07/06/2026
Il legame principale tra Giovanni Battista Nicolosi e l'Atlante Veneto risiede nel fatto che Nicolosi ricoprì il ruolo ufficiale di censore per questa monumentale opera cartografica barocca.
Sebbene l'Atlante Veneto (pubblicato a Venezia tra il 1690 e il 1701) sia l'opera più celebre e imponente del frate francescano Vincenzo Coronelli, Nicolosi figura direttamente nei documenti ufficiali di pubblicazione del primo volume dell'opera (dedicato al Doge Francesco Morosini) in qualità di esaminatore e censore ecclesiastico e scientifico.
Due pilastri della cartografia italiana del Seicento
L'incontro tra queste due entità rappresenta un momento di passaggio fondamentale per la geografia barocca in Italia. Entrambi hanno contribuito a ridefinire la cartografia dell'epoca in modi differenti:
Giovanni Battista Nicolosi (1610–1670): Geografo e teologo siciliano, è celebre per la sua straordinaria opera Dell'Hercole e studio geografico (1660). È storicamente riconosciuto come uno dei primi cartografi ad aver introdotto metodi scientifici d'avanguardia per le proiezioni geografiche, tanto da essere definito in tempi moderni come "l'uomo che seppe vedere la Terra dallo spazio" per la precisione sferica dei suoi emisferi. Fu inoltre tra i primi a proporre rappresentazioni geografiche e idrografiche innovative riprese successivamente dai cartografi europei.
L'Atlante Veneto: tratta di una monumentale enciclopedia geografica in 13 volumi in folio. L'opera aveva lo scopo di descrivere l'universo allora conosciuto e di affrancare la produzione editoriale italiana dal predominio commerciale e scientifico degli atlanti olandesi e inglesi dell'epoca.
Influenza cartografica
Oltre al ruolo burocratico e di controllo scientifico di Nicolosi sull'opera, Coronelli attinse a piene mani dalle innovazioni introdotte proprio da Nicolosi trent'anni prima. Un esempio celebre riguarda la cartografia del Nord America: Nicolosi fu il primo nel 1660 a mappare determinate conformazioni territoriali e idriche della zona del Messico e del Mississippi, risoluzioni che Coronelli integrò e diffuse in tutta Europa proprio attraverso le tavole dell'Atlante Veneto.
Questo straordinario evento culturale unisce in modo unico la geografia barocca e l'ingegneria contemporanea, celebrando la figura di Giovanni Battista Nicolosi proprio nel territorio padovano.
Comune di Cervarese Santa Croce
L'incontro rappresenta una convergenza ideale tra la visione sferica globale di Nicolosi e la progettazione strutturale moderna, simboleggiata dalla metafora dei ponti.
Dettagli dell'Evento
Titolo: Dallo Spazio ai Ponti del Mondo
Comune di Cervarese Santa Croce
Tema centrale: Presentazione del nuovo libro di Vincenzo Cùnsolo dal titolo "Il primo uomo che vide la terra dallo spazio. Giovanni Battista Nicolosi".
Relatori in dialogo: Enzo Siviero (noto ingegnere e progettista di ponti di fama internazionale) e l'autore Vincenzo Cùnsolo.
Location: Biblioteca Comunale di Cervarese Santa Croce, ospitata nella suggestiva cornice dell'ex chiesa di San Michele in via Montemerlo a Montemerlo (PD).
Patrocini e Presenze Istituzionali: L'incontro vede il coinvolgimento e la presenza ufficiale del Collegio degli Ingegneri di Padova e dell'Ordine degli Architetti di Padova, a testimonianza del forte valore formativo, storico e tecnico dell'iniziativa.
I Protagonisti del Dialogo
Vincenzo Cùnsolo: Con il suo volume Il primo uomo che vide la terra dallo spazio, restituisce la giusta centralità storica a Nicolosi, analizzandone l'incredibile intuizione geometrica e cartografica.
Enzo Siviero: Ambasciatore della cultura dei ponti nel mondo, Siviero connette la sfericità e la mappatura dello spazio (la geografia di Nicolosi) con la necessità umana di unire territori, culture e popoli attraverso le infrastrutture (i ponti).
Vincenzo Cùnsolo