02/09/2026
COMUNICATO UFFICIALE
Preapertura venatoria in Emilia-Romagna: coerenza normativa, trasparenza dei pareri tecnici e tutela degli ecosistemi
Il Comitato PER la Valmarecchia ritiene necessario richiamare l’attenzione sulla decisione della Regione Emilia-Romagna di autorizzare la preapertura della stagione venatoria nelle giornate del 1, 3, 6, 10, 13 e 17 settembre, anticipando l’avvio ordinario previsto per il 20 settembre.
Una scelta che, come evidenziato anche da associazioni ambientaliste del territorio, merita di essere valutata non soltanto sotto il profilo venatorio, ma anche alla luce delle condizioni ambientali nelle quali il prelievo viene autorizzato.
1. Un territorio sottoposto a forti pressioni ambientali
Nel corso dell’estate il territorio regionale è stato interessato da una combinazione di fattori di pressione ambientale: incendi boschivi, temperature elevate, prolungati periodi di scarsa disponibilità idrica e condizioni di stress della vegetazione.
Questi fenomeni non consentono, da soli, di affermare automaticamente che la preapertura sia illegittima o incompatibile con la tutela della fauna.
Rendono però necessario un interrogativo preciso:
la situazione ambientale effettivamente riscontrata sul territorio è stata adeguatamente considerata nella valutazione che ha portato ad autorizzare il prelievo anticipato?
È questo il punto sul quale il Comitato chiede chiarezza.
2. Il quadro normativo
La gestione dell’attività venatoria deve essere ricondotta al quadro normativo europeo, nazionale e regionale, tra cui:
- Direttiva 2009/147/CE (“Direttiva Uccelli”), relativa alla conservazione degli uccelli selvatici e dei loro habitat;
- Legge 11 febbraio 1992, n. 157, che disciplina la protezione della fauna selvatica e l’attività venatoria;
- normativa regionale dell’Emilia-Romagna in materia faunistico-venatoria;
- i pareri e le valutazioni degli organismi tecnico-scientifici competenti, in particolare ISPRA, nei casi previsti dalla normativa;
- il principio di precauzione, previsto dall’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Il rispetto di questo quadro richiede che le decisioni relative al prelievo venatorio siano sostenute da valutazioni tecniche adeguate, aggiornate e verificabili, soprattutto quando intervengono in un contesto ambientale caratterizzato da particolari fattori di stress.
3. La questione della trasparenza dei pareri tecnici
Il Comitato non intende sostituirsi agli organismi scientifici competenti e non pretende di stabilire autonomamente se la fauna regionale sia in condizioni tali da rendere incompatibile la preapertura.
Chiede però che siano pubblicamente verificabili gli elementi tecnici sulla base dei quali la Regione ha assunto la propria decisione.
In particolare, riteniamo importante poter conoscere:
1. quali dati aggiornati sullo stato degli habitat siano stati considerati;
2. quali valutazioni siano state effettuate sugli effetti della siccità, degli incendi e dello stress ambientale sulla fauna;
3. quali pareri tecnici abbiano accompagnato la decisione regionale;
4. se tali pareri siano stati formulati tenendo conto delle condizioni ambientali più recenti;
5. quali eventuali misure di monitoraggio o di mitigazione siano state previste.
La trasparenza di questi elementi consentirebbe ai cittadini e alle associazioni di comprendere non soltanto quale decisione sia stata assunta, ma soprattutto sulla base di quali valutazioni scientifiche.
4. Non una contrapposizione ideologica
Il Comitato PER la Valmarecchia non intende trasformare la questione in una contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari alla caccia.
La questione che poniamo è diversa e riguarda il metodo delle decisioni pubbliche.
Quando un territorio attraversa una fase caratterizzata da siccità, incendi, temperature elevate e altre pressioni ambientali, è ragionevole chiedere che ogni ulteriore pressione esercitata sugli ecosistemi sia valutata sulla base di dati aggiornati e verificabili.
La domanda non è quindi se la caccia debba essere considerata, in generale, compatibile o incompatibile con la tutela dell'ambiente.
La domanda è:
le condizioni concrete del territorio sono state adeguatamente considerate prima di autorizzare il prelievo anticipato?
5. La posizione del Comitato
Il Comitato PER la Valmarecchia chiede pertanto che le amministrazioni competenti garantiscano:
- piena trasparenza dei pareri e degli atti tecnici posti alla base della decisione;
- utilizzo di dati ambientali aggiornati;
- coerenza tra le condizioni effettive del territorio e le decisioni assunte;
- adeguato monitoraggio dello stato della fauna e degli habitat;
- applicazione del principio di precauzione qualora emergano elementi di rischio per la biodiversità;
- valutazione delle eventuali pressioni cumulative che insistono sugli ecosistemi.
La fauna selvatica non è un elemento separato dal territorio: è parte integrante dell'equilibrio degli ecosistemi.
Per questo, soprattutto in una fase di particolare pressione ambientale, prudenza, trasparenza e conoscenza dei dati devono precedere ogni decisione pubblica.
Conclusione
Il Comitato PER la Valmarecchia si farà parte attiva affinché la tutela del territorio e della biodiversità sia perseguita attraverso dati, norme, competenze scientifiche e trasparenza amministrativa.