Circolo Legambiente Ostuni APS

Circolo Legambiente Ostuni APS Pagina Ufficiale del Circolo Legambiente di Ostuni Il circolo di Legambiente APS di Ostuni si è ricostituito nel 2024.

Purtroppo, con un approccio miope e più interessato agli affari che al bene comune, il governo pensa di realizzare a Bri...
15/06/2026

Purtroppo, con un approccio miope e più interessato agli affari che al bene comune, il governo pensa di realizzare a Brindisi una centrale nucleare.
Cosa ne pensate?

Il capoluogo adriatico incluso nel dibattito insieme a Taranto: il ministro Pichetto Fratin parla di trasferimento e possibile riutilizzo delle scorie vetrificate in Francia

La falda avvelenata.
17/05/2026

La falda avvelenata.

Si tratta di un fenomeno naturale noto sin dall’antichità, le polle sono ritenute le principali responsabili dell’ottima qualità delle cozze tarantine

La voglia di conoscere e l'amore per la natura uniscono le anime sensibili. ❤️
13/05/2026

La voglia di conoscere e l'amore per la natura uniscono le anime sensibili. ❤️

Una domenica pomeriggio alla scoperta della costa Ostunese, da casamatta a casamatta Ore 17.00, domenica 10 maggio, spia...
08/05/2026

Una domenica pomeriggio alla scoperta della costa Ostunese, da casamatta a casamatta
Ore 17.00, domenica 10 maggio, spiaggia di Diana Marina

Passeggiare per conoscere: Da Casamatta a Casamatta!

Lungo il litorale pugliese, tra dune, pinete e scogliere battute dal vento, sopravvivono ancora oggi le casematte della Seconda guerra mondiale: piccoli bunker in cemento armato, spesso semisepolti dalla sabbia o nascosti dalla vegetazione, che rappresentano una delle tracce più silenziose e inquietanti del Novecento.
Furono realizzati soprattutto tra il 1940 e il 1943, negli anni in cui il regime fascista temeva sbarchi alleati lungo le coste dell’Adriatico e dello Ionio. La Puglia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, divenne un fronte potenziale di difesa: da qui la costruzione di postazioni di osservazione, fortini, trincee e casematte destinate a ospitare mitragliatrici, artiglieria leggera o piccoli reparti militari.
Queste strutture avevano una funzione eminentemente difensiva: controllare il mare, presidiare i punti di approdo e rallentare eventuali invasioni. Venivano costruite con geometrie essenziali, spesse pareti in calcestruzzo e feritoie rivolte verso il mare. Molte erano mimetizzate nel paesaggio costiero, quasi a voler scomparire dentro la terra stessa.
Ma oggi quelle casematte raccontano qualcosa che va oltre la tecnica militare. Sono monumenti involontari della paura. Segni concreti di un’epoca in cui il mare — che per la Puglia è sempre stato apertura, commercio, incontro di civiltà — diventava improvvisamente linea di confine e luogo da difendere.
C’è qualcosa di profondamente suggestivo nel vedere questi bunker oggi: consumati dal sale, corrosi dal vento, abitati dal silenzio e dalla vegetazione mediterranea. Dove un tempo c’erano soldati in attesa del nemico, oggi passano pescatori, turisti, famiglie. La natura e la vita civile hanno lentamente riconquistato quei luoghi.
Eppure le casematte restano lì, come cicatrici del paesaggio. Non grandi monumenti celebrativi, ma frammenti di memoria diffusa. Ci ricordano che anche le coste più luminose del Mediterraneo hanno conosciuto la guerra, la tensione, l’attesa. E forse proprio per questo assumono oggi un valore storico e umano particolare: trasformare un’opera nata per il conflitto in uno strumento di memoria, affinché il paesaggio continui a raccontare la propria storia alle generazioni future.

Domenica 10 maggio 2026, h 17.00 (spiaggia di Diana Marina)

Piccoli consigli per tutti: da chi ha una villetta a chi fa lavori pubblici.Facciamo pavimentazioni drenanti: stessi cos...
06/05/2026

Piccoli consigli per tutti: da chi ha una villetta a chi fa lavori pubblici.
Facciamo pavimentazioni drenanti: stessi costi, vantaggi di gran lunga superiori.
A volte basta pensarci o informarsi meglio

Un pavimento di cemento si allaga, si crepa, si rattoppa. Un pavimento permeabile si drena da solo.

Le superfici impermeabili — cemento, asfalto, piastrelle sigillate — coprono il settanta per cento dei cortili e dei vialetti italiani. Ogni goccia di pioggia che cade su una superficie impermeabile scorre via — nel tombino, nel fosso, nel sistema fognario. Non penetra nel suolo. Non ricarica la falda. Non nutre le radici. L'acqua che doveva entrare nel terreno finisce nel depuratore — e il giardino accanto al vialetto asfaltato muore di sete mentre l'acqua piovana scorre a due metri di distanza.

