ASCID - ASD Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani

ASCID - ASD Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani Giocare a scacchi non è una cosa che si fa a occhi chiusi, ma c’è chi lo fa! 👁non vede,❤️non molla!

L'ASCId raccoglie gli scacchisti ciechi e ipovedenti italiani dalla sua fondazione nel 1972. Organizza annualmente campionati nazionali e rappresenta l'Italia nelle manifestazioni internazionali. Cura la diffusione del gioco, organizzando corsi e selezionando il materiale accessibile disponibile. Gestisce inoltre i rapporti con le Associazioni e Federazioni nazionali e Internazionali, favorendo lo

sviluppo di regolamenti e prassi che permettano la massima integrazione dei giocatori ciechi o ipovedenti nella comunità scacchistica globale. ASCI gathers italian blind and visually impaired chess players since 1972. It organizes italian championships and represents Italy in international events. ASCI takes care of spreading chess within blind and VI people, organizing courses and selecting adaptive chess materials. It also manages relationships with other national and international Associations and Federations, encouraging the development of rules and praxis that may allow total integration of blind and VI chess players within the global chess community.

01/07/2026

UN ALTRO TRIONFO AZZURRO:
L'ITALIA VINCE LA COPPA DELLE SEI NAZIONI
ORGANIZZATA DALL'ASCID, L'ASSOCIAZIONE
SCACCHISTI CIECHI E IPOVEDENTI

In questo 2026 così ricco di soddisfazioni per gli scacchi italiani, arriva un'altra bella notizia. Una rappresentativa azzurra si è infatti aggiudicata la Coppa delle Sei Nazioni, organizzata per la prima volta in Italia dall'Ascid, l'Associazione degli scacchisti ciechi e ipovedenti, e che si è tenuta a Rimini dal 13 al 20 giugno scorso.

La Coppa delle Sei Nazioni è una delle più prestigiose competizioni internazionali dedicate agli scacchisti ciechi, e si è svolta con il patrocinio della Federazione internazionale, la IBCA (International Braille Chess Association). l'Italia se l'è aggiudicata per la prima volta, con un percorso netto: tutte vittorie, contro tutti e cinque gli avversari: Slovenia (seconda), Francia (terza), Svezia, Belgio e Paesi Bassi uniti e Italia 2. La seconda formazione italiana è stata formata per rimediare ad alcune assenze che hanno costretto le compagini belga e olandese a unirsi in un'unica squadra.

Ecco i quattro giocatori vittoriosi: Giuseppe Tarascio, di Bari, in 1ª scacchiera, Marco Casadei di Cesena in 2ªscacchiera, Bersan Vrioni di Viterbo in 3ª scacchiera, Claudio Ariaudo di Cuneo in 4ª scacchiera. Citiamo anche i componenti di Italia 2, che si sono classificati quinti: Giancarlo Badano, Diego Poli, Erica Pezzolato, Simone Zenini e Lorenzo Ionata.

In foto la premiazione: da sinistra da sinistra a destra: Biancamaria Toccagni (Presidente Lions Club Rimini Host), Chiara Tirelli (componente del Consiglio Nazionale dell'Unione italiana Ciechi e Ipovedenti UICI), quindi Vrioni, Tarascio, Casadei e Ariaudo.

22/06/2026

Non solo scacchi alla 28th Six Nations Chess Cup for the Blind and Visually Impaired

Una coppa per l'Italia, una vittoria per tuttiGli Azzurri conquistano la Coppa delle Sei Nazioni 2026 e l'ASCID firma un...
20/06/2026

Una coppa per l'Italia, una vittoria per tutti

Gli Azzurri conquistano la Coppa delle Sei Nazioni 2026 e l'ASCID firma una manifestazione che ha saputo unire talento, accoglienza e relazioni umane

