23/08/2026
PERCHE' ISCRIVERSI ALL' APEI ???
APEI: una presenza numerica, professionale e istituzionale verificabile
Tra le associazioni esaminate, l’APEI – Associazione Pedagogisti Educatori Italiani – presenta una delle più ampie e documentabili consistenze associative e una continuità d’azione che non si limita alla comunicazione online.
Costituita nel 2007, l’APEI ha raggiunto la soglia di circa 4.000 pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici, censiti attraverso un elenco pubblico ordinato per numero di iscrizione. Non si tratta quindi soltanto di follower, contatti social o iscritti a una newsletter, ma di professionisti nominativamente verificabili. L’associazione pubblica inoltre statuto, codice deontologico, organi nazionali, articolazioni territoriali, commissioni, attività formative e servizi per gli associati. Elenco soci APEI
Naturalmente anche per l’APEI resta importante distinguere tra iscrizioni complessivamente registrate e soci in regola con la quota nell’anno in corso. Tuttavia, l’esistenza di un elenco nominativo pubblico permette una verifica incomparabilmente più concreta rispetto a una semplice dichiarazione numerica non accompagnata da dati consultabili.
Le Commissioni nazionali
La consistenza di un’associazione non si misura soltanto contando i soci, ma verificando quanti di essi partecipino realmente alla produzione di idee, documenti, progetti e iniziative.
L’APEI ha costituito Commissioni nazionali dedicate ai principali ambiti di esercizio delle professioni pedagogiche ed educative. Le Commissioni hanno il compito di esaminare le proposte legislative e governative, approfondire i problemi professionali, produrre documentazione e formulare proposte al Consiglio nazionale. Non sono quindi semplici denominazioni inserite in un organigramma, ma luoghi nei quali i soci possono confrontare esperienze e competenze professionali. Commissioni nazionali APEI
Tra le aree attualmente attive o in fase di sviluppo rientrano:
scuola e Unità di Pedagogia Scolastica;
sistema integrato zerosei;
disabilità e progetto di vita;
servizi sociosanitari;
CTU, CTP e pedagogia giuridica;
intelligenza artificiale e benessere pedagogico digitale;
educazione alimentare, benessere e stili di vita;
pedagogia nelle organizzazioni e nelle aziende;
educazione non formale;
pedagogia, letteratura e diffusione della cultura libraria;
professioni educative nei diversi servizi territoriali.
Le Commissioni rappresentano anche uno strumento per evitare che le posizioni pubbliche dell’associazione siano affidate esclusivamente alle opinioni del presidente. Prima di intervenire su temi complessi – scuola, disabilità, sanità, giustizia, infanzia, intelligenza artificiale – occorre infatti costruire uno spazio di approfondimento tra professionisti che lavorano concretamente in quei settori.
La rivista “Quaderni di pedagogia e pratiche educative”
L’APEI promuove anche la rivista semestrale “Quaderni di pedagogia e pratiche educative”, nata per costruire un ponte tra ricerca pedagogica, esercizio professionale e pratiche sviluppate nei servizi.
La rivista pubblica esperienze, studi sul campo, riflessioni metodologiche e contributi professionali attraverso specifiche call for papers. Il suo obiettivo è attribuire dignità scientifica alla pedagogia agita, facendo emergere il sapere prodotto quotidianamente da educatori e pedagogisti nei servizi educativi, sociali, scolastici, giudiziari, sociosanitari e territoriali.
Non si tratta, dunque, di un semplice contenitore di comunicati associativi. La rivista intende sottoporre le esperienze professionali a un processo di riflessione, confronto e validazione comunitaria, affinché la pratica non rimanga un sapere individuale e disperso, ma possa diventare patrimonio condiviso della categoria. La rivista APEI, Quaderni di pedagogia e pratiche educative
L’Assemblea nazionale di Napoli del 2026
La presenza reale di un’associazione si misura anche attraverso la capacità di incontrarsi, discutere, votare e assumere decisioni collettive.
L’ultima Assemblea nazionale APEI si è tenuta a Napoli dal 3 al 7 luglio 2026 ed è stata dedicata al tema:
“Benessere pedagogico. Educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti per le famiglie, le scuole e le comunità”.
L’Assemblea non ha avuto soltanto una funzione celebrativa. Ha affrontato l’attuazione della Legge 55/2024, il futuro dell’Ordine professionale, la programmazione associativa 2026-2027, l’approvazione del rendiconto, la modifica dello statuto e la riorganizzazione nazionale dell’associazione.
Nel corso dei lavori sono intervenuti i responsabili delle Commissioni, i componenti del Consiglio nazionale, i rappresentanti regionali, il Comitato tecnico-scientifico, la direzione della rivista e numerosi soci.
