Coordinamento Comitati Cittadini di Padova

Coordinamento Comitati Cittadini di Padova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Coordinamento Comitati Cittadini di Padova, Organizzazione di tutela ambientale, Padua.

Il Coordinamento Comitati Cittadini di Padova ribadisce la necessità di un cambio radicale nelle politiche ambientali, urbanistiche e di mobilità della nostra città. È ora di scegliere da che parte stare: quella di abitanti, ambiente, salute e diritti!

07/05/2026

oggi abbiamo protocollato la richiesta di essere convocati dall’VIII commissione. Vogliamo far sentire il nostro punto di vista sull’inquinamento della falda sotto l’inceneritore, dopo che hanno sentito “la campana” di Hestambiente. Ai giornalisti intervenuti abbiamo consegnato il documento protocollato e firmato da 7 comitati e associazioni con allegato i dati ricavati dalla ricerca di Hestambiente.

Il Piano di monitoraggio delle acque sotterranee nell’area dell’inceneritore di Padova ha evidenziato un inquinamento delle acque sotterranee, principalmente da metalli e da varie Sostanze Perfluoroalchiliche o PFAS.
• I metalli MANGANESE, CROMO(VI), ANTIMONIO, ARSENICO e FERRO sono stati rilevati in concentrazioni superiori al rispettivo limite per le acque sotterranee; preoccupa in particolare il Cromo(VI), cancerogeno certo per l’uomo, trovato in concentrazioni elevate (2000 microg/l, contro un limite di 5µg/l).
• Varie sostanze Perfluoroalchiliche o PFAS in concentrazioni ben superiori a quelle previste dalla recente Direttiva UE 2026/805 contenente norme di qualità per le acque di falda (pubblicata il 20 aprile scorso sulla GU europea, Direttiva che entrerà in vigore il 10 maggio prossimo e che dovrà essere recepita a livello nazionale, ma che rappresenta comunque un autorevole riferimento):
le concentrazioni riscontrate vanno da un massimo di 185 ng/l per il parametro somma PFOA+PFOS, quando il limite di qualità UE prevede 4,4 ng/l ad un massimo di 175 ng/l per il parametro somma di PFAS, contro un limite di qualità di 100 ng/l.

In relazione alle prescrizioni impartite all’azienda in sede di Conferenza dei Servizi del 4 febbraio scorso, facciamo presente quanto segue
• L’analisi dei PFAS è sito-specifica di rischio, per cui va proseguita in tutti i piezometri posizionati, nei campioni di acque sotterranee e di terreno prelevati.
• Oltre che i metalli rilevati in concentrazione superiore al rispettivo limite, devono essere cercati tutti i composti PFAS già testati.
• i risultati delle analisi devono essere resi pubblici e comunicati alla popolazione.

Facciamo inoltre presente che nel monitoraggio ambientale dell’inceneritore sono necessarie e imprescindibili
• le analisi dei PFAS nei fumi a camino
• l’analisi periodica dei PFAS contenuti nel terreno, sia all’interno che all’esterno dell’area dell’inceneritore
• l’analisi periodica dei PFAS nelle acque del canale Piovego (a monte e a valle dell’inceneritore) e nelle acque di scarico dell’impianto in fognatura.

01/05/2026

CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL COMUNE DI PADOVA
Giovedì 7 maggio h 11

Per la tutela dell’acqua e della salute

Il monitoraggio delle acque sotterranee nell’area dell’inceneritore di Padova ha rilevato una grave contaminazione da metalli e PFAS, con valori ben oltre i limiti di legge. Particolarmente preoccupante il Cromo VI, sostanza cancerogena, presente in concentrazioni altissime.

Anche i PFAS superano ampiamente i nuovi limiti europei, confermando un inquinamento serio e da non sottovalutare.

Chiediamo:

1. controlli approfonditi e continui su acqua, suolo, aria e scarichi

2. analisi complete su tutti i PFAS

3. pubblicazione trasparente dei dati

L’inquinamento da PFAS è persistente e pericoloso: è necessario misurare quanti PFAS escono dal camino dell' inceneritore!

Scendiamo in piazza per difendere salute e ambiente.

