Comitato Genitori I C De André

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Con nuove idee, progetti, laboratori, sostegno economico e molto altro, L’associazione si prefigge lo scopo di dare un valore aggiunto all’educazione dei nostri figli.

Vi aspettiamo domani a Bargone. Musica, luci, il nostro impegno e la vostra generosità per sostenere la scuola e i suoi ...
19/12/2025

Vi aspettiamo domani a Bargone. Musica, luci, il nostro impegno e la vostra generosità per sostenere la scuola e i suoi allievi!

17/12/2025
Ultimi giorni per partecipare al concorso!✍️Scrivi un tema originale sul titolo: “L’intelligenza artificiale spiegata da...
16/12/2025

Ultimi giorni per partecipare al concorso!

✍️Scrivi un tema originale sul titolo: “L’intelligenza artificiale spiegata da me!”

👩🏻‍🏫👨‍🏫Consegnalo ai tuoi insegnanti dell’I.C. De André

📮Oppure invialo a 📧 [email protected]

Non dimenticare di firmarlo e inserire un contatto!

Potrai vincere un abbonamento a Focus Junior!!!

Lì in quell’immagine c’è la prima intelligenza artificiale della storia. Non perché calcolava, non aveva algoritmi o agg...
15/12/2025

Lì in quell’immagine c’è la prima intelligenza artificiale della storia. Non perché calcolava, non aveva algoritmi o aggeggi elettronici ma perchè dava risposte alle domande che uomini e donne facevano su loro futuro. Esattamente ciò che fa una AI oggi. Quell’intelligenza artificiale è l’oracolo di Delfi.

Miliardi di persone ogni giorno chiedono qualcosa a un’intelligenza artificiale. Una decisione, un progetto di lavoro, uno stato di salute magari solo una ricetta. Quanti di voi oggi hanno aperto una AI chiedendo qualcosa? Ogni giorno ci rivolgiamo a un oracolo di silicio. E crediamo che ci risponda in modo neutro, razionale, perfetto. Ma circa 2700 anni fa, decine di migliaia di uomini facevano lo stesso; solo che si rivolgevano a un oracolo che non sapeva di silicio ma d’incenso.
Era il tempo in cui si credeva ancora che gli dei parlassero agli uomini, e per questo c’era bisogno di un interprete. A Delfi la sacerdotessa Pizia era la voce degli dei e veniva consultata per tutto: dagli affari di Stato a quando seminare i campi, da quali rotte seguire a quando andare in guerra e contro chi.
Uno di questi uomini si chiamava Creso. Anche lui, come molti di noi oggi nella complessità, cercava un punto fermo in mezzo all’incertezza. E credeva di averlo trovato in un oracolo che non sbagliava mai.
Creso era il re di Lidia, un regno che stava nel centro dell’attuale Turchia. Era ricco e benvoluto dal suo popolo e convinto quella ricchezza bastasse a proteggerlo da tutto.
A est, oltre il fiume Rosso, stava la Persia di Ciro il Grande. E quando Ciro iniziò a espandersi verso il regno di Lidia, Creso capi che la sola ricchezza del suo regno non lo avrebbe salvato.

Così fece quello che chiunque avrebbe fatto nel suo tempo: chiese a Delfi cosa dovesse fare. Mandò ambasciatori con oro e incenso, perchè facessero all’oracolo la domanda che lo tormentava: “Devo attraversare il fiume e muovere guerra?”

La risposta dell’oracolo arrivò solenne: “Se Creso attraverserà il fiume, distruggerà un grande impero.”

Così Creso rinvigorito dalla risposta costruì ponti, radunò gli eserciti, marciò verso l’Est. Attraversò il fiume. E dopo qualche mese di battaglia un grande impero cadde davvero. Ma fu il suo!

