23/05/2026
Cominciare dal bambino, Mario Lodi, 2022 Bur Rizzoli
Un testo pubblicato per la prima volta nel 1977, e oggi più che mai attuale, esprime il pensiero illuminato e illuminante di Mario Lodi, maestro, scrittore e pedagogista
Lettura consigliata a insegnanti e genitori. Mario Lodi racconta la propria esperienza educativa con la chiarezza di chi ha vissuto le proprie idee in classe, giorno dopo giorno. Al centro di tutto c’è il bambino: i suoi bisogni, i suoi diritti, la sua storia, le radici nel contesto familiare e sociale da cui proviene.
Una scuola nuova
La scuola che Lodi immagina, e che ha costruito, è una comunità in cui i bambini si sentono uguali, fratelli, compagni. L’individualismo lascia spazio alla collaborazione; la paura del voto lascia spazio alla motivazione, all’esplorazione, all’aspirazione, alla felicità. Il maestro non è un’autorità che giudica, premia, punisce, ma una guida che accompagna.
I voti e lo studio
Sulla questione dei voti, Lodi è esplicito: non si sente in grado di ridurre un bambino a un numero. Si sente invece capace, e in dovere, di capire come quel bambino ha vissuto prima di incontrarlo, per accompagnarlo nella crescita senza chiedergli più di quello che può dare.
Una scuola di formazione
In una scuola nuova che vuole aiutare ogni bambino a formarsi in modo armonioso e gioioso, a trovare e sviluppare i propri talenti, diventano indispensabili l’uso della creatività e del coinvolgimento attivo, lo sviluppo della socializzazione e collaborazione, dove può svilupparsi un’utile forma collettiva di autovalutazione e dove nessuno deve rimanere indietro.
Una scuola che va vissuta più che insegnata, che rispetti e rispecchi il modo naturale di crescita del bambino.
Dice Mario Lodi: Tutto quel che fa il bambino a scuola viene giudicato in modo definito “oggettivo”, compiendo così la più grossa delle ingiustizie, perché “non si possono fare le parti uguali fra disuguali, fra bambini cioè che non sono partiti dalla stessa linea e delle cui distanze di svantaggio non hanno colpa”.