Associazione Figli della Shoah

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Associazione Figli della Shoah L' Associazione Figli della Shoah, si è costituita nel 1998 per volontà di molto sopravvissuti itali

Costituita nel 1998, l’Associazione Figli della Shoah è formata da Ebrei sopravvissuti alla deportazione, familiari e simpatizzanti che si impegnano affinché non venga dimenticato l’orrore della Shoah e lo sterminio di sei milioni di cittadini europei di religione ebraica. Le molte iniziative a favore della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e soprattutto dei giovani, hanno portato l’Associazione ad avere un ruolo e una risonanza nazionale. L’Associazione Figli della Shoah, la cui presidente onoraria è la senatrice Liliana Segre, ha contribuito fin dalla sua fondazione, alla campagna di sensibilizzazione per l’approvazione della Legge che ha stabilito nella giornata del 27 gennaio la data annuale celebrativa del Giorno della Memoria a partire dal 2001. Per le sue iniziative ha ricevuto riconoscimenti dalla Presidenza della Repubblica e dalle autorità milanesi e lombarde. Socio fondatore del Museo della Shoah di Roma e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, l’Associazione organizza in collaborazione con i maggiori istituti storici e di ricerca nazionali e internazionali, incontri con i Testimoni, mostre itineranti, seminari di aggiornamento per docenti, dibattiti e conferenze.

YOM KIPPUR, 1944Venne lo   del 1944.La vigilia passai sotto le garitte e trovai un torso di mela co' tutte 'formiche; ri...
20/09/2026

YOM KIPPUR, 1944

Venne lo del 1944.
La vigilia passai sotto le garitte e trovai un torso di mela co' tutte 'formiche; ringraziai il Signore: "Questo è per domani quando lascio Kippur, domani sera me faccio 'n po' de varietà de frutta". Dopo andiedi dal forarbait (Vorarbeiter) e je chiesi 'n pezzettino de fristic (Frühstuck), ma nun me lo diede.
La mattina appresso questo me cerca: "Sei tu l'italiano che m'ha chiesto il fristic? Ecco, mangia!"
"No, oggi è Kippur, nichts essen!"
M'acchiappò: "Ma che fai il religioso? Essen, essen!"
Era 'n salame così, me lo sbatté forte sulla bocca.
"Mangia!"
"Nein, oggi è Kippur, nichts essen!"
"Ma ancora credi a D-o? Ma non lo vedi dove stai?"
Me fece guarda' verso i crematori di Birkenau.
Non mangiai per tutto il giorno, volevo fa' 'l digiuno, come a Roma.
'A sera, ritornato in baracca, me dico lo Shemah Israel, pensai alla mia famiglia; prendo 'l pezzettino de mela, me sembrava de sta' a casa.
Me mangiai tutto, pure a formichetta, ma chi se ne frega! Me ne andai a letto soddisfatto.

Romeo Salmonì

Deportato da Roma ad Auschwitz il 30 aprile 1944.
Matricola A-15810
Sopravvissuto scappando dalla marcia da Nossen (Flossenburg) nell'aprile del 1945.

Da Il libro della Shoah italiana.

"650mila militari italiani, dopo l’8 settembre 1943, ebbero il coraggio di dire «no» alla collaborazione con il nazifasc...
20/09/2026

"650mila militari italiani, dopo l’8 settembre 1943, ebbero il coraggio di dire «no» alla collaborazione con il nazifascismo. Una scelta di dignità e libertà che diede vita a una straordinaria forma di “Resistenza senza armi". Nei l***r del Terzo Reich furono sottoposti al lavoro coatto e costretti a sopportare condizioni disumane. Circa 50mila persero la vita. A quegli uomini va la nostra riconoscenza, perché la nostra libertà e la nostra democrazia sono nate anche da tante eroiche scelte individuali, compiute da uomini comuni in circostanze straordinarie”.

Cit. Ministro della Difesa
On. Crosetto durante la commemorazione della seconda giornata in memoria degli Internati Militari Italiani.