L’oracolo non aveva mentito. Fu Creso a sentire in quelle parole ciò che desiderava. È un meccanismo profondamente umano. Non siamo traditi da una cattiva risposta, ma dall’idea che ci siamo già fatti prima ancora di ascoltare.
Da quel grave antico errore di Creso possiamo trarre un piccolo insegnamento; le risposte non valgono nulla senza il percorso di conoscenza che ci prepara ad ascoltarle. E per gli antichi quel cammino era reale, fisico, condiviso.

Immaginiamo quel cammino. Per pochi giorni dell’anno il mondo conosciuto si fermava. Centinaia di migliaia di pellegrini e ambasciatori, donne e uomini salivano per sentieri scoscesi, attraversavano la fonte Castalia per purificarsi nell’acqua gelida e infine arrivare all’oracolo. Lì si attendeva per molti giorni, settimane, si accettava che ci fossero molte delegazioni prima di te, così a volte si doveva tornare indietro e rimettere la domanda al centro della discussione. Quel tempo forzatamente lungo era la vera infrastruttura decisionale: un processo che obbligava le persone a stare insieme, a mangiare insieme, a faticare, confrontarsi, a prendersi la responsabilità di decidere. Perchè l’oracolo non offriva soluzioni perfette, non aveva la verità assoluta, ma apriva uno spazio e un tempo per ragionare, discutere e tenere insieme la comunità.

Quella intelligenza artificiale paradossalmente, era più avanzata dell’AI di oggi: la sacerdotessa non rispondeva al posto della comunità, ma la obbligava a condividere il peso della domanda. La nostra AI ci consegna risposte immediate, ma ci priva del percorso; Delfi offriva un cammino che diventava la vera risposta. L’oracolo non sostituiva il processo politico: lo rendeva possibile, lo abilitava. Un rituale politico comune.

Oggi le nostre domande passano attraverso uno schermo che ci restituisce risposte senza chiederci di fare strada insieme. Non ci costringe a discutere, non ci rallenta abbastanza da capire cosa stiamo davvero chiedendo: ci mette davanti a possibilità già definite da qualcun altro. Allora erano sacerdotesse e aristocrazie. Oggi, dietro la superficie neutra dei nostri computer, ci sono poche persone, meno di dieci a decidere cosa e come deve essere la AI.

La vera posta in gioco non è la risposta dell’intelligenza artificiale, che è una grande opportunità per l’umanità e per il globo: la vera posta in gioco è chi decide le domande che possiamo ancora fare.
Perchè nessuna tecnologia è neutra e è sempre costruita da qualcuno, con un’idea precisa di mondo. E proprio per questo, possiamo ripensarla. Ci serve un’AI che ci aiuti a scoprire la verità, non che ce ne consegni una già pronta.

A questo punto entra una parola insolita per un discorso sulla tecnologia, ma necessaria: la gratitudine. Stamane ho chiamato la mia sacerdotessa. Tre secondi, una risposta impeccabile. Sembrava tutto semplice, magico.
Ma niente è magico dietro il mondo dell’intelligenza artificiale : ogni risposta arriva da qualche parte, e da qualcuno. Da lontano. Da realtà che non vedremo mai.
Dall’acqua: un singolo grande data center da 100 megawatt può usare tra i 2 e i 5 milioni di litri d’acqua al giorno, fino a quasi due miliardi di litri l’anno. Con quella quantità d’acqua una comunità di trentamila persone potrebbe vivere per un anno intero, bere, cucinare, lavarsi, irrigare i campi, far funzionare scuole e ospedali. E di questi centri, nel mondo, ce ne sono ormai più di 12 mila.
Dalla terra: per ottenere un solo chilo di alcune terre rare, il materiale da cui dipendono i magneti dei telefoni, delle auto elettriche e dei chip, in molti siti minerari si devono frantumare più di due tonnellate di roccia. Poi quella roccia viene sciolta in acidi forti per estrarre gli elementi. E gli acidi poi finisco nella terra. In Mongolia a Baotou c’è un lago artificiale di circa 15 km quadrati di fanghi e liquidi tossici, consumati per estrarre le terre rare.
Dall’energia: nel 2024 i computer dell’intelligenza artificiale hanno consumato tanta elettricità quanto tutto il sistema ferroviario europeo per un anno intero.
E infine la risposta arriva dai corpi: perché dietro ogni risposta perfetta, c’è una rete di corpi, risorse e fatiche. Un costo materiale enorme, spesso invisibile, che qualcuno, altrove, sta pagando ora.
È la parte del mondo, circa 300 milioni di persone, che lavora in silenzio perché un’altra possa credere di pensare più velocemente. Sono minatori, allenatori della AI, data worker li chiamano. Ci sono giovani, soprattutto donne, nei Paesi del Sud globale, laureate, che per pochi dollari al giorno passano migliaia di ore a filtrare i peggiori contenuti della rete, incluse immagini di pedopornografia; alcune non reggono e arrivano a togliersi la vita. Persone che non vedrò mai e che io non ringrazierò mai. E poi ci sono decine e decine adolescenti ai quali manca il pollice perché amputato dai colpi di martello usati per frantumare i carotaggi delle terre rare necessarie a produrre i chip che alimentano i calcoli delle AI. Ragazzi e ragazze che non conoscerò mai, invisibili, invisibili come la AI.
E potrei continuare con decine di altri esempi colonizzanti e estrattivi. Credo che dire loro grazie non basta.

