12/02/2026
L'11 febbraio si é celebrata la Giornata internazionale delle donne nella scienza.
Ricordiamo Claudia Pizzi con le parole del dr. Massimo Cardillo:
"Ho conosciuto Claudia Pizzi nel 1992, quando sono entrato a far parte del “team” della centrale operativa di coordinamento del Nord Italia Transplant. E’ stata il mio primo più forte riferimento all’interno di un gruppo che si impegnava per lo sviluppo della donazione e del trapianto nel nostro Paese. Erano anni non facili per i trapianti, le donazioni di organi in Italia erano a livelli molto bassi, penultimi tra i grandi Paesi in Europa, e molti pazienti italiani si recavano all’estero per ottenere un trapianto, vi erano problemi di organizzazione degli ospedali e di consenso sociale sulle donazioni.
Sotto la guida del prof. Sirchia, con Claudia Pizzi, Mario Scalamogna, Francesca Poli e Giuseppe Piccolo abbiamo lavorato alacremente per cercare di migliorare questa situazione, con una metodologia inclusiva di costituzione di gruppi di lavoro permanenti che includevano le figure professionali più rilevanti della rete donativa e trapiantologica di quegli anni. In particolare, con Claudia Pizzi, ci siamo occupati dello sviluppo della donazione, offrendo costante supporto ai rianimatori degli ospedali impegnati nella segnalazione dei potenziali donatori, ideando proposte che sarebbero poi state formalizzate e realizzate con la legge del primo aprile 1999. Il gruppo di lavoro dei rianimatori del NITp è stato quello che ha sviluppato i contenuti del ruolo del coordinatore ospedaliero della donazione, una figura che ai tempi non esisteva, ma che era già stata istituzionalizzata in Spagna, Paese leader in Europa per le donazioni ed i trapianti. Avevamo capito che il “modello spagnolo” della donazione era quello vincente, attraverso l’identificazione di “figure chiave” della donazione, che avevano la responsabilità dell’identificazione di tutti i potenziali donatori e della buona riuscita del prelievo degli organi e dei tessuti. Claudia Pizzi è stata per molti anni la figura di riferimento di questo gruppo, capace di unire la grande competenza e spessore professionale ad una umanità spontanea e coinvolgente, che traspariva da ogni telefonata ai “suoi rianimatori”. Questo Claudia Pizzi ci ha lasciato, un’eredità che tracciato un solco in tutti quelli che dopo di lei hanno continuato il suo lavoro alla centrale operativa del NITp.