Pietro Santi era un soldato del 64° Fanteria Alpina, Brigata Cagliari, ed era dislocato in Grecia all'epoca dell'armistizio.
Dopo l'8 settembre 1943, come centinaia di migliaia di soldati italiani, fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania come internato militare nello Stalag VI. Venne ucciso il 20 febbraio 1944 nei pressi di Moers, in Germania, mentre cercava di raccogliere da terra delle bucce di patate per la fame.
Il 2 giugno 2010 è stato insignito alla memoria della Medaglia d'Onore della Repubblica Italiana. A fine gennaio 2023, la città di Lodi ha posato in sua memoria la prima pietra d'inciampo cittadina in piazza Castello.

"La blockova chiamò da parte me e mia sorella e ci parlò con aria grave. Ci disse: - Verranno degli uomini, raduneranno ...
18/09/2026

"La blockova chiamò da parte me e mia sorella e ci parlò con aria grave. Ci disse: - Verranno degli uomini, raduneranno tutti voi bambini e vi diranno: chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti. Voi dovete rimanere ferme al vostro posto, non rispondete assolutamente nulla. -
Dicemmo a Sergio quel che ci era stato suggerito da quella donna.
Poco dopo, tutti noi della baracca dei bambini piccoli fummo radunati da un gruppo di uomini in uniforme venuti da fuori. Non potevamo saperlo, ma uno di loro era il Dott. Mengele, colui che eseguiva terribili esperimenti medici sui detenuti."

Il 19 settembre festeggiamo il compleanno di Tatiana (Liliana) Bucci.

Con riconoscenza e gratitudine per la sua opera di Testimonianza che, con sua sorella Andra, porge instacabilmente alle giovani generazioni, portando sempre messaggi di pace e tolleranza.

Auguri Tati!❤️

Questa sera le comunità ebraiche di tutto il mondo festeggiano  il capodanno, chiamato in ebraico Rosh Hashanà, che cele...
11/09/2026

Questa sera le comunità ebraiche di tutto il mondo festeggiano il capodanno, chiamato in ebraico Rosh Hashanà, che celebra la creazione dell'uomo, 5787 anni fa.

Rosh Hashanà, una rinascita spirituale che si compie ogni anno e che auguriamo porti
pace ovunque ci siano guerre e sofferenze.

Auguri carissimi alla nostra Presidente Onoraria Liliana Segre che compie 96 splendidi anni!La sua forza interiore e la ...
09/09/2026

Auguri carissimi alla nostra Presidente Onoraria Liliana Segre che compie 96 splendidi anni!

La sua forza interiore e la sua pacatezza d'animo sono un costante esempio per tutti noi.

Buona vita Liliana! ❤️

(...) Ero a tavola con mio papà e i miei nonni quando mi dissero: "Tu non puoi più andare a scuola". Dovevo fare la terz...
07/09/2026

(...) Ero a tavola con mio papà e i miei nonni quando mi dissero: "Tu non puoi più andare a scuola". Dovevo fare la terza elementare. Ero un'alunna qualunque, un'allieva discreta, ma mi piaceva molto la scuola perché ero figlia unica, senza la mamma, non avevo fratellini o cuginetti con i quali giocare, perciò andavo in classe volentieri. "Perché"?, chiesi, "Sei stata espulsa", mi risposero.
Tutti i ragazzi, di tutte le scuole, sanno cosa vuol dire essere espulsi, e io chiesi ancora: "Perché, perché, perché"?
Ma non mi potevano dire che ero stata maleducata o che avevo fatto qualcosa di grave, Me li ricordo gli sguardi, come un flash quei minuti, gli sguardi, di quelli che mi amavano e mi dovettero spiegare: "Siamo ebrei, ci sono nuove leggi...".
Se qualcuno ha voglia di leggere a fondo che cosa sono state le leggi razziali fasciste, uno degli aspetti più crudeli fu proprio quello di far sentire i bambini invisibili.
Io obbligata lasciare quel banco, le mie compagne.
E furono pochissime, furono tre che si ricordarono di me per tutta la vita.
Però la che classe non era fatta solo di tre.
Le altre non si accorsero che il banco era vuoto e molti anni dopo, a guerra finita, rivedendole ormai signorinette com'ero diventata anch'io, mi chiesero: "Ma tu, Segre, dove sei andata a finire che non ti abbiamo più visto"?
Avrei dovuto rispondere: ad Auschwitz.
Ma non lo feci.
In quel momento era troppo difficile per me, che per quarantacinque anni non avrei trovato le parole, cercare di spiegare perché ero diventata invisibile.

