14/07/2026
Musica per tutti, per crescere in armonia, per una società migliore
Gianni Rodari diceva: se dipendesse da me, imparare uno strumento musicale diventerebbe quasi obbligatorio. Potete immaginare di essere senza gusto, di non sentire il sapore dei cibi, o di essere senza tatto, di non sentire il caldo e il freddo col semplice tocco delle dita? Un uomo “senza musica” è come un uomo senza gusto, o senza udito: ha un senso in meno.
Daniel Barenboim sostiene che la musica sia una componente essenziale e irrinunciabile dell’educazione collettiva. E dice: così come la cultura generale dovrebbe essere parte integrante degli studi di un musicista, la musica dovrebbe entrare nell’istruzione generale anche di quegli studenti che non intendono diventare musicisti. Idealmente, la musica dovrebbe essere studiata nelle scuole con lo stesso impegno che si riserva alla matematica, alla letteratura, alla storia o alla filosofia.
Howard Gardner afferma che la musica non è un’ “aggiunta”, ma un linguaggio cognitivo a pieno titolo, che sviluppa empatia, cooperazione, pensiero creativo, proprio quelle competenze che richiede una società solidale.
E ancora, Claudio Abbado ha sempre insistito sull’importanza dell’educazione musicale come educazione dell’uomo, sottolineando però la necessità che la musica diventi accessibile a tutti, democraticamente.
Eppure, nonostante questa visione della musica e dell’educazione musicale sia sostenuta da sempre più ricerche scientifiche e recepita anche all’interno delle indicazioni nazionali per il curricolo scolastico, la realtà resta purtroppo ancorata a intenzioni e limitata da mancanza di progettualità e investimenti istituzionali.
Con la nostra Associazione cerchiamo di dare un contributo concreto nella realizzazione di progetti educativi ispirati a questa visione della musica, per raggiungere un numero sempre maggiore di beneficiari fra le fasce più fragili e creando opportunità di di reale inclusione sociale.