A Napoli sono stati inoltre presentati o sviluppati:
la Carta del Benessere Pedagogico;
il progetto dell’Unità di Pedagogia Scolastica;
il rafforzamento delle Commissioni nazionali;
uno spazio dedicato agli autori e alla cultura pedagogica libraria;
la programmazione del quindicesimo percorso nazionale di aggiornamento professionale;
la nuova organizzazione territoriale e partecipativa dell’associazione;
la piattaforma politico-professionale “Riprendiamoci la Pedagogia”.
Il programma pubblico dell’Assemblea riporta relatori, responsabili delle Commissioni, rappresentanti regionali, temi degli interventi e modalità di partecipazione. È un esempio concreto di tracciabilità della vita associativa. Assemblea nazionale APEI 2026 a Napoli
Quindici anni di aggiornamento professionale
L’APEI ha costruito nel tempo un proprio sistema di aggiornamento professionale, giunto nel 2026 alla quindicesima edizione.
Il percorso non si limita all’acquisto di corsi esterni, ma valorizza il confronto tra colleghi, la presentazione di esperienze, la discussione delle pratiche e la costruzione di una comunità professionale. I soci possono proporre contributi, progetti e approfondimenti da sottoporre alla valutazione del Comitato tecnico-scientifico.
Questa continuità è significativa: un’associazione professionale non dovrebbe comparire soltanto quando c’è una nuova legge, una scadenza per l’iscrizione all’Albo o una campagna di tesseramento. Dovrebbe accompagnare stabilmente i propri soci nell’aggiornamento e nell’elaborazione della loro identità professionale. Aggiornamento professionale APEI
Dalla Legge 205/2017 alla Legge 55/2024
Uno degli elementi che maggiormente distingue una presenza associativa reale da una presenza puramente virtuale è la capacità di incidere nei processi istituzionali.
L’APEI ha svolto un’attività continuativa per il riconoscimento giuridico dell’educatore professionale socio-pedagogico e del pedagogista. Ha partecipato al dibattito parlamentare che ha preceduto la disciplina confluita nei commi 594-601 della Legge 205/2017, con la quale sono stati definiti per la prima volta a livello nazionale:
titoli professionali;
livelli di qualificazione;
ambiti lavorativi;
disposizioni transitorie;
distinzione tra educatore socio-pedagogico ed educatore sanitario.
Il lavoro non si è concluso con l’approvazione della legge. L’APEI ha seguito la sua applicazione, promosso incontri nazionali e territoriali, segnalato interpretazioni scorrette, contrastato bandi illegittimi e sostenuto il riconoscimento dei professionisti nei servizi scolastici, educativi, sociali e sociosanitari. La documentazione parlamentare conserva anche memorie ufficiali presentate dall’associazione. Memoria APEI pubblicata dal Senato
L’impegno è proseguito per l’istituzione dell’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative. VITA ha definito l’APEI come l’associazione che più ha sostenuto la necessità dell’Ordine degli educatori socio-pedagogici, poi istituito con la Legge 55/2024. VITA: il ruolo dell’APEI per l’Ordine
Questo percorso dimostra che il ruolo dell’associazione non nasce dopo l’approvazione delle leggi per rivendicarne il risultato, ma si sviluppa attraverso anni di interlocuzioni, proposte, audizioni, documenti e mobilitazione della categoria.
L’audizione sul DDL 1712 e la difesa della Legge 55/2024
Nel 2026 l’APEI è stata ufficialmente audita dalla II Commissione Giustizia del Senato nell’ambito dell’esame del DDL 1712, il cosiddetto DDL Nordio, che propone modifiche rilevanti alla Legge 55/2024 e all’assetto dell’Ordine.
L’audizione si è svolta il 4 giugno 2026, nella seduta n. 313. La presenza dell’APEI, il documento depositato e il collegamento alla registrazione video risultano negli archivi ufficiali del Senato. Audizioni sul DDL 1712, archivio della II Commissione
L’APEI non si è limitata a esprimere genericamente contrarietà. Ha analizzato il disegno di legge, illustrato le conseguenze professionali delle modifiche e formulato proposte correttive.
È opportuno usare una terminologia parlamentare precisa: un’associazione non può formalmente “presentare emendamenti” in Commissione, prerogativa riservata a senatori, relatori e Governo. Può però:
elaborare proposte emendative;
trasmetterle ai parlamentari;
illustrarle durante le audizioni;
sollecitarne la sottoscrizione e il deposito;
predisporre documenti tecnici a supporto dei lavori parlamentari;
analizzare e rendere comprensibili alla categoria gli emendamenti depositati.
APEI ha svolto tutte queste attività, chiedendo in particolare la tutela dei due profili professionali, la rappresentanza equilibrata tra pedagogisti ed educatori, il rispetto delle iscrizioni già accolte, il superamento delle disparità tra dipendenti e liberi professionisti e una costruzione dell’Ordine realmente partecipata.