11/02/2026

da ISDE Medici per l'ambiente Padova

Lettera aperta al sindaco Sergio Giordani
Signor Sindaco, in questi giorni le è stata recapitata da parte di ISDE Italia – nell’ambito del progetto “Cambiamo Aria salute ed inquinamento atmosferico nelle città italiane” - una seconda lettera che, alla luce dei dati definitivi riscontrati a Padova nel 2025, evidenzia come le condizioni dell’aria che respiriamo, nonostante un moderato miglioramento, siano critiche e richiedano interventi urgenti.
Vogliamo attirare la Sua attenzione su tre questioni.
1. I dati 2025 sono da confrontare con i nuovi limiti europei (in vigore dal 2030), in quanto sono limiti più tutelanti della salute, essendo quasi dimezzati rispetto a quelli attuali. Ricordiamo che gli inquinanti hanno effetti dannosi anche a concentrazioni molto basse, mentre non esiste una soglia al di sotto della quale l’esposizione possa essere considerata sicura per la totalità della popolazione.
I cittadini di oggi devono avere lo stesso diritto dei cittadini del 2030 di respirare un’aria più pulita.
2. Padova è la terza città d’Italia, dopo Milano e Torino, con la più alta concentrazione media annuale di polveri ultrafini, PM2,5: nel 2025 abbiamo respirato per ben 165 giorni un’aria con PM2,5 molto superiori al nuovo limite giornaliero.
3. La situazione ambientale è destinata a peggiorare ulteriormente, vista la scelta di questa Amministrazione di privilegiare i parcheggi al posto dei parchi (area Prandina), la logistica (potenziamento dell’Interporto e della grande distribuzione) e l’overtourism, con conseguente aumento del traffico. Anche la Quarta Linea dell’inceneritore di S. Lazzaro, che brucerà più rifiuti, riverserà più polveri in aria, soprattutto PM2,5, oltre a PFAS ed altri inquinanti.
L’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia, in quanto responsabile dell’aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile.
Il PM2,5 è l’inquinante più pericoloso per la salute: non siamo di fronte a episodi occasionali, ma a un’esposizione cronica che incide ogni giorno sulla salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e persone fragili.
Sul nesso di causalità tra inquinamento dell'aria e perdita di salute c'è oggi una conoscenza solida e rigorosa, per cui possiamo affermare che la proporzione di morti dovute a PM2,5 a Padova è del 12%.
Sottolineiamo il fatto che si tratta di malattie e di morti premature EVITABILI.
E’ indispensabile agire subito, per cui La invitiamo signor Sindaco a predisporre un tavolo tecnico che preveda la partecipazione multidisciplinare di esponenti dei vari assessorati competenti, al fine di elaborare un piano degli interventi di risanamento:
• riduzione decisa del traffico motorizzato privato, con l’introduzione di zone 30 km/h, potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione della mobilità attiva;
• Interventi di efficientamento energetico degli edifici e scuole comunali;
• Riduzione dei rifiuti, estensione del porta a porta a tutta la città, con tariffa puntuale, e aumento della quota di riciclo, così da rendere possibile la chiusura della prima, della seconda ed anche della terza linea dell’inceneritore, lasciando in opera solo la futura quarta linea, in modo da compensare l’ulteriore inquinamento da polveri sottili, causato da quest’ultima.
• Potenziamento del verde urbano, aumentando alberature, parchi e infrastrutture verdi diffuse.
Un primo parziale finanziamento del piano potrebbe ve**re dai circa 1.600.000 euro/anno versati
al comune dall'inceneritore di S. Lazzaro, come "contributo per il disagio ambientale".
ISDE-Padova ha ripetutamente chiesto come siano stati spesi questi soldi, ma l'Amministrazione ha solo risposto che circa 300.000 euro vengono utilizzati per ridurre la Tari.

Associazione Medici per l’Ambiente, sezione di Padova

02/02/2026

FARE MARKETING SULLA PELLE DEI CITTADINI

Padova - L’articolo pubblicato da Il Mattino del 26 gennaio rappresenta l’ennesimo esempio di disinformazione spacciata per notizia. Sotto il titolo roboante “Teleriscaldamento al via a Padova si partirà dalla zona industriale”, si nasconde una realtà ben diversa: non parte proprio nulla.
Ciò che viene presentato come un progetto avviato è in realtà solo uno studio della ditta R2M che “avrebbe individuato alcune aree su cui si potrebbe interve**re”. Il condizionale la dice lunga. Ma l’amministrazione trasforma ipotesi in certezze, studi preliminari in opere cantierabili.
La verità è che manca tutto: manca lo studio di fattibilità tecnico-economica previsto dall’accordo di programma, mancano le relazioni geologiche e geotecniche, mancano i piani di esproprio, manca il cronoprogramma, manca il piano economico-finanziario. C’è solo un accordo che impegna Hestambiente a presentare documenti che ancora non esistono.
Se non è così mostrateci i documenti.
E mentre si vendono sogni di energia pulita, si omette di dire che i costi non saranno coperti dalla tariffa rifiuti ma ricadranno direttamente sulle tasche dei cittadini. Si nasconde che questo progetto condanna Padova a bruciare 220.000 tonnellate di rifiuti all’anno per i prossimi 30 anni, in barba alla raccolta differenziata, al riuso, al recupero di materia e all’economia circolare.
Il riferimento al teleriscaldamento di Montegrotto con le acque termali – quello sì sostenibile – viene strumentalmente inserito per “indorare la pillola”, salvo ammettere che “si trova ancora in una fase di valutazione preliminare”.
Il Comune di Padova, accettando questo accordo, dimostra che il suo NO alla 4ª linea dell’inceneritore era solo propaganda elettorale per tenere in piedi una giunta traballante. Ora si scopre il vero volto: incenerire, inquinare, lucrare. Sempre a spese della salute dei padovani.
Siamo sempre noi attivisti a dover dire ai cittadini come stanno le cose ? Dove sono gli amministratori sensibili alla salute e all’ambiente ?

