Comitato Diritto Origini Biologiche

Comitato Diritto Origini Biologiche Il Comitato promuove la modifica della legge per il diritto alla conoscenza delle origini per i citta Il font è semplice, leggibile, chiaro.

Il Comitato Nazionale per il diritto alla conoscenza delle Origini Biologiche si propone di promuovere e sostenere iniziative finalizzate alla modifica delle normative che non consentono ai figli adottivi non riconosciuti di accedere alla conoscenza delle loro origini. Il Comitato fin dal 2009 vanta una lunga serie di riconoscimenti e attestati di stima a livello nazionale e internazionale. Il nos

tro e' un impegno continuo per realizzare eventi, organizzare incontri e pianificare ogni tipo di attivita' atti a sensibilizzare le Istituzioni sul diritto alla conoscenza delle origini biologiche. Grazie a un costante lavoro, prima come Movimento di Figli adottivi adulti, poi come organizzazione ufficiale e strutturata, siamo riusciti a coinvolgere tutte le forze politiche dei diversi schieramenti parlamentari riguardo alla necessità dei figli adottivi di risalire alle loro origini biologiche, ottenendo concreti impegni legislativi. Ben dieci proposte di legge nella XVI , XVII e attuale legislatura con l'approvazione alla Camera nel 2015 , poi decaduta per fine legislatura. Attualmente è presente il disegno di legge 922 in Commissione giustizia al Senato. ll logo, creato da Stefania Golino e Piera Cuccia, racchiude in sé tutto il significato della ricerca. Volutamente è stato scelto di non utilizzare un acronimo, bensì tutta la sigla del Comitato, per un impatto immediato della problematica. Nei due colori prevalenti, l'azzurro e il marrone, si staglia un “tronco” non ben piantato, con radici aeree, perché prive di quella terra che si è stati costretti ad abbandonare. Le radici sostengono una molecola di DNA che resta in attesa di agganciare la restante catena.

27/06/2026

+++LE CULLE PER LA VITA: una riflessione dal punto di vista di chi è nato da parto anonimo+++