Liliana Segre
da Ho scelto la vita
Edizioni Solferino

Sissel Vogelmann era una meraviglia di bambina. Bella, con gli occhi azzurri e i riccioloni biondi un po' ribelli. Alleg...
03/09/2026

Sissel Vogelmann era una meraviglia di bambina. Bella, con gli occhi azzurri e i riccioloni biondi un po' ribelli. Allegra e buona, calma e generosa. È straziante pensarla mentre parte, il 30 gennaio 1944, dai binari nascosti della Stazione Centrale di Milano, oggi Memoriale della Shoah Milano, diretta ad Auschwitz; immaginarla per una settimana sul vagone piombato senza acqua né cibo né luce; saperla morta nella camera a gas con la mamma, Anna Disegni, il giorno stesso dell'arrivo nel campo di sterminio, il 6 febbraio 1944.
Sissel era nata il 1935, aveva solo 8 anni. Il padre Schulim sopravvisse alla detenzione nazista e, finita la guerra, tornò nella sua città, Firenze. Era stato l'unico ebreo catturato in Italia a salvarsi grazie a .
Schulim Vogelmann si ricreò una famiglia, ma al figlio Daniel nato dal secondo matrimonio mancò fin dall’infanzia quella sorellina, Sissel, che non aveva mai conosciuto.
Daniel Vogelmann è oggi l'editore della Casa Editrice Giuntina

In ricordo di Sissel Emilia Vogelmann e di quel milione e mezzo di bambini sterminati durante la Shoah.

(Torino 03.09.1935 - Auschwitz Birkenau 06.02.1944)


Nell'estate del 1948 avvenne l'incontro che cambiòcompletamente la mia vita.Non avevo ancora compiuto diciotto anni e i ...
19/08/2026

Nell'estate del 1948 avvenne l'incontro che cambiò
completamente la mia vita.
Non avevo ancora compiuto diciotto anni e i nonni decisero di portarmi in vacanza a Pesaro, da due cugine che la nonna da tempo si prometteva di andare a trovare.
(... )Alloggiavamo al Vittoria, un
albergo elegante affacciato sul
mare. Faceva un caldo micidiale, la
spiaggia era bruttissima, piatta, e
non c'era niente che mi piacesse.
Decisi di fare un bagno e sulla
spiaggia incontrai una mia cugina in compagnia di alcuni amici tra cui
c'era Alfredo, il mio futuro marito.

Ci innamorammo all'istante, e tre
giorni dopo eravamo fidanzati.
(... ) Alfredo viveva a Bologna. Era
laureato in legge e lavorava in uno
studio legale.
Bastò notare il mio umero sul
braccio (ero in costume, e il
tatuaggio era in vista) per capire che non ero una ragazzina come le altre.

"Io so cos'è questo mi disse, notando le cifre sul mio polso. In Germania ho incontrato tanti che lo avevano. Che cosa tremenda."
Sentii che con lui avrei potuto parlare e così, timidamente,
cominciai a raccontargli qualcosa. Solo qualche dettaglio, perché allora non parlavo di questo argomento.

Cominciammo a parlare e non ci fermammo più.
Smettemmo solo qualche giorno prima che morisse.

(... )Prima di conoscerlo ero un essere informe, ero semplicemente una sopravvissuta, incapace di gioire del fatto di essersi salvata.

