26/05/2026
Tornano i bombardamenti sulle città e sulle capitali europee.
Per uscire dallo stallo della guerra in trincea, nonostante forse alcune centinaia di migliaia di militari morti, ora si passa ai bombardamenti su Kiev, la stessa Mosca, convitti studenteschi ed altro ancora (qualcuno ormai parla liberamente di possibili ordigni nucleari tattici)
A Belgrado e nel resto della Serbia nel 1999 con i due mesi di bombardamenti Nato ci furono 2.500 morti di cui oltre 500 civili. Ancora oggi in questa capitale balcanica ci si racconta e ci si chiede del perché di quell’intervento: a cominciare dalla sua piazza Slavjia dove settimana scorsa si sono radunati di nuovo oltre centomila studenti in lotta contro la corruzione sistemica, oppure davanti alle macerie volutamente non rimosse del ministero della difesa ma soprattutto nei suoi caffè ristoranti e alberghi dove si continua a vivere e sperare.
Belgrado vuole essere un ponte di pace tra occidente e oriente ma un’Europa impotente e diplomaticamente inesistente quindi presa da un assurdo riarmo (in particolare quello della Germania) non riesce nemmeno ad aiutare il processo difficile di riconciliazione e cooperazione tra stati e etnie; la stessa adesione all’UE nei sondaggi risulta sempre più in caduta libera.
La nostra credibilità nel dire basta con la carneficina in corso oggi in Europa passa anche dal saper chiudere definitivamente quelle degli anni novanta.
Dove sta il movimento pacifista di ripudio delle guerre in Europa? Insieme al movimento contro il genocidio a Gaza, contro i bombardamenti americani/israeliani in Iran e Libano, in difesa di Cuba è ancora possibile fermare questo mondo impazzito?
La nostra iniziativa di domani in ChiAmaMilano (Mm Duomo):
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