Carnia Greeters

Carnia Greeters Carnia Greeters é un gruppo di persone che accoglie i visitatori della Carnia proponendo l'esperienza www.carniagreeters.it

Orgogliosi della vita in montagna i Carnia Greeters vi danno il benvenuto! Siamo un gruppo di volontari locali che amano il proprio territorio e lo conoscono a fondo. Ci muoviamo fuori dai tradizionali circuiti turistici e per questo motivo desideriamo accogliere i viaggiatori in modo autentico, rendendo la visita di un luogo un’esperienza unica nel suo genere. Entusiasti delle nostre vallate ci p

iace sapere che ci sono tanti nuovi amici pronti a scoprire le nostre zone. Per questo motivo abbiamo dato vita a Carnia Greeters, un progetto senza fini di lucro e volto a promuovere il lato più vero della nostra bellissima Carnia. Che tu sia un greeter o un visitatore, sostenendo questa iniziativa contribuirai a fare in modo che le persone possano condividere storie, posti e sorrisi dal vivo. Vi porteremo nei nostri luoghi del cuore e vi faremo vivere le emozioni che essi sanno regalare. Contattateci, ci organizzeremo per farvi vivere un momento che diventerà un ricordo difficile da dimenticare. NB: non siamo guide turistiche e operiamo in maniera gratuita!

stiamo preparando il Cammino di San Martino ottobre-novembre 2026
17/07/2026

stiamo preparando il Cammino di San Martino ottobre-novembre 2026

08/07/2026
30/06/2026

Cascata Mulignon, limpida fresca e cristallina vi aspetta per un pomeriggio rigenerante.

🌟 CAMMINO DI SAN MARTINO IN CARNIA – INCONTRO A OVARO 🌟📅 28 FEBBRAIO 2026🕤 9:30 – 17:00📍 CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANIL...
21/02/2026

🌟 CAMMINO DI SAN MARTINO IN CARNIA – INCONTRO A OVARO 🌟

📅 28 FEBBRAIO 2026
🕤 9:30 – 17:00
📍 CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE
Via Viridina di Chialina, 40 – Zona Turistico-Sportiva

Stasera ho avuto la possibilità di vedere un docufilm che mi aveva incuriosito fin dalle prime presentazioni lette nei g...
06/12/2025

Stasera ho avuto la possibilità di vedere un docufilm che mi aveva incuriosito fin dalle prime presentazioni lette nei giorni scorsi. Quella semplice curiosità si è trasformata subito in sorpresa: il cinema David di Tolmezzo era gremito in ogni posto disponibile.
Tanta era l’affluenza che molte persone, arrivate quando la sala era ormai piena, sono rimaste ad attendere fuori; alla fine la direzione ha deciso di organizzare una seconda proiezione per permettere a tutti di assistere al film. Un segno evidente dell’interesse profondo che questa storia è riuscita a suscitare.

Al di là del successo di pubblico, ciò che più mi ha colpito è quello che il film riesce a trasmettere. Ecco, dunque, qualche riflessione personale.

Il docufilm offre un ritratto toccante e sorprendentemente “ecologico” della figura di Primo, un uomo semplice e schivo, custode di una sapienza antica che appartiene alla Carnia più autentica. Immerso negli scenari maestosi dell’altipiano di Promosio, il racconto non si limita a descrivere la vita di un eremita moderno: diventa una vera e propria celebrazione dell’armonia possibile tra l’uomo e la natura.

Quello che mi ha colpito maggiormente è la capacità del film di presentare Primo non come una figura isolata o marginale, ma come un uomo “primordiale”, il primo ad ascoltare davvero la voce silenziosa della terra. La sua saggezza sembra provenire da un tempo più grande del nostro, trasmessa con naturalezza dal nonno: una conoscenza fatta di gesti semplici, di erbe raccolte con cura — arnica, timo, iperico, rosa canina — e di un rapporto rispettoso con ciò che cresce e vive. Il piccolo orto di famiglia, definito il “podere dei medicamenti”, diventa il cuore simbolico del film: lì si comprende come la cura, l’autosufficienza e il benessere possano nascere dalla sapienza delle radici e dai doni della natura, senza le complicazioni di un mondo moderno sempre più frenetico.

Il film accenna anche alla tensione interiore del giovane Primo, diviso tra il richiamo della socialità e la voce profonda della tradizione. La sua scelta finale — vivere nella fedeltà alla terra e alla memoria dei suoi — assume un valore quasi profetico: un invito a non perdere contatto con ciò che ci rende autentici.

In conclusione, ho percepito questo docufilm come un inno alla Carnia più vera e al potere salvifico della natura. Una storia semplice, ma capace di lasciare un segno e di suggerire, a chi guarda, il desiderio di ritrovare un rapporto più puro con l’essenziale.

