26/07/2026
Giovanni Battista Belzoni (1778-1823)
Nato a Padova il 5 novembre 1778 da una modesta famiglia, Giovanni Battista Belzoni fu una delle personalità più straordinarie dell'Ottocento.
Alto quasi due metri, artista, inventore, ingegnere autodidatta, esploratore e instancabile viaggiatore, trasformò una vita iniziata tra le difficoltà, in un'avventura destinata a entrare
nella storia.
Dopo un po di tempo passato nei circhi nel 1804, sposò Sarah, cominciarono gli anni trascorsi nei teatri prima in Inghilterra e poi in Europa.
Dopo aver conquistato l'alta società inglese, con i suoi spettacoli di illusionismo, di pre-cinema, entra nella massoneria.
Nel 1815 raggiunse l'Egitto con un progetto di ingegneria idraulica, ma il destino aveva preparato per lui un'altra missione: riportare alla luce il mondo dei faraoni.
In appena quattro anni compì imprese che ancora oggi sembrano leggendarie. Trasportò il colossale busto di Ramses II fino al British Museum, liberò dalla sabbia il tempio di Abu Simbel, entrò per primo nell'epoca moderna nella piramide di Chefren, individuò città perdute come Berenice e soprattutto, il 16 ottobre 1817, scoprì la magnifica tomba del faraone Seti I, considerata ancora oggi il capolavoro, (la ca****la Sistina), della Valle dei Re.
Belzoni non era un archeologo nel senso moderno del termine: l'egittologia doveva ancora nascere. Era un uomo capace di unire forza fisica, intuito, conoscenza, ingegno e un coraggio fuori dal comune.
Le sue spedizioni contribuirono a cambiare per sempre la conoscenza dell'antico Egitto e aprirono la strada agli studiosi che sarebbero venuti dopo di lui.
La moglie Sarah fu una delle prime donne ad avventurarsi da sola in viaggi impossibili. Vestita da uomo entrò in luoghi proibiti alle donne.
Visse 87 anni.
Le imprese dei Belzoni affascinarono l'Europa, ispirarono artisti e scrittori e alimentarono quella passione per l'Egitto che ancora oggi continua a incantare milioni di persone.
Nel 1823, Giovanni partì per una nuova esplorazione nell'Africa occidentale alla ricerca di Timbuctù e delle sorgenti che alimentavano il fiume Niger, ma morì il 3 dicembre, a soli quarantacinque anni, nell'attuale Nigeria, presso la città di Gwato, in un'area oggi largamente urbanizzata. La sua tomba rimase senza nome, non fu mai ritrovata, nelle spedizioni successive, ma la sua eredità è sopravvissuta al tempo.
La sua morte rimane avvolta nel mistero e per questo rimane motivo di ispirazione per molti scrittori.@
Oggi Giovanni Battista Belzoni è riconosciuto come il più grande esploratore italiano dell'antico Egitto e uno dei protagonisti assoluti dell'età delle grandi scoperte.
La sua vita dimostra che la curiosità, il coraggio e la determinazione possono trasformare un uomo comune in una leggenda.
"Prima che esistessero gli archeologi e gli egittologi, c'era Giovanni Battista Belzoni."