16/11/2025
🌟 *L'Altra Guerra: Il Coraggio Silenzioso delle Donne della Carnia. Incontro con Raffaella Cargnelutti.*
Il 15 novembre 2025, nella storica Pieve di San Martino a Verzegnis, a conclusione della tappa del Cammino di San Martino in Carnia OVARO VERZEGNIS , la scrittrice tolmezzina Raffaella Cargnelutti,ci ha onorato della sua presenza per presentare il suo toccante romanzo storico: "L’Altra Guerra".
Quest'opera è un profondo omaggio alla memoria e alla resilienza della Carnia durante il biennio cruciale 1944-1945 quando la guerra raggiunse livelli altissimi di intensità, sofferenza e importanza storica in Friuli.
In quei due anni si concentrarono la nascita di una delle più grandi zone libere partigiane d’Europa, l’occupazione nazista, le rappresaglie e le deportazioni. i tedeschi insediarono nel territorio reparti militari cosacchi alleati del Reich, provenienti dall’Est Europa.
L'autrice, partendo dal prezioso diario di una donna carnica Norina Canciani, ha saputo ricostruire la "guerra invisibile" condotta dalle donne sul fronte domestico: una resistenza fatta di coraggio silenzioso, accoglienza e piccoli, vitali gesti di umanità in un contesto di violenza e incertezza.
Di seguito, proponiamo la Relazione sull’intervento della scrittrice Raffaella Cargnelutti che ne riassume i punti salienti, dalla genesi del libro all'analisi dei suoi personaggi femminili e degli eventi storici fondamentali, come la Repubblica Libera della Carnia e l'arrivo dei Cosacchi.
Bruno Temil
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*“L’Altra Guerra” di Raffaella Cargnelutti*
La scrittrice *Raffaella Cargnelutti* ha aperto il suo intervento esprimendo grande gioia per la possibilità di incontrare i presenti e condividere il lungo lavoro che l’ha portata alla stesura del *romanzo L’Altra Guerra*, un’opera che nasce da una profonda sensibilità femminile e da una ricerca rigorosa sulle vicende accadute in Carnia durante l’ultimo anno della Seconda guerra mondiale.
_La scoperta del diario di Norina Canciani_
L’autrice ha raccontato che l’idea del libro è maturata cinque anni fa, quando ha avuto tra le mani un prezioso diario scritto da *Norina Canciani*, una donna carnica di grande umanità.
Il diario, intitolato ”Un anno di guerra”, fu pubblicato dall’autrice a proprie spese nel 2000. Norina Canciani è oggi scomparsa, ma la sua testimonianza – definita da Cargnelutti “vera, sincera e toccante” – ha rappresentato la traccia narrativa e il nucleo ideale attorno al quale costruire il romanzo.
Pur essendo un diario autentico e quindi spontaneo, con passaggi a volte confusi o accavallati, conteneva elementi preziosi: nomi, luoghi, sensazioni, timori, vicende quotidiane degli abitanti della Carnia durante il 1944 e il 1945. Cargnelutti ha ulteriormente approfondito queste informazioni consultando documenti storici, saggi e testimonianze orali.
_L’ambientazione del romanzo_
La storia si apre nell’aprile del 1944. La protagonista, Dora, vive con la madre in una casa che è anche locanda dotata anche di camere per i viandanti. chiamata “Il Sole”, situata in una vallata carnica ancora rigida per il freddo notturno. La loro vita quotidiana è segnata dalla penuria di viveri e dall’incertezza successiva all’8 settembre 1943: nessuno sa se la guerra sia davvero finita, e il timore dei rastrellamenti è costante.
Il romanzo segue Dora e sua madre nella gestione della casa, che diviene presto un luogo di incrocio, di passaggio, di pericolo e di misericordia. In quel luogo si rifugiano, si nascondono, vengono accolti e talvolta salvati uomini e donne di diversa provenienza, incluso un ufficiale tedesco fatto prigioniero dai partigiani , che le due donne proteggono per salvare una giovane del paese.
_L’arrivo dei partigiani e la “guerra invisibile”_
La narrazione mette in scena anche la complessità degli scontri tra tedeschi e partigiani e le dolorose conseguenze sulle popolazioni civili. Il primo evento sanguinoso citato dall’autrice è l’uccisione di un giovane nel maggio 1944, episodio di cui non si seppe mai la piena verità.
