17/02/2026
Il Carnevale Morto è un rito che ci appartiene, è teatro che respira nelle nostre strade, è tradizione che ogni anno si rinnova grazie alla passione di un’intera comunità. È il giorno in cui Montorio si guarda negli occhi, ride di sé, si prende in giro e si ritrova più unita. Venite a salutare Carnevale, lasciatevi sorprendere, entrate nel corteo, fatevi trascinare dalle risate e dall’emozione ed essere parte di una storia che continua da più di un secolo e che ogni anno si accende grazie alla vostra presenza, al vostro entusiasmo. Perché quando il Carnevale muore… Montorio rinasce. Vi aspettiamo. 🎭💜
🎭 Il Carnevale Morto 2026 porta con sé una novità importante e profondamente identitaria: la commedia dialettale. Il testo, scritto da Cristiano Catalini con la regia di Alessandro Di Donatantonio, viene messo in scena dalla Compagnia Teatrale Montoriese, riunitasi proprio per questa occasione speciale per volontà della Pro Loco di Montorio al Vomano. Elemento distintivo dell’intera rappresentazione è il dialetto montoriese: è lui a guidare il ritmo delle battute, a far scattare le risate, a creare complicità immediata con il pubblico. I personaggi che animeranno la scena sono quelli della nostra tradizione popolare, ironici, esagerati, irresistibili: la Moglie di Carnevale, vedova teatrale e inconsolabile; gli Amanti, complici e impacciati; le Pettegole, pronte a seminare sospetti e verità scomode; il Prete, spaesato tra allusioni e doppi sensi; il Sindaco, sempre pronto a trasformare tutto in occasione pubblica; il Vescovo, protagonista della celebre omelia in latino maccheronico; e naturalmente Carnevale, adagiato nella sua bara solenne. A portare ulteriore scompiglio allo sconclusionato funerale ci sarà IL PRETUZIANO, personaggio social amatissimo, divertente e irriverente, pronto a rendere la scena ancora più imprevedibile, volato direttamente dall’Inghilterra per rendere l'ultimo saluto al povero Carnevale. 🕯 Primo atto – Via dei Mulini La rappresentazione prende avvio durante l’omelia funebre in Via dei Mulini, trasformata per l’occasione in un teatro a cielo aperto: drappi viola, maschere giganti, ceri viventi, candelabri che camminano, lampadari sospesi, fiori animati, diavoli, angeli e l’immancabile Morte. Al centro della scena il povero Carnevale, adagiato su una bara allestita come un vero funerale, curata nei dettagli e volutamente solenne, per rendere ancora più potente la parodia. È in questa atmosfera intensa e visionaria che prende vita il primo atto: morte improvvisa, equivoci, tensioni, allusioni. La commedia esplode e il pubblico comprende che non assisterà soltanto a un’omelia, ma a una vera narrazione teatrale. Terminato il primo atto, lo spettacolo diventa itinerante. Il corteo funebre attraversa Corso Valentini tra maschere in lutto, vedova inconsolabile, amanti, pettegole e personaggi istituzionali. Il paese diventa palcoscenico, il pianto è esagerato, disperato, volutamente sopra le righe. 🕯 Secondo atto – Largo Rosciano Il corteo approda a Largo Rosciano, dove la storia giunge al suo culmine. Qui la satira si fa più esplicita, le dinamiche si intrecciano e il vescovo chiude con la celebre omelia in latino maccheronico, momento di irresistibile comicità. Proprio nel cuore del secondo atto farà la sua comparsa Il Pretuziano, pronto a portare scompiglio nel funerale più atteso dell’anno, rendendo questa edizione ancora più imprevedibile e scoppiettante.
Il Carnevale Morto è un rito che ci appartiene, è teatro che respira nelle nostre strade, è tradizione che ogni anno si rinnova grazie alla passione di un’intera comunità. È il giorno in cui Montorio si guarda negli occhi, ride di sé, si prende in giro e si ritrova più unita.
Venite a dare l'ultimo saluto al Carnevale, entrate nel corteo, fatevi trascinare dalle risate e dall’emozione per essere parte di una storia che continua da più di un secolo e che ogni anno si accende grazie alla vostra presenza, al vostro entusiasmo.
Perché quando il Carnevale muore… Montorio rinasce.
Vi aspettiamo