Muggia-Comitato Noghere

Muggia-Comitato Noghere Distinti e distanti da questa politica incapace, trasformista quanto opportunista.

Per tutti coloro che rifiutano senza se e senza ma la nuova Acciaieria-Laminatoio a Caldo a Noghere-Aquilinia e si oppongono ai rischi dei Dragaggi nel Vallone di Muggia.

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.Parte seconda.
04/09/2026

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.
Parte seconda.

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.Parte prima.
04/09/2026

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.
Parte prima.

Alberi in scatola.Sono degli INSENSATI !Peccato che a farne le spese siano i poveri platani agonizzanti ed i portafogli ...
03/09/2026

Alberi in scatola.
Sono degli INSENSATI !

Peccato che a farne le spese siano i poveri platani agonizzanti ed i portafogli dei Triestini.
E insistono Dipiazza, Babuder, Lodi e compagnia bella pur di fronte all'evidenza dei fatti e chiedono migliori ancoraggi delle radici all'interno dei contenitori onde evitare la loro “piegatura” con il “vento” e, udite udite, la sostituzione delle piante “ammalorate”.
Che rivedete nelle foto che testimoniano come i “rincalzi” più che “ammalorati” versino in stato preagonico.
A parte il fatto che sono stati ancora fortunati che la Bora non si sia portata via tutto: scatole ed alberelli costretti in quella innaturale gabbiatura. Ci viene in mente un vecchio film in bianco e nero, con William Holden crediamo, dove si vedeva come i piedi delle bambine piccole, nascite sgradite in Cina allora, venivano fasciati stretti per deformarli e costringerli a rimanere piccoli: orribile e dolorosissima “prassi”.
Ma questo insistere, e riportiamo parte della nota ufficiale del Comune (L'amministrazione ribadisce il valore degli alberi in vaso contro le isole di calore del progetto “Oasi sui masegni”, i platani a vaso mobile presentati poco più di un mese fa dall’ente municipale come intervento di contrasto alle isole di calore urbane con l’installazione di nuove oasi d’ombra) ha del surreale e dell'insensato.
Basta! Se aveste un po' di decenza chiedereste scusa, ai poveri Platani ed ai Triestini, rimborsereste di tasca vostra la spesa, e sparireste dalla circolazione, voi ed i tecnici del Comune che hanno avvalorato tale scelta in una città dove il “vento” come lo chiamate voi imperversa per almeno un quinto dei giorni dell'anno.

“Siamo la coppia più bella del mondo ...” più Panepinto.Platanini inscatolati ecco gli autori, che i pagatori siamo noi....
02/09/2026

“Siamo la coppia più bella del mondo ...” più Panepinto.
Platanini inscatolati ecco gli autori, che i pagatori siamo noi.

