Comitato PER la Valmarecchia

Comitato PER la Valmarecchia Siamo cittadini che amano la Valmarecchia e la difendono con coraggio, competenza e cuore.

La filiera avicola italiana nel 2025 ha raggiunto 9,7 miliardi di euro, con le carni bianche che rappresentano ormai il ...
20/10/2026

La filiera avicola italiana nel 2025 ha raggiunto 9,7 miliardi di euro, con le carni bianche che rappresentano ormai il 44% degli acquisti e un consumo pro capite di 22,47 kg.
Il settore è autosufficiente al 105%, esporta e impiega 64.000 addetti lungo tutta la filiera nazionale.
Le uova crescono del 7,3%, trainate dalla domanda di prodotti certificati e biologici.

20/10/2026
🎬 DOMINION – CONOSCERE PER SCEGLIERE CONSAPEVOLMENTEQuanto sappiamo davvero delle condizioni in cui vivono gli animali d...
15/10/2026

🎬 DOMINION – CONOSCERE PER SCEGLIERE CONSAPEVOLMENTE

Quanto sappiamo davvero delle condizioni in cui vivono gli animali destinati alla produzione di alimenti?

Il docufilm Dominion affronta il tema dello sfruttamento degli animali da parte dell’uomo, attraverso immagini e testimonianze che invitano a riflettere sulle pratiche adottate nei diversi settori della produzione animale.

Il Comitato PER la Valmarecchia condivide questo documentario con finalità di informazione e sensibilizzazione sul benessere animale, offrendo a chi lo desidera un’occasione di approfondimento.

⚠️ Avvertenza: il film contiene immagini esplicite e potenzialmente disturbanti di sofferenza animale. La visione è pertanto una scelta personale e consapevole.

La condivisione del documentario non intende formulare accuse nei confronti di aziende specifiche né attribuire a singole realtà le situazioni rappresentate. Ogni caso concreto deve essere valutato sulla base di fatti documentati e verifiche pertinenti.

Crediamo che informare i cittadini significhi anche offrire strumenti per conoscere, riflettere e formarsi un’opinione autonoma.

Perché il rispetto degli animali e la consapevolezza delle nostre scelte meritano attenzione.

🎥 Guarda il documentario:
https://www.dominionmovement.com/watch

Comitato PER la Valmarecchia
Informare per comprendere. Comprendere per scegliere.

Dominion è il nuovo film che denuncia la violenza sugli animali di ogni specie, scritto, diretto e realizzato da Chris Delforce, dell'associazione australiana Aussie Farms. Racconta in modo estremamente toccante gli orrori dello sfruttamento animale in ogni settore, ma soprattutto in quello degli a...

14/10/2026

A proposito di coloro che sostengono che i polli “ stanno meglio dentro”

🐔 IL VERO COSTO DEL CIBO: OLTRE IL PREZZO PIÙ BASSO SULLO SCAFFALEQuando facciamo la spesa, siamo abituati a cercare la ...
13/10/2026

🐔 IL VERO COSTO DEL CIBO: OLTRE IL PREZZO PIÙ BASSO SULLO SCAFFALE

Quando facciamo la spesa, siamo abituati a cercare la convenienza. Un pollo a basso prezzo, il latte e il grano accessibili sembrano una buona notizia per il nostro portafoglio.

Ma dietro quel prezzo competitivo si nasconde una domanda: chi paga davvero il costo del cibo che acquistiamo?

È una questione che riguarda l’intera filiera agroalimentare, il lavoro di chi produce, il benessere degli animali e il futuro dei nostri territori.

🔎 IL PARADOSSO DEL PREZZO BASSO
Agricoltura e allevamento puntano sull’efficienza, sulla specializzazione e sui grandi volumi.

Produrre di più può consentire di ridurre alcuni costi unitari, ma non garantisce automaticamente un reddito adeguato a chi produce.

Quando la competizione si concentra soprattutto sul prezzo, la pressione economica può propagarsi lungo tutta la filiera.

Il problema non riguarda soltanto polli, latte o grano. Riguarda il modo in cui vengono distribuiti il valore aggiunto, i costi e i rischi d’impresa.

