In Cristo

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In Cristo Gruppo di associazione cristiane unite dall"amore di Dio che si adoperano nel sociale mostrando con fatti che con Gesù ogni cosa è possibile.

05/10/2023

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09/05/2023

UNO SCUDETTO ESEMPIO PER TUTTO IL SUD, FACENDO SQUADRA OGNI OBIETTIVO È POSSIBILE

Il mio intervento su Cronache di Napoli

Questo campionato non l’hanno vinto soltanto e il Napoli.
Lo ha vinto un popolo intero che questa città rappresenta e che in questa città si riconosce. È il popolo del , quello stesso popolo consapevole, da sempre, di quanto sia caro il prezzo per conseguire vittorie come queste, da renderle ancora più preziose.
Diego diceva, non a caso: “Vincere con il Napoli è come vincere due volte, qui uno scudetto ne vale dieci vinti da qualunque altra parte”.
L’aveva capito subito il grande , da quello straordinario scugnizzo che è sempre stato dentro e fuori dal campo, che qui bisogna lottare e lavorare il doppio, che non basta sacrificarsi all’ennesima potenza, che non puoi permetterti di abbassare la guardia mai, perché chi rappresenta questa gente e questa terra sa bene che gli da ba***re non stanno soltanto sul terreno di gioco.
Per trionfare, le nostre squadre sono costrette a dominarlo, a stravincerlo, perché sul filo sarà sempre complicato. Lo dicono i fatti.
Lo raccontano, quest’anno, i numeri con i quali il Napoli ha staccato le inseguitrici.
Lo hanno dimostrato, in stagioni recenti, episodi clamorosi che ancora gridano e che hanno fatto la differenza quando ci si trovava testa a testa.
Eppure ogni volta, anche al cospetto di sconfitte amare e a delusioni cocenti, ha prevalso la dignità, figlia dell’orgoglio di questa terra e di tutto il Meridione d’Italia.
La dignità di una stretta di mano, di una corsa sotto la per applaudire e ringraziare i propri , di saper riconoscere l’onore delle armi.
Un virus che contagia chiunque venga a contatto con la nostra gente. Ed ecco che, al proverbiale stile , sintetizzato negli insulti volgari e nelle meschine minacce rivolte a dal vice di (a cui non vogliamo concedere eccessiva vetrina rammentandone il nome), il tecnico del Napoli risponde andando a complimentarsi con tutti gli avversari a fine gara. A Gatti che da dietro molla un cazzotto vigliacco a Kvaratskhelia, restando impunito, rispondiamo con l’immagine di che ferma una ripartenza con le mani per permettere i soccorsi all'infortunato Soulè. Questo è lo stile Napoli. Questo è lo stile di un popolo che, alla prepotenza e alla vigliaccheria, reagisce con nobiltà d’animo, sana ironia ma che, quando serve, sa anche mobilitarsi per far valere i suoi . E che oggi ha il dovere di tramutare questo straordinario entusiasmo in consapevolezza e presa di coscienza.
Napoli e il devono capitalizzare questa energia. Quello che è accaduto deve farci capire che insieme, facendo squadra, possiamo e dobbiamo riscattarci, con la consapevolezza che bisognerà impegnarsi più del doppio rispetto a chiunque altro, ma con la certezza che alla fine l’obiettivo può essere raggiunto.

La mano di Dio
14/05/2022

La mano di Dio

Lettera ai Galati 3:26 "Perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesú. Poiché voi tutti che si...
13/03/2022

Lettera ai Galati 3:26 "Perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesú. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.

Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagna...
07/02/2022

Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
Filippesi 4:6-7

Il Buon Samaritano (Luca 10:25-37) Quel samaritano aveva considerato quell'uomo a lui sconosciuto il suo prossimo. Quel ...
07/02/2022

Il Buon Samaritano (Luca 10:25-37)

Quel samaritano aveva considerato quell'uomo a lui sconosciuto il suo prossimo. Quel samaritano aveva visto un uomo nel bisogno, e subito ha scelto di considerarlo il suo prossimo.

E quindi, aveva compassione, subito ha avuto amore per lui. E perciò, amando il suo prossimo, era pronto ad aiutare, nonostante i rischi, nonostante il costo di tempo e di soldi e il grande impegno.

Tutto questo perché aveva considerato quel uomo il suo prossimo.

La lezione per noi qui è molto potente. Il più grande comandamento è di amare Dio con tutto il nostro cuore, e di amare il nostro prossimo come noi stessi. Alla domanda di chi è il nostro prossimo, Gesù ci mostra che il nostro prossimo è chiunque troviamo nel cammino della nostra vita che sta nel bisogno. Amare il nostro prossimo non è qualcosa che bisogna fare solo quando abbiamo un po' di tempo avanzato.

