Società Meteorologica Italiana - NIMBUS

Società Meteorologica Italiana - NIMBUS Pagina ufficiale della Società Meteorologica Italiana Onlus - www.nimbus.it Ricerca e divulgazione su meteo, clima e ghiacciai

Oggi, 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, cade il trentesimo anniversario della disastrosa 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟵𝟲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗹𝗽𝗶 𝗔𝗽𝘂𝗮𝗻𝗲. Un nubifragio st...
19/06/2026

Oggi, 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, cade il trentesimo anniversario della disastrosa 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟵𝟲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗹𝗽𝗶 𝗔𝗽𝘂𝗮𝗻𝗲. Un nubifragio stazionario colpì a più riprese la zona scaricando 𝟰𝟬𝟭 𝗺𝗺 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗮 𝗥𝗲𝘁𝗶𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼, 𝟰𝟬𝟳 𝗺𝗺 𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗻𝗼𝘃𝗼𝗹𝗮𝘀𝗰𝗼, 𝟰𝟳𝟴 𝗺𝗺 𝗮 𝗣𝗼𝗺𝗲𝘇𝘇𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘇𝘇𝗲𝗺𝗮 (𝗟𝘂𝗰𝗰𝗮), per di più concentrati in poche ore, quantità eccezionali e impossibili da smaltire senza disastri anche per i torrenti apuani abituati a drenare le piogge di montagne che - insieme alle Prealpi Giulie - sono le più piovose d’Italia con medie annue che superano perfino i 3000 mm. Il loro violento straripamento travolse centri abitati, ponti, strade, interruppe la ferrovia nel tratto Pisa-La Spezia e, soprattutto, causò 𝟭𝟰 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶. Il centro più devastato fu Cardoso, investito dal torrente Vezza. Si trattò di un 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 e - con i mezzi dell'epoca - del tutto 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 nella sua violenza. A pochi chilometri di distanza, Lucca e Viareggio non ricevettero che 4 e 11 mm di precipitazione rispettivamente.

Per l'𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗮 dell'episodio rimandiamo all'articolo "L'evento alluvionale del 19 giugno 1996 in alta Versilia (Alpi Apuane)" dei soci SMI Giovanni Battista Mazzoni, Mauro Olivieri e Maurizio Ratti 𝘀𝘂 𝗡𝗶𝗺𝗯𝘂𝘀 𝟭𝟯-𝟭𝟰: le copie cartacee del fascicolo sono esaurite, ma è possibile l'acquisto del pdf al costo di appena 5 euro su https://www.nimbus.it/meteoshop/VediLibro.asp?IdArticolo=25&IdPag=1.

Ulteriori informazioni su https://polaris.irpi.cnr.it/lalluvione-versilia-e-garfagnana-del-19-giugno-1996/.

Immagini: effetti dell'alluvione a Ponte Stazzemese (dal blog "Fiabe e frane") e carta delle precipitazioni dell'evento pubblicata su Nimbus 13-14.

LUNGA E INTENSA ONDATA DI CALORE IN VISTADopo il precoce e straordinario evento caldo di fine maggio, ora - proprio a ri...
17/06/2026

LUNGA E INTENSA ONDATA DI CALORE IN VISTA

Dopo il precoce e straordinario evento caldo di fine maggio, ora - proprio a ridosso del Solstizio d'estate - è in vista un secondo episodio di calura, che nuovamente si annuncia più marcato in termini di anomalia al Centro e soprattutto al Nord Italia. Già oggi le temperature massime sono salite diffusamente a 32-35 °C in Pianura Padano-veneta con punte anche superiori dall'Alessandrino all'Emilia-Romagna.