Non basta chiedersi quanto costa produrre. Occorre anche domandarsi chi determina il prezzo, chi trattiene il valore economico e chi sostiene i rischi.

🌍 I COSTI CHE IL PREZZO NON RACCONTA

Il prezzo al supermercato non sempre rappresenta tutti i costi associati alla produzione.

Consumo di risorse, gestione delle deiezioni, emissioni e altri impatti ambientali possono generare conseguenze che non si riflettono interamente nel prezzo pagato dal consumatore.

Per questo, quando confrontiamo modelli produttivi diversi, dobbiamo considerare anche i loro effetti sul territorio e sulla collettività.

🐔 IL BENESSERE ANIMALE NON È UN COSTO SUPERFLUO

Spazi adeguati, possibilità di esprimere comportamenti naturali, condizioni ambientali appropriate e tempi di crescita compatibili con il benessere degli animali sono aspetti fondamentali della produzione.

Lo stesso vale per il trasporto e la macellazione, compresi i metodi di stordimento prima dell’uccisione.

Il rispetto degli standard obbligatori non può dipendere dal prezzo di vendita. Ma anche i miglioramenti ulteriori devono essere riconoscibili, verificabili e adeguatamente sostenuti lungo la filiera.

La qualità della carne, inoltre, deve essere valutata sulla base di caratteristiche misurabili, senza dare per scontato che un prezzo più alto garantisca automaticamente un prodotto migliore.

💶 QUANTO POTREBBE COSTARE SCEGLIERE MEGLIO?

Facciamo un esempio puramente indicativo.

Se un miglioramento degli standard produttivi comportasse un aumento del prezzo al dettaglio di 50 centesimi al chilogrammo, una porzione di pollo da 150 grammi costerebbe 7,5 centesimi in più.

Non sappiamo se questa cifra sarebbe sufficiente a finanziare tutti i miglioramenti desiderati. Per stabilirlo servono dati concreti sui costi.

Ma la domanda merita di essere posta:

Saremmo disposti a spendere qualche centesimo in più per un prodotto che garantisca standard di benessere animale più elevati, verificabili anche nella fase della macellazione?

Naturalmente, a una maggiore spesa devono corrispondere benefici reali e documentabili. E il maggior valore riconosciuto dal consumatore deve contribuire effettivamente a sostenere i costi dei miglioramenti.

Non si tratta di chiedere di pagare sempre di più, ma di capire che cosa stiamo pagando e quali condizioni di produzione stiamo sostenendo con le nostre scelte.

🌱 QUAL È IL MODELLO ALIMENTARE CHE VOGLIAMO?

Non dobbiamo scegliere tra il reddito di chi produce, il diritto dei consumatori a un’alimentazione accessibile e la tutela dell’ambiente e degli animali.

Un sistema alimentare sostenibile deve cercare di conciliare questi obiettivi, riconoscendo che possono esistere costi, interessi e priorità differenti.

Il prezzo più basso può rappresentare un vantaggio immediato per il consumatore. Ma, da solo, non dimostra che il sistema produttivo sia economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile.

Il vero obiettivo dovrebbe essere produrre cibo accessibile senza sacrificare la dignità del lavoro, il benessere animale e la tutela del territorio.

💬 E voi, cosa ne pensate?

Sareste disposti a riconoscere qualche centesimo in più per prodotti che garantiscano standard più elevati e verificabili di benessere animale e tutela ambientale?

E quali garanzie vorreste avere per essere certi che quel maggior prezzo corrisponda a miglioramenti reali?

Parliamone.

Firmate questa petizione per fermare quelle inutili crudeltà.
13/10/2026

Firmate questa petizione per fermare quelle inutili crudeltà.