Il Coordinamento Comitati di Padova

22/01/2026

alcune informazioni sull'inceneritore e i rifiuti di Padova

24/12/2025

Essere dentro i limiti di numero di sforamenti non significa che l'aria è salubre. I limiti sono un compromesso tra gli interessi dell'industria e la nostra salute, dove l'interesse dell'industria e della produzione prevale sempre

ASSOCIAZIONE MEDICI PER L’AMBIENTE sezione di PADOVA
Aria pulita a Padova?
Le polveri sottili PM10 e in particolare gli sforamenti del limite giornaliero di 50 µg/m3 sono in diminuzione: alla Mandria siamo a 32 sforamenti (contro un limite di 35), ma a Granze siamo a 36, a 35 all’Arcella e 34 a Mortise (APS2) e S. Lazzaro (APS1); diciamo che siamo al limite.
L’anno scorso questi sforamenti sono stati 52 alla Mandria, 65 a Granze, e 58 in APS1 e APS2: la situazione è sicuramente migliorata, grazie anche al meteo, dato che quest’anno è piovuto parecchio, rispetto all’anno scorso.
Nel 2025 l’inquinamento atmosferico è migliorato in tutta Europa, ma in Italia in misura minore (-42%) rispetto a Francia (-66%) e Germania (-53%).
Per le polveri ultrafini PM2,5 attualmente non c’è limite giornaliero, ma solo annuale di 25 µg/m3, limite a cui di solito siamo molto vicini: nel 2024 alla Mandria 22 µg/m3, ad APS1 23 µg/m3 , ad APS2 24 µg/m3; siamo quindi circa al doppio del nuovo limite di 10 µg/m3 (in vigore dal 2030).
Infatti la nuova normativa UE prevede un limite giornaliero di 25 µg/m3 , un numero massimo di 18 sforamenti/anno ed una media annuale di 10 µg/m3.
Vogliamo sottolineare che i limiti attuali sono troppo elevati e non tutelano la salute.
Nell’ambito del progetto di ISDE Italia 2025/2026 “Salute e Inquinamento Atmosferico nelle città italiane” che ha raccolto in maniera organica i dati diffusi dalle Agenzie ARPA/APPA di 27 città, riguardanti gli indici di inquinamento PM10, PM2,5, NO2 e O3, confrontandoli anche con i nuovi indici europei (vincolanti dal 2030) e con i limiti ancor più stringenti OMS 2021, possiamo vedere che a Padova alla fine del novembre scorso le PM2,5 avevano già superato di ben 79 volte il nuovo limite giornaliero europeo: siamo primi nel Veneto e terzi a livello nazionale, dopo Milano e Torino, in questa poco invidiabile graduatoria, come si vede nella tabella in calce al comunicato.
L’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia, in quanto responsabile dell’aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari e neurodegenerative, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile.
Le polveri ultrafini PM2,5 sono particolarmente insidiose per la salute perché, grazie alle loro dimensioni infinitesimali, penetrano direttamente nel sangue, veicolando altre molecole o particelle nocive (Pfas, Metalli, ecc).
Si tratta di danni alla salute evitabili.
Riconoscere e non sottovalutare il problema è il primo passo per provare a prevenirlo.
È fondamentale informare i cittadini sul rapporto tra la qualità dell’aria e la salute della persona, evidenziando l’importanza della prevenzione.
Invitiamo l’Amministrazione comunale, la Provincia e la Regione a confrontarsi con i nuovi limiti UE che entreranno in vigore il primo gennaio 2030, che sono praticamente dimezzati e più protettivi riguardo alla salute.
Il 2030 è dietro l’angolo, azioni concrete vanno attivate fin da subito per raggiungere concentrazioni di inquinanti inferiori ai nuovi limiti EU.
La difficoltà di raggiungere traguardi ambiziosi deve essere superata dalla consapevolezza che ogni microgrammo di abbassamento di polveri fa evitare tra 4 e 5 mila morti premature ogni anno, e risparmiare decine di miliardi di euro.