Ma la fase canicolare più intensa prenderà avvio 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟭 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻'𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮 𝘀𝘂𝗯𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲 (isoterme intorno a 22 °C al livello isobarico di 850 hPa - circa 1600 m - sulla regione alpina, 7-8 °C sopra media), e si prolungherà probabilmente a gran parte della prossima settimana proponendo 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗲𝘀𝘁𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝟯𝟱 °𝗖 𝗲 𝟯𝟴 °𝗖 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗮 𝟮𝟱 °𝗖 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗮 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝟮𝟬𝟬𝟬 𝗺. Saranno da mettere in conto pure svariate 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗶 "𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶" (temperature minime non inferiori a 20 °C), soprattutto in pianura e in particolare nei centri urbani, ma anche sui versanti collinari e di media-bassa montagna fino ad almeno 1000-1500 m (più fresco notturno nei fondovalle soggetti a inversione termica).

La canicola interesserà 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹'𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼-𝗼𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 all'interno di una configurazione anticiclonica di blocco che - salvo modeste flessioni - potrebbe rinnovarsi a lungo sul continente.
Allegata, la carta delle anomalie termiche medie previste da ECMWF per la prossima settimana (22-29 giugno), che mostra notevolissime deviazioni dalla norma tra +6 °C e +10 °C tra la Pen*sola Iberica e la Francia, e in parte anche al Nord Italia.

E' possibile che tra Alpi e Pianura Padana vengano quanto meno avvicinati i primati di fine giugno 2019, ma di questo daremo eventualmente notizia strada facendo. Al di là dei valori di temperatura raggiunti in singole giornate, quel che più conta è che si tratterà di un 𝗲𝗽𝗶𝘀𝗼𝗱𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲𝘃𝗼𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 non solo a fine giugno, ma in generale nella stagione estiva.
Eventi canicolari come questo alle porte sono di entità che era pressoché sconosciuta fino a un paio di decenni fa (niente a che vedere con la normale statistica delle ondate di caldo del clima europeo e mediterraneo...), e ora si presentano con crescente frequenza e intensità a delineare via via una nuova e inquietante normalità climatica, con pesanti ricadute sul benessere umano e animale, sulla produzione agricola e sugli ecosistemi, sui consumi di energia e sul ciclo dell'acqua.

Infatti la calura 𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲 nei bacini fluviali del Nord Italia, dovuta a una primavera calda e secca con precoce fusione della neve in montagna, deflussi ridotti e in ulteriore calo, e livelli di falda inferiori al consueto in molte regioni.

17/06/2026

Domenica 21 giugno sarà a BRISIGHELLA (RA) per un suggestivo incontro preserale nel giorno più lungo dell'anno. Parleremo del mio libro "Breve storia del clima in Italia".

Appuntamento alle 18 al Centro Visita Rifugio Ca' Carné, Via Rontana 42.

Evento gratuito, iscrizione necessaria alla pagina https://www.trailromagna.eu/evento/luca-mercalli-calma-e-gesso/

Possibilità di arrivare a piedi con escursione guidata.

𝗪𝗲𝗮𝘁𝗵𝗲𝗿 𝗥𝗲𝗽𝗹𝗮𝘆: 𝘂𝗻𝗮 "𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮" 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗖𝗼𝗽𝗲𝗿𝗻𝗶𝗰𝘂𝘀Il mese scorso il Climate Change Service di Cope...
16/06/2026

𝗪𝗲𝗮𝘁𝗵𝗲𝗿 𝗥𝗲𝗽𝗹𝗮𝘆: 𝘂𝗻𝗮 "𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮" 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗖𝗼𝗽𝗲𝗿𝗻𝗶𝗰𝘂𝘀

Il mese scorso il Climate Change Service di Copernicus (C3S) ha lanciato l'applicazione interattiva "Weather Replay": si tratta di una vera e propria macchina del tempo climatica basata sui dati della rianalisi ERA5, che permette di visualizzare e confrontare i livelli di molte variabili meteorologiche (temperature, pressione e altezza del geopotenziale, venti, precipitazioni... selezionabili tramite il tasto "layers" a destra) su un grigliato globale e a scala oraria per qualunque data a partire dal gennaio 1940 fino a pochi giorni prima dell'attuale.