Ci sono settimane che passano velocemente e si trasformano in un ricordo. E poi ci sono settimane che lasciano una traccia profonda, perché raccontano qualcosa di più grande di un evento sportivo. La 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, che si è appena conclusa a Rimini, appartiene certamente a questa seconda categoria.
Per la prima volta nella sua lunga storia, una delle più prestigiose manifestazioni internazionali dedicate agli scacchisti ciechi e ipovedenti è approdata in Italia. E l'Italia ha saputo rispondere nel modo più bello: con la competenza di un'organizzazione costruita con pazienza e passione, con il calore di una città che ha fatto dell'accoglienza la propria identità, con la generosità di tante persone che hanno messo a disposizione tempo, energie e professionalità e con una squadra straordinaria che ha saputo scrivere una pagina destinata a rimanere nella storia.
L'Italia è la vincitrice della Coppa delle Sei Nazioni 2026. Lo ha fatto imponendosi con autorevolezza su tutte le rappresentative avversarie, vincendo tutti e cinque gli incontri disputati nel corso della competizione. Un percorso netto, limpido, costruito mossa dopo mossa, giornata dopo giornata. C'è però un dato che racconta ancora meglio la portata di questo risultato e che merita di essere sottolineato.

Tutti e quattro gli azzurri hanno concluso la manifestazione individualmente imbattuti. Un'impresa che restituisce la misura della solidità, della preparazione e della straordinaria coesione di questo gruppo. I protagonisti di questo magnifico successo sono Giuseppe Tarascio di Bari, Marco Casadei di Cesena, Bersan Vrioni di Viterbo e Claudio Ariaudo di Cuneo.
Quattro giocatori provenienti dai quattro angoli del nostro Paese, uniti dalla stessa passione e dalla capacità di trasformare ogni partita in un dialogo fatto di intuizione, memoria, strategia e fiducia reciproca. Il loro trionfo rappresenta il coronamento di un lungo percorso collettivo e assume un significato che va ben oltre il valore di una coppa.
Alle spalle di questa vittoria c'è infatti una realtà che da oltre mezzo secolo opera con dedizione, competenza e visione: l'Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani. L'ASCID non è soltanto un'associazione sportiva, è una comunità di persone, è un luogo dove si dimostra che una persona cieca o ipovedente non soltanto può giocare a scacchi, ma può competere ai massimi livelli internazionali, rappresentare il proprio Paese e costruire, attraverso il gioco, relazioni che attraversano il mondo intero. L'ASCID promuove la pratica scacchistica tra le persone con disabilità visiva, crea opportunità di crescita personale, favorisce la partecipazione alla vita sportiva e culturale e dimostra concretamente che il talento, quando incontra sostegno, competenza e fiducia, non conosce ostacoli.
L'approdo della Coppa delle Sei Nazioni in Italia rappresenta il riconoscimento di questo lungo cammino: è il frutto del lavoro di dirigenti, atleti, volontari e sostenitori che, anno dopo anno, hanno costruito qualcosa che appartiene a tutta la comunità.

