19/01/2024
Quando arrivò il momento di mandare i suoi figli a scuola, Gino Girolomoni rispose così:
“Come potrei affidare l’istruzione degli uomini del domani ad uno Stato che non è neanche capace di produrre da mangiare per la gente che lo popola, visto che compriamo all’estero il 50% del nostro fabbisogno alimentare? Come potremmo, io e i miei amici, mandare i nostri figli da quei maestri che per 30 anni hanno insegnato ai bambini che la vita e il futuro erano nelle città e nelle industrie e non anche nelle colline e nelle montagne? Come potrei mandare mio figlio nella scuola delle pianure quando ho constatato che quelli che lo hanno fatto prima di me non li hanno visti più tornare? Sapendo queste cose voglio organizzare una scuola elementare che si svolga, intanto nel luogo dove viviamo e nella quale, senza orari rigidi prestabiliti, imparare a leggere o scrivere e la musica e dove il lavoro artistico delle mani abbia un ruolo fondamentale insieme ad un pollaio da gestire, una falegnameria, i lavori dei campi e la tessitura e tutto il resto che si può capire. Senza far diventare, tutto questo lavorare di adolescenti, una dura lotta per la sopravvivenza”.
Gino Girolomoni, fondatore di Alce Nero e poi di Azienda Agricola biologica Girolomoni