appoggiamo il progetto di ISDE Medici per l’ambiente sezione di Padova denominato “Per Prevenzione Salute e Ambiente ci ...
10/12/2025

appoggiamo il progetto di ISDE Medici per l’ambiente sezione di Padova denominato “Per Prevenzione Salute e Ambiente ci vogliono le unghie”.
Il progetto è stato approvato con parere favorevole definitivo dal Comitato Etico Territoriale e si rivolge a tutti i genitori con bambini dai 6 ai 10 anni e che abitino nei rioni di Arcella, Basso Isonzo, Brusegana, Camin, Granze, Forcellini, Mandria, Mortise, Ponte di Brenta, Pontevigodarzere, San Lazzaro, Stanga, Terranegra-San Gregorio, Torre, Voltabrusegana.
Nel gennaio 20026, secondo un calendario che sarà comunicato direttamente, i genitori che avranno aderito saranno convocati in luoghi attrezzati dove effettueranno un normale taglio delle unghie degli alluci dei loro bambini.
I campioni di unghie saranno inviati al laboratorio Eurolab di Torino
I dati analitici saranno elaborati ad opera di esperti ISDE e di enti di ricerca
Il biomonitoraggio mostrerà concretamente se l'inquinamento ambientale ha lasciato segni tangibili nell'organismo e segnalerà le differenze di concentrazione dei metalli nelle unghie in relazione alle caratteristiche ambientali, sulla base delle residenze
I risultati finali dello studio saranno presentati al pubblico e alle famiglie entro il 2026, ma sempre in forma aggregata e anonima
Ringraziando in anticipo tutti i genitori che decideranno di aderire al progetto, chiediamo di far girare l’informazione.

Clicca il link per aderire

PER PREVENZIONE SALUTE E AMBIENTE CI VOGLIONO LE UNGHIE!! Le proponiamo di far partecipare suo figlio/a/tutelato/a ad uno studio promosso da Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Padova, che coinvolge bambini dai 6 ai 10 anni residenti nei quartieri di Padova. Lo studio si propone di determinare...

06/12/2025

Pubblichiamo un documento del Comitato No Quarta Linea Inceneritore Padova sulla Tariffa Unica dei rifiuti deliberata con il Dgr 422 del 16-4-24

Cos’è la TARIFFA UNICA e a cosa dovrebbe servire?
La strategia regionale è quella di dirigere il flusso dei rifiuti in modo da saturare primariamente la capacità degli inceneritori e secondariamente quella delle discariche. A tal fine vuole arrivare alla Tariffa Unica di conferimento per Consiglio di bacino (che non vuol dire uguale per tutti), formata
• dalla media ponderata del costo industriale, approvata secondo il metodo ARERA,
• più il tributo speciale (Ecotassa) per il conferimento in discarica (per il Bacino Padova Centro 16,78 €/t),
• più il contributo disagio ambientale per il comune sede dell’impianto (10,33 €/t di rifiuto urbano e 5,00 €/t di rifiuto speciale),
• più il contributo per il conferimento fuori bacino,
• più un contributo dal 5 al 15% per il fondo incentivante.
La Tariffa unica sarà stabilita ogni anno entro il 28 febbraio. Gli ETC (Enti Territorialmente Competenti) dovranno entro il 30 aprile approvare il rispettivo PEF TARI

La gestione del fondo incentivante avverrà attraverso tre linee.
Linea 1 che finanzierà una calmierazione/premialità che verrà data direttamente ai bacini virtuosi (secondo un punteggio di 7 parametri considerati). Una parte di questa linea verrà stornata verso i Consigli di Bacino che si vedranno un aumento esorbitante della tariffa unica. In pratica i bacini virtuosi pagheranno per quelli non virtuosi
Linea 2 che finanzierà progetti per diminuire la produzione di rifiuti
Linea 3 che finanzierà progetti di recupero, e di riutilizzo dei rifiuti

La situazione che si vuole modificare è quella descritta dal Piano Regionale dei rifiuti 2020/2030 che vede le tariffe di conferimento a smaltimento nelle 7 discariche, con importi che vanno dai 70 ai 170 €/t con un valore medio di 98 €/t e le tariffe di conferimento ai 3 inceneritori tra i 120 e i 170 €/t con un valore medio di 140 €/t. Con l’applicazione della tariffa unica, molti cittadini vedranno un aumento della Tari.

