Associazione No Rotaie Padova

Associazione No Rotaie Padova ASSOCIAZIONE NO ROTAIE PADOVA. C. Fisc. 92316820288

Non è un comitato politico e non é legato a partiti o associazioni di categoria ma è solamente formato da cittadini.

Tutto come già immaginato: la ripartenza di un servizio pubblico, prevista per il 17 agosto, slitta al 10 settembre (o f...
03/09/2026

Tutto come già immaginato: la ripartenza di un servizio pubblico, prevista per il 17 agosto, slitta al 10 settembre (o forse più).
Cosa accadrà quando le linee saranno due – la terza è ancora un miraggio – e si fermeranno entrambe?
Che non fosse un sistema di trasporto adatto a una città come Padova era chiaro da anni. Ma l'incaponimento sul TransLohr, perseverando nella scelta, continua a lasciarci l'amaro in bocca.

Corriere del Veneto 3/9/2026

Il 22 settembre saranno 4 anni dalla firma del contratto tra Aps e Alstom, con un elevato anticipo del 40% (circa 46 mil...
28/08/2026

Il 22 settembre saranno 4 anni dalla firma del contratto tra Aps e Alstom, con un elevato anticipo del 40% (circa 46 milioni di euro).
4 anni per vedere consegnati 2 mezzi, alcuni (non sappiamo quanti) in completamento e....udite udite...CI SONO I PEZZI PER 13 TRAM!
Ora contattiamo l'Ikea e la Lego per completare l'opera.

L'assessore alla mobilità Andrea Ragona fa chiarezza sui tram in costruzione in Francia: "Non è vero che abbiamo solo due mezzi. Altri sono quasi pronti e abbiamo tutti i pezzi per 13 tram. Se ci saranno ritardi, applicheremo le penali".

SIR 2 PADOVA, L’ASSOCIAZIONE NO ROTAIE CHIEDE CHIAREZZA SU TRAM, CONSEGNE E CRONOPROGRAMMA
23/08/2026

SIR 2 PADOVA, L’ASSOCIAZIONE NO ROTAIE CHIEDE CHIAREZZA SU TRAM, CONSEGNE E CRONOPROGRAMMA

SIR 2 Padova, No Rotaie chiede chiarezza su consegne dei tram, cantieri, deposito e tempi di entrata in servizio.

SIR 2: CONSEGNA DEI TRAM, TEMPI E CONTRATTI. LE DOMANDE CHE CONTINUANO A NON AVERE RISPOSTAIl Corriere del Veneto del 22...
23/08/2026

SIR 2: CONSEGNA DEI TRAM, TEMPI E CONTRATTI. LE DOMANDE CHE CONTINUANO A NON AVERE RISPOSTA

Il Corriere del Veneto del 22 e 23 agosto ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica una questione che l’Associazione No Rotaie Padova solleva da anni: i tempi previsti per la consegna dei mezzi destinati al progetto tramviario risultano essere un tema tutt’altro che risolto.

Non lo diciamo oggi per la prima volta.
Da anni abbiamo portato all’attenzione pubblica documenti e informazioni acquisiti attraverso gli strumenti di accesso agli atti, evidenziando criticità relative a tempi di consegna, disponibilità dei mezzi e organizzazione complessiva del progetto.
Oggi una parte di queste questioni torna al centro del dibattito pubblico attraverso la stampa.
E allora riteniamo doveroso porre alcune domande, senza pregiudizi e senza attribuire responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti.

Qual è oggi il quadro effettivo delle consegne dei mezzi?

Quali sono le conseguenze previste dagli accordi contrattuali in caso di ritardi?

Quali sono i tempi realistici per disporre di un numero di tram sufficiente a garantire il servizio annunciato?

Come verrà organizzata la disponibilità dei mezzi, considerando anche quelli attualmente impiegati sulle altre linee e quelli interessati dagli interventi di revamping?

E soprattutto: il calendario annunciato per l'entrata in servizio del SIR 2 è ancora sostenibile sulla base dello stato effettivo delle infrastrutture e dei mezzi disponibili?

Sono interrogativi legittimi, soprattutto considerando lo stato attuale dell'opera: cantieri ancora presenti, infrastrutture da completare, un deposito non ancora ultimato e un numero di mezzi SIR 2 già consegnati che, secondo le informazioni rese pubbliche, appare ancora limitato rispetto alle esigenze di un servizio pienamente operativo.

E c'è un ulteriore elemento che merita maggiore chiarezza: come si concilierà la disponibilità dei mezzi con gli interventi di revamping dei tram già in servizio?

Non vogliamo fare profezie.
Non vogliamo sostituirci agli enti competenti.
Non vogliamo alimentare polemiche personali.

Vogliamo semplicemente che i cittadini possano conoscere fatti, documenti, scadenze e numeri.
Perché stiamo parlando di un'opera pubblica di enorme impatto sulla città e di risorse pubbliche importanti.

Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale e ai soggetti competenti di fare maggiore chiarezza pubblicamente, mettendo a disposizione dei cittadini un quadro aggiornato e documentato su:

- stato delle consegne dei mezzi;
- tempi contrattuali e loro eventuali aggiornamenti;
- eventuali penali previste e loro applicazione;
- stato dei cantieri e delle infrastrutture;
- completamento del deposito;
- numero effettivo di mezzi disponibili;
- cronoprogramma aggiornato dell'entrata in servizio del SIR 2.

L’Associazione No Rotaie Padova continuerà a porre queste domande con gli strumenti che la legge mette a disposizione dei cittadini e delle associazioni.
Le nostre osservazioni sono state e continueranno a essere accompagnate, quando disponibili, dalla documentazione ufficiale e dagli atti acquisiti attraverso gli accessi agli atti.

Non chiediamo di essere creduti sulla parola.
Chiediamo che siano i documenti e i fatti a parlare.
Perché su un'opera pubblica di questa portata, la totale o maggiore trasparenza non è una polemica: è un dovere nei confronti dei cittadini.

Corriere del Veneto 22-23 agosto 2026

IL SIR1 DOVEVA (DICEVANO) RIPARTIRE IL 17 AGOSTO. E INVECE…Il tram SIR1 è fermo (per manutenzione annuale) dal 12 luglio...
11/08/2026

IL SIR1 DOVEVA (DICEVANO) RIPARTIRE IL 17 AGOSTO. E INVECE…

Il tram SIR1 è fermo (per manutenzione annuale) dal 12 luglio al 16 agosto, ovvero oltre un mese di sospensione del servizio pubblico.

La ripartenza era annunciata per il 17 agosto, ma scopriamo che non sarà così: i lavori in piazzale Stazione non sono ancora terminati e servono ulteriori interventi su scambi, semafori, linea aerea e fermate.

La domanda è semplice: come si può programmare oltre un mese di fermo e arrivare comunque alla vigilia della ripartenza senza aver concluso i lavori?

Ancora una volta, le date sembrano essere indicative: si annunciano, si spostano e poi si spiegano i motivi del rinvio.

Il SIR1 doveva stare fermo dal 12 luglio al 16 agosto. Doveva ripartire il 17. E invece… il cantiere continua.

Per il tram di Padova, ormai, l’unica cosa puntuale sembra essere il ritardo.

il mattino di Padova 11/8/2026

TRAM SIR A PADOVA: CANTIERE STAZIONE, ROTAIE CHE PARZIALMENTE SI RIFANNO DA CAPO O COSA?https://www.irog.it/?p=33496Le i...
29/07/2026

TRAM SIR A PADOVA: CANTIERE STAZIONE, ROTAIE CHE PARZIALMENTE SI RIFANNO DA CAPO O COSA?
https://www.irog.it/?p=33496

Le immagini dovrebbero parlare da sole: rotaie appena posate vengono smontate mentre il cantiere continua a divorare tempo, denaro pubblico e pazienza dei cittadini.

Da settimane si racconta che i lavori procedono, ma le immagini sembrano un passo indietro. Se tutto era programmato, perché nessuno lo ha spiegato con trasparenza la questione “rimozione rotaia”?

Ogni centimetro di binario rimosso alimenta dubbi e insicurezze soggettive nei cittadini e utenti: i padovani meritano migliori e più puntuali dettagliate risposte, non eventuali silenzi e cantieri che appaiono ricominciare da capo.

𝗣𝗔𝗗𝗢𝗩𝗔, 𝗧𝗥𝗔𝗠 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗠𝗜𝗟𝗔𝗡𝗢: 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢Continuano le segnalazioni sui cantieri...
25/07/2026

𝗣𝗔𝗗𝗢𝗩𝗔, 𝗧𝗥𝗔𝗠 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗠𝗜𝗟𝗔𝗡𝗢: 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢

Continuano le segnalazioni sui cantieri della nuova linea del tram e in particolare sui “pali”. Tra gli episodi al centro del dibattito, l'installazione di uno dei pali di sostegno in Corso Milano, posizionato proprio di fronte alle finestre dello studio di un professionista.

Dalla situazione concreta si è passati agli atti formali: l'interessato ha inviato una diffida al Comune, chiedendo l'accesso alla documentazione amministrativa per comprendere le motivazioni delle modifiche rispetto al progetto originario. Nella nota vengono evidenziati i potenziali impatti negativi su visuale, fruibilità e valore dell'immobile, preannunciando possibili azioni di tutela e richieste di risarcimento.

L'episodio si inserisce in un clima di crescente attenzione da parte della cittadinanza: da via Chiesanuova a diverse altre aree della città, sono comparsi cartelli e striscioni di protesta con lo slogan: "𝙏𝙧𝙖𝙢 𝙨𝙪 𝙧𝙤𝙩𝙖𝙞𝙖, 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙖 𝙨𝙗𝙖𝙜𝙡𝙞𝙖𝙩𝙖. 𝙋𝙖𝙙𝙤𝙫𝙖 𝙙𝙚𝙫𝙖𝙨𝙩𝙖𝙩𝙖."

