Associazione Pedagogisti Educatori Italiani

Associazione Pedagogisti Educatori Italiani Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Associazione Pedagogisti Educatori Italiani, Organizzazione no-profit, Monreale.

L’Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani più rappresentativa della categoria, iscritta negli elenchi del Ministero dello Sviluppo Economico, concorre da sempre con i Governi per il riconoscimento giuridico degli Educatori e dei Pedagogisti

L' APEI LANCIA L'ALLARME: ORA O MAI PIU'! Siamo allo scadere del governo Meloni, se non si approva la legge agli scorci ...
24/08/2026

L' APEI LANCIA L'ALLARME: ORA O MAI PIU'! Siamo allo scadere del governo Meloni, se non si approva la legge agli scorci di legislatura rischia di SALTARE TUTTO!

Il Parlamento sta discutendo come modificare la legge che solo due anni fa hanno istituito l’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative, senza che però l'Ordine abbia ancora visto la luce. Per l'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani è necessario correggere gli aspetti della Legge 55...

PERCHE' ISCRIVERSI ALL' APEI ???APEI: una presenza numerica, professionale e istituzionale verificabileTra le associazio...
23/08/2026

PERCHE' ISCRIVERSI ALL' APEI ???

APEI: una presenza numerica, professionale e istituzionale verificabile

Tra le associazioni esaminate, l’APEI – Associazione Pedagogisti Educatori Italiani – presenta una delle più ampie e documentabili consistenze associative e una continuità d’azione che non si limita alla comunicazione online.

Costituita nel 2007, l’APEI ha raggiunto la soglia di circa 4.000 pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici, censiti attraverso un elenco pubblico ordinato per numero di iscrizione. Non si tratta quindi soltanto di follower, contatti social o iscritti a una newsletter, ma di professionisti nominativamente verificabili. L’associazione pubblica inoltre statuto, codice deontologico, organi nazionali, articolazioni territoriali, commissioni, attività formative e servizi per gli associati. Elenco soci APEI

Naturalmente anche per l’APEI resta importante distinguere tra iscrizioni complessivamente registrate e soci in regola con la quota nell’anno in corso. Tuttavia, l’esistenza di un elenco nominativo pubblico permette una verifica incomparabilmente più concreta rispetto a una semplice dichiarazione numerica non accompagnata da dati consultabili.

Le Commissioni nazionali

La consistenza di un’associazione non si misura soltanto contando i soci, ma verificando quanti di essi partecipino realmente alla produzione di idee, documenti, progetti e iniziative.

L’APEI ha costituito Commissioni nazionali dedicate ai principali ambiti di esercizio delle professioni pedagogiche ed educative. Le Commissioni hanno il compito di esaminare le proposte legislative e governative, approfondire i problemi professionali, produrre documentazione e formulare proposte al Consiglio nazionale. Non sono quindi semplici denominazioni inserite in un organigramma, ma luoghi nei quali i soci possono confrontare esperienze e competenze professionali. Commissioni nazionali APEI

Tra le aree attualmente attive o in fase di sviluppo rientrano:

scuola e Unità di Pedagogia Scolastica;
sistema integrato zerosei;
disabilità e progetto di vita;
servizi sociosanitari;
CTU, CTP e pedagogia giuridica;
intelligenza artificiale e benessere pedagogico digitale;
educazione alimentare, benessere e stili di vita;
pedagogia nelle organizzazioni e nelle aziende;
educazione non formale;
pedagogia, letteratura e diffusione della cultura libraria;
professioni educative nei diversi servizi territoriali.

Le Commissioni rappresentano anche uno strumento per evitare che le posizioni pubbliche dell’associazione siano affidate esclusivamente alle opinioni del presidente. Prima di intervenire su temi complessi – scuola, disabilità, sanità, giustizia, infanzia, intelligenza artificiale – occorre infatti costruire uno spazio di approfondimento tra professionisti che lavorano concretamente in quei settori.

La rivista “Quaderni di pedagogia e pratiche educative”

L’APEI promuove anche la rivista semestrale “Quaderni di pedagogia e pratiche educative”, nata per costruire un ponte tra ricerca pedagogica, esercizio professionale e pratiche sviluppate nei servizi.

