01/09/2026
LA LEGGE VANNACCI
Non l’abbiamo chiamata noi così. È il filo conduttore di tutta la stampa di oggi.
Secondo i giornali, nella maggioranza si studia una modifica della legge elettorale costruita con un obiettivo preciso: arginare Vannacci al primo turno e provare a prendersi i suoi voti al secondo.
Per mesi Futuro Nazionale doveva essere irrilevante, destinato a scomparire. Adesso il consenso cresce e, improvvisamente, bisogna cambiare le regole.
Non vogliono confrontarsi con noi, ma sperano che i nostri elettori si mettano in fila al ballottaggio. Troppo comodo.
I voti non appartengono ai partiti e gli italiani non sono pacchi da trasferire da una coalizione all’altra.
Una legge elettorale dovrebbe garantire rappresentanza e governabilità, non proteggere chi teme di dover dividere il potere.
Se per fermarci devono riscrivere le regole, significa che non sono riusciti a fermare le nostre idee.
LE REGOLE SI POSSONO RISCRIVERE.
IL CONSENSO NO.
E dietro la nuova legge c’è sempre la stessa cosa:
LA SOLITA POLTRONA.