14/02/2026
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IL PUNTO SINDACALE DI GIACOMO ANEDDA
Al concessionario il 44,99% di provvigioni, all’agenzia il 10%
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♦ Qualcuno sa davvero spiegare quale sia il valore politico delle relazioni che intercorrono tra Gruppi agenti e compagnie mandanti e quali e quanti risultati siano stati raggiunti dai singoli presidenti di Gaa? La domanda sorge spontanea (come diceva un illustre giornalista), per il fatto che a sentire i protagonisti, se anche non va tutto bene, tuttavia la situazione delle agenzie è accettabile.
E d’altra parte, come potrebbe non esserlo, dal momento che i manager delle imprese assicurative, non perdono occasione per affermare pubblicamente che “gli agenti sono la nostra principale risorsa”, “la rete agenziale è per noi insostituibile”, “la crescita della redditività agenziale è nei nostri programmi” e via in questo modo, limonando come nemmeno il giorno di San Valentino.
Poi però accade l’imprevisto e si torna con i piedi per terra. L’assicurato di un’agenzia monomandataria, di un’importante impresa assicurativa che sventola orgogliosamente il tricolore, si reca dal proprio agente con in mano il preventivo per l’assicurazione Rcauto che il venditore dell’auto gli ha consegnato insieme al portachiavi. Dal momento che l’offerta assicurativa riporta lo stesso marchio dell’agenzia di sua fiducia, l’ingenuo cliente chiede al suo assicuratore di emettere lui, il contratto prospettato dal meccanico.
E qui purtroppo casca l’asino! Infatti, nonostante le più ampie e reiterate rassicurazioni dei rappresentanti dei Gruppi agenti - i quali anche in una recente intervista collettiva, confermano tutti che le relazioni industriali sono sempre caratterizzate dalla reciproca disponibilità verso la rete agenziale, allo scopo di porre rimedio ai disagi - il collega scopre che alla sua agenzia non è consentito applicare quelle stesse condizioni contrattuali; non gli è nemmeno permesso di utilizzare le tariffe scontate e, ultima ma non ultima scoperta, anche il corrispettivo provvigionale riconosciuto al venditore di auto (44,99% del premio lordo), non è minimamente avvicinabile al 10-12% faticosamente ottenuto dai Gruppi agenti.
Alla luce di quello che succede tutti i giorni e in tutte le agenzie, fanno sorridere (ma anche inorridire), le pretese di taluni Presidenti di Gaa i quali, nonostante si siano dimostrati incapaci, non riuscendo ad ottenere nemmeno la metà di quanto le imprese offrono ai concessionari di autovetture, pretendono invece di avere voce in capitolo nella contrattazione di primo livello. A sentirne alcuni, non sarebbe la loro inerzia il problema che genera incertezze economiche alle agenzie, ma piuttosto lo Sna, colpevole a loro dire di non voler cedere alle richieste delle imprese e a non accettare la revisione di alcuni fondamentali diritti garantiti dall’accordo A.N.A..
Non sembra pertanto un caso se nell’articolo sopra citato, nessuno dei Presidenti intervistati ha manifestato la disponibilità di affiancare lo Sna nelle battaglie sindacali attualmente portate avanti.
Giacomo Anedda