11/06/2026
La stagione calda è appena iniziata e la Sardegna si ritrova, come ogni anno, a guardare il cielo con il fiato sospeso, temendo la piaga degli incendi. Ma c’è un legame profondo, quasi viscerale, tra la tutela del nostro territorio e il consumerismo che portiamo avanti ogni giorno. L'ambiente non è un concetto astratto: è il primo, fondamentale "bene comune" di cui tutti noi siamo consumatori e custodi.
Quando il fuoco distrugge la nostra terra, il danno non è solo ecologico, è sociale ed economico. Va in fumo la bellezza che attrae il turismo, si mettono in ginocchio le aziende agricole locali e si dilapidano risorse pubbliche che dovrebbero essere investite in servizi, sanità e trasporti per i sardi. Il conto economico degli incendi, alla fine della fiera, lo paghiamo sempre noi consumatori attraverso le tasse e il carovita.
Il vero consumerismo non si limita a controllare la trasparenza di una bolletta o la correttezza di un contratto. Fare consumerismo oggi significa tutelare la qualità della vita a 360 gradi. Significa pretendere dalle istituzioni una prevenzione seria, costante e non emergenziale, ma significa anche assumere una responsabilità diretta come cittadini. La cultura del consumo consapevole deve sposare la cultura della legalità e della vigilanza ambientale.
Non possiamo restare spettatori passivi di un teatrino che ogni estate mette a rischio la nostra incolumità e il nostro futuro economico. Difendere la Sardegna dagli incendi è un dovere civile e una battaglia di autodifesa. Se non proteggiamo la casa comune, non ci resterà più nulla da consumare se non le macerie di ciò che eravamo.
✍️ Giorgio Vargiu Presidente Adiconsum Sardegna