La rivista pubblica esperienze, studi sul campo, riflessioni metodologiche e contributi professionali attraverso specifiche call for papers. Il suo obiettivo è attribuire dignità scientifica alla pedagogia agita, facendo emergere il sapere prodotto quotidianamente da educatori e pedagogisti nei servizi educativi, sociali, scolastici, giudiziari, sociosanitari e territoriali.

Non si tratta, dunque, di un semplice contenitore di comunicati associativi. La rivista intende sottoporre le esperienze professionali a un processo di riflessione, confronto e validazione comunitaria, affinché la pratica non rimanga un sapere individuale e disperso, ma possa diventare patrimonio condiviso della categoria. La rivista APEI, Quaderni di pedagogia e pratiche educative

L’Assemblea nazionale di Napoli del 2026

La presenza reale di un’associazione si misura anche attraverso la capacità di incontrarsi, discutere, votare e assumere decisioni collettive.

L’ultima Assemblea nazionale APEI si è tenuta a Napoli dal 3 al 7 luglio 2026 ed è stata dedicata al tema:

“Benessere pedagogico. Educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti per le famiglie, le scuole e le comunità”.

L’Assemblea non ha avuto soltanto una funzione celebrativa. Ha affrontato l’attuazione della Legge 55/2024, il futuro dell’Ordine professionale, la programmazione associativa 2026-2027, l’approvazione del rendiconto, la modifica dello statuto e la riorganizzazione nazionale dell’associazione.

Nel corso dei lavori sono intervenuti i responsabili delle Commissioni, i componenti del Consiglio nazionale, i rappresentanti regionali, il Comitato tecnico-scientifico, la direzione della rivista e numerosi soci.

A Napoli sono stati inoltre presentati o sviluppati:

la Carta del Benessere Pedagogico;
il progetto dell’Unità di Pedagogia Scolastica;
il rafforzamento delle Commissioni nazionali;
uno spazio dedicato agli autori e alla cultura pedagogica libraria;
la programmazione del quindicesimo percorso nazionale di aggiornamento professionale;
la nuova organizzazione territoriale e partecipativa dell’associazione;
la piattaforma politico-professionale “Riprendiamoci la Pedagogia”.

Il programma pubblico dell’Assemblea riporta relatori, responsabili delle Commissioni, rappresentanti regionali, temi degli interventi e modalità di partecipazione. È un esempio concreto di tracciabilità della vita associativa. Assemblea nazionale APEI 2026 a Napoli

Quindici anni di aggiornamento professionale

L’APEI ha costruito nel tempo un proprio sistema di aggiornamento professionale, giunto nel 2026 alla quindicesima edizione.

Il percorso non si limita all’acquisto di corsi esterni, ma valorizza il confronto tra colleghi, la presentazione di esperienze, la discussione delle pratiche e la costruzione di una comunità professionale. I soci possono proporre contributi, progetti e approfondimenti da sottoporre alla valutazione del Comitato tecnico-scientifico.

Questa continuità è significativa: un’associazione professionale non dovrebbe comparire soltanto quando c’è una nuova legge, una scadenza per l’iscrizione all’Albo o una campagna di tesseramento. Dovrebbe accompagnare stabilmente i propri soci nell’aggiornamento e nell’elaborazione della loro identità professionale. Aggiornamento professionale APEI

Dalla Legge 205/2017 alla Legge 55/2024

Uno degli elementi che maggiormente distingue una presenza associativa reale da una presenza puramente virtuale è la capacità di incidere nei processi istituzionali.

L’APEI ha svolto un’attività continuativa per il riconoscimento giuridico dell’educatore professionale socio-pedagogico e del pedagogista. Ha partecipato al dibattito parlamentare che ha preceduto la disciplina confluita nei commi 594-601 della Legge 205/2017, con la quale sono stati definiti per la prima volta a livello nazionale:

titoli professionali;
livelli di qualificazione;
ambiti lavorativi;
disposizioni transitorie;
distinzione tra educatore socio-pedagogico ed educatore sanitario.

