Associazione Oltre i Resti

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Associazione Oltre i Resti L’Associazione Oltre i Resti nasce nel 2007 per raccontare Napoli e la Campania andando “oltre” l’aspetto classico e stereotipato.

Storici dell’arte, antropologi, scrittori, sceneggiatori, registi, attori, musicisti e artigiani; che si sono uniti per raccontare Napoli e la Campania andando “oltre” l’aspetto classico e stereotipato. L’Associazione Oltre i Resti nasce nel 2010 quale Onlus per poi evolvere in un’associazione di promozione Sociale, Culturale, Sportiva nel 2015, con i suoi soci e fondatori che si sono uniti per fa

vorire l’accesso, la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale partenopeo. L’Associazione è un organismo non lucrativo di utilità sociale che realizza il proprio scopo con azioni di prevenzione, cura, riabilitazione ed integrazione sociale, attraverso interventi educativi e culturali. Il suo operato è ispirato al principio dell’ “empowerment”, con l’assoluta certezza che le persone, le organizzazioni e le comunità possano acquisire competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale per migliorare l’equità e la qualità di vita.

“Oltre i Resti” nasce dunque con l’intento di promuovere la cultura e l’arte nelle loro molteplici forme, puntando l’attenzione sulla tradizione partenopea;
è per questo che vi proporremo:
visite antropologiche con racconti e leggende popolari,
ricostruzioni storiche,
tour teatralizzati,
cene spettacolo,
mostre e vernissage,
giochi e cacce al tesoro,
incontri culturali,
pubblicazione libri sugli usi e costumi,
convegni,
e tante altre cose…

Il nostro motto è

“…il legame sentimentale con il passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi; mi è sembrato che ai nostri giorni non sia da spregiare nessuna forza, pur modesta e umile, che concorre a tal fine…”
(Benedetto Croce – Storie e leggende napoletane)

01/04/2026

IL CREMOR TARTARO O CRISTALLO DI SANT'ANTIMO
Il Cremor Tartaro è un agente lievitante naturale, usato in pasticceria dalle nostre nonne che, molto in voga fino agli anni 50 del ‘900, cadde in disuso a seguito dell’invenzione del lievito chimico, creato in laboratorio (tipo PaneAngeli) ma che oggi è stato riscoperto grazie alla diffusione della cucina green e vegana.
L’industria più fiorente per la produzione del Cremore di Tartaro si trovava a Sant’Antimo, un piccolo paesino in provincia di Napoli e la storia di questo derivato dalla fermentazione del vino è strettamente legata a quella della dinastia dei Borbone. Nel 1781, Ferdinando IV concesse una “privativa” per la creazione della prima fabbrica di Cremore di Tartaro nel Regno di Napoli. Nel 1850, l'esportazione di tale prodotto rappresentava una voce importante nell’economia del Regno delle Due Sicilie. Secondo alcune testimonianze storiche, a Sant’Antimo, il commercio del Cremor Tartaro esisteva già nel 1615. Dalla lettura dei documenti contenuti nel Catasto Onciario del Regno che riportava tutte le attività commerciali, apprendiamo che la produzione del Cremor Tartaro rappresentava un'attività moto diffusa fra la popolazione di Sant’Antimo già dalla metà del ‘700 e che era rivolta sia verso il mercato interno che verso quello estero.
Ben presto, Sant’Antimo divenne un polo chimico di prima importanza e non c’era famiglia che non fosse coinvolta nella produzione del lievito, al punto che il Cremor Tartaro, in quegli anni, era anche chiamato “Cristallo di Sant’Antimo”. Dopo l’unità d’Italia che danneggiò tutte le nostre attività imprenditoriali, a seguito della concorrenza della grande industria americana che introdusse nella produzione i metodi industriali a ciclo continuo e infine con la diffusione del lievito chimico da laboratorio, l’industria del Cremor Tartaro entrò in crisi, fino a scomparire quasi del tutto.
Oggi, tuttavia, il cremor tartaro è tornato di moda perché è del tutto naturale, non contiene additivi e conservanti e non è un prodotto creato in laboratorio. E’ facile trovarlo anche nei supermercati e viene ancora prodotto a Napoli. Addizionato a un cucchiaino di bicarbonato, reagisce con l’impasto e produce CO2 che, in cottura dona al dolce struttura e sofficità, oltre che grande digeribilità.
Dati storici tratti dal sito della proloco di Sant’Antimo

17/03/2026

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24/01/2026

Grazie infinite ai tantissimi parenti, amici, conoscenti e persone che sono venute stasera alla presentazione di "Una vita con gli occhi grigi", romanzo familiare. Grazie alla mia amica professoressa Ginella Palmieri che ha accompagnato e presentato la serata con passione ed eleganza, grazie mille per l'ospitalità a S Maria della Colonna e ai suoi relatori amici Monsignore Prof Padre Adolfo Russo e il dott. Elio De Rosa (un infinito speciale grazie). A rendere speciale la vicenda ed interpretazione di un'amica meravigliosa e attrice Francesca Davide. Grazie al mio sostegno Assunta Mango sempre al mio fianco con la sua vulcanica passione.

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