Dobbiamo smettere di trattare l’AI come un oggetto da usare e iniziare a vederla per ciò che è: un pezzo della nostra mente che sta fuori dal nostro corpo. Se continuiamo a usarla come Creso usò l’oracolo per sentirci dire ciò che vogliamo allora l’AI non ci aiuterà a capire il mondo, ma solo a confermare le nostre illusioni.
Decidere come costruire questa tecnologia non è compito di governi lontani o di aziende remote: è un atto politico che dobbiamo assumerci. Perchè se l’AI è un pezzo della nostra mente, siamo noi a doverne disegnare la forma, oppure saranno altri a disegnare la forma del nostro futuro.

Domani, quando apriremo una AI, fermiamoci un istante. Non stiamo interrogando un oracolo. Stiamo partecipando a un processo che attraversa il pianeta, che tocca il nostro sistema del sapere e delle vite che non vedremo mai.
La domanda non è se usare l’AI.
La domanda è: come la costruiremo insieme?

Autore: Michele Kettmaier
https://michelekettmaier.nova100.ilsole24ore.com/chi-sono/

08/12/2025

Vi aspettiamo sabato 20 al mercatino di Bargone!

Dopo Masso, vi aspettiamo sabato 20 a Bargone! Tanti splendidi lavoretti per sostenere la nostra scuola e i nostri ragaz...
08/12/2025

Dopo Masso, vi aspettiamo sabato 20 a Bargone! Tanti splendidi lavoretti per sostenere la nostra scuola e i nostri ragazzi!

Con il patrocinio del Comune Casarza Ligure Pagina istituzionale.

📣 E' il vostro momento di brillare! ✨Avete mai pensato a come spiegare l’intelligenza artificiale con le vostre parole?O...
20/11/2025

📣 E' il vostro momento di brillare! ✨

Avete mai pensato a come spiegare l’intelligenza artificiale con le vostre parole?
Ora potete farlo partecipando al concorso “L’intelligenza artificiale spiegata da me!”, dedicato a tutti gli alunni e le alunne dalla seconda primaria alla terza secondaria di primo grado.

📝 Cosa dovete fare?
Scrivete un tema originale in cui raccontate cos’è per voi l’IA: come la immaginate, dove la incontrate nella vita di tutti i giorni o come potrebbe aiutare le persone in futuro. Le vostre idee, la vostra fantasia e il vostro modo semplice di spiegare le cose saranno i veri protagonisti!