Una rianalisi è un metodo che combina dati osservati (da terra e da satellite) e modelli numerici per ricostruire in modo coerente e omogeneo il clima del passato. Occorre essere consapevoli di alcune limitazioni, tra cui la minore affidabilità nei primi decenni a causa della più modesta disponibilità di dati osservati, e la risoluzione di rappresentazione (griglia di 1° di latitudine x 1° di longitudine, anche se i dati nativi ERA5 sono riferiti a una griglia di 0,25°x0,25°) che introduce forti semplificazioni soprattutto nei territori a geografia complessa come le catene montuose.

Detto ciò, "Weather Replay" resta un formidabile strumento per navigare il tempo e il clima passati in qualunque angolo della Terra e in quasi un secolo dal presente. Buona consultazione!

https://weather-replay.climate.copernicus.eu/

Nell'immagine, visualizzazione del livello di temperatura dell'aria a 2 m dal suolo all'alba del 15 febbraio 1956 in Europa, durante una tra le più intense ondate di gelo del Novecento.

11/06/2026

Sabato 13 giugno sarò a MARMORA nella bella VALLE MAIRA (CN) per presentare il mio libro "Salire in montagna"nell'ambito del festival letterario "Autori di passaggio"

Il festival nasce sulle tracce segnate da Padre Sergio De Piccoli, monaco benedettino che ha fondato una biblioteca di 62.500 volumi, situata accanto alla Chiesa di San Massimo in una piccola borgata a 1400 metri nel Comune di Marmora in val Maira

Appuntamento alle 17 alla borgata Superiore di Marmora, posti limitati a 150 con ingresso a 3 euro, parcheggi limitati. Per i biglietti e le indicazioni su come arrivare vai a https://www.autoridipassaggio.it/

FRONTE GHIACCIAIO CIARDONEY (GRAN PARADISO): SCOMPARSA DELLA NEVECON QUASI UN MESE DI ANTICIPO RISPETTO AL CONSUETOMarte...
11/06/2026

FRONTE GHIACCIAIO CIARDONEY (GRAN PARADISO): SCOMPARSA DELLA NEVE
CON QUASI UN MESE DI ANTICIPO RISPETTO AL CONSUETO

Martedì 𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 è stato l'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗲𝘃𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱-𝟮𝟲 intorno all'asta nivometrica sul pianoro antistante la fronte del 𝗚𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗶𝗼 𝗖𝗶𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻𝗲𝘆 (2850 m, Gran Paradiso), sito in cui, dall'inverno 2012-13, seguiamo in diretta tramite we**am l'evoluzione dell'innevamento.

Malgrado un inverno di frequenti nevicate (tra metà dicembre e metà marzo), la successiva scarsità di precipitazioni primaverili e l'eccezionale ondata di caldo della terza decade di maggio hanno penalizzato il manto nevoso determinandone una precoce scomparsa, con 𝗯𝗲𝗻 𝟮𝟴 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗼 rispetto alla data mediana del periodo 2013-2025 (7 luglio). 𝗦𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟮, annata memorabile per la combinazione estrema tra siccità e caldo, 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝘃𝗲 𝘀𝗶 𝗲𝘀𝗮𝘂𝗿𝗶̀ 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 (ultimo giorno con neve al suolo: 23 maggio).

L'identificazione del giorno di fine della stagione nevosa (SED, Snow End Day) segue il metodo adottato da Qunqun et al. (2025) nell'articolo "Increased sensitivity of snow phenology to temperature in unstable snow regions since 1990", sul Journal of Hydrology: per rendere la statistica più robusta si prende in considerazione l'ultimo giorno di una sequenza di almeno cinque giorni consecutivi con suolo innevato, in modo da escludere eventuali e successivi episodi nevosi effimeri, irrilevanti per l'obiettivo di queste analisi.