Bruno Temil

CAMMINO DI SAN MARTINO IN CARNIA TAPPA VERZEGNIS - TOLMEZZO 22 NOVEMBRE 2025La giornata si è aperta sotto un cielo grigi...
25/11/2025

CAMMINO DI SAN MARTINO IN CARNIA
TAPPA VERZEGNIS - TOLMEZZO
22 NOVEMBRE 2025

La giornata si è aperta sotto un cielo grigio, freddo e un po’ uggioso. Dopo l’accordo logistico a Tolmezzo per il recupero delle auto, ci siamo ritrovati a Villa di Verzegnis. In attesa dell’ora di partenza, per scaldarci le gambe – e le mani! – abbiamo fatto un breve giro attorno alla Pieve, da cui si gode una bella vista sull’abitato. Il bar Stella d’Oro, luogo storico che ospitò l’Atamano dei Cosacchi Krasnov tra il 1944 e il 1945, era ancora chiuso, e il freddo pungente non offriva molte alternative.

Quando finalmente una trentina di coraggiosi si sono presentati all’appello, il bar ha aperto provvidenzialmente le porte: un rapido caffè per tutti, una foto sugli scalini della Pieve, e via verso il quadrivio. Ad attenderci c’era la dott.ssa Lunazzi, che ci ha raccontato l’importanza di quel crocevia da cui si diramavano antichissime vie in quattro direzioni.

La prima vera meta è stata il Colle Mazeit, per visitare il sito archeologico che domina strategicamente il tratto medio del Tagliamento. Grazie alla guida della dottoressa abbiamo ripercorso, quasi camminando nel tempo, le epoche storiche emerse dagli scavi. Tra le strutture protettive in metallo e i resti affioranti, abbiamo anche constatato la scarsa valorizzazione di un luogo così affascinante.

Rientrati al quadrivio, abbiamo incontrato Marco Lepre, presidente di Legambiente Alto Friuli, che ci avrebbe accompagnati per una parte del percorso. Ci ha rassicurati sulla non presenza dell’acqua nel greto del Tagliamento e spiegato le dinamiche della captazione che prosciuga il fiume tra Invillino e Tolmezzo.

Il sentierino scelto per scendere si è rivelato impraticabile e, con buon senso comune, abbiamo ripiegato sul tracciato della vecchia strada romana verso Invillino. Raggiunta la parte bassa, ci siamo diretti a sud. All’altezza della pineta di Caneva abbiamo attraversato il letto del Re dei fiumi alpini, completamente asciutto: camminare sul suo biancore di pietre, quasi lunare, ci ha fatto apprezzare ancora di più l’ampiezza del paesaggio circostante.

In vista della discarica dismessa, Marco ci ha raccontato la storia della sua apertura e della successiva chiusura. Poco dopo, un’emozionata esclamazione collettiva: un capriolo solitario saltellava nella radura, indifferente alla nostra presenza, per poi dileguarsi tra i pini.

Seguendo la ciclabile abbiamo raggiunto e attraversato il ponte sulla But. Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, ci siamo fermati brevemente nella saletta della Casa della Gioventù per una meritata pausa.

Ripartiti lungo la ciclabile, siamo giunti in località Pissebus dove ci aspettava il geologo Maurizio Ponton. Durante la salita, con chiarezza e passione, ci ha illustrato la formazione del Monte Amariana e del Conoide di deiezione dei Rivoli Bianchi.

Rapidi nel passo, siamo poi arrivati al centro di Tolmezzo e al Museo Carnico, dove i Giovani talenti della Scuola di Musica della Carnia erano pronti ad accoglierci. A causa dell’afflusso superiore al previsto, c’è stato un piccolo momento di disguido, presto risolto: il dott. Maurizio Ionico, coordinatore del progetto di valorizzazione del Cammino, ha rivolto un breve intervento, seguito dal saluto del consigliere Rinoldo dell’amministrazione comunale.
I giovani musicisti, con bravura e disinvoltura, ci hanno regalato un concerto che ha conquistato tutti.

A seguire, un momento di raccoglimento nel Duomo dedicato a San Martino, per ringraziare del buon esito di questa quarta edizione del Cammino. In piazza gli Amici di S. Ilario ci hanno accolto con sincera cordialità, offrendo bevande calde molto gradite.

Infine, nella sala del bar Tilly’s, abbiamo tracciato un bilancio dell’esperienza, espresso i necessari ringraziamenti – dai Greeters a tutti i sostenitori dell’iniziativa – e accennato alle prospettive future. Un piccolo rinfresco, la consegna degli attestati e del grazioso omaggio realizzato da Nadia Rossi hanno chiuso la giornata.

Ci siamo salutati con serenità, un po’ di stanchezza nelle gambe e tanta allegria nel cuore.
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L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il
Comune di Ovaro e con i Carnia Greeters.
Per maggiori informazioni:
https://linktr.ee/camminodisanmartinoincarnia

Indirizzo

Via San Vigilio 22
Ovaro
33025

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