Come funziona il sistema:

La pavimentazione permeabile lascia passare l'acqua attraverso la superficie — direttamente nel suolo sottostante. Esistono decine di soluzioni, da zero euro a cento euro al metro quadrato, e tutte fanno la stessa cosa: l'acqua entra invece di scorrere via.

Ghiaia sciolta — la più semplice e la più antica. Uno strato di ghiaia di dieci-quindici centimetri su tessuto non tessuto drenante. L'acqua passa tra i sassi e raggiunge il terreno. Nessuna pozzanghera, nessun deflusso. Costo: cinque-dieci euro al metro quadrato. Manutenzione: rastrellare una volta all'anno e integrare la ghiaia che si disperde.

Grigliati erbosi — pannelli di plastica riciclata o cemento forato posati sul terreno e riempiti di terra e seme di prato. L'auto parcheggia sull'erba senza compattarla — il grigliato distribuisce il peso. L'acqua passa attraverso l'erba e il terreno. Il parcheggio è verde. Costo: venti-trenta euro al metro quadrato.

Masselli autobloccanti a fuga larga — gli stessi masselli del vialetto ma posati con giunti di tre-cinque centimetri riempiti di ghiaietto o erba invece che di sabbia cementata. L'acqua passa tra i masselli. La superficie è carrabile. Costo: trenta-cinquanta euro al metro quadrato — quasi uguale alla pavimentazione tradizionale.

Ghiaia stabilizzata con resina — ghiaia naturale legata con resina permeabile che crea una superficie calpestabile e carrabile ma porosa. L'acqua passa. La ghiaia non si sposta. L'aspetto è uniforme. Costo: quaranta-sessanta euro al metro quadrato.

Il servizio al giardino:

Ogni metro quadrato di superficie permeabile nel cortile ricarica il suolo sottostante — le radici degli alberi vicini raggiungono l'acqua che filtra dal vialetto. Un albero piantato accanto a un vialetto asfaltato ha le radici che crescono solo da un lato — quello dove l'acqua entra nel suolo. Un albero circondato da superficie permeabile ha le radici distribuite uniformemente — più stabile, più sano, più resistente alla siccità.

L'acqua che filtra attraverso la pavimentazione permeabile viene naturalmente depurata dal suolo — i batteri del terreno degradano gli inquinanti, il substrato filtra le particelle. L'acqua che scorre via dalla superficie impermeabile porta con sé oli, metalli pesanti, microplastiche direttamente nel sistema idrico senza nessuna filtrazione.

Il problema italiano:

Ogni anno le alluvioni urbane in Italia peggiorano — non perché piove di più ma perché il suolo è sigillato. Ogni metro quadrato di cemento aggiunto è un metro quadrato che non assorbe. L'acqua che cento anni fa entrava nel terreno ora scorre in superficie e si accumula nei punti bassi — cantine allagate, sottopassi pieni, tombini esplosi.

La soluzione non è il grande intervento pubblico — è il tuo vialetto. Se ogni cortile italiano sostituisse il cemento con una superficie permeabile, il deflusso urbano si ridurrebbe in modo significativo. La somma di migliaia di cortili permeabili è un sistema di drenaggio distribuito che nessuna opera pubblica può replicare.

La spesa iniziale è simile al cemento. La manutenzione è inferiore. Il vialetto si drena, il giardino si irriga, la falda si ricarica — da solo.

🌍Oggi celebriamo la Giornata della Terra."Torniamo a Sognare” è il tema scelto in Italia, e fa riferimento alla possibil...
22/04/2026

🌍Oggi celebriamo la Giornata della Terra.
"Torniamo a Sognare” è il tema scelto in Italia, e fa riferimento alla possibilità di immaginare un futuro sostenibile per l’uomo e per l’ambiente.🌈

I dati degli osservatori internazionali ci parlano chiaro: il pianeta è sotto pressione. Negli ultimi decenni la temperatura globale è aumentata rapidamente, gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti si passa dai nubifragi alla siccità estrema fino alla desertificazione, e ogni anno perdiamo milioni di ettari di foreste. La biodiversità è in forte declino: molte specie di insetti impollinatori stanno scomparendo, mettendo a rischio anche la nostra sicurezza alimentare. Le guerre e le attività umane peggiorano ogni anno l’inquinamento dell’aria e delle acque e questo continua a causare danni alla salute e agli ecosistemi, ogni anno consumiamo e cementifichiamo migliaia di ettari di suolo etc.