Il periodo di osservazione è ancora molto breve per la climatologia (14 stagioni invernali), tuttavia ci pare già rilevante la 𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝘀𝗮𝘂𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝘃𝗼𝘀𝗼 di 19 giorni al decennio, in linea con la ben nota accelerazione del riscaldamento atmosferico che - a parità di precipitazioni nevose - si traduce in una più rapida e precoce fusione nivale.

A differenza della piana proglaciale che inizia a "scoprirsi", il Ghiacciaio Ciardoney resta per ora completamente coperto di neve, ma è probabile che le prime porzioni di ghiaccio "vivo" inizino ad affiorare già entro fine giugno, anche considerati i segnali di un nuovo e netto aumento delle temperature da questo fine settimana. Le condizioni meteorologiche dei prossimi tre mesi (soprattutto radiazione solare e temperatura) saranno determinanti per il bilancio di massa glaciale, ma fin da ora la situazione non promette bene, e predispone a una stagione di nuove e marcate perdite di massa. Ne riparleremo a settembre.

Immagini we**am in tempo reale: https://www2.nimbus.it/stazioni-meteo/StazMeteoCiardoney/ciardoney.jpg

Il bollettino climatico mensile Copernicus ECMWF indica che 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲 (...
10/06/2026

Il bollettino climatico mensile Copernicus ECMWF indica che 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲 (anomalia +1,42 °C rispetto alla media 1850-1900), sia in terraferma, sia nelle acque oceaniche in superficie. In entrambi casi, solo nel maggio 2024 (durante l'ultimo episodio "El Niño") fece ancora più caldo. A livello regionale, la superficie del Pacifico tropicale ha raggiunto temperature eccezionalmente elevate, e ora anche la fascia equatoriale di questo oceano si sta surriscaldando in vista di un nuovo e potenzialmente storico evento "El Niño" a partire dai prossimi mesi, che potrebbe portare nuovi record globali di caldo e alimentare l'insorgenza di fenomeni estremi.

Terza primavera più calda in Europa, con una precoce ed eccezionale ondata di calore a fine maggio, e diffuse condizioni di siccità e scarsi deflussi fluviali nei settori centrale, orientale e nord-orientale del continente; più gonfi del consueto invece i fiumi in Turchia, estremo Nord Europa e Pen*sola Iberica, per condizioni primaverili più piovose e/o a seguito di un inverno molto bagnato.

In maggio, sotto norma l'estensione media mensile della banchisa sia artica (-4%, quarto caso più negativo dall'inizio dei rilievi satellitari nel 1979) sia antartica (-9%, settimo caso più negativo).

𝗚𝗛𝗜𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗜𝗢 𝗖𝗜𝗔𝗥𝗗𝗢𝗡𝗘𝗬 (𝗚𝗥𝗔𝗡 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗗𝗜𝗦𝗢), 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗩𝗢𝗦𝗔 𝟮𝟬𝟮𝟱-𝟮𝟲 𝗣𝗘𝗡𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗩𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗖𝗖𝗔Ecco i dati di r...
02/06/2026

𝗚𝗛𝗜𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗜𝗢 𝗖𝗜𝗔𝗥𝗗𝗢𝗡𝗘𝗬 (𝗚𝗥𝗔𝗡 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗗𝗜𝗦𝗢), 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗩𝗢𝗦𝗔 𝟮𝟬𝟮𝟱-𝟮𝟲 𝗣𝗘𝗡𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗩𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗖𝗖𝗔
Ecco i dati di rilevamento spessore nevoso al ghiacciaio Ciardoney :https://www.nimbus.it/ghiacciai/2026/260529_CiardoneyNeve.htm

𝗣𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝗰 𝗲 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝘁𝗺𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 (𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼), 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗜𝗻𝗻𝘀𝗯𝗿𝘂...
01/06/2026