In un passaggio particolarmente drammatico, Dora si ritrova a servire da bere a un gruppo di partigiani entrati nella sua casa. È terrorizzata, consapevole che i tedeschi la punirebbero severamente se venissero a sapere del suo gesto. Eppure rimane lì, con un coraggio silenzioso che torna spesso nel romanzo.
È questa, per Cargnelutti, “l’altra guerra”: quella combattuta senza armi, attraverso piccoli gesti di resistenza, di compassione, di cura e di accoglienza.
_Le altre figure femminili_
Accanto a Dora emergono altri personaggi cruciali:
• *Eugenia*, profuga istriana, colta, raffinata, sola con due bambini. Arriva a “Il Sole” e porta con sé una sofferenza che diventa condivisione e sostegno reciproco.
• *Miriam*, giovane più impulsiva e determinata, che a metà romanzo decide di unirsi alla Resistenza, ispirata dall’esempio di un partigiano.
Tutte queste donne rappresentano diverse sfumature della *forza femminile*: chi combatte apertamente, chi resiste nel silenzio, chi accoglie, chi si espone, chi cura.
_La Repubblica Libera della Carnia_
Cargnelutti richiama un passaggio storico fondamentale: nell’*estate del 1944 nasce la Repubblica Libera della Carnia*, una delle prime esperienze di autogoverno democratico in territorio italiano, precorritrice della futura Repubblica.
*Durò solo poche settimane*, ma istituì servizi, regolamenti, forme di assistenza e una vera organizzazione civile.
Il territorio era però costantemente sotto il mirino tedesco, che sospettava collaborazioni estese tra popolazione e partigiani, rendendo la vita quotidiana estremamente pericolosa.
_L’arrivo dei cosacchi_
Nell’autunno 1944, *la Carnia fu invasa da circa 5.000 cosacchi*, alleati dei tedeschi. L’autrice ricorda la testimonianza diretta di molte persone della valle che ancora oggi portano nella memoria gli *abusi* e le *violenze* subite.
Dora affronta questa situazione con straordinaria intelligenza: annota i nomi dei soldati cosacchi, impara qualche parola di russo per comunicare con loro e cerca, nei limiti del possibile, di evitare conflitti e proteggere la propria casa e chi vi transita.
Alla fine della guerra *i cosacchi verranno respinti verso il passo di Monte Croce Carnico*, dove molti di loro, *consegnati* *dagli inglesi ai sovietici*, andranno incontro alla deportazione o alla morte.
_La fine della guerra e la rinascita di Dora_
Il romanzo si avvia alla conclusione nei primi mesi del 1945. La popolazione spera nella fine del conflitto, ma i tedeschi rimangono feroci fino all’ultimo.
Dora assiste all’ennesima ondata di violenze e lutti, anche contro persone a lei care. Quando finalmente gli Alleati arrivano in paese, la gioia collettiva contrasta con la difficoltà di Dora di sentirsi parte di quella festa, troppo provata dagli orrori visti e dalle ferite interiori.
In una pagina finale molto intensa, Dora riflette sul bisogno di tornare alla vita, di ricominciare, di affondare le mani nella terra e ritrovare nella fatica quotidiana la speranza di un futuro nuovo.
_L’eredità di Norina Canciani_
L’autrice conclude ricordando che Dora sopravvive e, insieme alla madre, ricostruisce la propria esistenza.
La vera Norina Canciani, ormai anziana, chiese alla nipote di insegnarle a usare il computer per poter riscrivere e pubblicare il suo diario.
È grazie a quel gesto che oggi esiste L’Altra Guerra.
Raffaella Cargnelutti ha presentato il libro in oltre venti occasioni, riscontrando grande interesse e partecipazione.
Ha concluso affermando che, mentre scriveva, sono scoppiati *nuovi conflitti nel mondo*: segno che *la crudeltà della guerra continua*, e che la *voce* dei civili – soprattutto *delle donne* – *merita di essere ascoltata ancora e ancora.*
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L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il
Comune di Ovaro e con i Carnia Greeters.
Per maggiori informazioni:
https://linktr.ee/camminodisanmartinoincarnia