07/02/2026
Ieri sera ci siamo ritrovati. E ne avevamo bisogno.
L’assemblea cittadina che abbiamo promosso ha affrontato un tema che da tempo attraversa la nostra comunità: violenza, bullismo e microcriminalità giovanile.
Ci siamo confrontati apertamente, condividendo preoccupazioni reali, concrete, sentite. E da quel confronto è emerso qualcosa di importante: una consapevolezza comune.
Siamo tutti d’accordo su un punto fondamentale: la sola repressione non basta. È un problema complesso, che richiede la collaborazione attiva di istituzioni diverse: scuola, famiglie, servizi sociali, forze dell’ordine, associazioni, amministrazione.
Ma c’è un altro passaggio che non possiamo evitare: guardarci dentro come comunità. Chiederci dove eravamo mentre il problema cresceva. Interrogarci sui modelli che offriamo ogni giorno ai più giovani, a partire dal modo in cui comunichiamo tra di noi, spesso aggressivo, spesso violento nelle parole.
Chi lavora nelle scuole con progetti educativi ci racconta qualcosa che dovrebbe farci riflettere: i ragazzi vogliono essere ascoltati, accolti, visti. Non giudicati. Quando gli si dà la possibilità di parlare, si aprono. Quando qualcuno investe nelle loro risorse, rispondono.
Non chiedono la luna. Chiedono attenzione.
Per questo proponiamo un passo concreto: la creazione di un gruppo di lavoro che metta insieme tutti gli attori coinvolti )istituzioni, scuole, associazioni, operatori sociali, famiglie) per costruire risposte reali, condivise, strutturate.
Perché i problemi complessi non si risolvono con le scorciatoie. Si affrontano insieme.
Ringraziamo per il loro contributo al dibattito il prof Belvedere, il Sindaco, l’Assessora al Welfare, il Maresciallo della Stazione dei Carabinieri, la Comandante della Polizia Locale, e tutti i partecipanti della comunità.
Comune di Monte Sant'Angelo