Il lavoro non si è concluso con l’approvazione della legge. L’APEI ha seguito la sua applicazione, promosso incontri nazionali e territoriali, segnalato interpretazioni scorrette, contrastato bandi illegittimi e sostenuto il riconoscimento dei professionisti nei servizi scolastici, educativi, sociali e sociosanitari. La documentazione parlamentare conserva anche memorie ufficiali presentate dall’associazione. Memoria APEI pubblicata dal Senato

L’impegno è proseguito per l’istituzione dell’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative. VITA ha definito l’APEI come l’associazione che più ha sostenuto la necessità dell’Ordine degli educatori socio-pedagogici, poi istituito con la Legge 55/2024. VITA: il ruolo dell’APEI per l’Ordine

Questo percorso dimostra che il ruolo dell’associazione non nasce dopo l’approvazione delle leggi per rivendicarne il risultato, ma si sviluppa attraverso anni di interlocuzioni, proposte, audizioni, documenti e mobilitazione della categoria.

L’audizione sul DDL 1712 e la difesa della Legge 55/2024

Nel 2026 l’APEI è stata ufficialmente audita dalla II Commissione Giustizia del Senato nell’ambito dell’esame del DDL 1712, il cosiddetto DDL Nordio, che propone modifiche rilevanti alla Legge 55/2024 e all’assetto dell’Ordine.

L’audizione si è svolta il 4 giugno 2026, nella seduta n. 313. La presenza dell’APEI, il documento depositato e il collegamento alla registrazione video risultano negli archivi ufficiali del Senato. Audizioni sul DDL 1712, archivio della II Commissione

L’APEI non si è limitata a esprimere genericamente contrarietà. Ha analizzato il disegno di legge, illustrato le conseguenze professionali delle modifiche e formulato proposte correttive.

È opportuno usare una terminologia parlamentare precisa: un’associazione non può formalmente “presentare emendamenti” in Commissione, prerogativa riservata a senatori, relatori e Governo. Può però:

elaborare proposte emendative;
trasmetterle ai parlamentari;
illustrarle durante le audizioni;
sollecitarne la sottoscrizione e il deposito;
predisporre documenti tecnici a supporto dei lavori parlamentari;
analizzare e rendere comprensibili alla categoria gli emendamenti depositati.

APEI ha svolto tutte queste attività, chiedendo in particolare la tutela dei due profili professionali, la rappresentanza equilibrata tra pedagogisti ed educatori, il rispetto delle iscrizioni già accolte, il superamento delle disparità tra dipendenti e liberi professionisti e una costruzione dell’Ordine realmente partecipata.

Parallelamente ha seguito sedute, dossier ed emendamenti del Governo, della relatrice, della maggioranza e delle opposizioni, informando costantemente i professionisti attraverso documenti, dirette e approfondimenti.

Questa è una forma concreta di rappresentanza: non limitarsi a pubblicare la notizia, ma studiare gli atti, intervenire nel procedimento e restituire alla categoria gli sviluppi del dibattito parlamentare.

La presenza sui mezzi di informazione

L’attività pubblica dell’APEI è rintracciabile anche fuori dai suoi canali istituzionali.

Negli anni l’associazione e il suo presidente sono intervenuti regolarmente su testate nazionali specializzate nel welfare e nella scuola.

Su VITA sono stati pubblicati contributi riguardanti:

l’istituzione dell’Ordine;
la dignità delle professioni educative;
la presenza di pedagogisti ed educatori nei servizi sociosanitari;
la carenza di educatori;
le retribuzioni e le condizioni di lavoro;
la necessità di una grande professione educativa;
il rapporto tra formazione universitaria, lavoro e sistema dei servizi.

Tra i contributi più recenti figurano gli interventi sulla carenza di educatori e sulla necessità di retribuirli e riconoscerli come professionisti laureati. Archivio degli articoli su VITA

Su Orizzonte Scuola sono documentati interventi APEI sul pedagogista scolastico, sull’Unità di Pedagogia Scolastica, sull’educazione affettiva e sessuale, sulla violenza a scuola, sui servizi zerosei, sulle professioni educative e sulle modifiche legislative. APEI e violenza scolastica, Unità di Pedagogia Scolastica

Su La Tecnica della Scuola l’APEI è intervenuta, tra l’altro, sul ruolo dei professionisti pedagogici, sull’intelligenza artificiale, sulla violenza e il disagio giovanile, sull’inclusione scolastica, sugli assistenti all’autonomia e alla comunicazione e sul valore educativo della democrazia. Indagine APEI sull’intelligenza artificiale, intervento sul valore educativo della democrazia

Queste pubblicazioni non dimostrano automaticamente la correttezza di ogni posizione sostenuta dall’associazione. Dimostrano però una presenza riconoscibile, continuativa e sottoposta al confronto pubblico.