𝗣𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝗰 𝗲 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝘁𝗺𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 (𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼), 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗜𝗻𝗻𝘀𝗯𝗿𝘂𝗰𝗸, 𝗔𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮

Il gruppo di Dinamica atmosferica del Dipartimento di Scienze atmosferiche e criosferiche (ACINN) dell’Università di Innsbruck, in Austria, invita a presentare 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝗰 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮. Entrambe le posizioni fanno parte del 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗠𝗜𝗫𝗠𝗢𝗕𝗟 (Multiscale interactions and exchange in the mountain boundary layer), finanziato dal FWF e guidato da Alexander Gohm.

MIXMOBL fa parte dell'𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗧𝗘𝗔𝗠𝘅 (https://www.teamx-programme.org). Concentrandosi sull'area target di Nafingalm (Valle di Weer, Austria), 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮̀ 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘁𝗺𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮, avvalendosi di un'ampia serie di dati osservativi raccolti durante la campagna estiva TEAMx del 2025.
I candidati selezionati per entrambe le posizioni applicheranno il nuovo Modello Portatile per la Previsione Atmosferica Multiscala (PMAP, Portable Model for multiscale Atmospheric Prediction) su un terreno alpino complesso per eseguire simulazioni alla mesoscala e Large-Eddy (LES). La stretta collaborazione tra i due ricercatori è quindi fondamentale per il successo del progetto. Avranno inoltre l'opportunità di lavorare insieme agli sviluppatori del modello e ad altri esperti di modellizzazione numerica e turbolenza atmosferica su terreni complessi.

Il posto di ricercatore 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝗰 verte sulle simulazioni di casi reali relativi ai periodi di osservazione intensiva (IOP) del TEAMx. Il candidato utilizzerà un'ampia gamma di innovative tecniche di telerilevamento da terra e aereo, nonché misurazioni in situ, per valutare la qualità delle simulazioni ed esplorare le interazioni di scala.

La posizione di 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 si concentra su simulazioni semi-idealizzate che utilizzano un terreno reale ma forzanti idealizzate. Questo ruolo testerà sistematicamente come le interazioni di scala, il trasporto e le strutture dell'energia cinetica di turbolenza (TKE) reagiscono ai flussi di calore sensibile superficiale variabili e alle condizioni sinottiche.

𝗥𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝗰: dottorato in Scienze atmosferiche o in un campo correlato; solida esperienza nella modellizzazione atmosferica ad alta risoluzione su scala meso e/o micro.

𝗥𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮: Laurea magistrale in Scienze atmosferiche o in un campo affine; esperienza nella modellizzazione atmosferica (idealmente nell'ambito di una tesi di laurea triennale o magistrale).

𝗥𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 (entrambi i ruoli): profonda conoscenza della dinamica atmosferica; eccellenti competenze di programmazione in Python; esperienza con grandi set di dati e sistemi HPC; spiccate capacità di lavoro autonomo unite a una mentalità collaborativa; eccellenti capacità di comunicazione in inglese, sia orale che scritta.

𝗥𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶: esperienza in meteorologia di montagna e nei processi dello strato limite in terreni complessi.

Entrambe le posizioni sono 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗿𝗼𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝟯𝟱 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝟯 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼, previa valutazione positiva. La data di inizio preferita è il 𝟭° 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲. La retribuzione si basa sul contratto collettivo austriaco per i dipendenti universitari (i dati di riferimento sono forniti dal Fondo austriaco per la scienza, https://www.fwf.ac.at/en/research-funding/personnel-costs/).