Negli ultimi anni si sta diffondendo in Italia una crescente attenzione verso le cosiddette culle per la vita o culle termiche. Ogni volta che un neonato viene lasciato in una di queste strutture e salvato, l'opinione pubblica esprime comprensibilmente sollievo e gratitudine. L'immagine di un bambino sottratto alla morte suscita un'immediata risposta emotiva. È profondamente umano.
Proprio per questo, però, crediamo sia necessario allargare lo sguardo e provare a riflettere anche su ciò che accade dopo. Il nostro intento non è creare una polemica, è un altro: informare e invitare a considerare un aspetto del quale si parla pochissimo.
Chi scrive su questa pagina sono persone adottate, nate da parto anonimo. Da oltre vent'anni ci battiamo affinché anche in Italia venga pienamente riconosciuto ciò che gran parte dell'Europa considera un diritto fondamentale: il diritto della persona adottata a conoscere le proprie origini.
Molti ignorano che nel nostro Paese esiste già uno strumento previsto dalla legge: il parto anonimo in ospedale.
Ogni donna ha il diritto di essere assistita durante la gravidanza e il parto, gratuitamente, in condizioni di sicurezza, e ha anche il diritto di non riconoscere il figlio alla nascita. La sua identità viene tutelata e il bambino viene affidato alle istituzioni secondo un percorso regolato dalla legge.
Questa differenza è fondamentale.
Nel caso del parto anonimo, infatti, la scelta della madre rimane custodita dalle istituzioni. In origine la legge prevedeva un anonimato praticamente perpetuo, consentendo l'accesso alle informazioni solo dopo cento anni dalla nascita del figlio. Tuttavia, grazie alle battaglie di tante persone adottate, la giurisprudenza ha cambiato profondamente questo scenario.
Nel 2012 la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel 2013 la Corte costituzionale e, successivamente, numerose sentenze della Corte di Cassazione hanno affermato un principio fondamentale: non è costituzionalmente legittimo che l'anonimato della madre sia irrevocabile per tutta la vita. Oggi il figlio, raggiunti i venticinque anni, può chiedere al tribunale che la madre venga interpellata in modo strettamente riservato per sapere se intenda confermare oppure revocare la scelta dell'anonimato.
Nessuno obbliga la madre a rivelare la propria identità. Ma le viene restituita la possibilità di decidere nuovamente, magari dopo decenni, quando la sua vita è cambiata.
Questa possibilità può rappresentare un'occasione preziosa per entrambi.
Per il figlio significa poter conoscere la propria storia, la propria provenienza geografica, le informazioni sanitarie e genetiche, sapere se esistono fratelli o sorelle e, soprattutto, dare finalmente un senso a una parte della propria identità rimasta sospesa.
Per la madre può significare poter compiere una scelta diversa in una fase della vita ormai lontana da quella drammatica che aveva determinato il parto anonimo.
Questo diritto riguarda oggi circa quattrocentomila cittadini italiani nati da parto anonimo o adottati.
Le culle termiche, invece, producono una situazione completamente diversa.
Quando un neonato viene lasciato in una culla per la vita, innanzitutto resta aperto un interrogativo importante: cosa è accaduto prima? La donna ha partorito da sola? Ha ricevuto assistenza? È stata informata delle alternative? Ha potuto accedere ai consultori o ai servizi sanitari?
Partorire clandestinamente espone madre e bambino a rischi gravissimi che potrebbero essere evitati.
Ma c'è un'altra conseguenza, meno visibile e quasi mai raccontata.
Se il bambino viene lasciato in una culla termica senza alcuna informazione, senza alcun riferimento, senza alcuna traccia della propria storia, quel vuoto rischia di diventare definitivo.
La differenza, quindi, non è soltanto tecnica.
È umana.
È giuridica.
È civile.
Nel parto anonimo esiste almeno la possibilità che, un giorno, quella storia possa essere ricostruita. Nella culla termica, quella possibilità scompare per sempre.
Chi osserva queste vicende dall'esterno vede soprattutto un neonato salvato. Noi vediamo anche l'adulto che quel neonato diventerà.
Perché quel bambino, crescendo, potrebbe desiderare di sapere da chi ha ereditato il colore degli occhi, alcuni tratti del carattere, eventuali predisposizioni genetiche, le proprie radici familiari e culturali. Potrebbe avere bisogno di ricostruire la propria identità, non per curiosità, ma perché conoscere le proprie origini rappresenta una componente essenziale della dignità della persona.
La nostra storia personale lo dimostra.
Grazie alla sentenza della Corte costituzionale del 2013 e al successivo orientamento della giurisprudenza, pur in assenza di una legge organica approvata dal Parlamento, tanti di noi hanno potuto chiudere il proprio cerchio. Abbiamo ritrovato la nostra storia e con essa quella pace interiore agognata per tutta la vita.
Se fossimo stati lasciati in una culla termica, tutto questo non sarebbe mai stato possibile.
Per questo crediamo che il dibattito pubblico soffra di una forma di visione parziale. L'emozione del salvataggio rischia di oscurare una domanda fondamentale: come possiamo evitare che una donna arrivi a partorire da sola?
La vera risposta non dovrebbe essere predisporre più culle termiche.
La vera risposta dovrebbe essere una grande campagna di informazione.
Ogni donna dovrebbe sapere che può rivolgersi ai consultori, ai servizi sociali e agli ospedali senza essere giudicata. Dovrebbe sapere che può partorire gratuitamente, in sicurezza, nella massima riservatezza. Dovrebbe sapere che ha il diritto di non riconoscere il proprio bambino e affidarlo allo Stato.
Questa informazione oggi è ancora troppo poco conosciuta.
Ed è proprio questa mancanza di conoscenza che rischia di trasformare una scelta estrema in una tragedia ancora più grande.
Il nostro Comitato non intende proporre una guerra contro le culle per la vita, ma vuole far capire di non considerarle la risposta migliore.
La risposta migliore è fare tutto ciò che è possibile perché nessuna donna sia costretta a partorire da sola e perché ogni bambino, oltre ad avere salva la vita, possa conservare almeno una speranza di conoscere, un giorno, la propria storia.
Una società che dice di difendere la vita dovrebbe preoccuparsi non solo del primo giorno di quella vita, ma anche di tutti quelli che verranno dopo.
Perché un neonato salvato oggi sarà un adulto domani. E quell'adulto avrà dei diritti.