Una presenza social che documenta attività reali

APEI è presente quotidianamente su Facebook, LinkedIn e sugli altri canali social. Ma la rilevanza non consiste semplicemente nel numero dei post.

Le piattaforme vengono utilizzate per:

pubblicare documenti e comunicati;
convocare assemblee e commissioni;
diffondere bandi e opportunità lavorative;
segnalare bandi ritenuti discriminatori;
informare sull’iscrizione agli albi;
commentare le novità legislative;
trasmettere dirette di approfondimento;
presentare attività regionali;
promuovere l’aggiornamento professionale;
raccogliere candidature e disponibilità per gruppi di lavoro;
rendere conto degli incontri istituzionali;
mantenere un confronto quotidiano con migliaia di educatori e pedagogisti.

La presenza digitale, pertanto, non sostituisce l’associazione reale, ma ne rende visibili le attività. Dietro le pagine social sono rintracciabili persone, commissioni, assemblee, documenti, iniziative territoriali, audizioni e prese di posizione pubbliche.

Una realtà che può essere verificata

APEI non deve essere considerata seria perché lo afferma il suo presidente. Deve essere valutata attraverso ciò che rende controllabile:

circa 4.000 soci censiti nominativamente;
un elenco pubblico degli associati;
una storia avviata nel 2007;
organi associativi identificabili;
un’articolazione nazionale e territoriale;
commissioni professionali;
un Comitato tecnico-scientifico;
un percorso continuativo di aggiornamento;
una rivista semestrale;
assemblee nazionali documentate;
interventi sulla stampa specializzata;
interlocuzioni istituzionali;
audizioni parlamentari;
memorie e proposte emendative;
attività di tutela della professione;
un confronto quotidiano con pedagogisti ed educatori attraverso i social.

Questo non significa che l’associazione non possa essere criticata o che ogni sua scelta sia necessariamente corretta. Al contrario, un’organizzazione realmente democratica deve accettare il confronto e rendere conto del proprio operato.

Significa, però, che chi vuole valutare la consistenza dell’APEI non deve affidarsi a slogan o autocertificazioni: può controllare nomi, documenti, attività, pubblicazioni, assemblee, audizioni e risultati.

È esattamente questo il criterio che dovrebbe essere applicato a tutte le associazioni: non ciò che dichiarano di essere, ma ciò che permettono realmente di verificare.
Il Presidente Nazionale
Ped. Alessandro Prisciandaro

20/08/2026
LEGGE N. 135/2026: L’EDUCAZIONE NON FORMALE DIVENTA UNA PRIORITÀ NAZIONALEAPEI: «Un’opportunità importante, ma occorrono...
20/08/2026

LEGGE N. 135/2026: L’EDUCAZIONE NON FORMALE DIVENTA UNA PRIORITÀ NAZIONALE

APEI: «Un’opportunità importante, ma occorrono qualità pedagogica, professionalità riconosciute e servizi accessibili»

La legge 23 luglio 2026, n. 135, entrata in vigore il 13 agosto, introduce un nuovo quadro nazionale per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali rivolte a bambini e adolescenti.

La norma non riguarda soltanto i centri estivi, ma riconosce il valore delle opportunità educative realizzate fuori dai percorsi formali d’istruzione, coinvolgendo comuni, scuole, servizi territoriali, Terzo settore, associazioni e comunità locali.

Tra le principali finalità figurano il contrasto alla povertà educativa e all’esclusione sociale, la partecipazione dei minori, il sostegno alle famiglie e la promozione del benessere dei figli dalla nascita alla maggiore età.