Per una settimana Rimini è diventata la capitale europea degli scacchi inclusivi: gli atleti provenienti da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia e Italia hanno condiviso non soltanto una competizione sportiva, ma un'autentica esperienza di incontro tra persone. Nelle sale dell'Admiral Art Hotel si sono incontrate lingue diverse, storie personali differenti e sensibilità provenienti da tutta Europa, accomunate da una passione capace di superare qualsiasi frontiera.
La manifestazione ha potuto contare sulla vicinanza di istituzioni e realtà territoriali che hanno scelto di fare squadra intorno a un progetto dal profondo valore umano.
Per il Comune di Rimini che ha concesso il patrocinio alla manifestazione, è intervenuto l'Assessore Kristian Gianfreda, testimoniando l'attenzione dell'amministrazione comunale verso un'iniziativa che ha saputo coniugare sport, inclusione e valorizzazione del territorio.
Per la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Chiara Tirelli ha portato il saluto del Presidente nazionale Mario Barbuto, sottolineando il significato di una manifestazione che interpreta pienamente i valori dell'autonomia, della partecipazione e della cittadinanza attiva.
La Presidente del Lions Club Rimini Host, Bianca Maria Toccagni, ha rappresentato un partner fondamentale di questo percorso, contribuendo a rendere possibile una delle esperienze più apprezzate dell'intera settimana.
Un contributo altrettanto prezioso è arrivato dal circolo cittadino Rimini Scacchi. I suoi soci hanno messo a disposizione tempo, competenze ed entusiasmo, affiancando l'organizzazione come volontari e offrendo un aiuto concreto durante tutte le giornate della manifestazione. Il Presidente Roberto Giovanini ha inoltre portato i saluti del Comitato Emilia-Romagna Scacchi e del suo Presidente Fabrizio Frigeri, a testimonianza della vicinanza del movimento scacchistico italiano a un evento di così alto profilo internazionale.
A fare gli onori di casa è stato il Presidente dell'ASCID Bersan Vrioni che, con il duplice ruolo di dirigente e di atleta della squadra vincitrice, ha incarnato perfettamente lo spirito di servizio che anima la nostra associazione.
Tra i ricordi più belli che accompagneranno il ritorno a casa delle delegazioni europee rimarrà certamente il pomeriggio dedicato alla scoperta del centro storico di Rimini.
Grazie al sostegno del Lions Club Rimini Host, gli ospiti hanno intrapreso un viaggio attraverso oltre duemila anni di storia, dall'Arco d'Augusto al Tempio Malatestiano, da Piazza Tre Martiri fino alla Domus del Chirurgo.
Per qualche ora le scacchiere sono rimaste in silenzio, eppure, proprio lontano dalle sale di gioco, si è disputata una delle partite più belle dell'intera manifestazione: una partita il cui risultato finale ha visto tutti vincitori.
L'arte ha incontrato le persone, la cultura ha incontrato l'accessibilità, l'amicizia ha incontrato la curiosità. I partecipanti non vedenti hanno potuto esplorare con le mani pietre, lastricati, bronzi, incisioni e decorazioni, entrando in contatto diretto con la materia viva della storia. Al Tempio Malatestiano le dita hanno seguito i contorni della rosa a quattro petali, della scacchiera, dell'elefante e del monogramma di Sigismondo Pandolfo Malatesta, trasformando antichi simboli rinascimentali in un linguaggio universale accessibile a tutti. Alla Domus del Chirurgo, le riproduzioni degli strumenti chirurgici romani hanno permesso di avvicinarsi concretamente alla sorprendente medicina antica.
In quelle ore le mani sono diventate occhi, le pietre hanno raccontato storie, i monumenti hanno smesso di essere semplici luoghi da osservare per diventare esperienze da vivere ed è forse questa la fotografia più bella che ci lascia questa settimana: persone provenienti da tutta Europa che insieme camminano, ascoltano, ridono, si aiutano e si scoprono meno diverse di quanto avrebbero immaginato.
Alla fine rimarranno certamente la coppa, le classifiche e le fotografie ufficiali. Rimarrà l'orgoglio di un'Italia vincitrice, la gioia di quattro azzurri straordinari, il volto accogliente di Rimini e il cuore generoso di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Soprattutto, rimarrà la consapevolezza che per una settimana tutto questo è accaduto davvero.
Gli incontri sono finiti, i premi sono stati consegnati, Le delegazioni tornano nei rispettivi Paesi portando con sé nuovi ricordi e nuove amicizie. Certe partite continuano a vivere molto tempo dopo l'ultima mossa e, quella appena vissuta a Rimini, è stata una di quelle occasioni in cui sport, cultura, inclusione e umanità hanno saputo camminare insieme. Ed è forse proprio questa la vittoria più bella che la 28ª Coppa delle Sei Nazioni lascia in eredità a tutti noi.

🤫Silenzio e concentrazione… 🤫Il quarto turno è iniziato.♟
18/06/2026

🤫Silenzio e concentrazione… 🤫Il quarto turno è iniziato.♟

Con le mani nella storia: Rimini si racconta ai protagonisti della Coppa delle Sei NazioniAlla scoperta della città attr...
18/06/2026

Con le mani nella storia: Rimini si racconta ai protagonisti della Coppa delle Sei Nazioni

Alla scoperta della città attraverso un percorso inclusivo che ha trasformato monumenti e reperti archeologici in esperienze da vivere con tutti i sensi.

