19/08/2025
Ferra il Bosko 2025 – Dopo la tempesta
Quest’anno non è stato semplice. Quindi dobbiamo fare quattro chiacchiere con chi avrà voglia di leggere fino in fondo.
Ecco cosa ci resta addosso, ed ecco cosa vogliamo raccontarvi, in sintesi, attraverso tre pensieri:
1) Mai arrendersi
Ore 18:00 – Una tempesta vera, nel tardo pomeriggio, ha messo tutto in discussione: grandine, vento, pioggia battente.
Per un evento itinerante in montagna questo, di solito, significa una sola cosa: arrivederci all’anno prossimo.
E invece no. Non ci siamo arresi.
O meglio: voi non vi siete fermati :-)
Siete arrivati lo stesso, con l’ombrello in una mano e lo spritz nell’altra, e avete dato il via a qualcosa che – senza la vostra energia – forse non sarebbe nemmeno partito.
Siete stati il segnale che aspettavamo per ripartire. Da lì in poi tutto ha ripreso forma: abbiamo trovato soluzioni al volo, ci siamo riadattati, abbiamo reagito e messo in piedi un Ferra il Bosko comunque epico.
Grazie ragazzi.
Grazie anche ai Bestiame e e Pineab per averci fatto ballare e divertire.
Un grazie speciale anche ai Radiobabylon, che purtroppo non hanno potuto esibirsi, ma che aspettiamo presto con un grande “arrivederci”.
2) Due livelli, una tradizione
Dopo l’evento, alla luce di fatti notturni che dopo tratteremo, vari articoli e commenti di questi giorni ci hanno dato lo stimolo per raccontare meglio cosa sia Ferra il Bosko, il contesto che lo circonda e il suo rapporto con una notte, quella del 14 agosto, che da decenni è speciale per tutta l’Amiata.
Perché oggi si parla anche dei momenti critici successi nei boschi, ripresi dai giornali e rilanciati in modo forse troppo istintivo, “di pancia”.
Ferra il Bosko è un evento pianificato, autorizzato, presidiato, circoscritto, super tranquillo.
Ma sappiamo tutti che esiste anche una tradizione più antica: quella di ritrovarsi nei boschi la notte di Ferragosto, con tende e falò, in libertà e autonomia.
Una tradizione che è sempre esistita e che negli anni si è affiancata all’evento, diventandone una presenza parallela: non gestita direttamente, ma comunque parte viva del contesto.
Noi stessi siamo cresciuti in quella tradizione, quando ancora Ferra il Bosko non c’era.
Per questo sappiamo bene che questi due livelli – quello organizzato e quello spontaneo – convivono ogni anno in un equilibrio delicato.
Con il tempo, tutto è cresciuto: l’evento, i partecipanti, il passaparola.
E di riflesso è cresciuta anche la presenza nei boschi.
È in quei momenti che abbiamo capito che Ferra il Bosko non era più solo un evento, ma anche un’occasione per trasmettere un messaggio, una cultura del vivere la montagna insieme, in libertà ma con rispetto.
Senza pretendere di essere un modello, possiamo dire che in questi anni abbiamo trovato una nostra quadra, un equilibrio tra spontaneità e organizzazione, tra festa e attenzione.
E i ragazzi lo hanno sempre compreso e rispettato. Siamo molto orgogliosi della maggior parte di loro. E siamo orgogliosi anche del nostro operato.
3) Una responsabilità condivisa.
Quest’anno, però, nella notte tra il 14 e il 15 agosto, si sono verificati disordini ed alcuni episodi seri, in cui non ci addentriamo perchè i fatti specifici non sono chiari e non vogliamo dire cose inesatte.
Non sono successe dentro Ferra il Bosko, ma in un luogo comunque vicino e legato alla stessa esperienza collettiva.
E quindi, anche se non ne siamo responsabili, ci riguarda.
Perché come comunità abbiamo il dovere di esserci, di capire, di agire.
La nostra posizione è chiara: non possiamo arretrare di un centimetro sul rispetto. Non possiamo ignorare nessun atteggiamento violento o irrispettoso.
Allo stesso tempo, non vogliamo scivolare in reazioni istintive, che sarebbero una sconfitta per tutti.
Questo episodio – che purtroppo non è isolato sul territorio – va affrontato per quello che è: un tema sociale e generazionale.
Come comunità amiatina dobbiamo accettare che tutta l’Amiata stia vivendo una fase di cambiamento, e che con essa cambino anche le dinamiche sociali, culturali e generazionali.
Non servono semplificazioni né rabbia: servono consapevolezza, azioni, corresponsabilità.
Dobbiamo essere un’Amiata unita, lucida, capace di andare oltre i confini comunali e provinciali.
Dobbiamo chiedere a istituzioni, scuole, forze dell’ordine e presìdi del territorio di mettere ancora di più al centro temi come disagio giovanile, integrazione e rispetto delle regole di convivenza.
L’episodio di quest’anno è stato doloroso e inaccettabile, ma non può e non deve oscurare il senso profondo di ciò che costruiamo ogni anno in montagna.
Ferra il Bosko – come la nostra comunità – è un’altra cosa.
È un’esperienza che unisce, che fa stare bene, che accoglie tutti in serenità: bambini, famiglie, ragazzi.
E continuerà a esserlo.
Grazie a chi c’è stato, a chi ci sarà e a chi ha voglia di costruire insieme.
Ci vediamo nel bosko. Sempre insieme.💜