Molti commentatori, una valanga, ci e si chiedevano chi sia stato l'ideatore, l'autore ed il decisore della scelta di sacrificare 13 o 14 platani per inscatolarli ed ingabbiarli, su chi ha pagato i quasi 50.000 euro i dubbi non c'erano: noi triestini.
E sulle note della famosa canzone eccoli in foto nella giornata inaugurale della trovata, nello scatto manca, purtroppo, il regista del verde pubblico, Panepinto.
Ma il bello che dà la misura esatta delle condizioni in cui giace da tempo il piccolo giornale è la prima pagina, con articoli, due, di cronaca all'interno. Nel primo cerca disperatamente di rincorrerci, con le sue poco più di 4.000 copie vendute contro i nostri 670.142 lettori al momento in cui scriviamo, sui platanini “pendenti” modello Torre di Pisa ed un po' “rinsecchiti”, parla dei social ma senza menzionarci e ci mancherebbe, poi riesuma dall'oltretomba politico il fantasma, che si materializza ogni cinque anni sulle schede elettorali ma con risultati da prefisso telefonico, della “verde” Cimolino specialista nella desertificazione di seggi e voti. Contenti loro.
Nel frattempo nella seconda foto offriamo un altro promemoria al Babuder sugli innegabili successi dei “reimpianti” a Trieste, questa ci è stata spedita or ora da Viale XX Settembre da uno dei nostri lettori e non ci sono parole idonee per “ringraziare” lui ed il manager Panepinto. Solo una domanda: quanti soldoni sono costati ai cittadini questi “reimpianti” modello kamikaze con cui avete riempito la città?
Due domande vanno invece rivolte al trio nel suo complesso. La prima, sapete forse dell'esistenza a Trieste di quel venticello nomeato …. Tora … no scusate Bora?
Che in Piazza Ponterosso vi è andata ancora bene che le quattro scatole non son finite come i due uffici container della Pertot a galleggiare nel Canale.
Secondo: quanto costa un abbattimento, estrazione della ceppaia, asporto di un albero adulto con l'eventuale aggiunta dell'acquisto di un nuovo alberello ed il suo interramento?
Vi facciamo noi questa domanda perchè alcun politico, neppure di “opposizione”, ve l'ha mai posta, figurarsi poi quelli che di mestiere dicono di essere “giornalisti”, soprattutto al piccolo giornale.
Giornale che poi oggi, per rispondere ad un altro pezzo nostro che finora ha raggiunto i 15.000 lettori dedicato ai lavori demolitori nell'ex Fiera, dove avevamo scritto “Confidando poi che Asugi ed Arpa, magari consultando l'apposito Registro in Comune, istituito ai tempi del GMA, abbiano escluso la presenza di amianto negli edifici da tirar giù, presenza purtroppo assai diffusa nelle costruzioni di quegli anni.” E, come miracolo a ve**re, oggi avete sentito l'impellente bisogno di titolare a quarto di pagina un pezzo “Bonificate 200 tonnellate di amianto e lavori in sicurezza all'ex Fiera. Le rassicurazioni dell'impresa”. Anche se noi avremmo preferito interpellare chi ha disposto, guidato, controllato la rimozione ed il conferimento degli inerti all'amianto, ovvero Asugi ed Arpa, che non fa mai fine chiedere all'oste se il suo vino è buono.
Prosit.

Porto. Meno chiacchiere e convegni!Che di questo passo Fiume e soprattutto Capodistria ci doppiano.Le notizie che oramai...
02/09/2026

Porto. Meno chiacchiere e convegni!
Che di questo passo Fiume e soprattutto Capodistria ci doppiano.

Le notizie che oramai da tempo provengono dai vicini porti sloveni e croati sono a senso unico: in crescita, e che crescita, costante nel traffico TEU, ovvero container e merci, e lasciamo perdere il petrolio che poco porta in termini di lavoro e ricchezza locale.
Mentre qui i quasi 500 milioni dei fondi Europei PNRR e Complementari Governativi in mano al Porto sono stati in rilevante parte persi o congelati per non esser stati spesi entro il 30 giugno di quest'anno.
Due esempi: i 180 milioni per la nuova infrastruttura logistica nell'area ex Ferriera ed i 60 milioni per il rilancio logistico ed economico del Porto in Valle delle Noghere.
Ora dopo due anni persi il Governo ha annunciato il rifinanziamento per l'area Ferriera e si spera si possa appena bandire la gara d'appalto, mentre tutto tace invece sulle Noghere e financo su dragaggi nel Vallone e messa in sicurezza della linea di costa lato Muggia.
Non si sono fermati invece i convegni a getto continuo e le nomine nelle società correlate al Porto e nulla si sa del tanto chiacchierato nuovo Terminal crociere in Porto Vecchio.
Mentre qui si parla a Fiume e Capodistria lavorano grazie anche alla follia di aver lasciato trasferire lì il colosso mercantile Maersk.
A quando il prossimo convegno?

VERGOGNA! Erano Platani.Deposito scarti o sostituti andati a male?Ancora grazie ad un nostro lettore, che al piccolo gio...
01/09/2026

VERGOGNA! Erano Platani.
Deposito scarti o sostituti andati a male?

Ancora grazie ad un nostro lettore, che al piccolo giornale possono nascondersi, le foto scattate in Zona industriale. Fresche le immagini ma non i poveri platanini immaginiamo di fianco al deposito della ditta fornitrice o magari dello stesso Comune, accatastati come in discarica.
Ci duole il cuore e ci mancano le parole: in verità ce le abbiamo ma sono irripetibili.
Parlano le immagini.

In 5 anni fare la spesa costa il 30% in più, ad essere ottimisti.Il Report pubblicato dal giornale di Confindustria, il ...
01/09/2026

In 5 anni fare la spesa costa il 30% in più, ad essere ottimisti.
Il Report pubblicato dal giornale di Confindustria, il Sole24ore.