«Si tratta di un passaggio significativo – dichiara Alessandro Prisciandaro, presidente nazionale dell’APEI – perché l’educazione non formale viene finalmente riconosciuta come parte essenziale del sistema delle opportunità educative territoriali e non come semplice intrattenimento o risposta occasionale alla chiusura delle scuole».

La legge valorizza attività sportive, artistiche, musicali, culturali, scientifiche e tecnologiche e richiama espressamente gli strumenti della co-programmazione e della co-progettazione con gli enti del Terzo settore.

Per l’APEI, tuttavia, l’aumento delle opportunità non determina automaticamente un miglioramento della loro qualità. Ogni intervento dovrebbe nascere da una lettura competente dei bisogni, definire obiettivi educativi verificabili, garantire inclusione e partecipazione e prevedere adeguati sistemi di documentazione e valutazione.

«La flessibilità dei modelli organizzativi non può tradursi in improvvisazione, precarietà o riduzione delle competenze professionali. Pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici possono offrire un contributo determinante nella progettazione, nel coordinamento, nella costruzione delle reti territoriali e nella valutazione degli interventi».

L’APEI seguirà con particolare attenzione l’adozione dei decreti legislativi delegati e l’istituzione del Tavolo tecnico nazionale per l’educazione non formale, chiedendo che nella fase attuativa siano riconosciute le competenze delle professioni pedagogiche ed educative.

La legge n. 135/2026 rappresenta un’opportunità importante. La sfida che si apre adesso è trasformarne i principi in servizi sostenibili, inclusivi e realmente capaci di contrastare le disuguaglianze educative.

APEI – Associazione Pedagogisti Educatori Italiani

DOVE SBAGLIA IL COMUNE DI MILANO, QUANDO PREVEDE NEGLI ASILI NIDI ANCHE GLI EDUCATORI SANITARI? USA LA DGR 6443/2022, MA...
19/08/2026

DOVE SBAGLIA IL COMUNE DI MILANO, QUANDO PREVEDE NEGLI ASILI NIDI ANCHE GLI EDUCATORI SANITARI?
USA LA DGR 6443/2022, MA LA LEGGE A MODO SUO, PERCHE' E' VERO CHE PREVEDE LA L/SNT2, MA SOLO PER SERVIZI MINORI & DISABILITA', NON PER GLI ASILI NIDO IN CUI è PREVISTO GIUSTAMENTE LA L/19 E TITOLI PREVIGENTI !!! Ma forse pensano che abbiamo ancora gli anelli al naso!=!?

19/08/2026

UN MESE SENZA MORENO CASTAGNA. PER CONTINUARE A FARLO VIVERE CON NOI

È trascorso un mese da quel 19 luglio 2026, da quando Moreno Castagna ci ha lasciati troppo presto.

Un mese non è bastato ad abituarci alla sua assenza. Ci manca Moreno, ci manca la sua voce, la sua risata, la sua energia incontenibile. Ci manca quel suo modo di esserci sempre, di proporre, discutere, progettare e coinvolgere gli altri.

Ci manca l'amico, il collega, il pedagogista, il Presidente regionale APEI del Friuli Venezia Giulia, l'uomo che aveva trovato nell'APEI una famiglia e che, nello stesso tempo, aveva contribuito con tutto se stesso a rendere questa famiglia più viva.

In queste settimane abbiamo ricevuto tanti messaggi, fotografie, ricordi e testimonianze. Leggendoli abbiamo compreso ancora meglio quanto Moreno sia riuscito a lasciare qualcosa di sé nelle persone che ha incontrato: umanità, energia, accoglienza, amicizia, passione educativa e impegno.

Abbiamo deciso allora di non lasciare disperse queste parole.

APEI ha realizzato un piccolo libro delle firme e dei ricordi, un PDF di 21 pagine nel quale abbiamo raccolto pensieri e fotografie di Moreno: momenti vissuti insieme, testimonianze di amicizia, episodi professionali, sorrisi e immagini della sua presenza nella nostra comunità.

Non vuole essere una pubblicazione formale. È qualcosa di molto più semplice e, proprio per questo, per noi molto prezioso: un album collettivo della memoria, costruito dalle persone che gli hanno voluto bene.

