19/07/2025
Nel pieno della corsa allo spazio, mentre il mondo applaudiva nomi come Laika o Yuri Gagarin, una piccola gatta parigina scriveva la sua pagina nella storia… per poi essere condannata all’oblio.
Si chiamava Félicette. Anche se per molti era solo C341, fu la prima — e l’unica — gatta a viaggiare nello spazio.
All’inizio degli anni ’60, un team di scienziati francesi del CERMA voleva capire come il sistema nervoso e l’equilibrio felino reagissero all’assenza di gravità. Scelsero 14 gatti randagi, raccolti per le strade di Parigi. Dopo mesi di addestramento, centrifughe, capsule pressurizzate e simulazioni di volo, ne rimasero solo sei. La prescelta era una gatta bianca e nera di 2,5 kg, calma, ubbidiente, resistente.
Il 18 ottobre 1963, alle 8:09 del mattino, Félicette venne lanciata nello spazio a bordo di un razzo Véronique AG1. Raggiunse i 157 chilometri di altitudine, affrontò una forza di 9,5 G, e sperimentò diversi minuti in microgravità. Sopravvisse al volo, alla discesa e all’atterraggio. Quando i soccorritori aprirono la capsula nel deserto algerino, un forte miagolio annunciò che era viva.
Ma la sua storia non ebbe un lieto fine.
Nonostante fosse tornata sana e salva, i ricercatori decisero di sopprimerla per poter studiare il suo cervello. A differenza di Laika, morta nello spazio, Félicette era sopravvissuta… ma non all’esperimento.
E il mondo la dimenticò.
Già nel 1952, un libro per bambini intitolato Space Cat raccontava le avventure di un gattino che sognava di conquistare le stelle. “La Luna è solo l’inizio”, diceva il protagonista. Ma per Félicette non ci fu Luna, né libri, né statue. Solo una targa, installata decenni dopo, le rese giustizia.
Perché prima degli uomini, sono stati gli animali a pagare il prezzo del progresso.
E tra loro, una piccola gatta francese fece il suo salto… verso l’eternità.
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