I bacini Sinistra e Destra Piave e quello di Belluno hanno il più alto tasso di raccolta differenziata e il più basso quantitativo di rifiuto indifferenziato per abitante, ma la Regione non punta a generalizzare tali risultati a tutto il Veneto, anzi, nel Piano Reg. di Gestione dei Rifiuti, 2020-2030, fissa degli obiettivi che sono ben al di sotto di quelli raggiunti, già nel 2022, da questi cittadini virtuosi (1.100.000 abitanti su 5.000.000).
Se non ci fossero i risultati dei Bacini Destra e Sinistra piave e quelli di Belluno che sono già da anni al di sopra dei livelli 2030 del piano regionale dei rifiuti, e dal 2023 anche di Rovigo, cosa rimarrebbe di questo tanto decantato esempio di eccellenza di piano regionale? Certamente l’immobilismo di Padova su cui pesa il conflitto di interessi di Hera con AcegasApsAmga (raccolta) e Hestambiente (incerimento).

Per il 2030 un serio obiettivo regionale dovrebbe essere
• applicare la tariffa puntuale senza profitto (paghi per quello che produci) e non la tariffa unica, generalizzando la raccolta differenziata con l’eliminazione dei cassonetti dalle strade.
• arrivare ai risultati raggiunti dai 1.100.000 abitanti veneti, cioè circa 360 kg/abitante/anno di rifiuto prodotto, circa 40 kg/abitante/anno di rifiuto residuo e circa il 90% di raccolta differenziata
• puntare alla diminuzione della produzione a monte dei rifiuti (es. imballaggi a perdere, di plastica, l’uso e getta ecc.) e non solo per le tre filiere (RAEE, Tessile).
• Facendo questo non servirebbe aumentare l’incenerimento a Padova, Venezia, Schio e Verona

Alcuni dati significativi: (relativi al 2023, aspettando che ARPAV pubblichi i dati completi e definitivi del 2024)
• Il Bacino di Rovigo ha ridotto il rifiuto residuo del 17,2% in un solo anno, grazie all’introduzione della tariffa puntuale di bacino e a un sistema di raccolta porta a porta spinto.
• I punti di forza dei Bacini di Destra e Sinistra Piave stanno nella bassa produzione di rifiuto prodotto, 373 e 367 kg/ab/anno rispetto per esempio a Rovigo (503 kg/ab/anno).
• Con il porta a porta spinto e con centri di raccolta ben strutturati, la frazione di impurità nella raccolta si attesta tra l’1 e il 2%, percentuali che tendono ad aumentare rapidamente quando le modalità della raccolta sono miste o solo stradali.
• I tre impianti di incenerimento del Veneto hanno bruciato 255 mila tonnellate di rifiuti. Il Piano regionale vuole portare l’incenerimento nel 2030 a 381 mila tonnellate.
• Da qui al 2030, l’aumento dell’incenerimento dei rifiuti, peggiorerà l’ambiente e la salute dei cittadini, con emissioni climalteranti di CO2, che sono superiori a 3 volte rispetto a quelle delle centrali elettriche, a gas o a carbone. Ciononostante il recupero energetico da rifiuti è molto basso, con rendimento inferiore al 20%.
• È dimostrato l’effetto trasporto (“carrier”) delle microparticelle di polvere che veicolano, tra l’altro, microplastiche, metalli, Benzo-a-pirene, Diossine, Pfas direttamente nel sangue, non essendo trattenute dai sistemi polmonari di difesa.
• A Padova, con la 4° linea, Hestambiente vuole bruciare 50-60 mila tonnellate in più all’anno
• L’inquinamento dell’inceneritore di S. Lazzaro è significativo in quanto comporta emissioni di circa 1,2 tonnellate anno di polveri fini ed ultrafini, quantitativo che aumenterà di circa il 40% con la quarta linea.
• Emetterà circa 100.000 t/anno in più di CO2, gas climalterante, ed è stato autorizzato a bruciare fanghi contenenti PFAS, con la conseguente dispersione nell’ambiente di questi composti pericolosi e persistenti

L'ambiente e le collettività hanno tutto da perdere dal deserto delle guerre e dei genocidiIl Coordinamento dei Comitati...
26/11/2025

L'ambiente e le collettività hanno tutto da perdere dal deserto delle guerre e dei genocidi
Il Coordinamento dei Comitati Cittadini di Padova aderisce alle manifestazioni di venerdì 28 e invita tutt* a partecipare

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