13/05/2026
🌸 Buongiorno amici invisibili 🌸
Vi raccontiamo la storia di Giacomo:
Mi chiamo Giacomo, ho 27 anni.
La mia storia con l’acufene inizia a fine 2023, in modo improvviso e destabilizzante.
Ho sempre ascoltato musica ad alto volume, senza sapere cosa fosse l’acufene, né che potesse essere una conseguenza possibile e soprattutto permanente.
Quando è arrivato ha distrutto la mia vita: depressione, angoscia, desolazione. Per una persona che ama il silenzio e la pace, l’idea di un suono costante e inevitabile era semplicemente inconcepibile.
La prima grande delusione è stata con i medici otorini: diagnosi superficiali, mancanza di esami adeguati e soprattutto pochissima empatia. Frasi come “te lo devi tenere” o “gli dai troppa importanza” sono devastanti per chi sta soffrendo davvero.
Ciò che mi ha aiutato concretamente è stato il supporto del mio psichiatra: la terapia antidepressiva ha alleggerito la morsa del disturbo, permettendomi, col tempo, di tornare a vivere.
Dopo quasi 3 anni sono più sereno: l’acufene è ancora presente, ma la convivenza è diventata accettabile. È stato però un prezzo altissimo.
Resta per me inaccettabile la scarsa competenza diffusa su questo disturbo. Per questo invito chi soffre di acufene a informarsi e sostenere la ricerca, ad esempio seguendo Tinnitus Quest.
Abbiamo bisogno di cure reali o almeno di trattamenti più efficaci: le opzioni attuali, come la TRT, sono spesso parziali.
Insieme possiamo cambiare le cose e costruire un futuro in cui lo standard non sia più “te lo devi tenere”, ma “curare si può”.