15/04/2026
In Europa, circa 87 milioni di persone vivono con una disabilità (Eurostat).
Tra queste, il 66% dichiara di avere scelte di acquisto limitate a causa di problemi di accessibilità (Business Disability Forum, 2022).
Ma gli spazi che non prevedono tutte le persone escludono anche chi non parla la lingua, chi ha un’età diversa dalla media, chi ha un’identità di genere che i camerini divisi non contemplano, chi ha bisogni che nessuno ha ancora pensato di mappare.
Sono dati di mercato e situazioni reali che impattano sulla vita delle persone e fanno riflettere perché hanno il sapore di un’occasione persa. La maggior parte degli spazi fisici continua a essere progettata ignorando questa parte di pubblico e rinunciando a un segmento significativo di opportunità.
“Inclusive Spaces” è il servizio con cui aiutiamo brand e organizzazioni a cambiare questo dato, riprogettando l’esperienza perché funzioni davvero per tutte le persone. A volte basta cambiare punto di vista per ripensare uno spazio, un percorso, un’interazione.
Lo facciamo insieme a .red, partner per la parte di Experience Design, e a , la piattaforma che mappa l’accessibilità degli spazi fisici e la rende visibile e consultabile da tutte le persone direttamente sullo store locator del brand.
Retail, servizi pubblici, hospitality, healthcare: ogni tipo di spazio può essere inclusivo.
Nel carosello, il nostro metodo: 4 fasi, dalla lettura dei gap alla scalabilità su rete. E una regola che orienta tutto il lavoro: “Nothing about us without us”.
👉 Per saperne di più visita il sito: https://www.diversitylab.it/diversitytransformation/ o scrivi a: [email protected]