Ignazio Alboré - Second-Democracy

Ignazio Alboré  - Second-Democracy Nato a Molfetta il 15 febbraio 1978. Studioso di scienze sociali, insegnante privato, avvocato, laureato in legge con tesi in Politica economica.

Fondatore di "Seconda democrazia" Teoria della libertà d’accesso effettiva al mercato
e della piena occupazione costante e obbligatoria
su base familiare, in un’economia di mercato aperta. Teoria dell’equilibrio macroeconomico. La “democrazia materiale” come mezzo per salvare
il liberalismo dallo “Stato-religione” e dal totalitarismo,
e gli Stati dall’implosione per eccesso di democrazia


“Second

a democrazia” propugna il passaggio da una democrazia “formale” (1ª democrazia) ad una “materiale” (2ª democrazia), intesa come massima combinazione possibile tra principi liberali e libertà dal bisogno, al fine di salvare il liberalismo dal corporativismo, dallo Stato-religione, dal totalitarismo, e di evitare l’implosione degli Stati per eccesso di democrazia. Cercherò di dimostrare come ottenere, in un’economia di mercato aperta:
1) piena occupazione costante e obbligatoria su base familiare (non “obbligo di lavorare” ma tasso di disoccupazione zero tra i “richiedenti” lavoro);
2) libertà effettiva di entrata e uscita dal mercato, per neutralizzare gli effetti dei monopoli privati e pubblici e del centralismo pubblico (contributo universale all’entrata gestito dai comuni, uguale base di partenza per concorrere, bassa tassazione su imprese);
3) crescita costante, senza picchi né cadute, senza eccessi di domanda, di spesa pubblica e d’inflazione, per evitare squilibri finanziari, distorsioni del mercato, crisi del risparmio; 4) bassa inflazione, grazie al forte aumento della concorrenza; 5) bilancio pubblico in pareggio; 6) equilibrio della bilancia dei pagamenti; 7) equilibrio macroeconomico. I suddetti punti sono ottenibili tramite un sistema di interazione scientifica tra 5 macrovariabili fondamentali, che definisco “Sistema a 5 leve”. Tale sistema rappresenta il modello economico di Seconda democrazia. Prima premessa. 2ª democrazia è utile “solo” se si vogliono raggiungere i 7 obiettivi suddetti e neutralizzare quelli che definisco i 5 problemi del capitalismo-keynesismo:
1-costante aumento dei costi tecnologici e della velocità di deprezzamento del capitale; 2-costante aumento della produttività e dei redditi da capitale, e costante diminuzione di salari e occupazione; 3-costante aumento delle barriere alla libertà del mercato: concentrazioni capitalistiche e regolamentazione statale dei mercati; 4-costante diminuzione dell’effetto socialmente inclusivo dell’innovazione tecnologica; 5-costante diminuzione dell’effetto moltiplicativo della spesa pubblica. Altrimenti è inutile. Seconda premessa. Il mondo in cui viviamo è il migliore possibile. Ciò che non è stato fatto, o non si può fare o si sta avvicinando a piccoli passi. Credere in un piccolo gruppo di occulti potenti che governa sulle nostre teste creando disuguaglianze e povertà, è una comoda consolazione per incapaci e ignoranti. Le rivoluzioni che vogliono “plasmare l’uomo nuovo” distruggendo il presente, sono inefficaci e causano sempre declino, dittatura, atrocità. Il Male assume sempre le sembianze di “Bene Assoluto”, di “Verità e Giustizia”, di ”Uguaglianza a Tutti i Costi, di “Uguaglianza a costo della Libertà”, di fede religiosa nella “Rivoluzione che Verrà” (di cosa non si sa), che non viene mai…ma verrà….e nell’attesa distruggiam qua e là…