Immagini mai viste prima in Italia documentano l'intero ciclo produttivo dell'allevamento dei polli

I POLLI NON LEGGONO I COMMENTI SOCIAL (MA COMPIONO I FATTI)Nel post di ieri, dal titolo *“Maiolo: dove sono i polli del ...
12/10/2026

I POLLI NON LEGGONO I COMMENTI SOCIAL (MA COMPIONO I FATTI)

Nel post di ieri, dal titolo *“Maiolo: dove sono i polli del pascolo Biologico”*, prendevamo spunto da una foto con pochi animali ammassati a ridosso delle uscite.
Nei commenti abbiamo letto di tutto.
Ci è stato spiegato con grande boria che *"i polli restano dentro perché c'è caldo"*, che *"se non escono è perché non ne hanno voglia"*, che *"sono furbi e si mettono al riparo dai predatori (lupi, volpi, poiane)"* o, ancora, che *"i polli non si allontanano mai oltre 10-15 metri dagli uscioli"*.
A quanto pare, gli unici a non conoscere queste "teorie" sono proprio i polli.
Mettiamo a confronto due immagini dello stesso capannone del Blocco B di Maiolo:
📸 La prima foto (sabato 10 ottobre 2026, ore 10:14):polli ammassati a ridosso delle uscite.
📸 La seconda foto (questa mattina, lunedì 12 ottobre 2026, ore 08:06):gli animali si spingono ampiamente all'esterno, affrontando la discesa e allontanandosi per decine e decine di metri lungo la scarpata.

COSA DIMOSTRANO QUESTE FOTO, CONTRO OGNI NARRATIVA DI COMODO:**

1. Se messi in condizione di uscire, i polli ESCONO:La tendenza naturale dell'animale è esplorare lo spazio esterno non appena i portelloni di volata vengono aperti.
2. Meteo e istinto:In queste giornate miti d'autunno, gli animali escono senza farsi condizionare dalla presunta "paura dei predatori". Gli animali non teorizzano sui lupi: se l'accesso è libero e il tempo lo permette, escono.
3.Le distanze superano le teorie da tastiera: Gli animali non si fermano ai primi 5 o 15 metri dal capannone, ma scendono lungo pendenze accentuate e percorrono distanze notevoli, dimostrando che, se lo spazio è reso fruibile, lo occupano.
4. L'assenza di strutture non li frena, ma ne mostra le carenze:Escono ed esplorano anche su terreni con pendenze superiori al 30%, del tutto privi della necessaria copertura vegetale (alberature per l'ombra) o di abbeveratoi esterni adeguati.
5. Sconfessione del PUA 2026:Le immagini smentiscono clamorosamente la quantificazione comportamentale dichiarata nel Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA) acquisito ad ARPAE a maggio di quest’anno. Nel PUA si assume che i polli trascorrerebbero all'aperto solo il 10-15% del loro tempo (giustificando così una concentrazione quasi totale delle deiezioni al chiuso). La realtà dimostra invece che, se non segregati, gli animali vivono ed evacuano ampiamente sul pascolo esterno!

La realtà dei fatti, documentata sul campo, smentisce le giustificazioni di chi vorrebbe far passare il mancato utilizzo degli spazi esterni come una "scelta spontanea" o un "comportamento pigro" degli animali.

Quando le uscite sono aperte e le condizioni lo permettono, la natura fa il suo corso. Sta alla gestione amministrativa e agli organi di controllo garantire che gli spazi esterni siano reali, fruibili, calcolati e certificati nel pieno rispetto delle norme ambientali e del disciplinare biologico.

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📣 MAIOLO: DOVE SONO I POLLI DEL PASCOLO BIOLOGICO?Questa mattina abbiamo scattato una fotografia davanti ai capannoni de...
10/10/2026

📣 MAIOLO: DOVE SONO I POLLI DEL PASCOLO BIOLOGICO?

Questa mattina abbiamo scattato una fotografia davanti ai capannoni dell’allevamento di Maiolo.

Nell’area esterna erano visibili poche decine di polli, concentrati vicino alla parete del capannone. Gli altri animali presenti all’interno non erano visibili nella zona fotografata.

Una fotografia, da sola, non basta per spiegare il perché. Ma pone una domanda legittima: gli spazi all’aperto vengono utilizzati davvero dagli animali, e in quale misura?

🌱 IL PASCOLO NON È SOLTANTO UNA SUPERFICIE SULLA CARTA

Perché uno spazio esterno sia realmente fruibile, non basta che esista. Occorre considerare anche le sue caratteristiche, la presenza di ripari e vegetazione e le condizioni che favoriscono il comportamento naturale dei polli.

Indirizzo

Novafeltria
61015

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