Parallelamente ha seguito sedute, dossier ed emendamenti del Governo, della relatrice, della maggioranza e delle opposizioni, informando costantemente i professionisti attraverso documenti, dirette e approfondimenti.
Questa è una forma concreta di rappresentanza: non limitarsi a pubblicare la notizia, ma studiare gli atti, intervenire nel procedimento e restituire alla categoria gli sviluppi del dibattito parlamentare.
La presenza sui mezzi di informazione
L’attività pubblica dell’APEI è rintracciabile anche fuori dai suoi canali istituzionali.
Negli anni l’associazione e il suo presidente sono intervenuti regolarmente su testate nazionali specializzate nel welfare e nella scuola.
Su VITA sono stati pubblicati contributi riguardanti:
l’istituzione dell’Ordine;
la dignità delle professioni educative;
la presenza di pedagogisti ed educatori nei servizi sociosanitari;
la carenza di educatori;
le retribuzioni e le condizioni di lavoro;
la necessità di una grande professione educativa;
il rapporto tra formazione universitaria, lavoro e sistema dei servizi.
Tra i contributi più recenti figurano gli interventi sulla carenza di educatori e sulla necessità di retribuirli e riconoscerli come professionisti laureati. Archivio degli articoli su VITA
Su Orizzonte Scuola sono documentati interventi APEI sul pedagogista scolastico, sull’Unità di Pedagogia Scolastica, sull’educazione affettiva e sessuale, sulla violenza a scuola, sui servizi zerosei, sulle professioni educative e sulle modifiche legislative. APEI e violenza scolastica, Unità di Pedagogia Scolastica
Su La Tecnica della Scuola l’APEI è intervenuta, tra l’altro, sul ruolo dei professionisti pedagogici, sull’intelligenza artificiale, sulla violenza e il disagio giovanile, sull’inclusione scolastica, sugli assistenti all’autonomia e alla comunicazione e sul valore educativo della democrazia. Indagine APEI sull’intelligenza artificiale, intervento sul valore educativo della democrazia
Queste pubblicazioni non dimostrano automaticamente la correttezza di ogni posizione sostenuta dall’associazione. Dimostrano però una presenza riconoscibile, continuativa e sottoposta al confronto pubblico.
Una presenza social che documenta attività reali
APEI è presente quotidianamente su Facebook, LinkedIn e sugli altri canali social. Ma la rilevanza non consiste semplicemente nel numero dei post.
Le piattaforme vengono utilizzate per:
pubblicare documenti e comunicati;
convocare assemblee e commissioni;
diffondere bandi e opportunità lavorative;
segnalare bandi ritenuti discriminatori;
informare sull’iscrizione agli albi;
commentare le novità legislative;
trasmettere dirette di approfondimento;
presentare attività regionali;
promuovere l’aggiornamento professionale;
raccogliere candidature e disponibilità per gruppi di lavoro;
rendere conto degli incontri istituzionali;
mantenere un confronto quotidiano con migliaia di educatori e pedagogisti.
La presenza digitale, pertanto, non sostituisce l’associazione reale, ma ne rende visibili le attività. Dietro le pagine social sono rintracciabili persone, commissioni, assemblee, documenti, iniziative territoriali, audizioni e prese di posizione pubbliche.
Una realtà che può essere verificata
APEI non deve essere considerata seria perché lo afferma il suo presidente. Deve essere valutata attraverso ciò che rende controllabile:
circa 4.000 soci censiti nominativamente;
un elenco pubblico degli associati;
una storia avviata nel 2007;
organi associativi identificabili;
un’articolazione nazionale e territoriale;
commissioni professionali;
un Comitato tecnico-scientifico;
un percorso continuativo di aggiornamento;
una rivista semestrale;
assemblee nazionali documentate;
interventi sulla stampa specializzata;
interlocuzioni istituzionali;
audizioni parlamentari;
memorie e proposte emendative;
attività di tutela della professione;
un confronto quotidiano con pedagogisti ed educatori attraverso i social.
Questo non significa che l’associazione non possa essere criticata o che ogni sua scelta sia necessariamente corretta. Al contrario, un’organizzazione realmente democratica deve accettare il confronto e rendere conto del proprio operato.
Significa, però, che chi vuole valutare la consistenza dell’APEI non deve affidarsi a slogan o autocertificazioni: può controllare nomi, documenti, attività, pubblicazioni, assemblee, audizioni e risultati.
È esattamente questo il criterio che dovrebbe essere applicato a tutte le associazioni: non ciò che dichiarano di essere, ma ciò che permettono realmente di verificare.
Il Presidente Nazionale
Ped. Alessandro Prisciandaro