Mentre le posizioni istituzionali difendono l'utilità e il percorso dell'opera, aumentano le iniziative civiche, gli esposti e le richieste di confronto da parte dei residenti, determinati a tutelare le proprie ragioni di fronte all'impatto dei cantieri sulla vita quotidiana e sulle proprietà private.

* 𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗺 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮? 𝗥𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗰𝗲𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶.

il mattino di Padova 25/7/2026 Irogpress foto articolo del 21/7/2026

UN IMPRENDITORE COSTRETTO A BLOCCARE IL CANTIERE DEL TRAM PER POTER LAVORARE. È QUESTA LA "MOBILITÀ SOSTENIBILE" PER PAD...
21/07/2026

UN IMPRENDITORE COSTRETTO A BLOCCARE IL CANTIERE DEL TRAM PER POTER LAVORARE. È QUESTA LA "MOBILITÀ SOSTENIBILE" PER PADOVA?

Il titolare de La Fiorita Garden Center di via Chiesanuova, esasperato da mesi di cantieri, accessi chiusi e continue modifiche alla viabilità, ha parcheggiato il furgone davanti al cantiere di fronte all’entrata della sua attività, esponendo un cartello con scritto: "DIRITTO AL LAVORO".

Non è una protesta per capriccio, ma il grido di chi ha perso circa 150.000 euro a causa di una gestione cantieristica da lui definita: improvvisata, senza programmazione e senza un reale confronto con chi ogni giorno cerca di mandare avanti un'impresa.

Mentre l'Amministrazione continua a parlare di opere strategiche, molti commercianti, artigiani e cittadini soffrono economicamente significativi cali di fatturato a causa di: attività “isolate”, clienti che non riescono ad arrivare agevolmente e risarcimenti ritenuti da essi insufficienti.

Un imprenditore non dovrebbe mai essere costretto a fermare un cantiere per farsi ascoltare. Se accade, significa che il dialogo istituzionale ha un problema o si è inceppato.

La domanda è semplice: quante altre attività dovranno chiudere o subire danni economici nel frattempo?

Il Gazzettino il mattino di Padova 21/7/2026

La Fiorita Garden Center

Ieri i quotidiani hanno raccontato l'ennesima chiusura: un bar di Corso Milano, dopo 25 anni di attività, abbassa defini...
12/07/2026

Ieri i quotidiani hanno raccontato l'ennesima chiusura: un bar di Corso Milano, dopo 25 anni di attività, abbassa definitivamente la serranda. La motivazione? Sempre la stessa: «I lavori del tram ci hanno dato la mazzata finale».

Ma tranquilli, ci avevano assicurato che i cantieri sarebbero stati «poco impattanti e veloci». Evidentemente per qualcuno una serranda abbassata, un dipendente licenziato e un'attività che scompare sono semplici effetti collaterali del cosiddetto progresso.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato. Lungo gli assi Rubano-Busa di Vigonza e Voltabarozzo-Stazione, decine di attività hanno già chiuso, si sono trasferite o stanno valutando di farlo. Un bollettino di guerra economico che qualcuno continua ostinatamente a ignorare.

Dal 2017 abbiamo percorso questi quartieri in lungo e in largo, documenti e tavole progettuali alla mano, avvertendo che tempi e modalità dei lavori avrebbero messo in ginocchio il commercio di vicinato. Abbiamo stampato locandine a nostre spese e informato i commercianti. In molti ci hanno creduto, altri ci hanno deriso, rassicurati dalle promesse miracolistiche: «Arriveranno nuovi clienti da tutta la città».

E mentre a Padova si continua a vendere il Translohr come l'ottava meraviglia del mondo, nel resto del pianeta le poche città che lo hanno adottato stanno facendo esattamente il contrario. Medellín valuta la dismissione per i costi insostenibili e la mancanza di ricambi; Shanghai e Tianjin hanno già smantellato tutto; Clermont-Ferrand, la prima a credere nel sistema, lo ha abbandonato per passare a bus elettrici; perfino l'Île-de-France sta pensando al dopo-Translohr.

Insomma, mentre gli altri cercano la via d'uscita, a Padova si continua a scavare il tunnel.

Noi lo diciamo da anni: il Translohr era una scelta sbagliata, costosa, tecnologicamente chiusa e senza prospettive. Oggi il prezzo di questa ostinazione lo stanno pagando commercianti, lavoratori e residenti. E chi aveva promesso sviluppo, rilancio e prosperità continua a celebrare il progetto, probabilmente perché le serrande abbassate non si vedono dalle stanze del potere.

Il Gazzettino 12/7/2026

Indirizzo

Padua
35100

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