Le 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝟮𝟵 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 saranno prese in piena considerazione. Il dossier di candidatura (un unico file PDF, di dimensioni non superiori a 10 MB) deve essere inviato via e-mail ad Alexander Gohm ([email protected]) e deve includere le seguenti informazioni:

- Curriculum vitae.
- Lettera di motivazione, in cui si indichino il proprio interesse e le proprie qualifiche, nonché la visione per la posizione.
- Certificati di laurea.
- Abstract della tesi di dottorato e/o della tesi di laurea magistrale.
- Link di condivisione al file PDF completo della tesi di dottorato e/o della tesi di laurea magistrale.
- Recapiti di due referenti.

L'ACINN è un centro di eccellenza per la meteorologia di montagna, che offre un ambiente collaborativo con ricercatori internazionali del TEAMx. Il dottorando entrerà a far parte del programma di dottorato “Mountain Climate and Environment”. L'Università di Innsbruck valorizza la diversità e accoglie con particolare favore le candidature di donne qualificate.

Per 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶, si prega di contattare il Prof. Alexander Gohm via e-mail ([email protected]).

PERCHE' L'OSSERVATORIO DI MONCALIERI REGISTRA TEMPERATURE COSI' ELEVATE? E PERCHE' QUESTE SONO UGUALMENTE RILEVANTI PER ...
28/05/2026

PERCHE' L'OSSERVATORIO DI MONCALIERI REGISTRA TEMPERATURE COSI' ELEVATE?
E PERCHE' QUESTE SONO UGUALMENTE RILEVANTI PER LA CLIMATOLOGIA?

Poiché le temperature registrate in questi giorni all'osservatorio SMI di Moncalieri - Collegio Carlo Alberto (massima di 38,2 °C ieri, nuovo record per il mese di maggio) hanno suscitato nuovamente perplessità da parte di alcuni lettori, vediamo di chiarire meglio, con l'aiuto di qualche immagine.

L'osservatorio, 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗯𝗮𝗿𝗻𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗗𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟴𝟱𝟵, dopo alcuni anni di sperimentazione per valutare la migliore collocazione degli strumenti risulta attivo nel suo assetto più stabile dal 1865, e le misure (come era usuale a fine Ottocento, quando gli osservatori meteorologici erano spesso anche astronomici) sono sempre state effettuate 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝘀𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼, 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲.

Nel primo quarantennio della serie (fino al 31 marzo 1904) il termometro era collocato a 13 m di altezza rispetto alla soglia del Collegio Carlo Alberto, ovvero a 260 m sul mare, all'esterno dell'ultimo piano dell'edificio. "𝘈 𝘴𝘤𝘢𝘭𝘢 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪𝘨𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘵𝘦𝘷𝘰𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘮𝘱𝘪𝘢 𝘪𝘯 𝘨𝘶𝘪𝘴𝘢 𝘥𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳 𝘤𝘢𝘭𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘰𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘨𝘳𝘢𝘥𝘰" - riferiva il padre Denza - si trovava esposto a Nord e "𝘳𝘪𝘱𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘶𝘯𝘲𝘶𝘦 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘢 𝘤𝘢𝘴𝘴𝘢 𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘪𝘢𝘯𝘢, 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰, 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘥𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘳𝘪𝘢" (ovvero la "finestra meteorica", antesignana della capannina del tipo "schermo di Stevenson" adottata diffusamente nel corso del Novecento e fino a oggi nelle stazioni meteorologiche).

Nel 1877 venne eretta la 𝘁𝗼𝗿𝗿𝗲 che vedete in foto, ma gli strumenti vi vennero trasferiti solo il 𝟭° 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟭𝟵𝟬𝟰, elevandoli di 7 metri fino all'altezza attuale che - per quanto riguarda i termometri - è di 20 m rispetto alla soglia del Collegio, e pari a 267 m sul livello del mare, sempre in una "finestra meteorica" sulla facciata N-NW dell'edificio. E' ragionevole che questo spostamento di alcuni metri verso l'alto abbia comportato una lieve discontinuità nella serie di dati, ma non tale da comprometterne il valore storico.
Dal 1990, anno in cui l'osservatorio beneficiò di un primo ammodernamento grazie all'intervento di Luca Mercalli e dell'ex-UCEA (Ufficio Centrale di Ecologia Agraria, ora CREA, Roma), i termometri si trovano sempre alla medesima altezza rispetto al suolo urbano in 𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, ma all'interno di uno 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲𝗻𝘀𝗼𝗻 (foto) 𝗮𝗴𝗴𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗮𝘂𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 "𝗳𝗶𝗻𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮" 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼.