E colpisce ancora di più, perchè a diffondere i dati non è il bollettino della CGIL ma il quotidiano edito dagli industriali, e comunque sono stati ottimisti perchè chi fa la spesa avrebbe ritoccato, per esperienza personale e quotidiana, quella percentuale all'insù.
L'altro dato che manca e che aggrava esponenzialmente la situazione è, nello stesso lasso di tempo, il forte aumento delle bollette energetiche, della benzina e delle tariffe, che va aggiunto al sempre più magro portafoglio di dipendenti e pensionati.
Che questa politica risolvesse questi problemi invece di occuparsi dell'universo mondo.
Polidori impara da Fogar.
Comunque merita guardare la tabella in foto.

Platanini inscatolati di Piazza Ponterosso.Spostateli subito in terra (piazza Sant'Antonio) se volete salvarli!Incredibi...
01/09/2026

Platanini inscatolati di Piazza Ponterosso.
Spostateli subito in terra (piazza Sant'Antonio) se volete salvarli!

Incredibile come i commenti che titolare e soci della ditta che li ha venduti al Comune (assessore Babuder) hanno la faccia di fare in calce ai nostri articoli, e foto, adontandosi per le critiche.
I 4, o 5, Platanini inscatolati mobili posti in Piazza Ponterosso danno segno evidente anche ai ciechi di grave sofferenza, per due è vicina la fine.
A noi dispiace molto ma solo per l'assurda sorte a cui sono stati improvvidamente destinati, per i quasi 50.000 euro pagati dai Triestini a dispiacersi in un paese civile dovrebbe essere la Corte dei Conti FVG.
Pertanto esortiamo coloro che posseggono ancora un po' di buon senso in questo scombiccherato Comune ad agire immediatamente mettendo subito in terra queste povere piante, all'uopo ci sarebbero lì vicino le aiuole del giardinetto di piazza Sant'Antonio.
Idem dicasi per gli altri otto o nove superstiti sparsi in giro: salvateli e curateli con ingenti e frequenti innaffiature prima che sia troppo tardi.
E per favore non sognatevi simili incubi in futuro.

Alberi, verde ed emergenza climatica.Due parole a questi politici incapaci.E quando ci riferiamo ai politici non facciam...
31/08/2026

Alberi, verde ed emergenza climatica.
Due parole a questi politici incapaci.