Sono diventata una donna solo quando mi sono innamorata di lui.

Liliana Segre
da La memoria rende liberi

"Irène partita oggi all'improvviso. Spero che voi possiate intervenire urgenza stop. Cerco invano di telefonare."Irène N...
17/08/2026

"Irène partita oggi all'improvviso. Spero che voi possiate intervenire urgenza stop. Cerco invano di telefonare."
Irène Nemirowsky fu deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz Birkenau, dove morì il 17 agosto di tifo.
Il marito, Michel Epstein, si attivò per cercare di salvare la moglie inviando questo drammatico telegramma il13 luglio a Robert Esmenard presso la casa editrice Grasset, che pubblicò molte opere di Irène, per chiedere aiuto. Anche lui morì nel novembre dello stesso anno ad Auschwitz Birkenau.
Così ricordava quel tragico mattino una delle figlie di Irene, Denise:
"Il 13 luglio 1942 era il primo giorno di vacanza. Nel villaggio regnava la calma: la Francia era stata sconfitta e occupata, quindi non c'erano in programma festeggiamenti per la ricorrenza del 14 luglio. All'ora di colazione sono arrivati i gendarmi. (...) Io ed Elisabeth siamo state accompagnate al primo piano, da dove non potevamo sentire nè vedere nulla. Siamo ridiscese dopo qualche minuto per salutare mamma Irène che partiva per un viaggio...Non ci sono state lacrime... Non sapevo che sarebbe stato un viaggio senza ritorno.
(...)Una sua lettera dalla gendarmeria di Toylon-sur-Arroux, poi due bigliettini dal campo di Phitiviers,e così dal suo ultimo messaggio abbiamo saputo che mia madre era in partenza per l'est...il suo convoglio si sarebbe fermato ad Auschwitz.
Dal carcere di Le Creusot mio padre mi affidò due cose importanti: mia sorellina e una valigia da cui mi ha fatto promettere che non mi sarei mai separata. Nella valigia, scoprii molti anni dopo, c'erano foto, carte, un pò di biancheria, e quello che veniva chiamato il "quaderno" di mamma e che in seguito si è rivelato essere il famoso manoscritto di Suite francese.
La valigia era pesante e per portarmela dietro avevo dovuto abbandonare la bambola Bleuette, fu una grande tragedia per una ragazzina.
Dopo qualche giorno abbiamo lasciato, orfane, il paese in piena notte.
Nessuno si accorse di niente a quanto sembra... Era arrivato il momento del silenzio.

Nemmeno una lacrima, per non fare rumore."

Denise Epstein
Da Sopravvivere e Vivere
Ed. Adelphi



"Quando arriviamo con il treno è il mattino del 16 agosto 1944.Siamo partiti da Rodi il 23 luglio, abbiamo viaggiato in ...
16/08/2026

"Quando arriviamo con il treno è il mattino del 16 agosto 1944.
Siamo partiti da Rodi il 23 luglio, abbiamo viaggiato in queste condizioni per venticinque giorni.
(...) Le bastonate arrivano da tutte le parti, i soldati ci spingono, c'è una concitazione malata, una frenesia cattiva, scandita di nuovo dalle urla in quella lingua che non conosco e già comincio ad odiare.
(...) Finché siamo tutti insieme tutto è sopportabile, persino questo orrore, ma quando cominciano a dirci 'le donne da una parte, gli uomini dall'altra', c'è una reazione naturale, ognuno di noi non vuole separarsi dall'altro.
(...) Me lo gonfiano di botte il mio papà. Lucia è trascinata via, lontano, ci guarda smarrita.
Non possiamo fare più nulla, se non morire tutti e tre.
È uno strazio. E tutto davanti a me.
A questi occhi di ragazzo.
Io non posso fare niente.
Ho cercato in tutti i modi di aiutare mio papà.
Ma è stato inutile, tutto inutile.

Sami Modiano
da Tana libera tutti
di Walter Veltroni

Indirizzo

Milan

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