni can...
18/06/2026

COME STA CHI LAVORA ALLE LINEE SIR?

Il Dlgs 81/08 impone l'adozione di dispositivi di protezione individuale in ogni cantiere pubblico o privato , a prescindere che vi sia rischio di caduta dall'alto. La piena ed estesa applicazione della norma è stata confermata da sentenze dei TAR e del CDI e della Cassazione Penale ( sentenza 1030 /10 /25)
Nei lavori concernenti le linee Sir, a giudicare dalle foto diffuse dalla stampa, manca ai lavoratori il principale DPI (caschetto di protezione). Chiediamo inoltre se i datori di lavoro abbiano predisposto tutte le altre norme di sicurezza a tutela dei lavoratori impiegati nell'appalto o subappalto, che orari di lavoro e quali pause siano previsti in questo periodo di caldo torrido e se siano conformi alla normativa nazionale e regionale , nonché se l'amministrazione committente(Comune di PD) si sia accertata del rispetto di tali norme nell'esecuzione dei lavori.
Dalle cronache e dalle immagini non sembra
Si auspicano altresì un'azione di verifica da parte dello Spisal e l'intervento dei sindacati allo scopo di persuadere i lavoratori a rifiutare di lavorare in assenza dei necessari dispositivi e delle tutele previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
Scontato che le condizioni di sicurezza sono di fondamentale importanza e obbligatorie per ogni impresa, che sia o meno concessionaria di lavori pubblici, il rispetto per il lavoro di chi è occupato in un'opera pubblica dovrebbe essere comunque al primo posto nell'agenda di ogni Amministrazione comunale

12/06/2026

15 anni dal referendum disatteso da tutti i governi.

Il 12 e 13 giugno 2026, è il 15° anniversario dalla vittoria referendaria del 2011

Gli otto governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi e Meloni) che hanno attraversato il Paese in questo lasso di tempo, lo hanno, prima ignorato e poi combattuto in maniera trasversale.
La loro reazione è stata quella di continui provvedimenti che hanno ostacolato, e poi, quasi del tutto annullato quell'esito, è la dimostrazione che quello spirito, forse oggi un po' affievolito ma ancora vivo, ha fatto centro a fronte del dilagare di politiche liberiste che hanno investito il nostro Paese.

Lo possono testimoniare le iniziative territoriali passate e presenti che stanno cercando di far rispettare quella volontà popolare: dalla campagna di "Obbedienza civile" nata immediatamente dopo la consultazione del giugno 2011 fino ad arrivare al ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) dello scorso anno, con cittadini organizzati che chiedono semplicemente che il loro voto venga rispettato e quell'esito eseguito.

Ancora oggi si stanno vedendo vari territori aprire vertenze perché gli affidamenti in essere, o in via di scadenza, vengano rinnovati (o affidati ex-novo) a gestori a totale capitale e partecipazione pubblica, estromettendo soggetti privati, nonostante si sia arrivati al punto di doverne chiedere il "permesso" al mercato.

Ancora oggi si cerca di sensibilizzare Amministrazioni e comunità ad abbandonare l'ideologia del "privato è bello", facendo leva sull'ineluttabile realtà in cui versano attualmente le nostre reti idriche colabrodo, nonostante tariffe sempre più alte, i cui proventi, risultano ingrossare gli utili redistribuiti all'interno delle multiutility che si spartiscono a livello nazionale la gestione del servizio idrico, invece di essere reinvestiti nel servizio erogato.

A proposito di utili, che fine ha fatto la delibera N. 2019/0007 votata dal consiglio Comunale di Padova il 28/01/2019?
Al punto D è scritto: “Considerato che i dividendi dell'Ente Gestore HERA vengono distribuiti tra i soci e quindi anche al Comune di Padova, una parte venga accantonata dai Servizi Sociali per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate del Servizio Idrico Integrato e per interventi per l'efficientamento del servizio o per altre migliorie nella fruizione del bene comune acqua”.

07/05/2026

oggi abbiamo protocollato la richiesta di essere convocati dall’VIII commissione. Vogliamo far sentire il nostro punto di vista sull’inquinamento della falda sotto l’inceneritore, dopo che hanno sentito “la campana” di Hestambiente. Ai giornalisti intervenuti abbiamo consegnato il documento protocollato e firmato da 7 comitati e associazioni con allegato i dati ricavati dalla ricerca di Hestambiente.