E quando ci riferiamo ai politici non facciamo distinzione di colore: sia per le esperienze passate dove la Giunta Cosolini non fu certo meglio di quelle Dipiazza, per non parlare di quella Illy che con la variante Cervesi al Piano Regolatore diede il via ad altre cementificazioni, sia per l'incredibile silenzio fin qui dimostrato dalle cosiddette “opposizioni” in Comune di Trieste impegnate, si fa per dire, nelle polemiche sul “campo largo”.
Ora che dai primi anni Duemila il clima di Trieste e provincia si sia avvicinato a quello di Saigon, mare compreso, non è una novità, e purtroppo non è una novità che questa politica nulla ha fatto se non per preve**re almeno per contenerne gli effetti su popolazione ed ambiente.
Eppure da tempo gli scienziati, i tecnici competenti all'unanimità indicavano le soluzioni da assumere e pertanto noi nel silenzio tombale di questa classe “dirigente” ci permettiamo qui nell'indicare un due idee concrete.
Posto che tutti riconoscono che per contrastare le “isole di calore” in cui i centri abitati si trasformano, e sarà sempre peggio negli anni a ve**re, la prima misura da prendere è favorire la crescita dei “boschi urbani” riconoscendo agli alberi la capacità, oltre che di purificare l'aria, di abbassare le temperature di 4/5 gradi. Dunque a Trieste, ma anche a Muggia, la massiva piantumazione di alberature, non i bonsai rinsecchiti, dai tigli ai platani ai cedri ed acacie lungo le principali arterie cittadine in centro ma anche soprattutto nelle periferie dove risiede la maggioranza degli abitanti, è la prima rapida misura da adottare. Sovrintendenza o non Sovrintendenza che il Sindaco in qualità qui di Ufficiale Sanitario può, anzi deve, assumere decisioni che per legge sono insindacabili.
Stesso problema si pone per le numerose aree di proprietà Ater che da par suo si è distinta in questi anni negli insensati abbattimenti di alberi, perchè “sporcavano”.
Aree verdi e giardini: la carente e dilettantesca manutenzione è da tempo sotto gli occhi di tutti: il caso limite fu per anni piazzale Carlo Alberto. Sono da tempo l'epicentro di numerosi ed insensati abbattimenti di alberi semisecolari, con “perizie” affidate alle stesse ditte o cooperative a cui viene affidato il compito di eseguirli.
Ma questo ci riporta immediatamente allo scandalo di un Servizio comunale del Verde pubblico ridotto ad un organico, quasi tutto “dirigenziale”, che si conta sulle dita delle due mani, idem dicasi per l'Ater ma qui una mano basta ed avanza. E che a fronte di un Regolamento comunale del Verde (pubblico e privato) abbastanza efficace non è semplicemente in grado di farlo rispettare.
Dunque ricostruirlo ex novo riportandolo almeno ai numeri in organico di 100/120 addetti, com'era prima dell'era Illy, è una priorità non procrastinabile, ma cambiandone i vertici corresponsabili dell'attuale situazione. Anche per garantire un funzionale servizio di manutenzione e soprattutto irrigazione di cui necessitano i nuovi alberi nei primi anni di vita.
Favorire nei grandi complessi edilizi, a partire da quelli a tetto piatto, l'adeguato isolamento anticalore e l'installo di coperture “verdi” di tetto e facciate, dove il verde non è il colore ma la vegetazione.
Dare il via, in un Welfare da tempo inesistente a Trieste, ad un piano capillare di climatizzazione delle abitazioni, i fondi regionali sulla carta ci sono, a partire dalle famiglie più fragili, sia per condizioni di salute, abitative ed economiche (basta incrociare i dati Ater, Inps, Asugi per averne un quadro) altrimenti smettere di narrare le solite fiabe sui “consigli fai da te” (restare in casa, divenuta una fornace dove le temperature non scendono sotto i 30 gradi, nelle “ore più calde”, idratarsi, vestirsi in un certo modo ed altre belinate consimili). E garantire poi il pagamento delle salate bollette energetiche che oggi scoraggiano tantissime persone dal “raffredarsi” d'estare e riscaldarsi d'inverno, d'altronde con il 38%, dati ufficiali Inps, di pensioni e sussidi che non arriva a 600 euro al mese, più o meno lo stesso importo che ricevono i “lavoratori poveri”, difficile sostenerne il costo.
Il “consumo del suolo” a Trieste e particolarmente a Muggia (un terzo del territorio), ovvero le costruzioni e la cementificazione, è inaccettabile e qui si impone un attento riesame dei piani regolatori comunali.
Poi ultimo dare un calcio nel deretano a quelle sigle “ambientaliste” che predicano l'abbattimento dei Pini Neri, e non solo, sul Carso e sul territorio per ripristinare la Landa che esiste solo nei loro cervelli che il Carso ab origine, cioè prima che la Serenissima ed altri in perenne fame di legno lo desertificassero.
Se solo ci fossero amministratori degni di questo nome che con le promesse elettorali ci facciamo il Bidet, consumando purtroppo preziosa acqua.

Fiera. Hanno ragione i residenti!Se queste sono le misure di prevenzione.Ex Fiera di Montebello.Ora che nel 2026 in cent...
31/08/2026

Fiera. Hanno ragione i residenti!
Se queste sono le misure di prevenzione.

Ex Fiera di Montebello.
Ora che nel 2026 in centro città a due passi dai condomini vicini si abbattano edifici in cemento armato senza predisporre adeguate misure di prevenzione, e non solo per la caduta di calcinacci ma anche per evitare il sollevamento di polveri e per attutire i rumori, è cosa da non credere. Confidando poi che Asugi ed Arpa, magari consultando l'apposito Registro in Comune, istituito ai tempi del GMA, abbiano escluso la presenza di amianto negli edifici da tirar giù, presenza purtroppo assai diffusa nelle costruzioni di quegli anni.
Ma poi vedere in foto la “misura” presa, ovvero quel tubo di gomma da giardinaggio, per “bagnare” i calcinacci ci lascia interdetti, tra il ridere ed il piangere.
Giovanotti datevi una mossa, sì diciamo a voi che siete pagati da noi per garantire salute e qualità della vita, altrimenti cambiate mestiere.

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