📄 Come scriverlo?
A mano o al computer
Lunghezza: da mezza pagina a due pagine A4
Linguaggio adatto alla vostra età: non servono parole difficili, ma pensieri sinceri e creativi

📬 Come partecipare?
Consegnate il vostro tema al/alla vostro/a insegnante: sarà lui/lei a inviarlo alla segreteria del concorso entro il 19 dicembre 2025.
Oppure direttamente alla nostra casella [email protected] (entro il 19 dicembre, mi raccomando!)

🏆 Cosa potete vincere?
Una giuria premierà un solo vincitore, che riceverà un abbonamento annuale a Focus Junior!
E non finisce qui: tutti i temi saranno pubblicati sul sito dell’istituto.

✨ Ricordate:
Inviate il vostro testo entro il 19 dicembre 2025
Firmate il vostro lavoro
Indicate un contatto (mail o telefono di un genitore)
Seguite i nostri social per restare aggiornati!

Vi aspettiamo: la vostra creatività può ispirare tutti noi. 🌟

📅 Ricorre     la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un’occasione per ricordare i 5 di...
20/11/2025

📅 Ricorre la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un’occasione per ricordare i 5 diritti basilari che l’Istituto Superiore di Sanità richiama per proteggere il benessere fisico e psicologico di e ragazzi.

📵 I più giovani hanno diritto alla e a vivere momenti di qualità : oggi i minori trascorrono in media tra 5 e 7 ore al giorno online e un uso problematico dei social o dei videogiochi è associato ad ansia, depressione e disturbi del sonno.

🛡️ Hanno diritto a un ambiente digitale sano e sicuro, protetto da contenuti violenti, sessuali, autolesivi o da rischi come doxing e sexting. Una sicurezza possibile solo con la guida degli adulti, algoritmi trasparenti e strumenti efficaci di protezione.

🎮 Hanno diritto a un ambiente di gioco regolamentato, libero da pubblicità occulte e da dinamiche che simulano l’azzardo. Monitorare il tempo speso online, ascoltare senza giudicare e costruire un dialogo aperto è essenziale per accompagnarli nella crescita.

🚭 Hanno diritto a vivere in contesti liberi da tabacco e nicotina. Si*****te, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato aumentano i rischi di : proteggerli dall’esposizione e dal marketing ingannevole è un dovere di salute pubblica.

🍷 Infine, hanno diritto a un ambiente in cui non venga promosso l’alcol. Anche piccole quantità possono danneggiare un organismo in sviluppo e in Italia l’età del primo contatto scende fino agli 11 anni. Serve un’azione condivisa per proteggere i più giovani da rischi gravi e prevenibili.

Per approfondire: https://www.iss.it/-/dal-diritto-alla-disconnessione-a-quello-di-un-ambiente-senza-fumo-5-diritti-per-il-benessere-dei-bambini-e-ragazzi

Il Comitato Genitori sostiene l’iniziativa del Lions Clubs International Sestri Levante “Zaino sospeso”.Presso i punti d...
28/10/2025

Il Comitato Genitori sostiene l’iniziativa del Lions Clubs International Sestri Levante “Zaino sospeso”.
Presso i punti di raccolta che aderiscono, è possibile acquistare materiale da donare alle scuole.
Un piccolo gesto per il sorriso di un bambino e l serenità di una famiglia.

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“Io leggo perchè”Sosteniamo l’iniziativa per a creare o potenziare le biblioteche scolastiche italiane.Anche l’I.C. De A...
17/10/2025

“Io leggo perchè”
Sosteniamo l’iniziativa per a creare o potenziare le biblioteche scolastiche italiane.

Anche l’I.C. De André è iscritto al progetto “Io leggo perchè”

Se sei interessato, acquista un libro da donare in una delle librerie convenzionate dal 7 al 16 novembre.

Il libro sarà contrassegnato per sempre dal nome del donatore!

e grazie al gemellaggio con le seguenti
librerie presenti sul territorio:
Bregamin Edicola & Cartolibreria (Casarza Ligure)
nazionale (Sestri levante)
Mondadori Store (Sestri levante)
Libraccio Chiavari

Indirizzo

Via Castello, 16
Moneglia
16030

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