Ieri pomeriggio, la 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi e intensi, andando ben oltre la dimensione puramente sportiva. Nella giornata di riposo della competizione, le delegazioni provenienti da diversi Paesi europei hanno avuto l'opportunità di scoprire il cuore storico di Rimini attraverso una visita guidata che si è trasformata in un'autentica esperienza di incontro, conoscenza e condivisione.
L'iniziativa, resa possibile grazie al prezioso sostegno del Lions Club Rimini Host e alla collaborazione delle istituzioni cittadine, ha accompagnato i partecipanti in un viaggio lungo oltre duemila anni di storia, dall'epoca romana al Rinascimento, permettendo a tutti di entrare in contatto con il patrimonio artistico della città in modo profondamente inclusivo.
Guidati da professionisti in lingua italiana, inglese e francese, i partecipanti hanno percorso le strade del centro storico partendo dall'Arco d'Augusto, l'antica porta monumentale di Ariminum, lasciandosi poi condurre attraverso piazze, monumenti e testimonianze che raccontano la straordinaria continuità storica della città.
Ma ciò che ha reso davvero speciale questo pomeriggio è stata la possibilità, per i partecipanti non vedenti, di vivere l'arte e la storia attraverso il tatto.
Le mani sono diventate occhi capaci di leggere il passato.
Pietre antiche, lastricati, superfici scolpite, bronzi, incisioni e decorazioni si sono trasformati in strumenti di conoscenza diretta, permettendo di stabilire un rapporto fisico e immediato con i monumenti e con le testimonianze artistiche.
Uno dei momenti più emozionanti si è svolto presso il Tempio Malatestiano, straordinario capolavoro del Rinascimento progettato da Leon Battista Alberti. Grazie alla disponibilità dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Rimini, i partecipanti non vedenti hanno potuto esplorare con le proprie mani alcuni elementi eccezionalmente accessibili del monumento.
Particolarmente suggestivo è stato l'incontro con i simboli della signoria malatestiana, che da semplici elementi decorativi si sono trasformati in un linguaggio da decifrare attraverso il tatto: la rosa a quattro petali, la scacchiera, l'elefante e il celebre monogramma di Sigismondo Pandolfo Malatesta sono diventati forme vive, percepibili e riconoscibili.
Il percorso è poi proseguito in Piazza Tre Martiri, luogo profondamente legato alla storia romana e alla memoria del passaggio di Giulio Cesare, prima di concludersi alla Domus del Chirurgo e al Museo della Città.
Anche qui l'esperienza tattile ha assunto un ruolo centrale. I partecipanti hanno potuto entrare in contatto con le riproduzioni degli straordinari strumenti chirurgici rinvenuti durante gli scavi archeologici, testimonianze uniche dell'attività di un medico romano vissuto nel III secolo d.C.
L'intero pomeriggio ha rappresentato un esempio concreto di come l'accessibilità non sia un semplice adattamento, ma una modalità diversa e ricca di vivere il patrimonio culturale. Laddove spesso prevale il divieto del contatto, ieri il tatto è diventato protagonista, trasformandosi in uno straordinario veicolo di inclusione.
La visita ha inoltre consolidato lo spirito che anima questa manifestazione internazionale: costruire ponti tra persone provenienti da culture, lingue e tradizioni diverse, unite non soltanto dalla passione per gli scacchi, ma anche dal desiderio di conoscersi e di condividere esperienze autentiche.
Per qualche ora le scacchiere sono rimaste da parte, lasciando spazio a un'altra partita, forse ancora più importante: quella dell'incontro tra persone, della curiosità reciproca e della scoperta di un patrimonio comune europeo.
E il risultato, questa volta, è stata una vittoria per tutti.
Rimini ha saputo raccontarsi non soltanto attraverso la bellezza dei suoi monumenti, ma soprattutto attraverso la capacità di renderli accessibili, trasformando una semplice visita guidata in un ricordo destinato a rimanere nel cuore dei partecipanti molto più a lungo della competizione stessa.

Il terzo turno è iniziato 
16/06/2026

Il terzo turno è iniziato 

Scatti dal secondo turno
15/06/2026

Scatti dal secondo turno

28th Six Nations Chess Cup for the Blind and Visually ImpairedScatti dal primo turno
15/06/2026

28th Six Nations Chess Cup for the Blind and Visually Impaired

Scatti dal primo turno

28th Six Nations Chess Cup for the Blind and Visually ImpairedCerimonia di apertura
15/06/2026

28th Six Nations Chess Cup for the Blind and Visually Impaired
Cerimonia di apertura

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