28/05/2026
PERCHE' L'OSSERVATORIO DI MONCALIERI REGISTRA TEMPERATURE COSI' ELEVATE?
E PERCHE' QUESTE SONO UGUALMENTE RILEVANTI PER LA CLIMATOLOGIA?
Poiché le temperature registrate in questi giorni all'osservatorio SMI di Moncalieri - Collegio Carlo Alberto (massima di 38,2 °C ieri, nuovo record per il mese di maggio) hanno suscitato nuovamente perplessità da parte di alcuni lettori, vediamo di chiarire meglio, con l'aiuto di qualche immagine.
L'osservatorio, 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗯𝗮𝗿𝗻𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗗𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟴𝟱𝟵, dopo alcuni anni di sperimentazione per valutare la migliore collocazione degli strumenti risulta attivo nel suo assetto più stabile dal 1865, e le misure (come era usuale a fine Ottocento, quando gli osservatori meteorologici erano spesso anche astronomici) sono sempre state effettuate 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝘀𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼, 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲.
Nel primo quarantennio della serie (fino al 31 marzo 1904) il termometro era collocato a 13 m di altezza rispetto alla soglia del Collegio Carlo Alberto, ovvero a 260 m sul mare, all'esterno dell'ultimo piano dell'edificio. "𝘈 𝘴𝘤𝘢𝘭𝘢 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪𝘨𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘵𝘦𝘷𝘰𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘮𝘱𝘪𝘢 𝘪𝘯 𝘨𝘶𝘪𝘴𝘢 𝘥𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳 𝘤𝘢𝘭𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘰𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘨𝘳𝘢𝘥𝘰" - riferiva il padre Denza - si trovava esposto a Nord e "𝘳𝘪𝘱𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘶𝘯𝘲𝘶𝘦 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘢 𝘤𝘢𝘴𝘴𝘢 𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘪𝘢𝘯𝘢, 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰, 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘥𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘳𝘪𝘢" (ovvero la "finestra meteorica", antesignana della capannina del tipo "schermo di Stevenson" adottata diffusamente nel corso del Novecento e fino a oggi nelle stazioni meteorologiche).
Nel 1877 venne eretta la 𝘁𝗼𝗿𝗿𝗲 che vedete in foto, ma gli strumenti vi vennero trasferiti solo il 𝟭° 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟭𝟵𝟬𝟰, elevandoli di 7 metri fino all'altezza attuale che - per quanto riguarda i termometri - è di 20 m rispetto alla soglia del Collegio, e pari a 267 m sul livello del mare, sempre in una "finestra meteorica" sulla facciata N-NW dell'edificio. E' ragionevole che questo spostamento di alcuni metri verso l'alto abbia comportato una lieve discontinuità nella serie di dati, ma non tale da comprometterne il valore storico.
Dal 1990, anno in cui l'osservatorio beneficiò di un primo ammodernamento grazie all'intervento di Luca Mercalli e dell'ex-UCEA (Ufficio Centrale di Ecologia Agraria, ora CREA, Roma), i termometri si trovano sempre alla medesima altezza rispetto al suolo urbano in 𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, ma all'interno di uno 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲𝗻𝘀𝗼𝗻 (foto) 𝗮𝗴𝗴𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗮𝘂𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 "𝗳𝗶𝗻𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮" 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼.
Nei tardi pomeriggi tra primavera ed estate la radiazione solare riesce per qualche ora a investire anche la facciata settentrionale del Collegio e della torre dell'osservatorio, e questo spiega il perché (oggi come un secolo fa) in tali condizioni vengono registrate 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝟯-𝟰 °𝗖 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 rispetto sia alla più aerea e ventilata terrazza soprastante (dove nel 2002 sono stati installati nuovi sensori elettronici, nel quadro del generale rinnovamento e automatizzazione della stazione), sia alle zone extraurbane intorno a Moncalieri.
Siamo dunque consapevoli che si tratta di dati influenzati dal contesto urbano (peraltro già nell'Ottocento, senza alcuna modifica successiva dell'edificato nei dintorni) e dalla particolare collocazione dei termometri, ma che 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗺𝗼𝗴𝗲𝗻𝗲𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮, 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼.
A tal proposito, già nel 1996 Gennaro Di Napoli e Luca Mercalli, nel volume "Moncalieri. 130 anni di meteorologia" (ed. SMS) in cui vennero analizzate l'intera storia e messe di dati disponibili, scrivevano che "𝘭'𝘪𝘯𝘴𝘰𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘢𝘵𝘪 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘦 ... 𝘭'𝘦𝘴𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘶𝘯𝘪𝘤𝘰, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘦𝘯𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰, 𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰, 𝘢𝘭 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘪𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘳𝘪𝘭𝘦𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢 𝘪𝘭 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘰𝘮𝘰𝘨𝘦𝘯𝘦𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘦𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰".
L'attuale capannina meteorologica viene regolarmente manutenuta e verniciata, e aggiungiamo che dal 2012 è stata avviata una solida collaborazione con l'INRiM - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - ai cui tecnici vanno i nostri ringraziamenti - che si traduce in periodiche verifiche di 𝘁𝗮𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 dei sensori termometrici in camera climatica nel quadro di un dialogo sempre più stretto tra 𝘮𝘦𝘵𝘦𝘰𝘳𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 e 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢. Inoltre i dati ottenuti dai sensori automatici sono frequentemente controllati con i termometri di precisione a liquido, a massima e minima, compresenti nella capannina.
A conferma dell'antico prestigio dell'osservatorio di Moncalieri, nella seconda metà dell'Ottocento i suoi strumenti costituivano i campioni di riferimento per la taratura di termometri e barometri di gran parte degli osservatori italiani (tra il 1870 e il 1880 a Moncalieri transitarono per il controllo 411 barometri a mercurio, 257 barometri aneroidi, 411 termometri e 305 termografi).
Peraltro non è un caso se l'𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲, dopo attenta verifica della storia e delle caratteristiche del sito di osservazione, nel 2018 ha incluso l'osservatorio di Moncalieri nell'elenco delle 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝗻𝗶𝗮𝗹 𝗢𝗯𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗻𝗴 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝘀, oggi in buona compagnia di altre 21 stazioni storiche italiane e 474 nel mondo.
Speriamo ora sia più chiaro che sappiamo bene di cosa stiamo parlando: la valorizzazione e salvaguardia degli antichi osservatori meteorologici e l'analisi delle loro lunghe serie di dati sono tra le principali vocazioni e missioni della SMI, e non è nostra abitudine diffondere a caso informazioni fuorvianti in questi settori.