Nei tardi pomeriggi tra primavera ed estate la radiazione solare riesce per qualche ora a investire anche la facciata settentrionale del Collegio e della torre dell'osservatorio, e questo spiega il perché (oggi come un secolo fa) in tali condizioni vengono registrate 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝟯-𝟰 °𝗖 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 rispetto sia alla più aerea e ventilata terrazza soprastante (dove nel 2002 sono stati installati nuovi sensori elettronici, nel quadro del generale rinnovamento e automatizzazione della stazione), sia alle zone extraurbane intorno a Moncalieri.

Siamo dunque consapevoli che si tratta di dati influenzati dal contesto urbano (peraltro già nell'Ottocento, senza alcuna modifica successiva dell'edificato nei dintorni) e dalla particolare collocazione dei termometri, ma che 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗺𝗼𝗴𝗲𝗻𝗲𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮, 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼.
A tal proposito, già nel 1996 Gennaro Di Napoli e Luca Mercalli, nel volume "Moncalieri. 130 anni di meteorologia" (ed. SMS) in cui vennero analizzate l'intera storia e messe di dati disponibili, scrivevano che "𝘭'𝘪𝘯𝘴𝘰𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘢𝘵𝘪 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘦 ... 𝘭'𝘦𝘴𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘶𝘯𝘪𝘤𝘰, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘦𝘯𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰, 𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰, 𝘢𝘭 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘪𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘳𝘪𝘭𝘦𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘭 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘰𝘮𝘰𝘨𝘦𝘯𝘦𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘦𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰".

L'attuale capannina meteorologica viene regolarmente manutenuta e verniciata, e aggiungiamo che dal 2012 è stata avviata una solida collaborazione con l'INRiM - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - ai cui tecnici vanno i nostri ringraziamenti - che si traduce in periodiche verifiche di 𝘁𝗮𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 dei sensori termometrici in camera climatica nel quadro di un dialogo sempre più stretto tra 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 e 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢. Inoltre i dati ottenuti dai sensori automatici sono frequentemente controllati con i termometri di precisione a liquido, a massima e minima, compresenti nella capannina.

A conferma dell'antico prestigio dell'osservatorio di Moncalieri, nella seconda metà dell'Ottocento i suoi strumenti costituivano i campioni di riferimento per la taratura di termometri e barometri di gran parte degli osservatori italiani (tra il 1870 e il 1880 a Moncalieri transitarono per il controllo 411 barometri a mercurio, 257 barometri aneroidi, 411 termometri e 305 termografi).

Peraltro non è un caso se l'𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲, dopo attenta verifica della storia e delle caratteristiche del sito di osservazione, nel 2018 ha incluso l'osservatorio di Moncalieri nell'elenco delle 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝗻𝗶𝗮𝗹 𝗢𝗯𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗻𝗴 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝘀, oggi in buona compagnia di altre 21 stazioni storiche italiane e 474 nel mondo.

Speriamo ora sia più chiaro che sappiamo bene di cosa stiamo parlando: la valorizzazione e salvaguardia degli antichi osservatori meteorologici e l'analisi delle loro lunghe serie di dati sono tra le principali vocazioni e missioni della SMI, e non è nostra abitudine diffondere a caso informazioni fuorvianti in questi settori.

Indirizzo

Collegio Carlo Alberto
Moncalieri

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00
Sabato 08:30 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Società Meteorologica Italiana - NIMBUS pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Società Meteorologica Italiana - NIMBUS:

Condividi