È facile pensare che, come singoli, possiamo fare poco. Ma non è così.

Ogni scelta conta.

Possiamo piantare alberi 🌱
Possiamo rinunciare al prato inglese e seminare fiori per api e farfalle 🐝🦋
Possiamo creare piccoli stagni per favorire la biodiversità 💧
Possiamo usare meno l’auto e più la bicicletta 🚲Possiamo investire nelle energie rinnovabili ☀️
Possiamo fare compostaggio domestico ♻️

E possiamo fare ancora di più:

🌿 Ridurre gli sprechi alimentari
🚰 Installare riduttori di flusso per risparmiare acqua🛍️ Scegliere prodotti locali e di stagione
🔌 Ridurre i consumi energetici in casa
🌳 Partecipare o organizzare giornate di pulizia del territorio
📚 Educare e coinvolgere bambini e ragazzi al rispetto dell’ambiente
🤝 Fare rete con associazioni locali per progetti concreti🏡 Trasformare balconi e terrazzi in piccoli spazi verdi per la biodiversità

Piccoli gesti, moltiplicati per tanti, diventano cambiamento reale.

👉 E tu? Cosa pensi di poter fare per aiutare la nostra Madre Terra?

Hai un’idea da realizzare ad Ostuni e hai bisogno di supporto o consigli?
Scrivici a: [email protected]

Torniamo a sognare!
Insieme possiamo fare la differenza. 🌍💚

La Giornata Mondiale della Terra 2026 si festeggia come ogni anno il 22 aprile, con centinaia di iniziative in tutta Italia.

26 LAME nel territorio del Comune di Ostuni che collegano l'entroterra al mare Adriatico.Quando il corso di questi antic...
02/04/2026

26 LAME nel territorio del Comune di Ostuni che collegano l'entroterra al mare Adriatico.
Quando il corso di questi antichi fiumi non è ostruito, ristretto, interrato, deviato o bloccato le lame portano l'acqua piovana verso valle.
Le lame sono valvole di sfogo naturali: salvaguardano i terreni da possibili inondazioni; irreggimentano le acque riducendone la velocità e rallentando il picco di piena; riducono l'erosione del suolo e ricaricano le falde acquifere.
Le lame sono anche elementi identitari del paesaggio pugliese, ospitano vegetazione spontanea che stabilizza il suolo ed assorbe acqua oltre ad essere importanti corridoi ecologici che preservano la biodiversità.
Se non ci sono elementi antropici che impedisco il deflusso dell'acqua verso le lame e all'interno delle lame stesse, le lame rappresentano una eccellente spina dorsale per garantire il deflusso delle acque, ma serve un territorio e un sistema che collabori con loro.
In sintesi il territorio può contribuire alla preziosa funzione che il nostro meraviglioso sistema di lame svolge dalla notte dei tempi, attraverso piccoli ma fondamentali accorgimenti.
Mantenere il suolo quanto più possibile permeabile (meno cemento e meno asfalto); avere terreni agricoli ben gestiti (terreno vivo, non compattato e possibilmente inerbito, muretti a secco e siepi); realizzare piccoli sistemi di drenaggio naturale (aree verdi, fossi, trincee drenanti); fare manutenzione delle lame (evitare ostruzioni, scarichi o interruzioni).
Quando l'uomo riconosce e rispetta la magnificenza della natura e collabora con essa, non c'è nulla da temere.

Buona Pasqua dal Circolo Legambiente Ostuni APS
Grazie a Geos Ostuni per le immagini e gli spunti di riflessione

Radiostuni
Libero Comitato per la Salvaguardia della Costa di Ostuni - LCSC

Ad Alberobello (Ex Conceria, via Barsento) si è conclusa ieri l’Assemblea regionale di Legambiente Puglia: due giorni di...
30/03/2026

Ad Alberobello (Ex Conceria, via Barsento) si è conclusa ieri l’Assemblea regionale di Legambiente Puglia: due giorni di confronto e visione per il futuro della nostra terra. Presenti anche noi del Circolo Legambiente Ostuni, con la voce e l’impegno del nostro territorio.

Torniamo a casa con una certezza: le rinnovabili sono una scelta necessaria e il primo passo verso la pace.

Scegliere un modello energetico pulito, giusto e sostenibile significa difendere la Puglia, tutelare le comunità, contrastare la crisi climatica e costruire autonomia, giustizia e democrazia.

A chiudere i lavori, l’intervento del presidente nazionale Stefano Ciafani: una spinta in più per guardare avanti con determinazione.

Più pace, più rinnovabili.

30/12/2025
Osservazioni sul Piano Comunale delle Coste.
12/11/2025

Osservazioni sul Piano Comunale delle Coste.

Indirizzo

Ostuni
72017

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