Associazione culturale cultori amatori di storia e patria G.B. Belzoni

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L'associazione si prefigge di celebrare il bicentenario delle scoperte di Belzoni in Egitto.1816-2016
, 1823-2023; 1778-2028

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Giovanni Battista Belzoni (1778-1823)Nato a Padova il 5 novembre 1778 da una modesta famiglia, Giovanni Battista Belzoni...
26/07/2026

Giovanni Battista Belzoni (1778-1823)

Nato a Padova il 5 novembre 1778 da una modesta famiglia, Giovanni Battista Belzoni fu una delle personalità più straordinarie dell'Ottocento.
Alto quasi due metri, artista, inventore, ingegnere autodidatta, esploratore e instancabile viaggiatore, trasformò una vita iniziata tra le difficoltà, in un'avventura destinata a entrare
nella storia.

Dopo un po di tempo passato nei circhi nel 1804, sposò Sarah, cominciarono gli anni trascorsi nei teatri prima in Inghilterra e poi in Europa.
Dopo aver conquistato l'alta società inglese, con i suoi spettacoli di illusionismo, di pre-cinema, entra nella massoneria.
Nel 1815 raggiunse l'Egitto con un progetto di ingegneria idraulica, ma il destino aveva preparato per lui un'altra missione: riportare alla luce il mondo dei faraoni.
In appena quattro anni compì imprese che ancora oggi sembrano leggendarie. Trasportò il colossale busto di Ramses II fino al British Museum, liberò dalla sabbia il tempio di Abu Simbel, entrò per primo nell'epoca moderna nella piramide di Chefren, individuò città perdute come Berenice e soprattutto, il 16 ottobre 1817, scoprì la magnifica tomba del faraone Seti I, considerata ancora oggi il capolavoro, (la ca****la Sistina), della Valle dei Re.

Belzoni non era un archeologo nel senso moderno del termine: l'egittologia doveva ancora nascere. Era un uomo capace di unire forza fisica, intuito, conoscenza, ingegno e un coraggio fuori dal comune.
Le sue spedizioni contribuirono a cambiare per sempre la conoscenza dell'antico Egitto e aprirono la strada agli studiosi che sarebbero venuti dopo di lui.
La moglie Sarah fu una delle prime donne ad avventurarsi da sola in viaggi impossibili. Vestita da uomo entrò in luoghi proibiti alle donne.
Visse 87 anni.
Le imprese dei Belzoni affascinarono l'Europa, ispirarono artisti e scrittori e alimentarono quella passione per l'Egitto che ancora oggi continua a incantare milioni di persone.

Nel 1823, Giovanni partì per una nuova esplorazione nell'Africa occidentale alla ricerca di Timbuctù e delle sorgenti che alimentavano il fiume Niger, ma morì il 3 dicembre, a soli quarantacinque anni, nell'attuale Nigeria, presso la città di Gwato, in un'area oggi largamente urbanizzata. La sua tomba rimase senza nome, non fu mai ritrovata, nelle spedizioni successive, ma la sua eredità è sopravvissuta al tempo.
La sua morte rimane avvolta nel mistero e per questo rimane motivo di ispirazione per molti scrittori.@

Oggi Giovanni Battista Belzoni è riconosciuto come il più grande esploratore italiano dell'antico Egitto e uno dei protagonisti assoluti dell'età delle grandi scoperte.

La sua vita dimostra che la curiosità, il coraggio e la determinazione possono trasformare un uomo comune in una leggenda.

"Prima che esistessero gli archeologi e gli egittologi, c'era Giovanni Battista Belzoni."

📜 Il Gigante Dimenticato che aprì le porte di Abu Simbel 🏛️✨Il 1° agosto ricorre il 209° anniversario di una delle più g...
26/07/2026

📜 Il Gigante Dimenticato che aprì le porte di Abu Simbel 🏛️✨Il 1° agosto ricorre il 209° anniversario di una delle più grandi imprese dell'archeologia: l'apertura del Tempio Maggiore di Abu Simbel. Tutti conoscono le maestose statue di Ramses II, ma in pochi ricordano l'italiano che per primo riuscì a violare quel muro di sabbia per svelarne i segreti custoditi all'interno: Giovanni Battista Belzoni.Nato a Padova nel 1778, Belzoni era un uomo straordinario. Alto più di due metri, prima di diventare un pioniere dell'egittologia lavorò nei teatri inglesi come sollevatore di pesi, noto come il "Sansone Patagonico".
Ma la sua vera forza risiedeva nell'ingegno e nella conoscenza dell'idraulica.
Dopo il matrimonio avvenuto nel 1804 con Sarah, Belzoni affina l'arte teatrale, di rappresentare, in realtà il periodo circense dura poco, ma nel ricordo del tempo, i manifesti che rimangono, lo fanno ricordare, per cose da lui poco compatibili, infatti spesso si irritata se qualcuno lo ricordava più per il circo, che per i suoi spettacoli di teatro, che a detta di Dickens, invece era anche molto famoso per essere il re degli illusionisti inglesi e il più grande performer che l’Inghilterra abbia mai avuto. Questo spiega perché Belzoni prima di arrivare in Egitto, entra di diritto nell'alta società inglese, diventando un apprezzato massone e amico del Duca di Sussex, cugino di Re Giorgio IV, di cui Belzoni insieme al suo Editore John Murray era presente alla sua incoronazione.
Mentre altri studiosi si erano arresi di fronte alla duna monumentale che sommergeva quasi interamente il sito scoperto dallo svizzero Burckhardt (ingiustizie storiche, lo svizzero aveva individuato che sotto quella sabbia c'era qualcosa, ma non poteva sapere cosa si nascondeva sotto ben 40 metri di sabbia, che l'esploratore padovano avrebbe con tanta fatica ed ingegno rimosso). Belzoni non si diede per vinto. Nell'estate del 1817 coordinò una durissima operazione di scavo, sfidando il caldo torrido della Nubia e l'ostilità locale. Il 1° agosto 1817, superando una massa enorme di sabbia soffocante, riuscì finalmente a penetrare nel cuore della montagna sacra.
Spesso liquidato ingiustamente anche dagli stessi accademici, come un semplice "tombarolo", Belzoni fu in realtà un precursore della documentazione scientifica: si rifiutò di distruggere le pareti, preferendo mappare, disegnare e copiare minuziosamente i rilievi per tramandarli intatti alla storia.
Oggi, quando guardiamo le foto di Abu Simbel, ricordiamoci anche di questo gigante italiano, della sua firma ancora incisa nel santuario e del suo spirito d'avventura che ha cambiato per sempre la nostra comprensione dell'Antico Egitto.
Ricordiamoci pure che il famoso monumento americano sul monte Rushmore, che raffigura i volti dei padri fondatori degli Stati Uniti, senza questa scoperta di Belzoni non sarebbe mai esistito.
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