Anticapitalismo e antistatalismo non han senso, data l’immensa confusione tra Stato e mercato. Chi li predica vuole ingannare o è ignorante. Le uniche divisioni sono e saranno tra pragmatici e idealisti, ottimisti e frustrati, operosi e invidiosi, competenti e fanatici. Il mercato libero mondiale ha fatto si che negli ultimi 30 anni, per la 1ª volta nella storia si siano straordinariamente ridotte le disuguaglianze di reddito tra Occidente e non Occidente; la povertà estrema è passata dal 36,4% del 1990 al 14,5% nel 2011, la più grande riduzione di povertà della storia; 1 miliardo di persone sono uscite dalla povertà; 400 milioni di poveri in Oriente hanno raggiunto il ceto medio; ma ciò ha contribuito, con lo spostamento fuori dall’Occidente di molte supply chain, alla povertà di una fetta di ceto medio in Occidente, e ciò alimenta nazionalismi, di sinistra e di destra. L’intervento dello Stato in economia dovrebbe essere orientato “solo” a realizzare quelli che chiamo i “2 grandi CANALI DI LIBERTA’”: libertà d’accesso effettiva al mercato (con contributo universale all’entrata) e piena occupazione continua e obbligatoria su base familiare. I liberali lo chiameranno dirigismo, e avranno ragione. Ma i veri liberali sono onesti cercatori di verità, privi di pregiudizi. Comprenderanno il mio peccato. Nella democrazia ateniese, che pure aveva difetti, il popolo comandava; una gran fetta di popolo riunito in assemblea, “prendeva decisioni politiche”. Nelle attuali democrazie, il popolo non decide, ma vota e delega. Pochissimi decidono: il Governo e i leader di partito di cui il Governo è espressione. Affinché il popolo partecipi al potere, occorre realizzare i 2 grandi canali di libertà. Questo è ciò che definisco “DEMOCRAZIA MATERIALE” (contrapposta a quella “formale” presente ovunque oggi) o “SECONDA DEMOCRAZIA”. Se la democrazia non diverrà questo, scomparirà in molte parti del mondo. Senza rimedi ai 5 problemi, avremo totalitarismi, anarchia, separatismi. L’obiettivo di Seconda democrazia è quello di creare i presupposti affinché ciò non avvenga. Cercherò di dimostrare che:
1) piena occupazione continua non è assistenzialismo o sostegno alla domanda, ma un programma complementare all’ampliamento della concorrenza, con disoccupati reintegrati nel sistema privato, senza scarsità di manodopera. Col Sistema a 5 leve si otterrebbe il pieno impiego costante tenendo in equilibrio conti pubblici, prezzi e bilancia commerciale (equilibrio dei 5 mercati”: dei beni, del lavoro, fiscale, monetario, estero);

2) il modello macro che presento differisce da altri per: a) continuità, contemporaneità e sistematicità dei 7 obiettivi prefissati; b) tra i modelli di equilibro macro è l’unico che fornisce anche la “tecnica micro-economica” per realizzarlo (pagg. 15-27);

3) 2nd democracy realizzerebbe “effettivamente” 2 elementi della libera concorrenza perfetta: libertà d’accesso e d’uscita, numerosità degli operatori. Una medesima base di partenza tra imprese (un welfare della concorrenza). Non bisogna abbattere o limitare i monopoli, ma neutralizzarne gli effetti. Non occorre rincorrere la concorrenza perfetta (perché irrealizzabile) ma la “libertà d’accesso perfetta” al mercato, abbattendo le grandi barriere all’entrata (centralismo, tasse alte su imprese, mancanza di capitale iniziale, limiti d’accesso al mercato) per estendere la concorrenza al massimo possibile.

4) Il Sistema a 5 leve ridurrebbe fortemente il PESO DELLO STATO in economia. L’avanzo strutturale (dai 205 ai 382 miliardi) tra “nuove entrate” e “nuove spese”, che ogni anno si determinerebbe nel bilancio pubblico, consentirebbe di ridurre fortemente le imposte sulle imprese.

5) il Sistema a 5 leve è un modello macroeconomico completamente “anticiclico”.

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01/05/2026

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14 likes. "Prices Are Not Decided By The Law of Supply and Demand, Nor By Shortage (by Ignazio Alboré)"

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14 likes. "Examples Of Political Induction Of Value (by Ignazio Alboré)"

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19 likes. "Excess of Democracy and Implosion of The States (by Ignazio Alboré)"

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33 likes. "The Tools With Which Governments and Organized Power Decide The Value Of Goods (by Ignazio Alboré)"

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41 likes. "The Only Existing Market Model: the "Market of States" (by Ignazio Alboré)"

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41 likes. "Critique of Marginalist Theory (Second Democracy-by Ignazio Alboré)"

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45 likes. "Impossibility of a Free Market in a State and in a Democracy (Second Democracy - by Ignazio Alboré)"

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41 likes. "Impossibility Of A Subjective Determination Of Value, In A State And In A Democracy (by I. Alboré)"

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41 likes. "The "J Effect" and The Political Induction of Value (by Ignazio Alboré)"

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39 likes. "The Economic System of "Second Democracy" (by Ignazio Alboré)"

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49 likes. ""The 6 Phases of Value Formation" (by Ignazio Alboré)"

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