29/04/2026

Ci risiamo! Il tribunale per i minori di Napoli è di nuovo in affanno nelle procedure delle pratiche ex art 28, per capirci, quelle per la ricerca delle origini, perché il Comune di Napoli, non invia dall'ufficio anagrafe gli atti INTEGRALI di nascita che il tribunale richiede. L'atto integrale di nascita è il documento fondamentale che consente l'avvio di queste pratiche perché accerta se si tratta di una persona riconosciuta o non riconosciuta alla nascita, differenza sostanziale per il prosieguo delle ricerche. Lo stallo a cui assistiamo oggi non è il primo, già diversi anni fa si verificò una situazione analoga e solo l'accorato intervento del nostro COMITATO, con un incontro partecipato tra la presidente Anna Arecchia, la vicepresidente Emilia Rosati e l'Avv. Roberto Continisio con un funzionario dell'anagrafe, riuscì a sbloccare l'inerzia degli uffici. Oggi ci risiamo, ma anche questa volta la voce del nostro Comitato non si è fatta attendere. Abbiamo inviato ieri una pec di sollecito alla Dirigente e al Sindaco e, ci auguriamo, di ottenere tempestive risposte. Invitiamo chiunque abbia presentato istanza presso il tribunale per i minori di Napoli già da diverso tempo e non abbia ancora ottenuto chiarimenti, di scrivere alla nostra posta.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della faccenda.

21/03/2026

Anna Arecchia

Pomeriggio di altissimo livello culturale al Liceo Federico Quercia presieduto dalla Prof.ssa Tiziana D'Errico. Accompagnati dalle dolci note del violino di una nostra studentessa, ci siamo immersi nell'epoca settecentesca descritta dal Premio Strega Tiziano Scarpa che, da Venezia, è giunto da noi a corroborare la preparazione dei nostri studenti. Il romanzo Stabat Mater si prestava ad ampliare la discussione a cui ho personalmente contribuito portando alla platea la mia esperienza personale in merito alla battaglia sul diritto alle origini biologiche. Grazie alla collega Maria Delle Curti, responsabile del Dipartimento di Lettere, a tutte le colleghe che hanno spronato e orientato i loro studenti che, numerosissimi, hanno partecipato. Un grazie particolare alla collega Giovanna Paolino per le interviste e a quanti hanno reso possibile l'evento.

Venerdì, 20 Marzo ore 16.00Incontro speciale al liceo Federico Quercia di Marcianise!Lo scrittore Tiziano Scarpa, vincit...
17/03/2026

Venerdì, 20 Marzo ore 16.00
Incontro speciale al liceo Federico Quercia di Marcianise!
Lo scrittore Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega, dialogherà con gli studenti sul suo intenso romanzo Stabat Mater.
Un’occasione unica per immergersi nella storia di Cecilia, tra musica, identità e ricerca interiore, e per riflettere su temi profondi che parlano anche ai giovani di oggi.
Avrò l'onore di intervenire in qualità di Docente del Liceo nonché di presidente del Comitato nazionale per il diritto alle origini biologiche
Vi aspettiamo!

Si parla di noi, presso l'Archivio di Stato della Reggia di Caserta, in occasione del primo festival dell'editoria femmi...
07/03/2026

Si parla di noi, presso l'Archivio di Stato della Reggia di Caserta, in occasione del primo festival dell'editoria femminile, per la giornata internazionale della Donna, con Concita De Gregorio e Melania Petriello.
Un otto Marzo all'insegna del diritto regolamentato dal DPR 396 del 2000 sul parto in anonimato e di quello del figlio, ancora non riconosciuto per legge, a conoscere le proprie origini e la propria identità.