Non è qualcosa che facciamo solo se non ci costa troppo impegno, o se non è rischioso.

Non è qualcosa che facciamo solo se abbiamo un po' di soldi che avanzano.

Non é quello di far vedere che come chiesa facciamo qualcosa.

Amare il nostro prossimo vuol dire impegnarci per aiutare chiunque Dio mette nella nostra vita che ha bisogno.
Compreso e realizzato il Suo Amore dovrebbe essere normale infatti nella Parola di Dio é scritto che ci conosceranno dal Suo Amore.

La Lettera ai Galati 3:26-28 ci spiega cosa significhi l'espressione "in Cristo." "Perché voi tutti siete figli di Dio p...
27/12/2021

La Lettera ai Galati 3:26-28 ci spiega cosa significhi l'espressione "in Cristo." "Perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesú. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesú." Paolo sta parlando ai cristiani galati, ricordandogli della loro nuova identità da quando hanno riposto la loro fede in Gesù Cristo. Essere "battezzati in Cristo" significa che erano identificati con Cristo, avendo abbandonato le loro vite di peccato precedenti ed accolto pienamente la nuova vita in Cristo (Marco 8:34; Luca 9:23).

Quando rispondiamo all'avvicinamento dello Spirito Santo, Egli ci "battezza" nella famiglia di Dio. La Prima Lettera ai Corinzi 12:13 afferma: "Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito."

Diversi passaggi della Scrittura si riferiscono al credente che è "in Cristo" (1 Pietro 5:14; Filippesi 1:1; Romani 8:1). La Lettera ai Colossesi 3:3 dice: "perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio." Dio è giustizia perfetta. Egli non può semplicemente ignorare o scusare il nostro peccato; non sarebbe giusto.

Il peccato doveva essere pagato. Tutta l'ira di Dio verso il male si è riversata sul Suo stesso Figlio. Quando Gesù prese il nostro posto sulla croce, subì la punizione che merita il nostro peccato. Le Sue ultime parole prima di morire furono: "È compiuto" (Giovanni 19:30).

Cosa era compiuto? Non semplicemente la Sua vita terrena. Come dimostrò tre giorni dopo, non si era ancora compiuta (Matteo 28:7; Marco 16:6; 1 Corinzi 15:6). Ciò che aveva compiuto sulla croce era il disegno divino di redimere il Suo mondo peccatore. Quando Gesù disse: "È compiuto," stava affermando che aveva pagato con successo ed in pieno per ogni atto di ribellione passato, presente e futuro.

“Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16).Maggio 2021“Dio è amore”: è la definiz...
12/12/2021

“Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16).

Maggio 2021

“Dio è amore”: è la definizione più luminosa di Dio nella Scrittura che compare solamente due volte e proprio in questo testo, una lettera o forse un’esortazione, che riecheggia il quarto Vangelo. L’autore infatti è un discepolo che testimonia la tradizione spirituale dell’apostolo Giovanni. Egli scrive ad una comunità cristiana del primo secolo, che purtroppo stava già affrontando una delle prove più dolorose, cioè la discordia, la divisione sia sul piano della fede che della testimonianza.

Dio è amore: Egli vive in se stesso la pienezza della comunione come Trinità e trabocca questo amore sulle sue creature. A quanti lo accolgono dà il potere di diventare suoi figli1, con il suo stesso DNA, capaci di amare. E il suo è un amore gratuito, che libera da ogni paura e timidezza2.

Perché poi si realizzi la promessa della reciproca comunione: noi in Dio e Dio in noi, occorre però “rimanere” in questo stesso amore attivo, dinamico, creativo. Per questo i discepoli di Gesù sono chiamati ad amarsi gli uni gli altri, a dare la vita, a condividere i propri beni con chiunque sia nel bisogno. Con questo amore la comunità rimane unita, profetica, fedele.

“Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui”.

È un annuncio forte e chiaro anche per noi, oggi, che ci sentiamo a volte travolti da eventi imprevedibili e difficilmente controllabili, come la pandemia o altre tragedie personali o collettive. Ci sentiamo smarriti e spaventati e forte è la tentazione di chiuderci in noi stessi, di innalzare muri per proteggerci da chi sembra minacciare le nostre sicurezze, piuttosto che costruire ponti per incontrarci.

Come è possibile continuare a credere nell’amore di Dio in queste circostanze?

È possibile continuare ad amare?

A te la risposta.

04/11/2021

Indirizzo

Piazza Libertà 11
Naples
80144

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