Sfogliandolo ritroviamo il Moreno che conoscevamo: il professionista appassionato, l'amico disponibile, il collega che incoraggiava gli altri, il combattente per il riconoscimento delle nostre professioni, ma soprattutto quell'uomo capace di affrontare la vita con un sorriso anche nei momenti più difficili.

Una collega ha trovato parole che ci sembrano racchiudere perfettamente ciò che Moreno ci ha lasciato: «La pedagogia del sorriso come esempio di resistenza e di speranza».

E c'è una frase di Moreno che, rileggendo le testimonianze, sembra quasi essere diventata la sua consegna a tutti noi:

«Ma sì, facciamolo!»

È con questa frase che abbiamo voluto chiudere il nostro piccolo libro. Perché Moreno lascia davvero «un'eredità fatta di relazioni, entusiasmo e impegno» e queste pagine vogliono custodire una presenza che sapeva coinvolgere, incoraggiare, progettare e stare accanto agli altri.

A un mese dalla tua scomparsa, allora, non vogliamo soltanto ricordarti.

Vogliamo dirti che continuerai a esserci nelle nostre battaglie, nei nostri progetti, nei nostri incontri e nella comunità professionale che hai contribuito a costruire.

Alla tua compagna, a tuo figlio e a tutti i tuoi cari rinnoviamo l'abbraccio affettuoso di tutta la grande famiglia APEI.

Ciao Moreno, il nostro “Vichingo”.

Un mese dopo ci manchi ancora di più.

Ma continueremo a sentirti vicino.

E quando qualcuno di noi avrà un'idea, un progetto o una nuova battaglia da affrontare, forse sentiremo ancora quella tua voce dirci:

«Ma sì, facciamolo!»

Alessandro Prisciandaro
Presidente Nazionale APEI
a nome di tutta la comunità APEI

