15/10/2026
Vederli autonomi è la nostra vittoria più grande... ma quanta fatica fa quel “passaggio di consegne”? 💙
Guardando un post di Ilenia Pignatone mi sono trovata a riflettere su qualcosa che sto vivendo molto da vicino in questo periodo: quel momento in cui i nostri figli con diabete di tipo 1 diventano grandi e autonomi!
Quando la diagnosi arriva da piccoli, ci dedichiamo anima e corpo a loro. In tutti questi anni noi mamme abbiamo fatto i salti mortali incastrando casa, famiglia e gestione del diabete . Tantissime di noi hanno persino dovuto lasciare il lavoro, annullandosi senza avere un solo minuto per sé. Siamo state il loro “pancreas” h24, vegliando sulle notti e facendo calcoli complessi, con un unico obiettivo: insegnare loro a volare con le proprie ali.
Poi quel giorno arriva. Te ne accorgi dai piccoli dettagli: guardi lo smartphone a scuola e leggi “assenza dati”, perché staccano la condivisione o guardano direttamente il microinfusore. Si gestiscono da soli, in piena autonomia.
E tu, mamma, ti ritrovi all’improvviso a dover fare quattro o cinque passi indietro. Sei lì, li controlli, ma a distanza di sicurezza, rispettando il loro spazio e la loro gestione.
E qui esplode un contrasto forte:
💙Felicità e orgoglio immenso per la loro indipendenza.
💙Un pizzico di vuoto e smarrimento, perché ci ritroviamo con del tempo per noi e, dopo aver sacrificato tanto, paradossalmente ci sentiamo quasi in colpa a usarlo.
Ma mamme T3 si rimane per sempre: anche da lontano, quell’occhio discreto ai valori lo daremo sempre, pronte a dare una mano se serve. 😉
E come dice giustamente Ilenia... forse lo psicologo non andrebbe consigliato solo ai ragazzi durante la crescita, ma andrebbe fornito anche a noi mamme alla fine del percorso, per superare il “trauma” da passaggio di consegne!
A tutte le mamme T3 che oggi si sentono disorientate davanti a questi primi “assenza dati” o a questo nuovo stare “a distanza”: respirate. Non siete sole 😅💙
Vi va di raccontarci come state vivendo o avete vissuto la vostra esperienza? 💬👇