29/07/2026
CHIEDIAMO TRASPARENZA
Legambiente Puglia: «Non sappiamo dove, come e in quali settori si investe. Serve una banca dati pubblica regionale. La Regione diventi garante della trasparenza e della tutela del territorio»
La Puglia è la seconda regione italiana per numero di progetti nell’ambito della ZES Unica, ma alla crescita degli investimenti non corrisponde un adeguato livello di trasparenza e di accessibilità delle informazioni.
La ZES Unica – Zona economica speciale per il Mezzogiorno – è uno strumento istituito per favorire nuovi investimenti produttivi nelle regioni meridionali, attraverso procedure amministrative semplificate e agevolazioni fiscali. Il credito d’imposta consente alle imprese di recuperare una parte delle spese sostenute per acquistare beni strumentali, macchinari, impianti, terreni e immobili destinati a nuove attività o all’ampliamento di quelle esistenti. L’obiettivo è quindi ridurre il costo degli investimenti, attrarre capitali, rafforzare la competitività delle imprese e creare occupazione nei territori del Mezzogiorno.
Ma in Puglia, ad oggi, risultano 424 progetti, per investimenti dichiarati pari a circa 1,27 miliardi di euro e richieste di credito d’imposta per 657 milioni. Numeri rilevanti per Legambiente Puglia, che tuttavia non permettono ai cittadini e alle comunità locali di conoscere chiaramente quali imprese siano coinvolte, dove siano localizzati gli interventi e, soprattutto, quali siano i settori economici interessati.
«La ZES può essere un importante strumento di sviluppo per la Puglia, ma non può trasformarsi in una zona d’ombra amministrativa – dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – Non basta comunicare il numero complessivo dei progetti o il valore degli investimenti. È necessario sapere se le iniziative riguardano industria, logistica, energie rinnovabili, economia circolare, agroalimentare, turismo o operazioni prevalentemente immobiliari. Solo così è possibile valutare la qualità dello sviluppo prodotto, le ricadute occupazionali e gli effetti sul territorio».
Legambiente Puglia chiede la pubblicazione di una banca dati aggiornata contenente, per ogni progetto, il soggetto proponente, il Comune e l’area interessata, il settore di attività, la superficie coinvolta, la natura dell’intervento, l’investimento previsto, gli incentivi richiesti, l’occupazione dichiarata, il consumo di suolo, le eventuali varianti urbanistiche, le procedure ambientali, i pareri espressi dagli enti e lo stato dell’iter autorizzativo.
La ZES Unica, istituita dal 1° gennaio 2024, è gestita da una struttura nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e si avvale dello Sportello Unico Digitale ZES per i procedimenti autorizzativi. Proprio la concentrazione e la semplificazione delle procedure rendono indispensabile rafforzare gli strumenti territoriali di controllo, partecipazione e pubblicità degli atti.
Per questo Legambiente chiede alla Regione Puglia di assumere un ruolo politico e amministrativo di garanzia. Necessario istituire un sistema permanente di monitoraggio dei procedimenti ZES, coinvolgendo gli enti locali e le amministrazioni competenti, intervenendo tempestivamente nelle conferenze di servizi e rendendo pubblici pareri, osservazioni, prescrizioni ed eventuali criticità.
«Il caso di Mogale dimostra cosa può accadere quando uno strumento nato per favorire attività industriali, produttive e logistiche viene utilizzato per un grande insediamento turistico-immobiliare sulla costa – continua Salzedo – L’Autorizzazione Unica per il complesso turistico-alberghiero è stata rilasciata nell’ottobre 2025 e oggi la stessa Regione ha annunciato la volontà di intervenire nel contenzioso al fianco delle associazioni ambientaliste. Non possiamo continuare ad agire soltanto quando i procedimenti sono ormai conclusi: occorre prevenire nuovi casi Mogale».
Secondo Legambiente è necessario che tutti i Comuni pugliesi interessati da progetti o procedimenti ZES istituiscano sul proprio sito istituzionale una sezione specifica e facilmente accessibile, nella quale pubblicare tempestivamente le istanze, la documentazione progettuale, gli avvisi, i verbali delle conferenze di servizi, i pareri, le autorizzazioni e gli aggiornamenti sull’avanzamento degli interventi. Sono Ostuni, oggi, ha reso disponibili online tutti gli atti relativi ai procedimenti.
«La trasparenza non ostacola gli investimenti seri, ma li qualifica e li rende più credibili agli occhi delle comunità – conclude Salzedo – La ZES deve sostenere innovazione, rigenerazione delle aree compromesse, bonifiche, economia circolare, filiere delle rinnovabili, porti verdi, agroindustria sostenibile e buona occupazione. Non può diventare una scorciatoia per consumare nuovo suolo, aggirare la pianificazione o realizzare interventi estranei a una vera strategia di sviluppo produttivo».
Le ZES sono risorse pubbliche importanti per rilanciare il territorio e migliorare le comunità locali: per questo motivo è indispensabile conoscere quali progetti siano finanziati, in quali settori e con quali siano, o possano essere, i benefici reali per le comunità.
Legambiente Puglia: «Non sappiamo dove, come e in quali settori si investe. Serve una banca dati pubblica regionale. La Regione diventi garante della trasparenza e della tutela del territorio» La Puglia è la seconda regione italiana per numero di progetti nell’ambito della ZES Unica, ma alla c