Il Piano di monitoraggio delle acque sotterranee nell’area dell’inceneritore di Padova ha evidenziato un inquinamento delle acque sotterranee, principalmente da metalli e da varie Sostanze Perfluoroalchiliche o PFAS.
• I metalli MANGANESE, CROMO(VI), ANTIMONIO, ARSENICO e FERRO sono stati rilevati in concentrazioni superiori al rispettivo limite per le acque sotterranee; preoccupa in particolare il Cromo(VI), cancerogeno certo per l’uomo, trovato in concentrazioni elevate (2000 microg/l, contro un limite di 5µg/l).
• Varie sostanze Perfluoroalchiliche o PFAS in concentrazioni ben superiori a quelle previste dalla recente Direttiva UE 2026/805 contenente norme di qualità per le acque di falda (pubblicata il 20 aprile scorso sulla GU europea, Direttiva che entrerà in vigore il 10 maggio prossimo e che dovrà essere recepita a livello nazionale, ma che rappresenta comunque un autorevole riferimento):
le concentrazioni riscontrate vanno da un massimo di 185 ng/l per il parametro somma PFOA+PFOS, quando il limite di qualità UE prevede 4,4 ng/l ad un massimo di 175 ng/l per il parametro somma di PFAS, contro un limite di qualità di 100 ng/l.

In relazione alle prescrizioni impartite all’azienda in sede di Conferenza dei Servizi del 4 febbraio scorso, facciamo presente quanto segue
• L’analisi dei PFAS è sito-specifica di rischio, per cui va proseguita in tutti i piezometri posizionati, nei campioni di acque sotterranee e di terreno prelevati.
• Oltre che i metalli rilevati in concentrazione superiore al rispettivo limite, devono essere cercati tutti i composti PFAS già testati.
• i risultati delle analisi devono essere resi pubblici e comunicati alla popolazione.

Facciamo inoltre presente che nel monitoraggio ambientale dell’inceneritore sono necessarie e imprescindibili
• le analisi dei PFAS nei fumi a camino
• l’analisi periodica dei PFAS contenuti nel terreno, sia all’interno che all’esterno dell’area dell’inceneritore
• l’analisi periodica dei PFAS nelle acque del canale Piovego (a monte e a valle dell’inceneritore) e nelle acque di scarico dell’impianto in fognatura.

01/05/2026

CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL COMUNE DI PADOVA
Giovedì 7 maggio h 11

Per la tutela dell’acqua e della salute

Il monitoraggio delle acque sotterranee nell’area dell’inceneritore di Padova ha rilevato una grave contaminazione da metalli e PFAS, con valori ben oltre i limiti di legge. Particolarmente preoccupante il Cromo VI, sostanza cancerogena, presente in concentrazioni altissime.

Anche i PFAS superano ampiamente i nuovi limiti europei, confermando un inquinamento serio e da non sottovalutare.

Chiediamo:

1. controlli approfonditi e continui su acqua, suolo, aria e scarichi

2. analisi complete su tutti i PFAS

3. pubblicazione trasparente dei dati

L’inquinamento da PFAS è persistente e pericoloso: è necessario misurare quanti PFAS escono dal camino dell' inceneritore!

Scendiamo in piazza per difendere salute e ambiente.