18/08/2026

COMUNE DI MILANO CONCORSO "ASILO NIDO" APERTO AGLI EDUCATORI SANITARI
IMMEDIATA DIFFIDA DELL'APEI

18/08/2026

BASTA CONFUSIONE. l' APEI chiede all'università di aggiornare i corsi di laurea per Educatore professionale socio pedagogico e socio sanitario!
Magnifico Rettore,
Gentile Preside,
UNI MARCHE
facciamo seguito al riscontro del 12 agosto 2026 relativo alle osservazioni formulate dall’APEI sulla presentazione del Corso di Laurea in Educazione Professionale – Classe L/SNT2.
Prendiamo atto che l’Ateneo è tenuto a conformare l’ordinamento didattico al D.M. 8 ottobre 1998, n. 520, e al Decreto interministeriale 19 febbraio 2009. È tuttavia altrettanto vero che la normativa evolve e che anche la comunicazione istituzionale dell’Università deve tenere conto delle leggi sopravvenute in materia di qualificazione e ordinamento delle professioni.
La legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha introdotto nell’ordinamento la distinzione tra l’educatore professionale socio-pedagogico e l’educatore professionale operante nell’area socio-sanitaria. Tale distinzione, ormai consolidata anche nella normativa e nella contrattazione collettiva, non risulta adeguatamente rappresentata nella presentazione del Corso, che continua a utilizzare la generica denominazione di “educatore professionale” e a prospettare sbocchi nei servizi socio-educativi senza precisare la diversa delimitazione dei due profili.
La stessa evoluzione normativa ha, inoltre, espressamente riconosciuto la possibilità per l’educatore professionale socio-pedagogico di operare, pur non esercitando una professione sanitaria, anche nei presìdi socio-sanitari e della salute.
L’articolo 1, comma 517, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha infatti previsto che l’educatore professionale socio-pedagogico possa operare nei servizi e nei presìdi socio-sanitari e della salute, limitatamente agli aspetti socio-educativi.
Il successivo articolo 33-bis del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, reca significativamente il titolo: “Misure urgenti per la definizione delle funzioni e del ruolo degli educatori socio-pedagogici nei presìdi socio-sanitari e della salute”.
Tale disposizione stabilisce che il tratto specifico del ruolo dell’educatore socio-pedagogico nei presìdi socio-sanitari e della salute è costituito dalla dimensione pedagogica, nelle sue declinazioni sociali, della marginalità, della disabilità e della devianza. La norma individua inoltre specifiche attività professionali, tra le quali:
la promozione e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive, ludiche e relazionali delle persone;
la programmazione, realizzazione, gestione, verifica e valutazione di interventi educativi;
la progettazione e l’attuazione di processi educativi finalizzati al benessere, all’autonomia personale e all’inclusione sociale;
il supporto e l’accompagnamento del progetto di vita delle persone con fragilità;
la costruzione di relazioni educative e la prevenzione dell’isolamento, della stigmatizzazione e della marginalizzazione.
Pertanto, era giusto e necessario che, attraverso un apposito decreto ministeriale, fossero chiaramente definiti i compiti e le attività pedagogico-educative che l’educatore professionale socio-pedagogico può esercitare nei presìdi sanitari e socio-sanitari, ferma restando la natura non sanitaria della professione.
Questo ulteriore sviluppo legislativo dimostra che la presenza nei servizi sanitari e socio-sanitari non costituisce un ambito esclusivo del profilo formato dalla classe L/SNT2. Nelle medesime strutture possono infatti operare figure differenti, con titoli, ordinamenti e competenze distinti: l’educatore professionale sanitario per le attività riconducibili al proprio profilo sanitario e l’educatore professionale socio-pedagogico per le attività propriamente pedagogiche, educative e socio-educative.
Successivamente, la legge 15 aprile 2024, n. 55, ha ulteriormente definito la professione dell’educatore professionale socio-pedagogico, il relativo ambito di attività e il suo ordinamento professionale. Non appare quindi corretto sostenere che queste disposizioni, soltanto perché successive al D.M. n. 520/1998 e al decreto interministeriale del 2009, siano estranee alla presentazione del profilo e dei suoi sbocchi occupazionali.
Le nostre osservazioni non chiedono all’Università di modificare unilateralmente la classe di laurea o di disapplicare i decreti ministeriali. Chiedono, più semplicemente, che le informazioni rivolte agli studenti siano complete, aggiornate e rispettose dell’intero quadro normativo vigente, chiarendo:
la collocazione sanitaria del profilo formato dalla classe L/SNT2;
la distinzione rispetto all’educatore professionale socio-pedagogico;
i differenti titoli di accesso, ordinamenti professionali e ambiti di competenza;
la compresenza dei due profili nei servizi socio-sanitari, con funzioni differenti;
la necessità di evitare sovrapposizioni o formulazioni capaci di generare equivoci sugli effettivi sbocchi occupazionali.
I decreti del 1998 e del 2009 non possono essere letti come fonti isolate e impermeabili alla legislazione primaria successiva. Le disposizioni richiamate dall’APEI concorrono oggi a definire il complessivo assetto delle professioni educative e sanitarie e devono pertanto trovare adeguato riscontro almeno nella denominazione, nella descrizione del profilo e nell’informazione resa agli studenti.
Ci dispiace, pertanto, rilevare nel riscontro ricevuto una sostanziale chiusura rispetto a modifiche e precisazioni derivanti da leggi approvate dal Parlamento. Proprio un’istituzione universitaria dovrebbe favorire una lettura sistematica ed evolutiva delle norme, assicurando agli studenti informazioni chiare e aggiornate sulle professioni alle quali il percorso universitario consente di accedere.
Rinnoviamo quindi la richiesta di riesaminare la presentazione del Corso e proponiamo l’apertura di un confronto tecnico con l’APEI, volto a individuare formulazioni rispettose sia dei decreti istitutivi della classe L/SNT2 sia della normativa professionale sopravvenuta.
In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Alessandro Prisciandaro
Presidente Nazionale APEI
Associazione Pedagogisti Educatori Italiani

AI PEDAGOGISTI MOLTE PORTE PER ENTRARE, MA UNA SOLA PROFESSIONE.AGLI EDUCATORI OGNI PORTA DIVENTA UN RECINTO.
13/08/2026

AI PEDAGOGISTI MOLTE PORTE PER ENTRARE, MA UNA SOLA PROFESSIONE.
AGLI EDUCATORI OGNI PORTA DIVENTA UN RECINTO.

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