Arezzo - 13 Febbraio 2026 c/o Teatro Virginian- Via De' Redi 12 - dalle 15 alle 18,30Emilia Rosati Parleremo dell’assurd...
03/02/2026

Arezzo - 13 Febbraio 2026 c/o Teatro Virginian- Via De' Redi 12 - dalle 15 alle 18,30

Emilia Rosati

Parleremo dell’assurdo scenario creato da una legge italiana che continua a difendere la menzogna e il segreto e tradisce la storia. Una legge che ha consentito uno strappo che ci ha mutilato, non più recuperabile,ma che, forse, se venisse ri-conosciuto nella sua realtà e nel suo contesto, potrebbe restituire almeno la dignità della verità, contro le ipocrisie a buon mercato, che ci hanno mutilato e deformato, noi, vittime inconsapevoli dei giochi consentiti sulle nostre teste.
Di questo parleremo e, dovesse essere anche l’ennesima volta, ci sarà ancora
n+ 1 e fino a quando verrà ristabilita la giustizia


21/12/2025

Auguri di serene festività e bilancio delle attività 2025

Il Comitato Nazionale per il Diritto alle Origini Biologiche desidera rivolgere a tutte e tutti un sincero augurio di serene festività natalizie.
Cogliamo questa occasione per condividere un breve bilancio delle attività svolte in questo anno.
Il 2025 ha visto nascere la ristampa della TERZA edizione del nostro saggio "Il parto anonimo. Profili giuridici e psicosociali dopo la declaratoria di incostituzionalità" di cui abbiamo organizzato diverse presentazioni e con cui siamo stati presenti al Campania Libri Festival presso Palazzo reale di Napoli. Nuove presentazioni sono in programma per i prossimi mesi.
Abbiamo partecipato al programma L'ora solare su Tv 2000 e siamo stati intervistati da diverse testate giornalistiche che, con grande sensibilità, hanno portato l'attenzione sull'importanza della conoscenza delle origini da parte delle persone adottate.
Abbiamo scritto e sollecitato più e più volte il Presidente della Commissione Giustizia alla Camera, l'Ufficio di Presidenza e tutta la Commissione stessa affinché venga calendarizzato il disegno di legge 562 che, con nostra grande amarezza, continua a giacere sugli scranni della Commissione Giustizia senza essere preso in considerazione. Ovviamente non ci arrendiamo e continueremo a far sentire la nostra voce.
Abbiamo portato l'attenzione mediatica sulla disfunzionalità dell'archivio storico dell'Annunziata di Napoli che, dal marzo scorso, in occasione dell'avvicendamento del Presidente, sta disattendendo alle legittime funzioni a cui è preposto, negando la consultazione di documenti riconosciuti per legge. Su tale questione continueremo a vigilare e ad intervenire.
Con attenzione giornaliera, abbiamo risposto a oltre 150 e-mail di persone che, grazie al nostro sostegno, hanno presentato istanza presso i diversi Tribunali per i Minorenni in Italia, senza contare le numerose richieste pervenute direttamente ai profili privati delle varie referenti regionali del Comitato.
Si tratta di un impegno costante e significativo, portato avanti in un contesto caratterizzato dalla continua e reiterata mancanza di dati e statistiche ufficiali da parte dei tribunali, nonostante l’importanza del tema e l’impatto concreto sulla vita delle persone coinvolte.
Riteniamo fondamentale ribadire che il diritto alle origini biologiche non può essere ridotto né minimizzato. È un diritto fondamentale, che merita attenzione, trasparenza e rispetto, e che continueremo a tutelare con determinazione, anche quando alcune narrazioni associative tendono a semplificarlo o a ridimensionarne la portata.
Ringraziamo tutte le persone che, con fiducia, si sono rivolte al Comitato e tutte coloro che continuano a sostenere questo percorso di consapevolezza e tutela dei diritti.
Con i migliori auguri di buone feste,
Il Comitato per il Diritto alle Origini

04/12/2025

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