20/12/2024
Ho sempre vissuto il Natale come il periodo dell'anno in cui aleggia un'allegria intima e consolatoria; una sorta di pausa necessaria dalla frenesia, dal flusso inarrestabile dei fatti del mondo.
E Santa Barbara in quel periodo dell'anno, in questo periodo dell'anno è uno di quei luoghi in cui è possibile ritrovarsi abbracciati da quell'allegria.
Sarà per via dei panorami invernali che si godono dalla piazzetta o del profumo dell'aria frizzante portata dal vento di levante. O forse per via dei molti ricordi che affondano nel tempo della mia adolescenza o dei miei vent'anni.
La mente corre, ad esempio, alle interminabili nottate a casa di Lia e Mariella de Francesco(le mie cugine torinesi) tra giochi di carte ed improvvisate spaghettate di mezzanotte, dove si consumavano le voci in racconti di antichi personaggi in bilico tra verità e leggenda (ad esempio quelli del mitico Don Carru) ma dove protagonista rimaneva la voglia di stare insieme agli amici ritrovati: Filippo e Rosanna De Francesco, Mimmo Giorgianni, Melino Lo Presti, Gianni Baglione, Nino Munnia, Anna Bascì, Enzo Taranto, Enzo Restifa, a cui si univa a volte la compagine montalbanese (i fratelli Verderico, Salvatore Todaro, Nicola Bartolone, Peppuccio Tortora, Bartolo Bartolone, Mario Pantano, Filippo Puglisi e tanti altri) o, altre volte, quella degli "svizzeri".
Corre alle serate di musica e balli, organizzate a casa del compianto Nino Taranto o alla delegazione municipale; alle scorribande e le cene "epiche" con i miei amici di una vita: Natalino Alosi, Massimo Maiorana, Nino Molino, Tindaro De Francesco ma anche Carmelino Chisari, Melino, Carmelo Maiorana, Filippello, Giovanni Gulino, Massimo Alosi e altri non meno importanti.
Al ricordo della presenza aggregante della chiesa con padre Mangiapane e l'energia contagiosa ed entusiasta di Filippo Taranto, con il suo attaccamento proattivo alle tradizioni e all'identità del villaggio.
Santa Barbara, insomma, evoca in me il ricordo di una comunità sana e gioiosa dove si incrociavano vecchie e nuove generazioni, che nei giorni di festa invernale popolavano il villaggio come mai prima d'allora e, ahimé, mai più dopo di allora.
A quella Santa Barbara, a quella comunità, con un pizzico di nostalgia ma anche con la speranza di una nuova futura vitalità, voglio porgere, seppure con qualche giorno d'anticipo, i più sinceri auguri di Buon Natale e Felice 2025. (La foto di repertorio mi è stata fornita da Massimo Maiorana - anche se credo l'abbia scattata io con la mia Nikon f401x-). Associazione ViviAmo Santa Barbara
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