11/02/2026

da ISDE Medici per l'ambiente Padova

Lettera aperta al sindaco Sergio Giordani
Signor Sindaco, in questi giorni le è stata recapitata da parte di ISDE Italia – nell’ambito del progetto “Cambiamo Aria salute ed inquinamento atmosferico nelle città italiane” - una seconda lettera che, alla luce dei dati definitivi riscontrati a Padova nel 2025, evidenzia come le condizioni dell’aria che respiriamo, nonostante un moderato miglioramento, siano critiche e richiedano interventi urgenti.
Vogliamo attirare la Sua attenzione su tre questioni.
1. I dati 2025 sono da confrontare con i nuovi limiti europei (in vigore dal 2030), in quanto sono limiti più tutelanti della salute, essendo quasi dimezzati rispetto a quelli attuali. Ricordiamo che gli inquinanti hanno effetti dannosi anche a concentrazioni molto basse, mentre non esiste una soglia al di sotto della quale l’esposizione possa essere considerata sicura per la totalità della popolazione.
I cittadini di oggi devono avere lo stesso diritto dei cittadini del 2030 di respirare un’aria più pulita.
2. Padova è la terza città d’Italia, dopo Milano e Torino, con la più alta concentrazione media annuale di polveri ultrafini, PM2,5: nel 2025 abbiamo respirato per ben 165 giorni un’aria con PM2,5 molto superiori al nuovo limite giornaliero.
3. La situazione ambientale è destinata a peggiorare ulteriormente, vista la scelta di questa Amministrazione di privilegiare i parcheggi al posto dei parchi (area Prandina), la logistica (potenziamento dell’Interporto e della grande distribuzione) e l’overtourism, con conseguente aumento del traffico. Anche la Quarta Linea dell’inceneritore di S. Lazzaro, che brucerà più rifiuti, riverserà più polveri in aria, soprattutto PM2,5, oltre a PFAS ed altri inquinanti.
L’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia, in quanto responsabile dell’aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile.
Il PM2,5 è l’inquinante più pericoloso per la salute: non siamo di fronte a episodi occasionali, ma a un’esposizione cronica che incide ogni giorno sulla salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e persone fragili.
Sul nesso di causalità tra inquinamento dell'aria e perdita di salute c'è oggi una conoscenza solida e rigorosa, per cui possiamo affermare che la proporzione di morti dovute a PM2,5 a Padova è del 12%.
Sottolineiamo il fatto che si tratta di malattie e di morti premature EVITABILI.
E’ indispensabile agire subito, per cui La invitiamo signor Sindaco a predisporre un tavolo tecnico che preveda la partecipazione multidisciplinare di esponenti dei vari assessorati competenti, al fine di elaborare un piano degli interventi di risanamento:
• riduzione decisa del traffico motorizzato privato, con l’introduzione di zone 30 km/h, potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione della mobilità attiva;
• Interventi di efficientamento energetico degli edifici e scuole comunali;
• Riduzione dei rifiuti, estensione del porta a porta a tutta la città, con tariffa puntuale, e aumento della quota di riciclo, così da rendere possibile la chiusura della prima, della seconda ed anche della terza linea dell’inceneritore, lasciando in opera solo la futura quarta linea, in modo da compensare l’ulteriore inquinamento da polveri sottili, causato da quest’ultima.
• Potenziamento del verde urbano, aumentando alberature, parchi e infrastrutture verdi diffuse.
Un primo parziale finanziamento del piano potrebbe ve**re dai circa 1.600.000 euro/anno versati
al comune dall'inceneritore di S. Lazzaro, come "contributo per il disagio ambientale".
ISDE-Padova ha ripetutamente chiesto come siano stati spesi questi soldi, ma l'Amministrazione ha solo risposto che circa 300.000 euro vengono utilizzati per ridurre la Tari.

Associazione Medici per l’Ambiente, sezione di Padova

02/02/2026

FARE MARKETING SULLA PELLE DEI CITTADINI

Padova - L’articolo pubblicato da Il Mattino del 26 gennaio rappresenta l’ennesimo esempio di disinformazione spacciata per notizia. Sotto il titolo roboante “Teleriscaldamento al via a Padova si partirà dalla zona industriale”, si nasconde una realtà ben diversa: non parte proprio nulla.
Ciò che viene presentato come un progetto avviato è in realtà solo uno studio della ditta R2M che “avrebbe individuato alcune aree su cui si potrebbe interve**re”. Il condizionale la dice lunga. Ma l’amministrazione trasforma ipotesi in certezze, studi preliminari in opere cantierabili.
La verità è che manca tutto: manca lo studio di fattibilità tecnico-economica previsto dall’accordo di programma, mancano le relazioni geologiche e geotecniche, mancano i piani di esproprio, manca il cronoprogramma, manca il piano economico-finanziario. C’è solo un accordo che impegna Hestambiente a presentare documenti che ancora non esistono.
Se non è così mostrateci i documenti.
E mentre si vendono sogni di energia pulita, si omette di dire che i costi non saranno coperti dalla tariffa rifiuti ma ricadranno direttamente sulle tasche dei cittadini. Si nasconde che questo progetto condanna Padova a bruciare 220.000 tonnellate di rifiuti all’anno per i prossimi 30 anni, in barba alla raccolta differenziata, al riuso, al recupero di materia e all’economia circolare.
Il riferimento al teleriscaldamento di Montegrotto con le acque termali – quello sì sostenibile – viene strumentalmente inserito per “indorare la pillola”, salvo ammettere che “si trova ancora in una fase di valutazione preliminare”.
Il Comune di Padova, accettando questo accordo, dimostra che il suo NO alla 4ª linea dell’inceneritore era solo propaganda elettorale per tenere in piedi una giunta traballante. Ora si scopre il vero volto: incenerire, inquinare, lucrare. Sempre a spese della salute dei padovani.
Siamo sempre noi attivisti a dover dire ai cittadini come stanno le cose ? Dove sono gli amministratori sensibili alla salute e all’ambiente ?

Il Coordinamento Comitati di Padova

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